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La storia del giovane Ethan, vittima di un pedofilo sulla piattaforma Roblox

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Per un bambino autistico, brillante e sensibile, che programmava già a nove anni, suonava il pianoforte e lanciava strike nella squadra di baseball per ragazzi con disabilità, il gioco era uno spazio di libertà e appartenenza
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NEW YORK – C’era un rifugio, per Ethan Dallas. A dieci anni, in un sobborgo dove il bullismo era parte del paesaggio quotidiano, Ethan aveva trovato il suo porto sicuro nel mondo digitale di Roblox. Per un bambino autistico, brillante e sensibile, che programmava già a nove anni, suonava il pianoforte e lanciava strike nella squadra di baseball per ragazzi con disabilità, il gioco era uno spazio di libertà e appartenenza.

Dietro l’avatar, però, c’era un altro mondo. Il compagno di giochi che Ethan aveva conosciuto nel tempo come Nate non era un coetaneo, ma un uomo adulto, già arrestato in passato per possesso di materiale pedopornografico. Con la pazienza del predatore, Nate aveva guadagnato la fiducia di Ethan: prima il gioco quotidiano dopo la scuola, poi le chat notturne a confidarsi segreti intimi, infine l’invito a disattivare i controlli parentali per poterlo avere solo per sé. La loro amicizia sarebbe dovuta restare un “segreto”. A quel punto le conversazioni si sono fatte sem…

NEW YORK – C’era un rifugio, per Ethan Dallas. A dieci anni, in un sobborgo dove il bullismo era parte del paesaggio quotidiano, Ethan aveva trovato il suo porto sicuro nel mondo digitale di Roblox. Per un bambino autistico, brillante e sensibile, che programmava già a nove anni, suonava il pianoforte e lanciava strike nella squadra di baseball per ragazzi con disabilità, il gioco era uno spazio di libertà e appartenenza.

Dietro l’avatar, però, c’era un altro mondo. Il compagno di giochi che Ethan aveva conosciuto nel tempo come Nate non era un coetaneo, ma un uomo adulto, già arrestato in passato per possesso di materiale pedopornografico. Con la pazienza del predatore, Nate aveva guadagnato la fiducia di Ethan: prima il gioco quotidiano dopo la scuola, poi le chat notturne a confidarsi segreti intimi, infine l’invito a disattivare i controlli parentali per poterlo avere solo per sé. La loro amicizia sarebbe dovuta restare un “segreto”. A quel punto le conversazioni si sono fatte sempre più cupe, a sfondo sessuale, si sono spostate sulla piattaforma di chat online Discord, per diventare materia di ricatto.

Ethan, intrappolato nella logica spietata dell’abuso, alla fine ha ceduto. Da quel momento, era il 2022, il ragazzino, che intanto aveva compiuto tredici anni, aveva manifestato crisi nervose e un perenne stato di angoscia, al punto da essere messo sotto assistenza medica. Due anni dopo Ethan ha avuto la forza di raccontare tutto alla madre. “Mi sento così inutile - le aveva scritto a dicembre - posso raccontarti una cosa senza che ti arrabbi?”. Là si è aperta una voragine che ha inghiottito una famiglia di San Diego, Los Angeles, nell’orrore. La donna, sconvolta, ha chiesto aiuto al dipartimento anticrimine informatico della polizia in Florida. Il pedofilo è stato identificato: si chiamava Timothy O’Connor, 37 anni, un tipo arrestato in precedenza per reati legati alla pedofilia. Ma due anni fa è stato dichiarato incapace mentalmente di sostenere un processo.

Roblox, una piattaforma con decine di milioni di utenti tra i sette e i diciotto anni, di cui quaranta milioni sotto i 13 anni, popolare anche in Italia, è stata definita da esperti di sicurezza online “un ambiente perfetto per i pedofili”. La combinazione di avatar anonimi, chat scarsamente moderate e pubblico giovanissimo crea un ecosistema in cui un “lupo” può insinuarsi con facilità. Nell’aprile del 2024, Ethan, aveva bussato di notte alla porta di camera della madre, era entrato, aveva appoggiato la testa sul grembo della madre e le aveva detto: “Ti voglio bene, mamma”. “Anch’io ti voglio bene”, gli aveva risposto lei. La mattina dopo il marito ha trovato Ethan senza vita, nella sua camera.

La storia è stata raccontata dal New York Times, che ha raccolto la testimonianza della madre, Becca Dallas, 47 anni. La donna ha accusato Roblox di non aver protetto il figlio e ha avviato un’azione legale per omicidio colposo. La sua battaglia legale è anche in nome di tutti i genitori che hanno vissuto, o potrebberlo farlo, un’esperienza simile. In giudizio è stata citata anche la app di messaggistica Discord per non aver controllato abbastanza. Altre venti cause sono state avviate da altrettante famiglie nei confronti di Roblox.

“Siamo profondamente rattristati da questa tragica perdita - ha dichiarato Roblox a Repubblica - Pur non potendo commentare le affermazioni sollevate in sede legale, ci impegniamo sempre a mantenerci ai più alti standard di sicurezza”. “Per Roblox - ha aggiunto - la sicurezza è una priorità assoluta e stiamo continuamente sviluppando nuove funzionalità di protezione – oltre 100 solo quest’anno – che proteggono i nostri utenti e danno a genitori e tutori un maggiore controllo e visibilità”.

Il caso di Ethan solleva una questione che va oltre una singola tragedia: quanto è sicuro lo spazio digitale in cui milioni di bambini trascorrono ore ogni giorno? Qual è la responsabilità delle piattaforme che traggono profitto dalla loro presenza, ma lasciano varchi aperti a chi vuole far loro del male? Nel racconto della madre, il ritratto di Ethan resta quello di un ragazzo brillante, fragile, affamato di connessione come milioni di suoi coetanei. Il mondo virtuale gli offriva compagnia fin da quando era un bambino. La stessa compagnia che alla fine lo ha tradito.

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