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Governo francese, che cosa succede ora dopo la sfiducia a Bayrou

Francois Bayrou e Emmanuel Macron 

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Lecornu favorito come premier, elezioni improbabili
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François Bayrou non ha ottenuto la fiducia, cosa succede ora?

Il premier presenta oggi le dimissioni al presidente della Repubblica. In attesa di capire cosa deciderà Emmanuel Macron, Bayrou resterà in carica per gestire gli affari correnti. In questo ruolo non avrà margini per portare avanti riforme strutturali né per varare la legge di bilancio.

Macron può nominare un nuovo premier?

Sì. È lo scenario più probabile nell’immediato. Tra i nomi che circolano ci sono gli attuali ministri delle Finanze Éric Lombard e della Difesa Sébastien Lecornu. Un nome che potrebbe guardare a sinistra è l’ex premier socialista Bernard Cazeneuve. Come figura più tecnica si parla di Pierre Moscovici. Ma chiunque venga designato da Macron rischia di essere rapidamente bocciato da un’Assemblea ostile.

François Bayrou non ha ottenuto la fiducia, cosa succede ora?

Il premier presenta oggi le dimissioni al presidente della Repubblica. In attesa di capire cosa deciderà Emmanuel Macron, Bayrou resterà in carica per gestire gli affari correnti. In questo ruolo non avrà margini per portare avanti riforme strutturali né per varare la legge di bilancio.

Macron può nominare un nuovo premier?

Sì. È lo scenario più probabile nell’immediato. Tra i nomi che circolano ci sono gli attuali ministri delle Finanze Éric Lombard e della Difesa Sébastien Lecornu. Un nome che potrebbe guardare a sinistra è l’ex premier socialista Bernard Cazeneuve. Come figura più tecnica si parla di Pierre Moscovici. Ma chiunque venga designato da Macron rischia di essere rapidamente bocciato da un’Assemblea ostile.

Il presidente può sciogliere l’Assemblea?

Sì, è uno dei poteri che la Costituzione affida al capo dello Stato: sciogliere l’Assemblée Nationale e convocare nuove elezioni legislative. Macron lo ha già fatto nel giugno 2024, subito dopo i risultati delle europee. Tuttavia, la frammentazione politica emersa nel 2024 rischierebbe di ripetersi, rafforzando soprattutto le estreme. Per questo l’Eliseo considera la dissoluzione come extrema ratio.

E se fosse Macron a dimettersi?

È lo scenario più radicale, al momento considerato poco probabile. Macron ripete che resterà all’Eliseo «fino all’ultimo giorno» del suo mandato. Il presidente è in carica fino alla primavera 2027, senza possibilità di ricandidarsi una terza volta. Una presidenziale anticipata sarebbe un terremoto politico. L’unico precedente nella storia della Quinta Repubblica è quello di Charles de Gaulle che si dimise nel 1969 dopo aver perso il referendum sulla riforma del Senato.

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