Yahya al Sarraj la guerra ce l’ha in testa, in casa, addosso, intorno. Parla e la linea cade di continuo. E quando risponde cerca riparo per farsi sentire: il rumore dei droni e dei jet israeliani si sente nitido. È solo mezzogiorno e su Gaza City, circondata, assediata, chiusa dall’esercito israeliano, cadono ancora bombe, altro che tregua. Yahya al Sarraj è lì, nel centro storico ora devastato …