Kondratiuk: “Putin mente, vuole la guerra. Mosca ci consegni subito i bambini ucraini che ha rapito”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniKIEV – La vicepresidente del Parlamento ucraino, Olena Kondratiuk, respinge le accuse di Mosca all’Ucraina su un presunto sabotaggio dei negoziati per la pace. E a Repubblica dice: «I bambini ucraini in Russia devono essere restituiti subito e senza condizioni. Non possono essere merce di scambio nelle trattative».
La Russia sostiene che bisogna tornare a Istanbul 2022, quando Mosca chiese di far parte dei paesi che avrebbero garantito la sicurezza ucraina. E vi accusa di sabotare il negoziato.
«Mentono. L’Ucraina ha dichiarato di essere pronta a negoziare la pace, ad attuare un cessare il fuoco, ad avviare i negoziati e Zelensky, con le dovute garanzie di Trump, è disponibile a incontrare il presidente russo. Ma da parte russa vediamo una totale mancanza di volontà di avviare negoziati. Putin vuole solo guadagnare tempo e ingannare Trump. La Russia vuole una sola cosa: conquistare l’intera Ucraina».
Dopo l’Alaska, Trump ha cambiato idea sull’ordine dei negoziati, ha detto che prima…
KIEV – La vicepresidente del Parlamento ucraino, Olena Kondratiuk, respinge le accuse di Mosca all’Ucraina su un presunto sabotaggio dei negoziati per la pace. E a Repubblica dice: «I bambini ucraini in Russia devono essere restituiti subito e senza condizioni. Non possono essere merce di scambio nelle trattative».
La Russia sostiene che bisogna tornare a Istanbul 2022, quando Mosca chiese di far parte dei paesi che avrebbero garantito la sicurezza ucraina. E vi accusa di sabotare il negoziato.
«Mentono. L’Ucraina ha dichiarato di essere pronta a negoziare la pace, ad attuare un cessare il fuoco, ad avviare i negoziati e Zelensky, con le dovute garanzie di Trump, è disponibile a incontrare il presidente russo. Ma da parte russa vediamo una totale mancanza di volontà di avviare negoziati. Putin vuole solo guadagnare tempo e ingannare Trump. La Russia vuole una sola cosa: conquistare l’intera Ucraina».
Dopo l’Alaska, Trump ha cambiato idea sull’ordine dei negoziati, ha detto che prima bisogna raggiungere un trattato di pace poi un cessate il fuoco. Che ne pensa?
«Penso che questa non sia la logica di Trump: è la logica di Putin. È un modo per guadagnare tempo e continuare a bombardare l’Ucraina. Ma c’è un’importante novità che riguarda l’Europa».
Quale?
«Si è svegliata e sta cominciando ad agire. E questa unità dei leader europei, incluso il britannico Starmer, è l’unica strada per contrastare Putin. Tutti i leader europei hanno capito che senza un inasprimento delle sanzioni, senza un aumento dei propri bilanci per la difesa, sarà molto difficile farlo».
Secondo lei quali devono essere le garanzie per la sicurezza?
«Il simil-articolo 5 della Nato dovrebbe ricalcare l’originale il più possibile, rendere un intervento vincolante. Ma non basta. Bisogna pensare a un sistema di garanzia come quello che esiste ad esempio ad oggi tra gli Stati Uniti e Israele, l’impegno a un sostegno reciproco permanente. In secondo luogo, se i Paesi europei con capacità nucleari - Francia e Regno Unito - ci garantissero il loro sostegno, anche questo sarebbe una importante garanzia. Quello che non possiamo accettare è un bis del Memorandum di Budapest, la mera promessa della Russia che rispetterà la nostra integrità territoriale».
Lei si è occupata dei bambini ucraini deportati in Russia. Il senatore repubblicano Lindsay Graham minaccia ora di far passare una risoluzione al Senato americano che dichiarerebbe la Russia uno “stato terrorista” se non fossero tutti restituiti all’Ucraina.
«Non tutti comprendono la portata della situazione, parliamo di 19.500 casi legalmente confermati di bambini deportati in Russia. E sono molti di più. Nel 2022 la Russia stessa, attraverso la ombudsman Maria Lvova-Belova, aveva ammesso ben 744mila deportazioni di bambini. Dobbiamo continuare a spingere perché finiscano e siamo grati a Graham: è molto importante che si riaffermi che il ritorno dei nostri bimbi debba essere escluso dalle trattative».
Perché non volete che i bambini facciano parte dei negoziati?
«Perché la Russia si comporta, appunto, come una nazione terrorista e considera la possibilità di scambiare bambini come parte di un negoziato. Ma i bambini rapiti non possono essere merce di scambio per ottenere dei prigionieri di guerra. Devono essere restituiti senza condizioni. Non dimentichiamoci come vengono trattati: non hanno diritto all’istruzione nella loro lingua madre, non possono neanche pregare in ucraino. Vengono manipolati ideologicamente e militarmente. Ragazzi di 10 anni vengono mandati in accademie militari o in campi di addestramento. E quando ne compiono 18, vengono arruolati per combattere contro il loro stesso Paese. Ora che ne stanno tornando, ci stiamo rendendo conto delle loro condizioni psicologiche devastanti. Alcuni hanno subito pesanti molestie sessuali».