✕

Francia, sciopero anti austerity. Scontri e arresti in tutto il Paese

(reuters)

Ascolta l'audio

«Lecornu riceve un avvertimento chiaro», ha scandito Marylise Léon, leader della Cfdt: «Vogliamo una Finanziaria di giustizia fiscale, sociale ed ecologica. Non accetteremo che siano i lavoratori a pagare da soli il prezzo degli sforzi»
2 minuti di lettura

PARIGI – Una lunga giornata di cortei e scioperi contro le misure di austerità ha riportato la Francia in piazza, con l’obiettivo di mettere sotto pressione il nuovo governo di Sébastien Lecornu, chiamato a presentare entro l’inizio di ottobre la legge di bilancio. A una settimana dal movimento spontaneo Bloquons tout, nato sui social e incapace finora di ricreare il clima dei gilet gialli, ieri è stata la volta dei sindacati, abituati a questo rito molto francese della “manif”, tra slogan per tassare i ricchi e difesa a oltranza dello Stato sociale. «Un grande successo», ha rivendicato la leader della Cgt, Sophie Binet, parlando di oltre un milione di manifestanti. Meno della metà, secondo il ministero dell’Interno. In ogni caso è stata una mobilitazione ampia, con più di 250 azioni sparse in tutto il Paese e ben superiore a quella del 10 settembre, quando “Blocchiamo tutto” aveva raccolto 200mila presenze. Per la prima volta dal 2023, le principali confederazioni si sono ritrovate u…

PARIGI – Una lunga giornata di cortei e scioperi contro le misure di austerità ha riportato la Francia in piazza, con l’obiettivo di mettere sotto pressione il nuovo governo di Sébastien Lecornu, chiamato a presentare entro l’inizio di ottobre la legge di bilancio. A una settimana dal movimento spontaneo Bloquons tout, nato sui social e incapace finora di ricreare il clima dei gilet gialli, ieri è stata la volta dei sindacati, abituati a questo rito molto francese della “manif”, tra slogan per tassare i ricchi e difesa a oltranza dello Stato sociale. «Un grande successo», ha rivendicato la leader della Cgt, Sophie Binet, parlando di oltre un milione di manifestanti. Meno della metà, secondo il ministero dell’Interno. In ogni caso è stata una mobilitazione ampia, con più di 250 azioni sparse in tutto il Paese e ben superiore a quella del 10 settembre, quando “Blocchiamo tutto” aveva raccolto 200mila presenze. Per la prima volta dal 2023, le principali confederazioni si sono ritrovate unite, dopo la lunga stagione di proteste contro la riforma delle pensioni.

Il governo aveva schierato 80mila agenti e gendarmi, con reparti antisommossa, droni e blindati. E il ministro dell’Interno Bruno Retailleau aveva paventato fino a 8mila casseurs pronti a infiltrarsi nei cortei. Alla fine, la grande manifestazione parigina è sfilata senza incidenti gravi, anche se nel pomeriggio ci sono stati momenti di tensione quando black bloc hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine. Altrove, la giornata è stata più agitata. A Marsiglia, una manifestante a terra è stata colpita da un agente in un episodio filmato e diffuso sui social. A Rennes, dopo lanci di oggetti, i celerini hanno risposto con una fitta nube di lacrimogeni. Un gendarme è rimasto ferito durante l’arresto di un black bloc. Scontri con un gruppo di giovani incappucciati anche a Lione dove sono rimasti feriti due poliziotti e un giornalista. In serata, il bilancio ufficiale era di 181 arresti, di cui 31 nella capitale.

La protesta era stata convocata durante l’estate per protestare contro la Finanziaria da 44 miliardi di tagli presentata dal premier François Bayrou, poi sfiduciato dieci giorni fa. La sua caduta e la nomina-lampo di Lecornu non hanno raffreddato la mobilitazione. «Lecornu riceve un avvertimento chiaro», ha scandito Marylise Léon, leader della Cfdt. «Vogliamo una Finanziaria di giustizia fiscale, sociale ed ecologica. Non accetteremo che siano i lavoratori a pagare da soli il prezzo degli sforzi». La mobilitazione ha avuto un forte impatto sul mondo della scuola, con un insegnante su tre in sciopero a livello nazionale e quasi uno su due a Parigi. Disagi si sono registrati nei trasporti regionali. La metropolitana nella capitale è stata garantita solo nelle ore di punta.

I leader delle otto sigle sindacali decideranno se proseguire il movimento per mantenere alta la pressione. Il nuovo premier - che deve ancora formare il suo governo - ha assicurato che le richieste dei manifestanti «sono al centro delle consultazioni» con forze politiche e sociali. Lecornu ha ribadito la volontà di «proseguire il dialogo» e ha annunciato nuovi incontri con i sindacati.

Leggi i commenti