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La mossa di Netanyahu: “l’Idf non lascerà la Striscia”. Sangue sulle trattative

(afp)

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Il premier smentito dagli Usa: il ritiro è concordato. Ieri altri 57 morti. Al via l’ultimo negoziato in Egitto: delegati in arrivo a Sharm el Sheik
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La mattina di Gaza era iniziata con la speranza in un cessate il fuoco, è finita sotto le bombe. Mentre Trump ringraziava Netanyahu per «aver sospeso», gli attacchi nella Striscia, testimoni raccontavano dell’ennesima strage a Gaza City. «Il bilancio delle vittime è di 57 persone, di cui 40 solo nella città», riferisce Mahmoud Bassal, portavoce della difesa civile, un’organizzazione di soccorso che opera sotto l’autorità di Hamas. Nel quartiere al Tuffah, una bomba avrebbe colpito una palazzina facendo 17 morti, tra cui 7 bambini tra i 2 e gli 8 anni, secondo le stesse fonti. In mattinata l’esercito israeliano aveva annunciato di aver cambiato ordini operativi passando a una modalità solo difensiva per consentire l’avvio dei negoziati sugli ostaggi.

Lunedì a Sharm el Sheik, in Egitto, le delegazioni di Hamas e di Israele inizieranno i colloqui indiretti, la prima volta che tornano a parlarsi dopo che gli israeliani hanno tentato di uccidere tutta la leadership di Hamas all’estero bom…

La mattina di Gaza era iniziata con la speranza in un cessate il fuoco, è finita sotto le bombe. Mentre Trump ringraziava Netanyahu per «aver sospeso», gli attacchi nella Striscia, testimoni raccontavano dell’ennesima strage a Gaza City. «Il bilancio delle vittime è di 57 persone, di cui 40 solo nella città», riferisce Mahmoud Bassal, portavoce della difesa civile, un’organizzazione di soccorso che opera sotto l’autorità di Hamas. Nel quartiere al Tuffah, una bomba avrebbe colpito una palazzina facendo 17 morti, tra cui 7 bambini tra i 2 e gli 8 anni, secondo le stesse fonti. In mattinata l’esercito israeliano aveva annunciato di aver cambiato ordini operativi passando a una modalità solo difensiva per consentire l’avvio dei negoziati sugli ostaggi.

Lunedì a Sharm el Sheik, in Egitto, le delegazioni di Hamas e di Israele inizieranno i colloqui indiretti, la prima volta che tornano a parlarsi dopo che gli israeliani hanno tentato di uccidere tutta la leadership di Hamas all’estero bombardando la capitale del Qatar, grande alleato americano. Al tavolo ci saranno il ministro per gli Affari Strategici israeliano, Ron Dermer, fedelissimo di Netanyahu, l’inviato speciale Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kushner, il genero di Trump, architetto degli accordi di Abramo e insieme a Tony Blair del piano per la tregua che dovrebbe anche costruire le premesse anche per il dopoguerra a Gaza.

La mappa pubblicata da Donald Trump su Truth 

Trump sta investendo molto del suo capitale politico per arrivare alla pace, sperando in un allargamento degli accordi di Abramo con i paesi del Golfo da coinvolgere nel grande business della ricostruzione di Gaza. Fa pressione su Hamas – «non tollererò ritardi», ha ribadito ieri – ma promette che «tutte le parti verranno trattate con equità» e rivendica un certo controllo sul premier israeliano: «Ho detto a Bibi che deve essere d’accordo con me. Non ha scelta».

Netanyahu arriva all’appuntamento egiziano presentandolo come una sua vittoria. «Siamo sul punto di raggiungere un grande risultato. Spero di potervi annunciare il rilascio di tutti i nostri ostaggi, in un colpo solo. C’era chi escludeva la possibilità che saremmo riusciti a ottenere il rilascio di tutti senza un ritiro completo. Vi dico: questo è reale. E con l’aiuto di Dio, accadrà molto presto», ha detto ieri, spiegando il cambio di atteggiamento di Hamas con la «pressione militare e diplomatica che abbiamo esercitato».

Il gruppo verrà «disarmato e smantellato militarmente o politicamente e Gaza demilitarizzata», promette. E questo senza che l’Idf si ritiri: «Rimarremo nei territori che controlliamo». Non è però quello che prevede il piano Trump. Su questo, e sull’assicurazione che la guerra non riprenderà, Hamas sta chiedendo garanzie ai mediatori, Qatar e Turchia , che hanno avuto grosse concessioni da Trump: lo sceicco al Thani un patto di mutua difesa con gli Stati Uniti che nemmeno Israele ha, e il turco Erdogan armi e legittimità.

A sera, è lo stesso Trump a tornare sulla questione del ritiro: «Israele ha accettato una linea di ritiro iniziale come parte del piano di pace che è stato condiviso con Hamas. Quando Hamas confermerà, un cessate il fuoco sarà immediatamente efficace, inizierà lo scambio di ostaggi e prigionieri e creeremo le condizioni per la prossima fase di ritiro, che ci porterà vicini alla fine di questa catastrofe».

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