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L’accusa di Bruxelles: “La sfiducia a Ursula, una manovra di Mosca”

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Berlino: “Il Cremlino vuole lanciare 2.000 droni a volta. Servono armi per colpire le infrastrutture della Federazione”
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BERLINO – Ursula von der Leyen lo aveva già dichiarato nei turbolenti giorni della mozione di sfiducia contro di lei firmata dalle destre: «È stata sottoscritta dagli amici di Putin». E ieri la Commissione europea ha confermato i suoi sospetti: ci sarebbe Putin dietro al voto di sfiducia promosso da 77 parlamentari europei della galassia nera di Strasburgo contro la presidente dell’esecutivo europeo, bocciata lo scorso 10 luglio dalla plenaria. «Da tempo seguiamo le operazioni russe contro l’Ue e la presidente. I fact-checker indipendenti hanno chiaramente identificato tali operazioni nel contesto della mozione di censura», ha rivelato ieri il portavoce della Commissione per il Digitale, Thomas Regnier.

La mozione era stata promossa dal vicepresidente romeno del gruppo Ecr (di cui fa parte anche Fratelli d’Italia, ma il partito di Giorgia Meloni non aveva votato), Gheorge Piperea. E Regnier ha sottolineato ieri che la vicenda dimostra «ancora una volta che gli attori che si sono dimo…

BERLINO – Ursula von der Leyen lo aveva già dichiarato nei turbolenti giorni della mozione di sfiducia contro di lei firmata dalle destre: «È stata sottoscritta dagli amici di Putin». E ieri la Commissione europea ha confermato i suoi sospetti: ci sarebbe Putin dietro al voto di sfiducia promosso da 77 parlamentari europei della galassia nera di Strasburgo contro la presidente dell’esecutivo europeo, bocciata lo scorso 10 luglio dalla plenaria. «Da tempo seguiamo le operazioni russe contro l’Ue e la presidente. I fact-checker indipendenti hanno chiaramente identificato tali operazioni nel contesto della mozione di censura», ha rivelato ieri il portavoce della Commissione per il Digitale, Thomas Regnier.

La mozione era stata promossa dal vicepresidente romeno del gruppo Ecr (di cui fa parte anche Fratelli d’Italia, ma il partito di Giorgia Meloni non aveva votato), Gheorge Piperea. E Regnier ha sottolineato ieri che la vicenda dimostra «ancora una volta che gli attori che si sono dimostrati strettamente associati alla propaganda di Stato russa continuano a tentare di polarizzare e indebolire l’Unione europea». L’episodio aveva comunque fatto emergere i malumori nella maggioranza di centrosinistra che sostiene von der Leyen: molti, irritati per lo scivolamento a destra della Commissione Ue, non avevano partecipato alla votazione, inclusi numerosi parlamentari del Pd.

Dalla Germania, intanto, il neo ispettore generale dell’esercito Christian Freuding, ha lanciato un allarme preoccupante. Secondo il generale della Bundeswehr, Mosca intende lanciare contemporaneamente fino a 2.000 droni verso l’Ucraina. Una prospettiva che rischia di trasformarsi in «una seria sfida per il sistema di difesa aerea ucraino», ha aggiunto. Anche per la qualità dei droni russi che «è aumentata significativamente». In un podcast pubblicato sul sito bundeswehr.de l’ufficiale tedesco ha ammesso che «la qualità della guerra aerea è cambiata in modo significativo».

Allo stesso tempo il generale ha detto di vedere la possibilità che l’Ucraina possa colpire con successo in profondità in territorio russo, come avvenuto di recente con la spettacolare “Operation Spiderweb”: l’Ucraina aveva sferrato un attacco attraverso droni contemporaneamente a varie basi militari in Russia. Un modo per difendersi dagli attacchi aerei, ha sottolineato il generale, è «colpire aeroporti militari, aerei e siti di produzione dell’industria della difesa». Fare in modo, insomma, che le armi e gli aerei vengano distrutti «prima ancora che questi mezzi possano essere impiegati».

Il generale incoraggia dunque Kiev a continuare a colpire la Russia in una logica preventiva. Perché occorre «trovare un modo per impedire lo sviluppo del complesso militare-industriale russo», ha sottolineato. La scorsa settimana Freuding aveva rivelato che i primi missili ucraini a lungo raggio, quelli che servono per colpire territorio russo in profondità, arriveranno entro la fine di luglio. «Putin deve capire che non ha nessuna possibilità di vincere questa guerra con mezzi militari», ha detto ieri.

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