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La Turchia è il primo Paese a censurare Grok, l’Ia di Musk su X

(afp)

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L'intelligenza artificiale di Elon Musk avrebbe prodotto contenuti offensivi nei confronti del presidente turco Erdogan. Ma non è l’unica polemica che ha coinvolto il chatbot. Che avrebbe condiviso anche altri tipi di contenuti inappropriati: dall’antisemitismo alle lodi di Hitler
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La Turchia ha censurato Grok. Dopo che l'intelligenza artificiale di Elon Musk, integrata a X, ha prodotto contenuti offensivi nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, della sua defunta madre e del fondatore della Turchia moderna Mustafa Kemal Ataturk, la procura di Ankara ha deciso di bloccare i messaggi condivisi dal chatbot di Musk perché ha ritenuto che abbiano violato “i valori religiosi di una parte della popolazione e del presidente”, ha detto il tribunale della capitale turca, corredando la spiegazione con decine di link ai post per chiederne la rimozione.

Tra i messaggi che Grok avrebbe inviato in risposta agli utenti su X, ci sarebbero quelli in cui il capo di Stato viene definito un “serpente”, ad esempio, o altri in cui ad essere offesi sono stati i suoi familiari.

Così "la Turchia è diventata il primo Paese a censurare Grok", ha fatto notare Yaman Akdeniz, esperto di diritto informatico presso l'Università Bilgi di Istanbul, che ha chiarito anche come le…

La Turchia ha censurato Grok. Dopo che l'intelligenza artificiale di Elon Musk, integrata a X, ha prodotto contenuti offensivi nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, della sua defunta madre e del fondatore della Turchia moderna Mustafa Kemal Ataturk, la procura di Ankara ha deciso di bloccare i messaggi condivisi dal chatbot di Musk perché ha ritenuto che abbiano violato “i valori religiosi di una parte della popolazione e del presidente”, ha detto il tribunale della capitale turca, corredando la spiegazione con decine di link ai post per chiederne la rimozione.

Tra i messaggi che Grok avrebbe inviato in risposta agli utenti su X, ci sarebbero quelli in cui il capo di Stato viene definito un “serpente”, ad esempio, o altri in cui ad essere offesi sono stati i suoi familiari.

Così "la Turchia è diventata il primo Paese a censurare Grok", ha fatto notare Yaman Akdeniz, esperto di diritto informatico presso l'Università Bilgi di Istanbul, che ha chiarito anche come le autorità abbiano prima individuato circa 50 post prodotti dall’intelligenza artificiale da utilizzare come base per l'indagine. E poi deciso di procedere vietando l'accesso a contenuti specifici e chiedendone la rimozione, in linea con l’approccio restrittivo del governo turco, che negli ultimi anni ha notevolmente aumentato il controllo sulle piattaforme dei social media e sui servizi di streaming online nel Paese. Attraverso l’approvazione di leggi che danno alle autorità un maggiore controllo sui contenuti e la possibilità di arrestare chi pubblica post considerati illegittimi o di limitare l'accesso a determinati siti. Per "proteggere l'ordine pubblico", secondo il governo. Per soffocare il dissenso secondo chi è critico.

Grok, però, in Turchia non è bloccato. "Non ci sono restrizioni all'accesso all'intelligenza artificiale ma la bloccheremo se necessario", ha detto, come riferisce il quotidiano Sabah, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture turco, Abdulkadir Uraloglu, spiegando che è in programma c’è anche un incontro con i funzionari di X.

“Siamo a conoscenza dei post recenti generati da Grok e stiamo lavorando attivamente per rimuovere i contenuti inappropriati", ha fatto sapere l’azienda di Musk che ha scritto: “xAI è impegnata nel costruire un’Ia che cerca la verità, e grazie ai milioni di utenti su X, possiamo identificare rapidamente e correggere le aree di addestramento in cui è necessario migliorare".

Ma quella con la Turchia non è l’unica polemica che ha coinvolto l’Ia di Musk. Negli ultimi giorni, infatti, il chatbot avrebbe condiviso anche altri tipi di contenuti inappropriati: dall’auspicare che il grande incendio che ha invaso la città francese di Marsiglia ieri bruciasse i quartieri in cui operano i narcotrafficanti, all’antisemitismo, al tessere le lodi di Adolf Hitler definito il "personaggio storico" più adatto per rispondere a un utente che sembrava gioire per la morte di decine di bambini nel campo estivo travolto dall'alluvione in Texas.

Sebbene non sia possibile verificare la veridicità di tutti i messaggi controversi che nelle ultime ore vengono attribuiti a Grok, una trasformazione nei contenuti dei post del chatbot sembra essere avvenuta dopo che lo scorso venerdì Elon Musk aveva annunciato miglioramenti "significativi" all’Ia, in risposta alle critiche che l’hanno definito spesso "woke", cioè troppo progressista o politicamente corretto. "Dovreste notare una differenza quando fate domande a Grok", aveva sottolineato il ceo di Tesla a proposito delle migliorie a cui avrebbe dovuto portare l’aggiornamento.

"Ho l'impressione che stiamo entrando in un livello superiore di discorso d'odio, controllato da algoritmi, e che chiudere un occhio... sia un errore che potrebbe costare alle persone in futuro", ha, invece, detto il ministro polacco per il digitale Krzysztof Gawkowski che ha intenzione di denunciare Grok alla Commissione europea, “per un'indagine e, se necessario, per l'imposizione di una multa a X".

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