NEW YORK – Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avvertiva l’Italia su una possibile minaccia dei droni di Mosca per il nostro Paese, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov lanciava il suo monito a margine dell’Assemblea generale dell’Onu: «Non abbiamo intenzione di attaccare l’Europa, ma se colpirete i nostri aerei ve ne pentirete».
Ieri il capo della diplomazia russa ha parlato alle Nazioni Unite, ripetendo la versione secondo cui la colpa dell’invasione è di chi l’ha subita. Poco dopo ha incontrato i giornalisti al Palazzo di vetro, ribadendo la sua linea: «Non abbiamo nulla da nascondere. Non attacchiamo mai civili e infrastrutture. Gli incidenti accadono, ma non prendiamo mai di mira con i nostri droni o missili i Paesi europei, siano essi membri della Ue o della Nato». La realtà lo smentisce, perché è dimostrato che la Russia spara sulle città e uccide i civili, ma il travisamento sistematico dei fatti da parte di Mosca è il suo modo abituale di procedere. Quanto…
NEW YORK – Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avvertiva l’Italia su una possibile minaccia dei droni di Mosca per il nostro Paese, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov lanciava il suo monito a margine dell’Assemblea generale dell’Onu: «Non abbiamo intenzione di attaccare l’Europa, ma se colpirete i nostri aerei ve ne pentirete».
Ieri il capo della diplomazia russa ha parlato alle Nazioni Unite, ripetendo la versione secondo cui la colpa dell’invasione è di chi l’ha subita. Poco dopo ha incontrato i giornalisti al Palazzo di vetro, ribadendo la sua linea: «Non abbiamo nulla da nascondere. Non attacchiamo mai civili e infrastrutture. Gli incidenti accadono, ma non prendiamo mai di mira con i nostri droni o missili i Paesi europei, siano essi membri della Ue o della Nato». La realtà lo smentisce, perché è dimostrato che la Russia spara sulle città e uccide i civili, ma il travisamento sistematico dei fatti da parte di Mosca è il suo modo abituale di procedere. Quanto alle denunce della Polonia per le incursioni di aerei e droni, «abbiamo proposto un incontro immediato, ma nessuno vuole mai discutere i fatti».
Allo stesso tempo il ministro ha avvertito: «La Russia viene accusata di aver quasi pianificato un attacco contro i Paesi della Nato e della Ue. Il presidente Putin ha ripetutamente smentito queste provocazioni. Non abbiamo mai avuto tali intenzioni. Tuttavia, qualsiasi aggressione contro il mio Paese incontrerà una risposta decisa».
Lavrov però ha fatto attenzione a non rompere con il presidente americano Donald Trump, rispondendo così alle dichiarazioni in cui l’inquilino della Casa Bianca aveva definito la Russia una tigre di carta e aveva incoraggiato Kiev a riprendersi tutti i territori occupati da Putin: «Sono trucchi che si usano nella diplomazia pubblica. Qualche giorno dopo il presidente ha smentito di averlo detto. La realtà è che il capo della Casa Bianca è l’unico ad aver capito la necessità di affrontare le cause profonde del conflitto, generate dalla leadership illegale di Kiev, per risolverlo».
Così Lavrov spera di tornare a dividere Trump dagli altri alleati occidentali: «Sono gli europei che non lo capiscono, o non vogliono capirlo, perché puntano a continuare la guerra». Il risultato comunque non cambierà, almeno secondo Mosca: «L’Ucraina non tornerà mai ai confini del 2022. Sono loro che hanno violato gli accordi precedenti. Noi avevamo offerto una pace con cui avrebbero conservato tutto il Paese, tranne la Crimea dove c’era stato un referendum, ma l’hanno rifiutata».
Il ministro si è scagliato anche contro la Germania, dicendo che il suo riarmo è «la nazificazione del Paese. Ha lo stesso obiettivo di Hitler, sconfiggere la Russia». Poi ha accusato l’Ucraina di preparare falsi attacchi sotto bandiera russa contro i Paesi Nato, per provocarne la reazione e scatenare una guerra più ampia. Propaganda già usata in passato, che torna utile ogni volta in cui Mosca è in difficoltà.