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Condanna a Sarkozy, minacce di morte alla giudice. Lui: “Sono innocente, non spero nella grazia”

Eliane Houlette (Afp) 

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Aperte a Parigi due indagini sulla campagna d’odio contro la magistrata che ha letto la sentenza contro l’ex presidente francese. Intanto l’ex capo dello Stato torna a parlare
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PARIGI – Due indagini giudiziarie sono state aperte per far luce sulle minacce di morte rivolte a Nathalie Gavarino, la presidente del tribunale che giovedì ha letto la condanna di Nicolas Sarkozy a cinque anni di carcere, da eseguire immediatamente. La magistrata, che ha presieduto il collegio della Corte di Parigi nel processo sul presunto finanziamento libico, è divenuta il bersaglio di una campagna d’odio con insulti, intimidazioni e la diffusione della notizia ripescata dal passato della sua partecipazione a un raduno del 2011 contro l’allora capo dello Stato. Un episodio che i detrattori usano ora per insinuare il sospetto di parzialità.

(afp)

La condanna di Sarkozy

Sarkozy, 70 anni, è stato riconosciuto colpevole di associazione a delinquere per aver orchestrato, insieme ai suoi collaboratori più fidati, una rete volta a ottenere fondi dal regime di Muammar Gheddafi. L’ex presidente ha già annu…

PARIGI – Due indagini giudiziarie sono state aperte per far luce sulle minacce di morte rivolte a Nathalie Gavarino, la presidente del tribunale che giovedì ha letto la condanna di Nicolas Sarkozy a cinque anni di carcere, da eseguire immediatamente. La magistrata, che ha presieduto il collegio della Corte di Parigi nel processo sul presunto finanziamento libico, è divenuta il bersaglio di una campagna d’odio con insulti, intimidazioni e la diffusione della notizia ripescata dal passato della sua partecipazione a un raduno del 2011 contro l’allora capo dello Stato. Un episodio che i detrattori usano ora per insinuare il sospetto di parzialità.

(afp)

La condanna di Sarkozy

Sarkozy, 70 anni, è stato riconosciuto colpevole di associazione a delinquere per aver orchestrato, insieme ai suoi collaboratori più fidati, una rete volta a ottenere fondi dal regime di Muammar Gheddafi. L’ex presidente ha già annunciato ricorso, ma la condanna, secondo i termini stabiliti, è immediatamente esecutiva. Dovrà dunque varcare la soglia del carcere nelle prossime settimane. Unico capo dello Stato della Quinta Repubblica a finire in prigione.

"Non spero nella grazia”

Sarkozy ha dichiarato di non sperare "in alcun modo" di essere graziato dopo la condanna. In un'intervista al Journal du Dimanche, l'ex leader gollista ha risposto cisì al cronista che gli chiedeva se sperasse di ottenere la grazia dal presidente, Emmanuel Macron. "Per essere graziati, bisogna accettare la pena e quindi riconoscere la propria colpevolezza. Non ammetterò mai la mia colpa per qualcosa che non ho fatto. Combatterò fino all'ultimo respiro affinché la mia onestà venga riconosciuta", ha aggiunto Sarkozy: "Vincerò". La grazia si applica solo a una condanna definitiva ed esecutiva, e pertanto non è un'opzione per il momento, poiché Sarkozy ha presentato ricorso contro la sentenza. L’ex capo dello Stato al momento rimane libero ed

era presente allo stadio Parco dei Principi di Parigi ieri sera per assistere alla partita Psg-Auxerre, dove è stato avvistato sugli spalti mentre salutava il pubblico.

Le reazioni

La bufera che si è abbattuta sulla magistrata ha spinto il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, a intervenire pubblicamente. «Le minacce di morte contro i magistrati sono assolutamente intollerabili in democrazia», ha commentato Darmanin, ricordando che le decisioni giudiziarie possono essere contestate solo attraverso i mezzi legali e mai con la violenza personale. Jacques Boulard, primo presidente della Corte d’appello di Parigi, ha parlato di un attacco grave allo Stato di diritto, chiedendo il rispetto dell’imparzialità della giustizia.

La destra si è stretta attorno a Sarkozy. Alcuni dei suoi fedelissimi parlano apertamente di «colpo di Stato giudiziario». Il premier Sébastien Lecornu ha ricordato «l’amicizia» che lo lega all’ex presidente e la «stima per il suo operato» quando era all'Eliseo, tra il 2007 e il 2012. Per il costituzionalista Thibaud Mulier, gli attacchi delle ultime ore contro la magistrata segnano «un preoccupante deficit di etica della responsabilità». «Non è che discutere una sentenza sia sbagliato. Il problema – osserva – è gettare sospetti sul giudice».

(reuters)

Ludovic Friat, presidente dell’Unione sindacale dei magistrati e primo vicepresidente del tribunale di Parigi, sottolinea che «il tribunale non ha giudicato le idee di Nicolas Sarkozy». «Il processo è stato di qualità, con settimane di dibattiti. La sentenza, 400 pagine, è solidamente argomentata». Le accuse di parzialità contro i giudici, aggiunge Friat, «non sono nuove, ma oggi hanno raggiunto un livello senza precedenti».

L’ingresso in carcere

A difendere la magistratura è intervenuto anche l’avvocato penalista ed ex ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti. «I giudici sono esseri umani, hanno sensibilità politiche. Ma il buon magistrato sa fare astrazione dalle proprie opinioni per giudicare con imparzialità. E la grandissima maggioranza dei magistrati si comporta così». Dupond-Moretti ha poi ricordato che l’unica via legittima per contestare una decisione di giustizia è «usare i mezzi di ricorso». È la strada scelta da Sarkozy, che ha fatto appello contro la condanna. Intanto, però, l’ex presidente dovrà prepararsi alla detenzione. La data di ingresso in carcere sarà fissata nelle prossime settimane. Considerata l’età e l’assenza di rischio di fuga, è probabile che possa beneficiare presto di misure alternative o di una liberazione anticipata.

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