Nell’avamposto americano affacciato sulla Siberia le tracce di Guerra Fredda
di Massimo BasileNEW YORK – Al numero 724 di Quartermaster Road, a Jber, una decina di chillometri a nord di Anchorage, si entra nella base militare Usa più grande dell’Alaska. Qui, domani, si incontreranno il presidente americano Donald Trump e quello russo, Vladimir Putin. Ma i soldati che ci vivono dicono che Elmendorf-Richardson non è una base: è un avamposto mentale. Grande più di Bologna e la metà di Chicago, ha due piste lunghe fino a tre chilometri che si estendono verso le montagne. Da lì si levano in volo gli F-22 Raptors di un Paese che vuole sentirsi ancora impero.
La base è più vicina alla Siberia che a Washington, e i soldati lo sanno. Nello Stretto di Bering, l’isola americana Piccola Diomede dista dalla Grande Diomede, russa, meno di cinque chilometri. Del resto l’ex candidata presidenziale e governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, nel 2008 disse: «Da qui si può vedere la Russia». Eppure, nonostante la vicinanza, Putin sarà il primo capo del Cremlino a visitare Anchorage.
C’è un p…
NEW YORK – Al numero 724 di Quartermaster Road, a Jber, una decina di chillometri a nord di Anchorage, si entra nella base militare Usa più grande dell’Alaska. Qui, domani, si incontreranno il presidente americano Donald Trump e quello russo, Vladimir Putin. Ma i soldati che ci vivono dicono che Elmendorf-Richardson non è una base: è un avamposto mentale. Grande più di Bologna e la metà di Chicago, ha due piste lunghe fino a tre chilometri che si estendono verso le montagne. Da lì si levano in volo gli F-22 Raptors di un Paese che vuole sentirsi ancora impero.
La base è più vicina alla Siberia che a Washington, e i soldati lo sanno. Nello Stretto di Bering, l’isola americana Piccola Diomede dista dalla Grande Diomede, russa, meno di cinque chilometri. Del resto l’ex candidata presidenziale e governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, nel 2008 disse: «Da qui si può vedere la Russia». Eppure, nonostante la vicinanza, Putin sarà il primo capo del Cremlino a visitare Anchorage.
C’è un po’ di monastico nell’isolamento di uomini e donne che ogni giorno si preparano, spesso nella neve, a una guerra che potrebbe non arrivare mai. Il vertice coinciderà con due esercitazioni delle forze americane: la prima, chiamata Northern Edge, parte oggi per concludersi il 29 agosto. L’altra, l’Arctic Edge, dura tutto il mese. Un presidente che ha trasformato la politica in reality si vedrà con un uomo silenzioso ma abile nel tessere la sua tela. Avverrà in un’area della base, al momento top secret, ma la vera scena è fuori, nelle distese che una volta, ricorda la gente del posto, «odoravano del kerosene della Seconda guerra mondiale».
La base nella versione attuale è nata nel 2010 dalla fusione tra la Elmendorf Air Force Base e Fort Richardson, destinata all’esercito. La prima venne inaugurata nel ‘42, diventando l’hub per operazioni chiave, come quella contro il Giappone nelle isole Aleutine, arcipelago tra Alaska e Kam?atka. Nello stesso periodo venne edificato Fort Richardson. Dopo essere stato l’avamposto Usa durante la Guerra Fredda, attualmente la base difende gli interessi statunitensi nell’Indo-Pacifico.
Ospita il comando unificato in Alaska, ed è sede del Norad, North American Aerospace Defense Command, il comando congiunto Usa-Canada per la difesa aerea e l’allerta missilistico. Si occupa di intercettare eventuali minacce provenienti dal Pacifico e dall’Artico. Sono di stanza le unità operative da combattimento, logistica, Guardia nazionale, battaglioni di fanteria leggera, artiglieria e squadroni di ricognizione. Nella base ci sono trentaduemila persone tra civili e militari, un decimo della popolazione di Anchorage.
Ma nonostante l’immagine della forza, la scelta di Trump è stata definita «orrenda» da alcuni osservatori. L’Alaska faceva parte dell’impero zarista. Venne venduta nel 1867 agli Stati Uniti per sette milioni di dollari. La scoperta di giacimenti e il ruolo strategico lo hanno reso il miglior affare che gli Stati Uniti potessero fare. Ora Putin potrebbe chiedere un “risarcimento”. «È facile - ha commentato Nigel Gould-Davies, ex ambasciatore britannico in Bielorussia - immaginare Putin dire a Trump, beh, vedi, le terre possono passare di mano: noi vi abbiamo dato l’Alaska, perché l’Ucraina non può darci parte dei suoi territori?».
Non sarà la prima visita presidenziale così remota. Barack Obama nel 2015 fu il primo presidente a visitare l’Alaska e a superare il Circolo polare artico. Due anni fa Joe Biden partecipò a una commemorazione dell’11 settembre. Trump l’ha visitata durante il primo mandato. Il precedente più famoso resta quello del ’71, quando l’allora presidente Richard Nixon incontrò l’imperatore giapponese Hirohito, di passaggio verso l’Europa. Ad assistere alla storica stretta di mano, cinquemila persone stipate in un hangar.