Gaza City, arriva l’ordine: “Subito evacuazione totale”
dalla nostra inviata Benedetta PerilliTEL AVIV – Fuori da Gaza City. Dopo giorni di raid e pressioni affinché i residenti si spostino verso quelle che sono state designate come aree umanitarie a sud, le Forze di difesa israeliane hanno emesso ieri il primo ordine di evacuazione totale della città della Striscia, in vista di una grande offensiva militare di terra contro Hamas. La comunicazione è arrivata con messaggi sui cellulari e con il consueto lancio di volantini indicanti la mappa per lo sfollamento e un numero di telefono per «segnalare posti di blocco di Hamas o tentativi da parte dei suoi membri di impedire l’evacuazione».
L’esercito israeliano ritiene infatti che i miliziani stiano impedendo alla popolazione — oltre un milione di persone vive ancora qui — di lasciare la città. Di fatto l’ordine di ieri ha convinto molti dei palestinesi ancora incerti a mettersi in cammino lungo la strada costiera che conduce verso l’area di al-Mawasi anche se il grande esodo non sembra essere ancora iniziato.
Restano per…
TEL AVIV – Fuori da Gaza City. Dopo giorni di raid e pressioni affinché i residenti si spostino verso quelle che sono state designate come aree umanitarie a sud, le Forze di difesa israeliane hanno emesso ieri il primo ordine di evacuazione totale della città della Striscia, in vista di una grande offensiva militare di terra contro Hamas. La comunicazione è arrivata con messaggi sui cellulari e con il consueto lancio di volantini indicanti la mappa per lo sfollamento e un numero di telefono per «segnalare posti di blocco di Hamas o tentativi da parte dei suoi membri di impedire l’evacuazione».
L’esercito israeliano ritiene infatti che i miliziani stiano impedendo alla popolazione — oltre un milione di persone vive ancora qui — di lasciare la città. Di fatto l’ordine di ieri ha convinto molti dei palestinesi ancora incerti a mettersi in cammino lungo la strada costiera che conduce verso l’area di al-Mawasi anche se il grande esodo non sembra essere ancora iniziato.
Restano però in tanti a non voler lasciare Gaza City: lo stress per l’ennesimo spostamento, la convinzione che nella Striscia nessun luogo sia sicuro, gli alti costi del viaggio e la difficoltà nel reperire spazi disponibili nella già affollata area meridionale sono i motivi che spingono la popolazione a restare. Ieri i media affiliati di Hamas hanno pubblicato le immagini di una manifestazione di palestinesi che affermano di non voler sfollare. Si reputa siano manifestazione organizzate dalla propaganda islamista. «Se i terroristi di Hamas non depongono le armi e non liberano tutti gli ostaggi, saranno distrutti e Gaza sarà rasa al suolo», ha comunicato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
L’Unione europea ha definito «inaccettabile» l’ordine di sfollamento e la notizia ha allarmato anche la Santa Sede con papa Leone XIV che ha inizialmente espresso preoccupazione per non essere riuscito a comunicare con padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia di Gaza City. In serata Romanelli ha fatto sapere che «il Papa si è messo in contatto con noi. Stavamo celebrando la messa e non eravamo riusciti a rispondere».
La comunità, estenuata, non è nelle condizioni di dare seguito all’ordine dell’Idf: impossibile trovare un altro luogo dove spostare le decine di malati presenti, tra i quali molti bambini con malattie congenite che non possono sostenere un viaggio. La situazione nella Striscia resta drammatica: ieri i morti nei raid dell’Idf sono stati almeno 35, 7 dei quali erano in cerca di aiuti. A questi si aggiungono sei persone decedute per fame.