✕

Pupo torna a esibirsi a Mosca: "Pronto a chiedere la cittadinanza russa se vietassero i viaggi"

Ascolta l'audio

Sabato il concerto alla Live Arena: “I russi sappiano che noi italiani li amiamo. Il nostro governo è un ostacolo”. Per il cantante è stata “una vergogna e un’ingiustizia” aver cancellato l’esibizione di Gergiev a Caserta
2 minuti di lettura

Un concerto sabato alla Live Arena di Mosca «affinché tutti i russi sappiano che noi italiani li amiamo». Il cantante Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, settant’anni festeggiati lo scorso 11 settembre, non si cura delle critiche di politici e diplomatici italiani per il suo sostegno a Mosca e continua a esibirsi nella Federazione Russa.

«Finché non verrà approvata una legge statale che vieti ai cittadini italiani di recarsi in Russia, perseguirò il mio ideale. Se tale legge verrà approvata, allora deciderò se rispettarla. Come minimo, chiederò la cittadinanza russa», ha detto in un’intervista pubblicata dal quotidiano russo Izvestija alla vigilia del suo prossimo concerto.

Per Pupo lo spettacolo moscovita sarà «una delle tappe più importanti e significative» del suo tour mondiale, resa possibile dal «fratello e amico Jurij Kostin», e sarà l’occasione per esibirsi nei suoi successi più famosi. «Da Gelato al Cioccolato a Un amore grande, passando per Lo devo solo a te, Burattino Telecomandato…

Un concerto sabato alla Live Arena di Mosca «affinché tutti i russi sappiano che noi italiani li amiamo». Il cantante Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, settant’anni festeggiati lo scorso 11 settembre, non si cura delle critiche di politici e diplomatici italiani per il suo sostegno a Mosca e continua a esibirsi nella Federazione Russa.

«Finché non verrà approvata una legge statale che vieti ai cittadini italiani di recarsi in Russia, perseguirò il mio ideale. Se tale legge verrà approvata, allora deciderò se rispettarla. Come minimo, chiederò la cittadinanza russa», ha detto in un’intervista pubblicata dal quotidiano russo Izvestija alla vigilia del suo prossimo concerto.

Per Pupo lo spettacolo moscovita sarà «una delle tappe più importanti e significative» del suo tour mondiale, resa possibile dal «fratello e amico Jurij Kostin», e sarà l’occasione per esibirsi nei suoi successi più famosi. «Da Gelato al Cioccolato a Un amore grande, passando per Lo devo solo a te, Burattino Telecomandato, La Notte, Sarà perché ti amo, che ho scritto per i Ricchi e Poveri, e i nuovi brani Insieme e Penso a te. Canterò anche la mia canzone russa preferita, Kalinka, e Bella Ciao». Ma soprattutto, ha detto, sarà il palco per «trasmettere un messaggio d'amore».

«Certo, il governo italiano non è d'accordo con la mia scelta, ma ci sono milioni di italiani che la pensano come me. Credono che nessuna forma d'arte, cultura o persino sport debba essere soggetta a sanzioni o divieti. Ho sempre amato il popolo russo. Fin da quando non potevo nemmeno immaginare che un giorno queste persone meravigliose avrebbero ricambiato generosamente i miei sentimenti. Detto questo, aggiungo: seguo la mia strada e le mie convinzioni», ha detto il cantante deplorando la decisione delle autorità belghe o lituane di annullare i suoi concerti dopo che un anno fa si era esibito al Cremlino. «Un’inaccettabile dimostrazione di arroganza», l’ha definita.

«Prima dell'annullamento, mi hanno chiesto di rilasciare dichiarazioni in conformità con le loro istruzioni diplomatiche. Non prendo ordini da nessuno. Li ho semplicemente mandati all'inferno, dichiarando che da quel momento in poi e finché non sarà ristabilito un giusto equilibrio, non desidero più cantare nei loro Paesi».

Per Pupo è stata una «vergogna» e «un’ingiustizia» anche la decisione delle autorità italiane di cancellare l’esibizione del maestro d’orchestra Valerij Gergiev inizialmente prevista a Caserta quest’estate. «Un simile atteggiamento – ha detto - è profondamente estraneo alla mia comprensione dell'arte e dello scambio culturale tra i popoli».

Gli italiani – ha aggiunto Pupo – dovrebbero essere grati a Mosca anche per l’operazione “Dalla Russia con amore” che, durante la pandemia di Covid, previde l’invio di medici russi in Italia. «Il problema non sono gli italiani. Loro apprezzano e amano i russi, come i russi amano gli italiani. Il vero problema è il governo. É il più grande ostacolo».

Leggi i commenti