“Bella ciao” sul proiettile, la svolta armata di Tyler nel paese dei mormoni
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – C’erano anche i versi di “Bella Ciao”, incisi sui proiettili usati da Tyler Robinson per uccidere Charlie Kirk. Il che naturalmente non vuol dire nulla riguardo la resistenza italiana contro i nazisti, ma aiuta invece a capire le motivazioni e forse il percorso di radicalizzazione solitaria verso l’omicidio compiuto dal killer dello Utah, nel caso in cui ci fosse ancora qualcuno in America sinceramente interessato a comprendere le radici della violenza politica per provare ad arrestarla.
Tyler, cresciuto tra i mormoni, ha 22 anni ed è un prodotto della comunità locale. Non una scheggia impazzita piovuta dall’esterno, come si augurava il governatore dello Utah Cox, magari manovrata da qualche gruppo della sinistra estrema per ordire un complotto contro il mondo Maga, come invece ha insinuato il presidente Trump. È il figlio di Matt, proprietario di un’impresa di costruzioni con esperienza nelle forze dell’ordine, e di Amber, impiegata della Intermountain Support Coordin…
NEW YORK – C’erano anche i versi di “Bella Ciao”, incisi sui proiettili usati da Tyler Robinson per uccidere Charlie Kirk. Il che naturalmente non vuol dire nulla riguardo la resistenza italiana contro i nazisti, ma aiuta invece a capire le motivazioni e forse il percorso di radicalizzazione solitaria verso l’omicidio compiuto dal killer dello Utah, nel caso in cui ci fosse ancora qualcuno in America sinceramente interessato a comprendere le radici della violenza politica per provare ad arrestarla.
Tyler, cresciuto tra i mormoni, ha 22 anni ed è un prodotto della comunità locale. Non una scheggia impazzita piovuta dall’esterno, come si augurava il governatore dello Utah Cox, magari manovrata da qualche gruppo della sinistra estrema per ordire un complotto contro il mondo Maga, come invece ha insinuato il presidente Trump. È il figlio di Matt, proprietario di un’impresa di costruzioni con esperienza nelle forze dell’ordine, e di Amber, impiegata della Intermountain Support Coordination Services, compagnia utilizzata dallo Stato per dare assistenza ai disabili.
Ha due fratelli più piccoli e nonostante la sua residenza ufficiale sia ancora con i genitori, viveva in realtà in una casa di sei stanze e 600.000 dollari di valore nella cittadina di Washington, circa 260 miglia a sud di Orem, dove ha lanciato il suo attacco omicida. La condivideva con un “roommate”, amico e forse complice, con cui si era scambiato messaggi per ricevere e abbandonare il fucile usato contro Kirk, che ora magari serviranno per condannarlo alla pena di morte invocata da Trump e da Cox.
Un video pubblicato dal Daily Mail lo mostra mentre celebra la borsa di studio da 30.000 dollari, ricevuta per iscriversi proprio alla Utah State University, corso di ingegneria. La mamma, comprensibilmente felice, aveva festeggiato il suo “figlio geniale accettato al college”. Però lo aveva frequentato per un solo semestre nel 2021, trasferendosi poi al Dixie Technical College di St. George, dove era al terzo anno di un corso di apprendistato elettrico.
Le foto di famiglia lo ritraggono col padre a mangiare ramen o qualche altro cibo asiatico; con la famiglia in gita; con la madre il giorno della graduation; e seduto dietro ad una mitragliatrice M2 Browning 50, che qualche domanda te la fa porre, ma non è poi così strano dalle sue parti. Una foto del 2017 lo mostra mentre indossa un costume di Trump, durante la festa di Halloween.
Tutto questo per dire che si tratta di un ragazzo in apparenza piuttosto normale, senza precedenti penali, a quanto risulta non in cura per disturbi mentali. Solo che da qualche tempo si interessava alla politica, in una direzione opposta ai genitori, entrambi registrati come repubblicani. Lui non aveva votato e non aveva specificato l’affiliazione. E qualche giorno fa, a cena con la famiglia, aveva tirato fuori l’argomento che Kirk sarebbe andato a parlare nella sua ex università. Non gli piaceva, perché era «una persona piena di odio».
Aveva discusso queste sue opinioni con i genitori, come si farebbe normalmente in ogni famiglia, un po’ per capire meglio i propri figli, e un po’ magari per disinnescare derive che rischiano di diventare pericolose. Però nessuno, evidentemente, aveva capito che quel disprezzo di Kirk nascondesse un piano così dettagliato per ammazzarlo, con tanto di specifiche sul fucile, il mirino e le pallottole da incidere con i suoi messaggi politici: “Fascista, beccati questa”.
Parlando con Repubblica dell’omicidio di Orem, mentre prendeva l’aereo per tornare a New York dopo aver cancellato i suoi comizi a causa delle minacce di morte ricevute, la deputata democratica e leader della sinistra Alexandria Ocasio-Cortez ha commentato così: «È un corto circuito composto da tre elementi: la retorica politica incendiaria, che impressiona le menti più instabili o fragili, alle quali viene data la facile possibilità di mettere le mani sulle armi». Secondo lei, per fermare la violenza «bisognerebbe agire in maniera concreta su tutti questi elementi, abbassando i toni dello scontro culturale, seguendo le persone più deboli e limitando l’accesso alle armi. Invece si sfruttano queste tragedie solo per incassare punti politici». Il che non impedirà al prossimo Tyler di fare la prossima vittima.