In tilt il volo Ue, l’allarme di Rutte: “Incidenti di enorme impatto”
dal nostro corrispondente Claudio TitoIl segretario generale della Nato, Mark Rutte
Bruxelles – «Questi sono incidenti enormi». «Ma no, non c’è stato alcun attacco ibrido». Due versioni dei fatti che avvolgono nel mistero il volo di Ursula von der Leyen. La prima è del segretario generale della Nato, Mark Rutte. La seconda è del primo ministro bulgaro, Rossen Zheliazkov. Che appare preoccupato di non alimentare il panico, di sottolineare che il suo Paese ha seguito correttamente le regole e forse anche di non acuire la tensione con il “vicino” russo.
Resta il fatto che l’Alleanza Atlantica conferma le prime impressioni: dietro il volo “cieco” c’è la mano del Cremlino. «È esattamente la ragione - ha spiegato Rutte - per cui la Nato sta intensificando gli sforzi in materia di cybersecurity ibrida e abbiamo concordato politiche per essere davvero più effica…
Bruxelles – «Questi sono incidenti enormi». «Ma no, non c’è stato alcun attacco ibrido». Due versioni dei fatti che avvolgono nel mistero il volo di Ursula von der Leyen. La prima è del segretario generale della Nato, Mark Rutte. La seconda è del primo ministro bulgaro, Rossen Zheliazkov. Che appare preoccupato di non alimentare il panico, di sottolineare che il suo Paese ha seguito correttamente le regole e forse anche di non acuire la tensione con il “vicino” russo.
Resta il fatto che l’Alleanza Atlantica conferma le prime impressioni: dietro il volo “cieco” c’è la mano del Cremlino. «È esattamente la ragione - ha spiegato Rutte - per cui la Nato sta intensificando gli sforzi in materia di cybersecurity ibrida e abbiamo concordato politiche per essere davvero più efficaci in questo ambito». Per essere ancora più chiaro il “numero uno” dell’alleanza ha rimarcato di «odiare la parola “ibrido” perché suona così tenera, ma “ibrido” è esattamente questo: bloccare aerei commerciali con effetti potenzialmente disastrosi, un tentativo di assassinio di un grande industriale in uno dei paesi alleati della Nato, attaccare il servizio sanitario nazionale nel Regno Unito. Quindi questi non sono piccoli incidenti teneri. Sono incidenti enormi che hanno un impatto enorme».
Eppure il governo di Sofia - che pure fa parte della Nato - getta acqua sul fuoco. «Interferenze del genere succedono quotidianamente - ha detto il premier bulgaro - non è in corso né sarà aperta alcuna indagine sull’incidente, queste interferenze non sono né minacce ibride né cyberattacchi». La sua precisazione era volta in primo luogo a evidenziare che la Bulgaria non ha colpe.
Ma il tentativo di ridimensionare il caso da parte di Sofia non sta riuscendo. Tutti gli esecutivi dell’Ue hanno alzato il livello di guardia. Non è un caso che le spese per la difesa stiano aumentando. Lo scorso anno nell’Unione sono cresciute del 19 per cento arrivando a 343 miliardi di euro di cui 100 in investimenti. «L’Europa sta spendendo somme record per la difesa al fine di mantenere i nostri cittadini al sicuro», ha sottolineato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas. Una linea confermata dall’orientamento dei cittadini europei nell’ultimo sondaggio di Eurobarometro. Il 68 per cento dei cittadini europei e anche il 68 per cento degli italiani, infatti, vuole che l’Ue assuma un ruolo più importante nella protezione dalle crisi internazionali. La quasi totalità dei cittadini chiede agli Stati membri di affrontare insieme le sfide globali attuali (90%) e una forte maggioranza ritiene che l’Ue abbia bisogno di più mezzi per prevalere in un panorama geopolitico in rapida evoluzione (77%).