La Casa Bianca ha aspettato qualche ora prima di diffondere le foto, accuratamente studiate: il presidente americano, Donald Trump, siede con lo sguardo corrucciato accanto al premier israeliano che parla al telefono con lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. E’ il momento in cui Benjamin Netanyahu si è scusato con il sovrano del Qatar per l’attacco militare israeliano contro Doha, che lo scorso 9 settembre ha preso di mira la leadership di Hamas all’estero. Nel bombardamento sono morte 5 persone, tra cui un funzionario della sicurezza qatariota.
Lo sceicco aveva chiesto scuse pubbliche del premier israeliano, le ha ottenute ma ha avuto in cambio anche qualcosa di più. Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui concede all’alleato del Golfo di fatto una sorta di articolo 5 della Nato: gli Stati Uniti si impegnano a garantire la sicurezza del Qatar da qualsiasi attacco al territorio o alla sovranità dell’emirato…
La Casa Bianca ha aspettato qualche ora prima di diffondere le foto, accuratamente studiate: il presidente americano, Donald Trump, siede con lo sguardo corrucciato accanto al premier israeliano che parla al telefono con lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. E’ il momento in cui Benjamin Netanyahu si è scusato con il sovrano del Qatar per l’attacco militare israeliano contro Doha, che lo scorso 9 settembre ha preso di mira la leadership di Hamas all’estero. Nel bombardamento sono morte 5 persone, tra cui un funzionario della sicurezza qatariota.
Lo sceicco aveva chiesto scuse pubbliche del premier israeliano, le ha ottenute ma ha avuto in cambio anche qualcosa di più. Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui concede all’alleato del Golfo di fatto una sorta di articolo 5 della Nato: gli Stati Uniti si impegnano a garantire la sicurezza del Qatar da qualsiasi attacco al territorio o alla sovranità dell’emirato che verrà considerato una minaccia alla sicurezza anche dell’America Un’intesa di questo genere tra gli Usa e un paese arabo non ha precedenti ed è un paradosso per Netanyahu che puntava a rafforzare l’alleanza difensiva con Washington con un accordo dello stesso tipo.
L’attacco contro Doha però si è rivelato un boomerang per il premier israeliano: non solo non è servito a eliminare la leadership di Hamas all’estero, ma ha irrigidito le posizioni dello sceicco che è un alleato prezioso degli americani nel Golfo e un amico diretto di Trump, a cui ha regalato anche un Boeing privato. Doha ospita la principale base americana nel Golfo, al Udeid, e fa da mediatrice in diverse questioni internazionali.