Esteri

In Senegal le “scuole per mariti”, educano gli uomini alla parità di genere

In Senegal le “scuole per mariti”, educano gli uomini alla parità di genere

Un’iniziativa sostenuta dalle Nazioni Unite che punta a tutelare la salute delle donne decostruendo il patriarcato

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

2 minuti di lettura

"Il Profeta stesso dice che un uomo che non aiuta la moglie e i figli non è un buon musulmano". Così, come riporta Ap, ha detto l’imam Ibrahima Diane a un gruppo di quattordici uomini che erano intenti ad ascoltarlo, in una sera simile a tante altre, trascorsa nella capitale del Senegal, Dakar. Alcuni si sono messi a ridere, altri, invece ad applaudire.

L’imam, che ha continuato il discorso raccontando come sia solito supportare la moglie nello svolgere le faccende domestiche, stava tenendo una lezione alla “scuola per mariti”. Un’iniziativa sostenuta dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di decostruire, almeno in parte, gli stereotipi di genere che in Senegal, come in molti altri Paesi dell’Africa Occidentale, influenzano non solo la struttura della società, ma anche direttamente la vita delle donne. Visto che sono spesso gli uomini ad avere l’ultima parola nelle decisioni più importanti che riguardano la famiglia, incluse quelle sulla salute. Le donne, spiega Ap, potrebbero aver bisogno del permesso dei mariti per decisioni che cambiano le loro vite, come l'accesso ai servizi di salute riproduttiva, a proposito del parto, ad esempio.

Oltre alle lezioni alla “scuola per mariti”, Diane discute di parità, di contrasto alla violenza e agli stereotipi di genere anche durante i momenti di preghiera: “Molte donne dicono che il comportamento dei loro mariti è cambiato da quando hanno ascoltato i miei sermoni”, spiega. A confermare le sue parole anche quelle di Habib Diallo, un ex comandante dell’esercito di 60 anni, che chiarisce come ascoltare l’imam gli abbia permesso di comprendere i rischi del parto in casa. E come, di conseguenza, sia riuscito a convincere il figlio a far partorire la moglie in ospedale: “All'inizio mio figlio era titubante. Era preoccupato per i costi e non si fidava. Ma quando gli ho spiegato quanto sarebbe stato più sicuro sia per sua moglie che per il bambino, ha accettato".

Il programma delle “scuole per mariti” in Senegal è attivo dal 2011, ma è negli ultimi anni che sta raggiungendo risultati più evidenti perché ha attirato l’attenzione del Ministero per le Donne, la Famiglia, il Genere e la Protezione dell'Infanzia, che lo considera una strategia efficace per combattere la mortalità infantile e delle madri. "Senza il coinvolgimento degli uomini, l'atteggiamento nei confronti della salute materna non cambierà", dice, infatti, Aida Diouf, 54 anni, un'operatrice sanitaria che fa parte del programma Onu.

Ma non solo benefici per la salute riproduttiva delle donne. Sebbene il lavoro da fare sia ancora molto, come riporta Ap, il percorso intrapreso verso la parità tra uomo e donna, ha portato anche a una riduzione dei matrimoni forzati e a una più equa distribuzione dei carichi di lavoro nelle famiglie: “Mio marito prima non faceva molto in casa, si limitava a dare ordini. Ora cucina e aiuta nelle faccende quotidiane", racconta, ad esempio, Khary Ndeye di 52 anni.

Per El Hadj Malick, infatti, uno dei coordinatori del programma di “scuole per mariti” in Senegal, educando gli uomini all’importanza di sostenere le proprie moglie durante la gravidanza, di portare accompagnarle in ospedale per il parto, e dell’aiutarle nei lavori domestici, si tutela anche la salute delle persone: "Quando parliamo ai mariti solo di questioni di genere, a volte si crea tensione perché viene visto come qualcosa di astratto o addirittura estraneo. Ma quando ci concentriamo sul diritto delle donne alla salute, diamo un volto umano al concetto e lo trasformiamo in qualcosa di universale", conclude il coordinatore.

I commenti dei lettori