ROMA – Raccontano fonti di una delegazione europea che a un certo punto, in un angolo della ciclopica “Nuvola” di Fuksas, Keith Kellogg abbia pure sfoderato il cellulare, che trilla di continuo. «Trump mi chiama anche alle tre di notte!». E fino all’altro ieri, prima di imbarcarsi per Roma, «ero con lui», dentro lo studio ovale. Messaggio chiaro: il mandato dell’inviato speciale della Casa bianc…