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Il vertice degli eserciti alleati: “Uniti nel sostenere l’Ucraina”

Giuseppe Cavo Dragone

 

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Gli incontro dei capi della Difesa dei partner atlantici. Cavo Dragone: “La priorità è garantire un accordo equo e duraturo”
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BRUXELLES – Quanti soldati serviranno sul terreno? Quanti aerei dovranno essere messi a disposizione? Che tipo di intelligence dovrà essere organizzata? Sarà un contingente di peacekeeping, mantenimento della pace, o di interposizione per evitare contatti tra gli eserciti nemici? Soprattutto: quali Paesi parteciperanno? Le garanzie di sicurezza per l’Ucraina iniziano a prendere corpo e in due riunioni distinte i capi di Stato maggiore degli eserciti Nato – la prima è stata Usa-europei, l’altra con tutti membri dell’Alleanza – hanno iniziato a porre le basi per assicurare un percorso post-bellico in Ucraina. Anche se tutto dipenderà dalle scelte “politiche”, ossia da come verrà siglata la pace e quali condizioni saranno concordate tra Mosca e Kiev, nel Quartier Generale della Nato a Bruxelles hanno dunque preso il via le simulazioni. Molto dipenderà dalle richieste del Cremlino: se ci saranno dei veti alla presenza in Ucraina di eserciti provenienti dall’Organizzazione.

Il punto d…

BRUXELLES – Quanti soldati serviranno sul terreno? Quanti aerei dovranno essere messi a disposizione? Che tipo di intelligence dovrà essere organizzata? Sarà un contingente di peacekeeping, mantenimento della pace, o di interposizione per evitare contatti tra gli eserciti nemici? Soprattutto: quali Paesi parteciperanno? Le garanzie di sicurezza per l’Ucraina iniziano a prendere corpo e in due riunioni distinte i capi di Stato maggiore degli eserciti Nato – la prima è stata Usa-europei, l’altra con tutti membri dell’Alleanza – hanno iniziato a porre le basi per assicurare un percorso post-bellico in Ucraina. Anche se tutto dipenderà dalle scelte “politiche”, ossia da come verrà siglata la pace e quali condizioni saranno concordate tra Mosca e Kiev, nel Quartier Generale della Nato a Bruxelles hanno dunque preso il via le simulazioni. Molto dipenderà dalle richieste del Cremlino: se ci saranno dei veti alla presenza in Ucraina di eserciti provenienti dall’Organizzazione.

Il punto di partenza, comunque, è che la Nato non prenderà parte direttamente alle operazioni ma continuerà a fornire il sostegno logistico come sta facendo già da tre anni. Ed è pieno l’«appoggio» alla coalizione dei volenterosi. In particolare alla Gran Bretagna e alla Francia che si stanno assumendo l’onere di guidare la formazione pronta a intervenire in Ucraina. «Ottima e franca discussione oggi tra i capi della Difesa della Nato – ha detto Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare dell’Alleanza -. Siamo uniti. Sull’Ucraina, abbiamo confermato il nostro sostegno. La priorità continua a essere una pace giusta, credibile e duratura. I nostri pensieri rimangono con i coraggiosi fratelli e sorelle ucraini in armi. Lodiamo il loro incessante coraggio nella difesa della loro patria».

Le simulazioni però sono variabili in base agli accordi politici. Difficile non prevedere l’invio di alcune decine di migliaia di soldati. Da contemperare con le esigenze di sicurezza della Nato. Se cioè un membro è impegnato in Ucraina, va valutato se e come sostituire i militari nell’ambito della deterrenza dell’Alleanza. Gli altri aspetti concernono l’area in cui potranno agire: un conto è al confine russo, altro sulle retrovie. E, poi, appunto, chi concretamente scenderà in azione. E chi sa se è un caso che il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, abbia annunciato che il prossimo vertice dell’Organizzazione si terrà a luglio in Turchia.

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