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Kirk, la famiglia lascia solo il killer: sarà difeso da un avvocato d’ufficio

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Durante la prima udienza un solo sussulto quando il giudice gli ha detto che rischia la pena di morte
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NEW YORK – In una stanza con la luce neutra e l’aria da disinfettante, Tyler Robinson è apparso gelido e solo, stretto in un giubbotto di sicurezza verde anti-suicidio. Stavolta niente effetto star alla Luigi Mangione, l’assassino di un dirigente delle polizze sanitarie per il quale si sono mobilitati i fans. Collegato in remoto con il giudice, il ragazzo di 22 anni accusato di aver ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk, è diventato la vergogna della comunità mormone di St. George, nel sud dello Utah. Pochi vogliono parlare di lui. La pressione che il governo Trump sta facendo per trovare un movente politico di sinistra e imporre al Paese la beatificazione della vittima ha creato il vuoto attorno al killer.

Di lui hanno detto che fosse ossessionato d…

NEW YORK – In una stanza con la luce neutra e l’aria da disinfettante, Tyler Robinson è apparso gelido e solo, stretto in un giubbotto di sicurezza verde anti-suicidio. Stavolta niente effetto star alla Luigi Mangione, l’assassino di un dirigente delle polizze sanitarie per il quale si sono mobilitati i fans. Collegato in remoto con il giudice, il ragazzo di 22 anni accusato di aver ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk, è diventato la vergogna della comunità mormone di St. George, nel sud dello Utah. Pochi vogliono parlare di lui. La pressione che il governo Trump sta facendo per trovare un movente politico di sinistra e imporre al Paese la beatificazione della vittima ha creato il vuoto attorno al killer.

Di lui hanno detto che fosse ossessionato da Kirk, malato di videogiochi, cresciuto in una famiglia trumpiana e mormone fanatica di armi, al punto da mettergli in mano un fucile da guerra quando aveva meno di dieci anni, ma non che fosse povero. È stato il giudice Tony Graf a dichiarare di aver accertato che Robinson è «indigente», non in grado di nominare un avvocato privato, e annunciato che ne avrebbe scelto lui uno d’ufficio. L’indigenza per il ragazzo di una famiglia della classe media ha colpito: potrebbe essere una tattica legale per affrontare le prime udienze formali, ma anche il segnale di un possibile distacco tra i suoi e quel ragazzo descritto come un «corpo estraneo».

A combination of police mugshots shows Tyler Robinson, the suspect in the fatal shooting of U.S. conservative commentator Charlie Kirk during an event at Utah Valley University, in Orem, Utah, U.S., in images released by the Utah Department of Public Safety on September 12, 2025. Utah Department of Public Safety/Handout via REUTERS THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. UNCROPPED VERSIONS WERE DISTRIBUTED EXACTLY AS RECEIVED BY REUTERS ON SEPTEMBER 12, 2025  

«Era sempre più politicizzato, difensore dei transgender», ha raccontato la madre. La solitudine, in questi casi, è quasi un personaggio a parte della storia: in un video girato tre anni fa dalla donna, si vede Robinson leggere senza entusiasmo la lettera d’accettazione della scholarship dall’Università dello Utah. In sottofondo la madre esclama “u-uhhhh”, in una di quelle scene che vengono girate sperando diventino virali sulla rete. Solo che in quella dei Robinson non piange nessuno di felicità, non c’è emozione. Tyler risponde con un meccanico “u-uhhh”, guardando la madre con distacco. Il ragazzo resterà solo sei mesi all’università. Durante la prima udienza, collegato dal carcere di Utah County. Tyler ha mostrato lo stesso sguardo, un velo incrinato solo due volte quando ha socchiuso brevemente gli occhi nel momento in cui il giudice ha ricordato che per l’omicidio aggravato c’è la condanna a morte e quando gli ha prospettato, in alternativa, l’ergastolo. Il 29 settembre ci sarà la nuova udienza e lì si vedrà se Robinson sarà sostenuto dalla famiglia, affiancato da un legale di primo piano o da uno svogliato avvocato d’ufficio, poco entusiasta di legare il suo volto a un ragazzo odiato da molti.

Donald Trump si aspetta una svolta alle indagini in tempo perché il funerale di Kirk, domenica nello stadio di Glendale, Arizona, diventi anche l’occasione per accusare la sinistra. Se attorno a Robinson c’è il vuoto, attorno a Kirk c’è l’affollamento. Mezzo governo salirà sul palco per parlare. Comincerà la vedova Erika, poi toccherà a Trump e al vice JD Vance. E poi al segretario di Stato Marco Rubio, quello alla salute Robert Kennedy, del Pentagono Pete Hegseth, il capo dell’intelligence Tulsi Gabbard, Donald jr e il consigliere Stephen Miller. Altri nomi si aggiungeranno. «Sarà una cosa grandiosa», ha promesso Trump.

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