GERUSALEMME – A volte se ne va in giro all’alba, Ahmed Sh Abu Ajwa. Non che si dorma a Gaza, tra gli insetti, l’odore dei cadaveri in decomposizione, i droni che hanno occupato il silenzio. E il rumore dei raid, certo, quelli non cessano mai. Ma la luce del giorno è prova inconfutabile: «Vuol dire che sono ancora vivo». E allora lui va, a cercare vita in una distesa di morte. Ahmed ha 28 anni, è …