✕

Moldova, vittoria europeista alle elezioni: oltre il 50%. Maia Sandu: “Mandato per aderire alla Ue”

(afp)

Ascolta l'audio

Il partito della presidente ottiene la maggioranza alle parlamentari. Affluenza record nonostante allarmi bomba e attacchi hacker. Stamattina la manifestazione di Dodon
3 minuti di lettura

CHISINAU – Per evitare provocazioni, l’indirizzo del raduno dei candidati e attivisti del Partito d’Azione e Solidarietà viene comunicato soltanto a metà pomeriggio. Il ritrovo del fronte europeista si tiene simbolicamente nella via intitolata alla Giornata del ritorno alla lingua romena e all’alfabeto latino nell’ex Repubblica sovietica, “Strada 31 agosto 1989”. Qualcuno si azzarda a chiamarlo “party”, ma viene rimbrottato. La cautela è d’obbligo. Soprattutto dopo una giornata all’insegna di cyber-attacchi in patria e falsi allarmi bomba all’estero.

La battaglia alle urne per la maggioranza in Parlamento e per il futuro stesso della Moldova, adesione alla Ue o ritorno nell’orbita russa, si è combattuta sul filo. Con sondaggi testa a test…

CHISINAU – Per evitare provocazioni, l’indirizzo del raduno dei candidati e attivisti del Partito d’Azione e Solidarietà viene comunicato soltanto a metà pomeriggio. Il ritrovo del fronte europeista si tiene simbolicamente nella via intitolata alla Giornata del ritorno alla lingua romena e all’alfabeto latino nell’ex Repubblica sovietica, “Strada 31 agosto 1989”. Qualcuno si azzarda a chiamarlo “party”, ma viene rimbrottato. La cautela è d’obbligo. Soprattutto dopo una giornata all’insegna di cyber-attacchi in patria e falsi allarmi bomba all’estero.

La battaglia alle urne per la maggioranza in Parlamento e per il futuro stesso della Moldova, adesione alla Ue o ritorno nell’orbita russa, si è combattuta sul filo. Con sondaggi testa a testa. Alla chiusura dei seggi, a ogni percentuale dello scrutinio che scende o che sale si sospira o si spera. Finché, a scrutinio ultimato, con quasi il 100% dei seggi scrutinati, diventa chiara la vittoria del Pas, il partito europeista al potere dal 2021 della presidente Maia Sandu e del premier Dorin Recean, con oltre il 50,2% contro il 24,17% del Blocco Patriottico di forze filorusse guidato da Igor Dodon, uno che da capo dello Stato sedeva in Piazza Rossa accanto a Putin. Vantaggio che da solo basterà a mantenere la maggioranza dei 101 seggi in Parlamento e che, anzi, aumenterà notevolmente grazie al premio dei voti dei partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento e a possibili alleanze con formazioni minori.

Fino a tarda notte nessuno aveva rivendicato, anche per evitare di dare munizioni all’infuocata retorica di Dodon che ha tenuto stamattina una «protesta pacifica». Con le forze di polizia che avevano lanciano l’allarme per possibili «disordini e destabilizzazioni».

Soltanto alle due del pomeriggio di oggi Sandu ha convocato la stampa per rivendicare: «Abbiamo avuto un forte mandato per il processo di adesione all'Unione Europea. L'esito del voto mostra che sappiamo unirci quando il futuro del nostro Paese è in pericolo».

Nei giorni scorsi non aveva esitato a elencare le numerose sfide: «Centinaia di milioni di euro spesi per comprare i voti, giovani addestrati alla violenza, destabilizzazioni, reclutamenti per produrre e diffondere fake news. Tutto perché la Russia prenda il controllo della Moldova e la usi per i suoi scopi». Alle 9 del mattino, dopo aver votato, l’ultimo appello dalla scalinata del liceo Petru Rares, quartiere occidentale Buiucani. «Ho votato per la pace e un futuro europeo. E invito tutti ad andare ai seggi. Non vendiamo la nostra patria per 400 Lei o 400 euro», aveva esortato la presidente riconfermata di misura un anno fa per un secondo mandato, stretta in un tailleur non a caso blu.

Poco più tardi, nella scuola materna Antonin Ursu, poco distante, ma più spartana, la facciata di mattoni non intonacata, era andato in scena un siparietto esemplare dei tentativi di disinformazione. Un giornalista della tv Accent finanziata da Ilan Shor, l’oligarca fuggito in Russia da una condanna a 15 anni per appropriazione indebita, aveva al segretario del Pas e presidente del Parlamento Igor Grosu perché le autorità abbiano chiuso gli aeroporti agli stranieri. «Abbiamo un solo scalo. E non è chiuso. Ah, ecco, lei lavora per uno di quei canali che fa propaganda col denaro sporco di Shor. Per favore, non menta alla popolazione».

Poi parlando a Repubblica, Grosu aveva messo in guardia dal rischio di interferenze per sabotare il voto dei moldavi all’estero che, pari a un quinto degli elettori, si sono confermati l’ago della bilancia. In particolare la diaspora italiana, la più numerosa. «Ci sono stati tentativi di corruzione e siamo grati alle vostre autorità per averli scongiurati». I falsi allarmi bomba nei consolati di Genova e Roma, che sommati a quelli in tutta Europa, avevano avvalorato i sospetti. Mentre in patria si denunciavano i caroselli per portare gli elettori della Transnistria separatista a votare nei 12 seggi speciali allestiti per loro. Decine di votanti erano sbarcati da due bus persino al Ginnasio n. 42 di Codru, sobborgo a Est della capitale, poco prima dell’arrivo del premier Recean che aveva assicurato: «Tutti questi tentativi di manipolazione verranno neutralizzati».

Ma se adesso la triade a capo del Pas sorride è merito soprattutto degli elettori che si sono mobilitati in massa, con un’affluenza record al 51,9%, per blindare i negoziati di adesione alla Ue. «Abbiamo votato per i nostri nipoti. Per un loro futuro migliore», confida la pensionata 64enne Valentina Hamuraru. Ana Rosca, 29 anni, contabile di una grande azienda, sfoggia orgogliosa l’adesivo “Ho votato” e rincara: «Vogliamo l’Europa qui. Dentro alla Moldova. E che non ci sia più bisogno di andare a cercarla emigrando all’estero».

Leggi i commenti