Zelensky vedrà Trump a New York. Ma gli Usa tagliano le armi all’Ue: stop ai patriot
dal nostro inviato Paolo MastrolilliGLENDALE – Volodymyr Zelensky conferma che incontrerà Donald Trump la settimana prossima a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, per «ricevere segnali di quanto siamo vicini a comprendere che le garanzie di sicurezza da parte di tutti i partner sono quelle di cui abbiamo bisogno». Un segno che il leader ucraino sarebbe pronto ad un accordo per mettere fine alla guerra, se il russo Putin fosse disposto a discuterlo invece di accelerare l’offensiva. Un segno che il leader ucraino sarebbe pronto ad un accordo per mettere fine alla guerra, se il russo Putin fosse disposto a discuterlo invece di accelerare l’offensiva. La condizione, però, è avere la certezza che Kiev non venga poi lasciata sola davanti ad un nemico che potrebbe solo aspettare la prossima occasione per rilanciare l’invasione mirando a conquistare l’intero paese.
Ma nelle ultime ore sono arrivati due segnali concordanti che vanno in altre direzioni. Il primo è la notizia, rivelata dal magazine The Atlantic, che gli Stat…
GLENDALE – Volodymyr Zelensky conferma che incontrerà Donald Trump la settimana prossima a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, per «ricevere segnali di quanto siamo vicini a comprendere che le garanzie di sicurezza da parte di tutti i partner sono quelle di cui abbiamo bisogno». Un segno che il leader ucraino sarebbe pronto ad un accordo per mettere fine alla guerra, se il russo Putin fosse disposto a discuterlo invece di accelerare l’offensiva. Un segno che il leader ucraino sarebbe pronto ad un accordo per mettere fine alla guerra, se il russo Putin fosse disposto a discuterlo invece di accelerare l’offensiva. La condizione, però, è avere la certezza che Kiev non venga poi lasciata sola davanti ad un nemico che potrebbe solo aspettare la prossima occasione per rilanciare l’invasione mirando a conquistare l’intero paese.
Ma nelle ultime ore sono arrivati due segnali concordanti che vanno in altre direzioni. Il primo è la notizia, rivelata dal magazine The Atlantic, che gli Stati Uniti stanno sospendendo alcune forniture di armi agli europei, in particolari la consegna dei Patriot che sono in grado di intercettare i missili balistici di Mosca. La sospensione delle forniture avviene nell’ambito della politica Usa dell’America First, anche vista la scarsità di questo tipo di armamenti: «Dovrebbero essere riservate agli Stati Uniti in caso di necessità» ha detto il vice alla Difesa Elbridge Colby, sempre riportato da The Atlantic.
Coerente con questa ricostruzione anche quanto riporta Reuters, ovvero che il Pentagono ha messo in guardia i diplomatici europei sul fatto che gli Stati Uniti hanno intenzione di tagliare parte dell'assistenza di sicurezza a Lettonia, Lituania ed Estonia, i Paesi Baltici confinanti con la Russia. Il dipartimento della difesa Usa avrebbe detto all'Europa che deve essere meno dipendente dagli Stati Uniti.
Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da un’escalation militare, che ha incluso le incursioni dei caccia russi Mig in Estonia e i droni sconfinati in Polonia, oltre agli ormai abituali bombardamenti di Mosca sulle città ucraine, colpendo i civili. Durante la conferenza stampa a Londra, Trump ha detto di essere «molto deluso» dal suo ex amico Putin, però ha ribadito che non imporrà le sanzioni secondarie fino a quando tutti i paesi europei smetteranno di compare il petrolio russo. Quindi ha ripetuto che «Zelensky deve fare un accordo», scaricando sulle spalle dell’ucraino la responsabilità di mettere fine ad una guerra scatenata dal rivale russo.
La settimana prossima darà l’occasione per un confronto diretto, perché martedì Trump parlerà all’Assemblea Generale dell’Onu e mercoledì toccherà a Zelensky. Bloomberg ha riportato le parole di Volodymyr, che ha confermato l’incontro con Donald e le aspettative: «Vorrei ricevere segnali di quanto siamo vicini a comprendere che le garanzie di sicurezza da parte di tutti i partner sono quelle di cui abbiamo bisogno». Quindi ha aggiunto: «Abbiamo preparato le basi per le garanzie di sicurezza che l’Europa è pronta ad adottare, tenendo conto della presenza degli Usa».
Le garanzie a cui si riferisce sono quelle che dovrebbero accompagnare l’eventuale accordo di pace con Putin, che però finora si è rifiutato di incontrarlo e al vertice di Anchorage non aveva accettato la richiesta di Trump di un cessate il fuoco. Ammesso che Mosca apra ora un vero negoziato per la pace, Kiev ha bisogno di garanzie per la sua sopravvivenza, visto che dovrà rinunciare al controllo su parte del suo territorio, anche senza un riconoscimento ufficiale delle cessioni. Gli europei hanno proposto di mandare truppe sul terreno a garanzia, ma Zelensky chiede anche il coinvolgimento degli americani, almeno con l’intelligence e la forza aerea.