Myanmar, la giunta lancia bombe su una festa buddista con un parapendio: 40 morti, tra cui bimbi
di Natasha CaragnanoI manifestanti stavano accendendo candele durante una veglia pacifica contro la giunta militare, al potere in Myanmar dal colpo di Stato del 2021, quando nella località di Chaung-U hanno sentito il rumore di pale meccaniche tagliare l’aria. Pochi istanti dopo un parapendio a motore ha sganciato due bombe, una dopo l’altra, trasformando la commemorazione pacifica nel giorno del festival buddista di Thadingyut in una tragedia. Almeno 40 persone, tra cui diversi bambini, sono morte e 80 sono rimaste ferite, molte in condizioni gravi.
“Tutto è successo in sette minuti”, ha raccontato all’Afp un funzionario locale delle Forze di difesa del popolo, il movimento ribelle che combatte la giunta in varie aree del Paese. “Stiamo ancora raccogliendo parti del corpo delle vittime”, ha aggiunto una donna del posto. La regione di Sagaing, teatro dell’attacco, è uno dei fronti più accesi della guerra civile: gran parte del territorio è oggi controllata da milizie popolari, mentre la giunta del gener…
I manifestanti stavano accendendo candele durante una veglia pacifica contro la giunta militare, al potere in Myanmar dal colpo di Stato del 2021, quando nella località di Chaung-U hanno sentito il rumore di pale meccaniche tagliare l’aria. Pochi istanti dopo un parapendio a motore ha sganciato due bombe, una dopo l’altra, trasformando la commemorazione pacifica nel giorno del festival buddista di Thadingyut in una tragedia. Almeno 40 persone, tra cui diversi bambini, sono morte e 80 sono rimaste ferite, molte in condizioni gravi.
“Tutto è successo in sette minuti”, ha raccontato all’Afp un funzionario locale delle Forze di difesa del popolo, il movimento ribelle che combatte la giunta in varie aree del Paese. “Stiamo ancora raccogliendo parti del corpo delle vittime”, ha aggiunto una donna del posto. La regione di Sagaing, teatro dell’attacco, è uno dei fronti più accesi della guerra civile: gran parte del territorio è oggi controllata da milizie popolari, mentre la giunta del generale Min Aung Hlaing tenta da mesi di riconquistarla. Spesso utilizzando questo genere di armi.
Per Amnesty International, l’impiego del parapendio a motore da parte della giunta non è più un’eccezione ma “una tendenza inquietante”: l’esercito l’ha usato anche per bombardare le zone già colpite dal mortale terremoto di marzo 2025. Questo parapendio è dotato di un piccolo motore e può trasportare fino a tre soldati per sganciare bombe o sparare sul bersaglio proiettili da mortaio da 120 millimetri. Una forma di attacco indiscriminato che - continua l’organizzazione - “dovrebbe rappresentare un terribile campanello d'allarme: i civili del Myanmar hanno urgente bisogno di protezione”.
Negli ultimi mesi la giunta militare ha fatto sempre più ricorso a questo tipo di armi, complice la carenza di aerei, munizioni e carburante provocata dalle sanzioni internazionali. Ormai molti birmani sanno riconoscere il ronzio del motore di un parapendio, un suono simile a quello di una motosega, e cercano rifugio prima che arrivino le bombe. Ma lunedì sera, il centinaio di persone radunate a Chaung-U per una protesta pacifica contro le elezioni di dicembre – il primo voto dopo il colpo di Stato, che secondo gli analisti non sarà né libero né equo – e per chiedere la liberazione dei prigionieri politici, tra cui la leader democratica deposta Aung San Suu Kyi, non ha fatto in tempo a mettersi in salvo.