«Nella Striscia è in corso un genocidio e Israele ne è pienamente responsabile». Per la prima volta una commissione investigativa delle Nazioni Unite punta il dito contro Israele e le sue massime autorità, accusandole con un dettagliato rapporto di 72 pagine di aver «deliberatamente» violato la Convenzione internazionale adottata nel 1948 per prevenire una nuova Shoah.
«Il presidente Isaac Herzog, il premier Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant — conclude il report — hanno istigato al genocidio e le autorità israeliane non hanno preso provvedimenti nei loro confronti». Per questo, si afferma, adesso tocca alla comunità internazionale intervenire con sanzioni, sospensione di accordi economici e militari, inchieste per identificare e perseguire responsabili e favoreggiatori.
Accuse «false e distorte», ribatte il governo da Tel Aviv, accusando la commissione di «antisemitismo» e di «agire da rappresentante di Hamas». Per il presidente Herzog, «l’Onu maschera le at…
«Nella Striscia è in corso un genocidio e Israele ne è pienamente responsabile». Per la prima volta una commissione investigativa delle Nazioni Unite punta il dito contro Israele e le sue massime autorità, accusandole con un dettagliato rapporto di 72 pagine di aver «deliberatamente» violato la Convenzione internazionale adottata nel 1948 per prevenire una nuova Shoah.
«Il presidente Isaac Herzog, il premier Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant — conclude il report — hanno istigato al genocidio e le autorità israeliane non hanno preso provvedimenti nei loro confronti». Per questo, si afferma, adesso tocca alla comunità internazionale intervenire con sanzioni, sospensione di accordi economici e militari, inchieste per identificare e perseguire responsabili e favoreggiatori.
Accuse «false e distorte», ribatte il governo da Tel Aviv, accusando la commissione di «antisemitismo» e di «agire da rappresentante di Hamas». Per il presidente Herzog, «l’Onu maschera le atrocità dei miliziani». Istituita nel 2021, la commissione d’inchiesta sui territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est (Tpo), guidata dalla nota giurista Navi Pillay, non è mai stata riconosciuta da Israele. «Va abolita», dicono le autorità israeliane, «non ha legittimità».
Tuttavia, più volte — è successo per Sudan e Costa d’Avorio — le conclusioni di analoghe commissioni Onu hanno dato il via alle indagini della Corte penale internazionale, con cui adesso la commissione Tpo sta lavorando. Del resto, l’approccio giuridico ai casi è il medesimo, il metodo scientifico e già sperimentato.
Da ottobre 2023 a luglio 2025, si afferma nel report, Israele ha commesso quattro delle cinque violazioni di diritti umani fondamentali che permettono di identificare un genocidio. Una conclusione a cui si è arrivati attraverso indagini sul campo, rapporti delle varie agenzie Onu, testimonianze dirette, incluse le dichiarazioni delle autorità israeliane. A Gaza — si spiega nel report — si è tentato di annientare fisicamente e culturalmente la popolazione palestinese in quanto tale. A dimostrarlo, si spiega, sono le operazioni militari che hanno causato non solo l’uccisione e il ferimento grave di «un numero senza precedenti» di palestinesi «con minori presi deliberatamente di mira», sistematiche violenze sessuali, un assedio totale e una carestia indotta, ma anche la distruzione del sistema educativo e «gli attacchi sistematici e diffusi» contro siti religiosi e culturali. «È chiaro — afferma la presidente Pillay — che esiste l’intento di distruggere i palestinesi di Gaza». E il rischio — sottolinea preoccupata la commissione — è che lo stesso succeda in Cisgiordania.