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Scontro Usa-Russia, Trump risponde alle minacce di Medvedev dispiegando due sottomarini nucleari

(ansa)

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Il presidente americano annuncia via social la mossa dopo le critiche del numero del Consiglio di sicurezza di Mosca
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NEW YORK – Dalle parole ai fatti: Donald Trump prende alla lettera il vecchio detto e trasforma l’aggressivo scambio verbale che da giorni intrattiene via social con l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, oggi numero due del Consiglio di sicurezza, in azione militare. Nelle vesti di Commander-in-Chief ha dunque mobilitato due sottomarini nucleari con l’ordine di «posizionarsi nelle regioni appropriate». Impegnativa risposta alle pur minacciose affermazioni del politico vicinissimo a Vladimir Putin - tanto da avergli fatto da prestanome in incarichi di prestigio alternatosi con lui alla presidenza e al premierato - che già da tempo si è assunto l’onere di attaccare violentemente online tutti coloro che ritiene nemici, o comunque non abbastanza amici, del suo Paese.

La minaccia di sanzioni

Tutto è cominciato dopo l’ultimatum dato da Trump al Cremlino martedì, quando con un post su Truth il tycoon ha minacciato di applicare «sanzioni secondarie» alla Russia se non farà passi verso la…

NEW YORK – Dalle parole ai fatti: Donald Trump prende alla lettera il vecchio detto e trasforma l’aggressivo scambio verbale che da giorni intrattiene via social con l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, oggi numero due del Consiglio di sicurezza, in azione militare. Nelle vesti di Commander-in-Chief ha dunque mobilitato due sottomarini nucleari con l’ordine di «posizionarsi nelle regioni appropriate». Impegnativa risposta alle pur minacciose affermazioni del politico vicinissimo a Vladimir Putin - tanto da avergli fatto da prestanome in incarichi di prestigio alternatosi con lui alla presidenza e al premierato - che già da tempo si è assunto l’onere di attaccare violentemente online tutti coloro che ritiene nemici, o comunque non abbastanza amici, del suo Paese.

La minaccia di sanzioni

Tutto è cominciato dopo l’ultimatum dato da Trump al Cremlino martedì, quando con un post su Truth il tycoon ha minacciato di applicare «sanzioni secondarie» alla Russia se non farà passi verso la pace entro 10 giorni. Una dichiarazione neanche troppo convinta, tanto da aver ammesso lui stesso, poco dopo: «Forse avranno un impatto, forse no». Peccato che l’unica risposta ricevuta è stato uno sfottò di Medvedev arrivato via Telegram: «La Russia non è Israele né l’Iran. Ogni nuovo ultimatum è una minaccia e un passo verso la guerra. Non tra Russia e Ucraina, ma col suo stesso Paese. Non seguire la strada di Sleepy Joe!», gli ha scritto, usando per The Donald il dispregiativo nomignolo da questi affibbiato a Joe Biden. Apriti cielo: President Trump non l’ha presa per niente bene. E sempre via social ha risposto: «Medvedev, l’ex presidente fallito della Russia, che si crede ancora presidente, farebbe meglio a stare attento. Sta entrando in un territorio pericoloso!».

La controreplica di Medvedev

Ancora una volta, la controreplica è arrivata, puntuale e affilata: «Se alcune parole dell’ex presidente della Federazione russa provocano reazioni così nervose nel temibile presidente degli Stati Uniti, vuol dire che la Russia ha ragione su tutto e continuerà a seguire la sua strada. Trump si ricordi dei suoi film preferiti sugli zombie, e anche di quanto può essere pericolosa la leggendaria “mano morta”». Inquietante riferimento al sistema tecnologico costruito in era sovietica che in automatico avrebbe fatto scattare il lancio di missili nucleari se la leadership di Mosca fosse stata eliminata in un attacco.

La controminaccia di Trump

Agli occhi di Trump, una minaccia talmente concreta da spingerlo a mobilitare i sottomarini nucleari, «nel caso in cui certe dichiarazioni sciocche e provocatorie fossero più di questo», come ha scritto. «Le parole sono molto importanti e possono spesso portare a conseguenze indesiderate, spero che questo non sia uno di quei casi». Un’improvvisa accelerazione della faida da parte del presidente americano, sempre più frustrato dalle affermazioni di Putin di «volere una pace duratura», che però non si trasformano mai in niente di concreto. Mentre Trump ora vorrebbe arrivare a un accordo di pace addirittura entro il prossimo 8 agosto, secondo quanto affermato dall’alto diplomatico statunitense John Kelley al Consiglio di sicurezza Onu.

La sgradevole social-war fra leoni da tastiera rischia dunque di trasformarsi in concreta minaccia bellica proprio nel giorno in cui l’amministrazione incendia il mondo con una nuova guerra commerciale. Ma l’avvertimento potrebbe non essere poi così concreto. Intanto, scrive il New York Times, perché i movimenti dei sottomarini nucleari sono tra le manovre tattiche più strettamente sorvegliate e segrete dal Pentagono: ed è impossibile sapere se siano stati riposizionati davvero o se Trump sta solo gonfiando i muscoli per compiacere la sua base. Tanto più che proprio lui, ore prima, ha annunciato una visita dell’inviato speciale Steve Witkoff a Mosca dopo la tappa in Israele, appunto per porre fine a quella che ieri ha definito «una guerra assurda segnata da troppe morti inutili». Sempre che, fra un post e un altro, qualche colpo non scappi davvero.

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