Il presidente russo Putin, incontrando oggi a Dushanbe il suo omologo azero Ilham Aliyev, ha ammesso che due missili della contraerea russa sono esplosi vicino ad un aereo della Azerbaijan Airlines sui cieli di Grozny, in Russia, il Natale scorso, prima che il velivolo cambiasse rotta e precipitasse in Kazakhstan. Intanto, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante in cui vengono condannate “le azioni provocatorie di Mosca rispetto alla violazione dello spazio aereo” e chiede che “la risposta dei Paesi Ue sia unitaria”.
Trump: “Aumentiamo pressione per fine guerra”
Trump: “Aumentiamo pressione per fine guerra”
Trump: “La Spagna forse dovrebbe essere espulsa dalla Nato”
Donald Trump afferma che difenderebbe la Finlandia se la Russia attaccasse. Il presidente americano, ricevendo il presidente Alexander Stubb, ha anche criticato la Spagna per il suo rifiuto di aumentare le spese per la difesa al 5% del pil. "Forse dovrebbe essere buttata fuori dalla Nato", ha messo in evidenza.
Zelensky: “I Tomahawk potrebbero costringere Mosca alla pace”
L'invio in Ucraina di missili Tomahawk a lungo raggio statunitensi potrebbe costringere il presidente russo, Vladimir Putin, a negoziare la fine della guerra. Lo ha dichiarato ai cronisti il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "In questo momento, è importante inviare un segnale che l'Ucraina sarà rafforzata con tutti i mezzi possibili. E uno di questi mezzi importanti per me sono i Tomahawk", ha affermato Zelensky, "tutte queste cose possono rafforzare l'Ucraina e costringere i russi a mostrare un pò di moderazione e a sedersi al tavolo dei negoziati". I Tomahawk possono raggiungere obiettivi fino a 2.500 chilometri di distanza e sarebbero i missili a più lunga gittata che l'Ucraina abbia ricevuto dai suoi alleati dall'inizio della guerra.
Trump: “Nuove sanzioni alla Russia? Sì”
Trump: “Nuove sanzioni alla Russia? Sì”
Mosca: “L’Ucraina ha fatto saltare un gasdotto per ammoniaca”
La Russia ha accusato l'Ucraina di aver fatto esplodere un gasdotto ormai dismesso utilizzato per trasportare ammoniaca russa in Ucraina per l'esportazione, rilasciando gas tossico nell'aria. L'incidente sarebbe avvenuto vicino al villaggio di prima linea di Rusin Yar nella regione orientale ucraina di Donetsk, stando al ministero della Difesa russo. "Durante la ritirata dell'Ucraina dall'area intorno alle 13:05 (10:05 GMT) del 9 ottobre 2025, il gasdotto è stato fatto saltare, provocando il rilascio di residui di ammoniaca attraverso la sezione danneggiata", ha scritto in un comunicato, accusando Kiev di cercare di rallentare le sue avanzate e allegando un video che mostra quelle che sembrano essere nuvole di un composto chimico che fuoriescono da una fonte nel terreno.
Prima della guerra, il gasdotto che corre dalla città russa di Tolyatti (nominata in onore di Palmiro Togliatti) a quella ucraina di Odessa trasportava milioni di ammoniaca, utilizzata come fertilizzante, verso i porti ucraini sul Mar Nero. Ha cessato le operazioni poco dopo che Mosca ha lanciato la sua offensiva su larga scala nel 2022. Sia la Russia che l'Ucraina si sono accusate reciprocamente di aver fatto esplodere il gasdotto in precedenza, nel 2023.
Zelensky: “Anche Hamas dimostra acume nel negoziare, ma non Putin”
"È assolutamente giusto che l'Ucraina risponda con attacchi precisi e mirati e, a differenza della Russia, sappiamo esattamente cosa vogliamo ottenere. La pace, ovviamente. Non stiamo facendo la guerra per il gusto di farla, come fa la Russia. Anche Hamas dimostra acume nel negoziare, ma non Putin. Per ora". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Insieme ai nostri partner, stiamo creando le condizioni per costringere la Russia alla pace. E questo accadrà. Sosteniamo tutti gli sforzi diplomatici globali volti a raggiungere la pace in Medio Oriente e ci aspettiamo fortemente che una giusta pressione sulla Russia porti la pace in Ucraina e in tutta la nostra regione. È importante che la leadership degli Stati Uniti continui ad essere efficace", aggiunge.
Trump: “Difenderemmo la Finlandia da un attacco russo”
Di fronte a un attacco russo "difenderei la Finlandia, sono un membro della Nato". Lo ha detto Donald Trump rispondendo alla domanda di un giornalista, prima del bilaterale nello Studio Ovale col presidente finlandese Alexander Stbbn. "Ma non credo che accadrà, le chance sono minime", ha aggiunto il presidente Usa, ribadendo che "sicuramente saremmo lì per aiutare".
Fonti: “Su Riparazioni a Kiev riserve solo da Ungheria e Belgio”
Solo Belgio e Ungheria restano "con riserve" sull'uso degli asset russi immobilizzati per finanziare i prestiti di Riparazione all'Ucraina. "Ho registrato due Paesi, sì. Al di là di questi, ho riscontrato un approccio costruttivo da parte degli altri Stati membri", ha detto un alto funzionario europeo, alla vigilia dell'Ecofin che a Lussemburgo vedrà un confronto tra i ministri economico sugli aspetti più finanziari dell'idea. Il Belgio, ha anche precisato, "sarebbe aperto a soluzioni se i problemi da esso sollevati venissero affrontati come parte di una soluzione".
Il funzionario ha definito "molto complessa" la questione dei prestiti di riparazione, ricordando che servirà ancora "tempo e chiarezza legale, tecnica e politica" prima di poter avanzare. "Non credo che saremo in grado di muoverci e raggiungere un accordo entro le prossime due settimane", ha osservato, aggiungendo che "non scommetterei su un'intesa politica già al prossimo Consiglio europeo" del 23-24 ottobre. I ministri dell'Economia a Lussemburgo si confronteranno sul Reparation Loan che dovrebbe valere indicativamente 140 miliardi di euro nella colazione dell'Ecofin. L'obiettivo "resta quello di trovare una soluzione entro la fine dell'anno", dato che il nuovo meccanismo di finanziamento dovrà coprire il sostegno europeo all'Ucraina "dal 2026 in avanti", ha spiegato il funzionario Ue. "Tutti, salvo poche eccezioni, stanno guardando alla proposta in uno spirito costruttivo".
Il sindaco di Sloviansk ordina evacuazione per i raid russi alle infrastrutture energetiche
Il sindaco di Sloviansk, una città vicina al fronte nell'Ucraina orientale, ha invitato i residenti a evacuare a causa degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche con l'avvicinarsi dell'inverno. "Mi rivolgo ai residenti della città, in particolare agli anziani e alle famiglie con bambini: è ora di evacuare. (...) Perché vediamo che il nemico sta prendendo di mira il sistema energetico, in particolare le centrali termoelettriche", ha dichiarato Vadym Lyakh sui social media.
Putin ammette: “Con presidente Azerbaijan sono responsabile dello schianto aereo a Grozny”
Il presidente russo Vladimir Putin, incontrando oggi a Dushanbe il suo omologo azero Ilham Aliyev, ha ammesso che due missili della contraerea russa sono esplosi vicino ad un aereo della Azerbaijan Airlines sui cieli di Grozny, in Russia, il Natale scorso, prima che il velivolo cambiasse rotta e precipitasse in Kazakhstan. Nello schianto sono morte 38 delle 67 persone che si trovavano a bordo. Putin, citato dalla Tass, ha assicurato che la Russia farà tutto il necessario per pagare i risarcimenti dovuti. L'episodio è stato all'origine di un raffreddamento nei rapporti tra Mosca e Baku negli ultimi mesi. Pochi giorni dopo lo schianto, Putin si era scusato con l'Azerbaigian e aveva espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, ma senza entrare nei dettagli dell'accaduto. L'aereo, un Embraer 190, era decollato da Baku diretto a Grozny, capitale della repubblica russa di Cecenia. Quando il velivolo doveva atterrare, ha detto Putin, su Grozny era in corso un attacco di droni ucraini, e quindi la contraerea era entrata in azione ."I due proiettili che sono stati lanciati - ha proseguito - non hanno colpito l'aereo direttamente, che in tal caso sarebbe precipitato sul posto. Sono esplosi a dieci metri di distanza". Secondo il presidente russo, "questo ha provocato il danno", ma appunto non per l'impatto diretto, bensì "molto probabilmente a causa di alcuni frammenti".
Putin ha aggiunto che dal contenuto delle scatole nere risulta che dopo l'esplosione dei due missili, all'aereo è stata offerta la possibilità di atterrare all'aeroporto russo di Makhachkala, sul Mar Caspio, ma l'equipaggio ha rifiutato e ha preferito cercare di rientrare a Baku. Successivamente l'aero ha deviato verso il Kazakhstan, dove si è schiantato durante un tentativo di atterraggio di emergenza vicino ad Aktau. Per queste ragioni, ha detto ancora il capo del Cremlino, "il primo fattore" che ha provocato la tragedia è stata la presenza di droni ucraini in cielo, e "la seconda ragione il malfunzionamento tecnico del sistema di difesa aereo russo". "Ovviamente tutto ciò che è dovuto in tali casi tragici sarà fatto dalla parte russa per risarcire", ha concluso Putin.
Approvata risoluzione del Parlamento europeo sui droni: “Contro provocazioni russe risposta sia unitaria”
I deputati europei chiedono azioni coordinate, una difesa più solida e sanzioni per contrastare le provocazioni russe che prendono di mira la sicurezza e le infrastrutture dell'Unione europea. In una risoluzione non vincolante adottata con 469 voti favorevoli, 97 contrari e 38 astensioni, i deputati condannano con forza le "le azioni sconsiderate e provocatorie" della Russia per le violazioni dello spazio aereo degli Stati membri dell'Ue e della Nato - Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Romania. La risoluzione condanna le violazioni dello spazio aereo e le interferenze contro le infrastrutture dell'Ue; richiede un'azione coordinata e proporzionata, incluso l'abbattimento delle minacce aeree; fa appello a una difesa Ue-Nato unificata, a nuove sanzioni contro la Russia, ai progressi verso un'Unione della difesa e a una più stretta cooperazione con l'Ucraina; sostiene le iniziative del muro europeo contro i droni e del Eastern Flank Watch, il monitoraggio del fianco orientale.
Il Parlamento europeo condanna le violazioni dello spazio aereo da parte di Mosca
Il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza, a Strasburgo, una risoluzione che condanna le ripetute violazioni dello spazio aereo di vari Paesi Ue registrate nelle ultime settimane, ad opera di aerei e droni russi, come in Polonia ed Estonia, o di provenienza non accertata, come è successo in Danimarca. Il testo è passato con 469 voti a favore, 97 contrari e 38 astenuti.
Cremlino: "Il dialogo con gli Usa continua”
"Non c'è una riduzione" nel dialogo tra la Russia e gli Usa. Lo ha detto Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente Vladimir Putin, dopo che ieri il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov aveva detto che "il forte slancio" per la pace in Ucraina seguito all'incontro in Alaska tra Putin e Donald Trump si era "in gran parte esaurito", specie per le "azioni distruttive" dei Paesi europei. "Non c'è una riduzione, i contatti continuano", ha affermato Ushakov, rispondendo alla domanda dei giornalisti che chiedevano se il Cremlino, e lui stesso, proseguissero il dialogo con Washington.
Zelensky: “Se Putin vuole l’est dell’Ucraina seppellirà un milione di soldati”
Se Putin vuole conquistare tutto l'est dell'Ucraina, allora deve prepararsi a seppellire un milione dei suoi soldati": lo ha dichiarato in un incontro con i giornalisti in serata il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, citato da Ukrinform. "I russi non conquisteranno l'est dell'Ucraina. Ma se vorranno farlo, Putin dovrà seppellire un milione di suoi connazionali. Perché siamo coscienti di quanti ne ha già seppelliti quando per conquistare solo il 30% del nostro est dall'inizio dell'invasione su vasta scala, e possiamo prevedere cosa accadrebbe se cercasse di conquistare tutto il Donbass o altre parti dell'Ucraina". Zelensky ha quindi detto che il presidente Usa Donald Trump ha perso fiducia nelle parole del capo del Cremlino: "Putin ha mentito a Trump. Chi vuole veramente la pace ed è pronto ad essa non può continuare a intensificare gli attacchi. Questo è un ultimatum attraverso attacchi massicci. Ma gli ultimatum non funzionano. Vogliamo una pace giusta, e questo significa che ci deve essere un dialogo giusto. E siamo pronti per il formato di dialogo dichiarato dal Presidente Trump. Siamo pronti per un incontro ad hoc", ha detto Zelensky. Secondo la conta ufficiale di Kiev, le perdite totali (morti e feriti) in combattimento delle truppe russe dal 24 febbraio 2022 all'8 ottobre 2025 nella guerra contro l'Ucraina ammontano a un milione e 118.370 uomini.
Zelensky: “Candidiamo Trump a Nobel se garantirà tregua con Mosca”
L'Ucraina è pronta a candidare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al Nobel per la Pace se contribuirà a garantire un cessate il fuoco con la Russia, ha dichiarato il presidente, Volodymyr Zelensky, parlando in serata ai giornalisti, citato dal Kyiv Independent. Trump, scrive il Kyiv Independent, si è impegnato a mediare un rapido accordo di pace tra Kiev e Mosca e a porre fine all'invasione russa su vasta scala". Ma "questo sforzo è in gran parte bloccato poiché la Russia continua a rifiutare un cessate il fuoco e a chiedere concessioni territoriali all'Ucraina. Per quanto riguarda il Nobel per la Pace di quest'anno, l'annuncio del vincitore da parte del Comitato di Oslo è previsto per domani, 10 ottobre.
Zelensky: “I Tomahawk possono costringere Mosca a negoziare'
La consegna dei missili da crociera americani a lunga gittata Tomahawk all'Ucraina, da tempo richiesti, potrebbe costringere la Russia a "prendere coscienza della reale situazione" e a "sedersi al tavolo dei negoziati", ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ieri sera ha parlato con i giornalisti, citato dal Kyiv Independent.
Nella sua conferenza stampa, Zelensky ha affermato che il presidente Usa Donald Trump "può offrire all'Ucraina soluzioni di vasta portata" che "rafforzeranno significativamente" la posizione di Kiev in eventuali colloqui futuri. "In questo momento, è importante inviare un segnale che l'Ucraina sarà rafforzata con tutti i mezzi possibili. E questo è uno di quei mezzi che è importante per me: i Tomahawk", ha affermato. "Tutte queste soluzioni possono rafforzare l'Ucraina e costringere i russi a smaltire la sbornia e a sedersi al tavolo dei negoziati."
Kiev, “abbattuti nella notte 87 droni russi su 112 lanciati”
Le forze di difesa aerea dell'Ucraina durante la notte hanno neutralizzato 87 droni russi su almeno 112 lanciati, 70 dei quali erano droni d'attacco Shahed. Almeno 22 droni sono però andati a segno, colpendo 12 località. Lo scrive Ukrinform, citando l'aeronautica ucraina su Telegram. In totale, 5 persone sono rimaste ferite nella regione di Odessa, dove sono scoppiati incendi di vasta portata. Due edifici residenziali, un edificio amministrativo e una stazione di servizio sono andati a fuoco. Un incendio di vasta portata è scoppiato anche sul territorio di un'infrastruttura portuale, bruciando diversi container.
Kiev: “Droni ucraini colpiscono impianto gas russo di Lukoil'
Durante la notte, dei droni ucraini hanno colpito l'impianto di lavorazione del gas Lukoil-Korobkivskyi nella città di Kotove, nella regione di Volgograd, nel sud della Russia a oltre 600 chilometri dai confini ucraini. Lo scrive su Telegram Andrii Kovalenko, direttore del Centro per la lotta alla disinformazione presso il Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale ucraina, citato da Ukrinform. L'impianto, scrive Kovalenko, è "fondamentale per le infrastrutture petrolifere e del gas russe: fornisce la lavorazione e il trasporto del gas liquefatto, nonché la produzione di materie prime per l'industria chimica. L'impianto della Lukoil fa parte del sistema di approvvigionamento di carburante per il mercato interno della Federazione Russa, nonché per l'esportazione, ha osservato Kovalenko.
Attacco russo a porto e infrastrutture energetiche di Odessa
Un attacco notturno con un drone russo ha ferito cinque persone e danneggiato le infrastrutture portuali ed energetiche nella regione meridionale ucraina di Odessa: è dichiararlo è il governatore. L'attacco ha interrotto l'erogazione di energia elettrica a 30 mila consumatori e ha incendiato container di olio vegetale e pellet di legno nel porto.
Media: “Incendiato dai droni un impianto di gas russo”
Un incendio sarebbe scoppiato stanotte in un impianto di lavorazione del gas della Lukoil a Kotovo, nella regione russa di Volgograd, a seguito di un presunto attacco con un drone. Lo riportano stamattina i media locali.
Il governatore Andrei Bocharov aveva dichiarato in precedenza che si stavano affrontando "incendi negli impianti di produzione di carburante ed energia" dopo attacchi nella regione. Korobkovsky – sottolineano da parte loro i media ucraini rilanciando la notizia – è il più grande impianto di lavorazione del gas naturale nel distretto federale meridionale della Russia: entrato in funzione nel settembre 1966, svolge un ruolo chiave nell'infrastruttura energetica della regione.
Raid russi sulla regione di Sumy: 3 morti
Almeno tre persone sono morte e altre due sono rimaste ferite in "massicci" attacchi con droni e bombe guidate sulla regione ucraina di Sumy. Lo rende noto il governatore Oleh Hryhorov, citato dai media di Kiev.
Zelensky risponde a Putin sul Donetsk
Nel videomessaggio della tarda serata di ieri il presidente Zelensky ha spiegato che le forze ucraine stanno infliggendo pesanti perdite in una controffensiva nella regione orientale di Donetsk, teatro principale di oltre tre anni e mezzo di guerra. Il resoconto di Zelensky, basato su un rapporto del comandante in capo ucraino, contrasta con il discorso fatto martedì da Putin agli alti ufficiali russi, in cui aveva affermato che le forze di Mosca detenevano l'iniziativa strategica in tutti i settori del fronte. Zelensky ha anche descritto come "difficili" le condizioni intorno a Novopavlivka, più a sud nella regione di Zaporizhzhia, ma ha affermato che "le nostre attive azioni difensive lì stanno dando buoni risultati".