✕

La tela del Papa per la pace: l’inviato di Kirill in Vaticano, aperto un canale di dialogo

(ansa)

Ascolta l'audio

Sabato Leone riceverà il metropolita della chiesa ortodossa, Antonij di Volokolamsk. Il terreno comune dell’ecumenismo
2 minuti di lettura

CITTA’ DEL VATICANO – Tiene la porta aperta alla Russia, il Papa nato a Chicago. Leone XIV riceverà sabato prossimo il metropolita Antonij di Volokolamsk, ministro degli Esteri del patriarcato ortodosso di Mosca. È il primo incontro di alto livello con un esponente dell’establishment russo e segnala il desiderio del nuovo Pontefice di non abbandonare nessuna pista che possa favorire la pace in Ucraina.

(afp)

La via è impervia e Leone lo sa. Mosca non mostra l’intenzione di chiudere la guerra in tempi brevi. Il Papa ha chiesto a Vladimir Putin, che lo ha chiamato a inizio giugno per sondare il suo tasso di americanità, «un gesto che favorisca la pace», ma per ora non si è visto alcun gesto. Quanto all’ipotesi di una vera e propria mediazione vaticana, gli uomini del Papa non si fanno illusioni ingenue, la Russia ha chiuso la porta: «Non vediamo la Santa Sede in un ruolo di mediatore politico», ha dichia…

CITTA’ DEL VATICANO – Tiene la porta aperta alla Russia, il Papa nato a Chicago. Leone XIV riceverà sabato prossimo il metropolita Antonij di Volokolamsk, ministro degli Esteri del patriarcato ortodosso di Mosca. È il primo incontro di alto livello con un esponente dell’establishment russo e segnala il desiderio del nuovo Pontefice di non abbandonare nessuna pista che possa favorire la pace in Ucraina.

(afp)

La via è impervia e Leone lo sa. Mosca non mostra l’intenzione di chiudere la guerra in tempi brevi. Il Papa ha chiesto a Vladimir Putin, che lo ha chiamato a inizio giugno per sondare il suo tasso di americanità, «un gesto che favorisca la pace», ma per ora non si è visto alcun gesto. Quanto all’ipotesi di una vera e propria mediazione vaticana, gli uomini del Papa non si fanno illusioni ingenue, la Russia ha chiuso la porta: «Non vediamo la Santa Sede in un ruolo di mediatore politico», ha dichiarato a Avvenire l’ambasciatore di Putin presso la Santa Sede Ivan Soltanovsky, «tuttavia la consideriamo un facilitatore: con la sua azione favorisce il dialogo tra Mosca e Kiev contribuendo a creare un clima più sereno che può portare a proficui colloqui di pace».

Robert Francis Prevost punta a consolidare questo ruolo. Non ha nascosto la propria vicinanza alle ragioni dell’Ucraina, in poco più di due mesi di pontificato ha ricevuto due volte Volodomyr Zelensky. È nato negli Stati Uniti, ma non è schiacciato sulle posizioni della Casa Bianca. E vuole allargare i margini di dialogo con la Russia. È consapevole che al momento gli equilibri sono decisi sul campo di battaglia, sa che però la Russia è isolata internazionalmente, guarda più al dopodomani che al domani. E, sulla scia di papa Francesco, ha individuato due terreni da arare. Il primo sono le iniziative umanitarie, lo scambio di prigionieri e il rimpatrio dei bambini ucraini promossi dal cardinale Matteo Zuppi e dai nunzi apostolici a Mosca e Kiev. Il secondo è il rafforzamento dei rapporti ecumenici. Il metropolita Antonij non è il patriarca Kirill ma ne è emissario fedelissimo e autorevole. È succeduto a Hilarion, caduto in disgrazia dopo aver sollevato qualche dubbio sulla guerra in Ucraina. Il giovane presidente del dipartimento per le Relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato russo ha partecipato ai funerali di Francesco, con il quale aveva un canale aperto, ora viene a conoscere Leone. Le divergenze non mancano. Il Papa e i suoi uomini sono lontanissimi dalla giustificazione religiosa che la Chiesa ortodossa ha offerto al Cremlino per invadere l’Ucraina.

Quando ha sentito Putin al telefono, però, il nuovo Papa ha trasmesso i suoi ringraziamenti a Kirill — a riprova del legame strettissimo tra Cremlino e Patriarcato — per gli auguri che gli aveva indirizzato a inizio pontificato, «e ha sottolineato», riferì il Vaticano, «come i comuni valori cristiani possano essere una luce che aiuti a cercare la pace, difendere la vita e cercare un’autentica libertà religiosa». Quello dei valori tradizionali è uno dei terreni di intesa possibile tra Roma e Mosca. L’altro è il sostegno che il Papa (Prevost come Bergoglio) assicura alla Chiesa ortodossa ucraina legata a Mosca, presa di mira in questi mesi dalle autorità ucraine (al patriarca Onufrij hanno revocato pochi giorni fa la cittadinanza). Senza nascondere le distanze, Leone sfrutterà ogni spiraglio di sintonia per consolidare un canale che può rivelarsi prezioso se si schiudesse la stagione della pace.

Leggi i commenti