Il presidente Usa Donald Trump, poco prima dell’una italiana, annuncia il raggiungimento dell’accordo in Medio Oriente. La Presidenza di Israele confermato la visita di Trump in Israele, forse già domenica.
Secondo l’intesa, l’Idf si ritirerà da gran parte della Striscia (resterà solo a Rafah). Poi entro 72 ore gli ostaggi ancora vivi saranno liberati. Ma per Abc News manca ancora l’intesa sul disarmo di Hamas: i negoziati dovranno andare avanti. La riunione del governo israeliano è stata posticipata alle 20 ora locale, le 19 in Italia.
Cosa succede ora:
- Il cessate il fuoco entrerà in vigore a Gaza 24 ore dopo l'ok del governo e dopo 72 ore inizierà il rilascio degli ostaggi
- Nelle prime 24 ore l’esercito israeliano completerà la prima fase del ritiro parziale
- Netanyahu convocherà il gabinetto di sicurezza oggi per approvare l’accordo
- I prigionieri potrebbero essere liberati già da sabato e al più tardi entro lunedì
Onu: “I palestinesi possano tornare nelle loro case”
Dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto tra Israele e Hamas, le Nazioni Unite si augurano che ai palestinesi venga permesso di tornare a Gaza, dopo essere stati fatti sfollare da Israele. "Quello che speriamo - ha detto il portavoce, Stephane Dujarric - è che i palestinesi di Gaza possano tornare nelle loro case e sentirsi al sicuro nelle loro case, o in ciò che ne resta".
Media: “Witkoff e Kushner partecipano a riunione governo Israele”
L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero del presidente, Jared Kushner, stanno partecipando alla riunione del governo israeliano sull'approvazione dell'accordo sul rilascio degli ostaggi. Lo riferisce Ynet.
Trump: “Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza”
"Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza": lo ha ribadito Donald Trump, confermando quanto già previsto nel suo piano di pace per la Striscia.
Trump annuncia la partenza domenica per il Medio Oriente
Donald Trump ha annunciato che partirà domenica per il Medio Oriente, dopo che Israele e Hamas hanno firmato la prima parte del piano di pace Usa per Gaza.
Trump: “Non ho fatto il piano di pace per avere il Nobel”
Il presidente Donald Trump ha escluso di aver agito in Medio Oriente per ottenere il Nobel per la pace, che verrà assegnato domani. "Non so se lo riceverò ma non l'ho fatto per quello", ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Herzog a inviati Usa: “Grazie per lo straordinario contributo”
L'ufficio presidenziale ha reso noto che il presidente di Israele Isaac Herzog ha ospitato l'inviato speciale Usa Steve Witkoff, e il genero e consigliere del presidente Trump, Jared Kushner, nella sua Sukkah (la capanna allestita per la festività in corso di Sukkot). Durante l'incontro il presidente ha discusso con loro dei dettagli dell'accordo per la liberazione degli ostaggi e la fine della guerra. Herzog ha espresso il suo apprezzamento al presidente Donald Trump, a Kushner e a Witkoff per il loro "straordinario e storico contributo alla sicurezza di Israele".
Media: “Netanyahu incontra Witkoff e Kushner”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta incontrando nel suo ufficio l'inviato speciale del presidente Usa Steve Witkoff e il consigliere Jared Kushner. Lo riferiscono i media israeliani.
Media: “Le richieste di Ben-Gvir dietro al ritardo dell’ok del governo di Israele all’accordo”
La richiesta del ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, di mettere il veto sul rilascio di specifici prigionieri di sicurezza palestinesi, inclusi terroristi condannati, è la causa del ritardo con cui si è conclusa la riunione del gabinetto di sicurezza israeliano. Lo ha riferito l'emittente Kan, precisando che il ritardo ha fatto slittare di tre ore la successiva riunione del Consiglio dei Ministri, ritardando ulteriormente l'approvazione dell'accordo per il rilascio degli ostaggi ed il cessate il fuoco a Gaza.
Ben Gvir: “Voto contro piano Trump, no a rilascio assassini”
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, l'estremista Itamar Ben-Gvir, ha annunciato che voterà contro il piano di pace americano sul rilascio degli ostaggi e l'accordo di cessate il fuoco, presto al vaglio del governo. "Siamo lieti del rilascio di tutti gli ostaggi, ma voteremo contro il rilascio degli assassini", ha dichiarato Ben-Gvir, secondo quanto riporta Ynet, "nei colloqui avuti con il primo ministro negli ultimi giorni, ho chiarito che in nessuna circostanza avrei fatto parte di un governo che consentisse la continuazione del dominio di Hamas a Gaza. Il primo ministro mi ha promesso che sarebbe stato così".
Fonti palestinesi: “4 persone morte e 40 intrappolate per i raid su Gaza City”
Quattro persone sono morte 40 sono rimaste intrappolate in un raid israeliano che ha preso di mira un palazzo nel quartiere di Sabra, nella zona occidentale di Gaza City. Lo ha denunciato la Difesa civile di Gaza.
Ben-Gvir: "Se il governo di Hamas non verrà smantellato, o se ci diranno solo che è stato smantellato, mentre in realtà continua a esistere sotto una forma diversa, il potere ebraico smantellerà il governo”
Ben-Gvir: "Se il governo di Hamas non verrà smantellato, o se ci diranno solo che è stato smantellato, mentre in realtà continua a esistere sotto una forma diversa, il potere ebraico smantellerà il governo”.
Riunione del gabinetto di sicurezza di Israele chiusa senza voto
Si è chiusa senza un voto sul piano di pace a Gaza la riunione del gabinetto di sicurezza del governo israeliano. Lo riporta Ynet. Alle 21:00 italiane è previsto un vertice del governo di Tel Aviv.
Tajani: “A Parigi abbiamo parlato della Conferenza per la ricostruzione della Palestina”
A Parigi "abbiamo parlato anche della conferenza di ricostruzione della Palestina, di Gaza, che si terrà in Egitto nelle prossime settimane", un evento che sarà l'occasione "per trovare il modo di collaborare tra tutti i Paesi che vogliono sostenere la popolazione civile e la Palestina. L'Italia sarà in prima fila. Naturalmente dovremo fare sempre un coordinamento con gli Stati Uniti, tenendo conto anche di quello che pensa Israele". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, incontrando la stampa nella capitale francese a margine della riunione ministeriale sull'attuazione del piano di pace Usa.
Il capo di Hamas a Gaza afferma che il gruppo ha ricevuto garanzie dai mediatori e dall’amministrazione statunitense, tutte a conferma che la guerra è completamente finita
Il capo di Hamas a Gaza afferma che il gruppo ha ricevuto garanzie dai mediatori e dall’amministrazione statunitense, tutte a conferma che la guerra è completamente finita
Il capo di Hamas a Gaza afferma che l’accordo prevederà il rilascio da parte di Israele di tutte le donne e i bambini palestinesi incarcerati
Il capo di Hamas a Gaza afferma che l’accordo prevederà il rilascio da parte di Israele di tutte le donne e i bambini palestinesi incarcerati
Il capo di Hamas a Gaza: “Oggi dichiariamo la fine della guerra e l’inizio di un cessate il fuoco permanente”
Il capo di Hamas a Gaza: “Oggi dichiariamo la fine della guerra e l’inizio di un cessate il fuoco permanente”
Il capo di Hamas a Gaza afferma che l’accordo include l’apertura del varco di Rafah in entrambe le direzioni
Il capo di Hamas a Gaza afferma che l’accordo include l’apertura del varco di Rafah in entrambe le direzioni
Sa’ar: “La guerra finirà con il rilascio di tutti gli ostaggi, non ricominceremo l’offensiva”
Il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas, come previsto dalla prima fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza firmato oggi, dovrebbe portare alla fine della guerra. Lo ha affermato nel corso di un'intervista all'emittente statunitense Fox News il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar. "Ci sarà un cessate il fuoco e poi l'impegno entro 72 ore da parte di Hamas di rilasciare tutti gli ostaggi. Credo che questo possa portare alla fine di questa guerra", ha detto, aggiungendo che Israele intende rispettare il piano di pace presentato dal presidente Usa Donald Trump e che non ha intenzione di riprendere l'offensiva su Gaza una volta implementato l'accordo.
Tajani: “Nobel a Trump? 'Ha tutti i titoli per ottenerlo”
Il Nobel per la pace a Trump? "Certamente ci sono tutti i requisiti". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della riunione ministeriale su Gaza a Parigi. "Aver portato intorno allo stesso tavolo Hamas e Israele, firmando una tregua che porterà alla liberazione di ostaggi e prigionieri palestinesi, e dovrà poi costruire la pace, è un risultato straordinario", ha dichiarato.
"Si può essere più o meno favorevoli a Trump ma certamente ha ottenuto un risultato straordinario. Questo è incontrovertibile, quindi ha tutti i titoli per avere il Premio Nobel, poi deciderà la giuria se attribuirglielo o meno", ha concluso.
Cuba mobilita migliaia per la Palestina dopo l'accordo di pace
Migliaia di cubani si sono radunati questa mattina a L'Avana per manifestare solidarietà al popolo palestinese, in un evento a cui hanno preso parte anche il presidente Miguel Diaz-Canel e i vertici del Partito Comunista al governo. Alla manifestazione hanno partecipato anche studenti e rappresentanti delle organizzazioni sociali cubane, che hanno sventolato bandiere palestinesi e cartelli con messaggi contro "l'aggressione israeliana". In un breve discorso, Díaz-Canel ha ribadito "la solidarietà incrollabile del popolo cubano con la causa palestinese" e ha definito la pace "un diritto negato da decenni". La mobilitazione è avvenuta poche ore dopo l'annuncio dell'accordo di pace siglato tra Israele e Hamas. Tuttavia, secondo i media ufficiali, l'iniziativa era stata convocata già all'inizio della settimana, prima che venisse reso noto l'impegno delle due parti in conflitto a rispettare il piano di pace promosso dal presidente statunitense Donald Trump. Finora il governo cubano, storico alleato della Palestina e tra i più critici di Israele in America Latina, non ha commentato ufficialmente l'accordo. Durante i mesi di conflitto, L'Avana ha più volte accusato il governo del premier Benjamin Netanyahu di "genocidio" per le operazioni militari a Gaza.
Al-Sisi: “De-escalation o tregua fino alla firma dell’accordo”
Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha invitato Israele a una "de-escalation" o un "cessate il fuoco" fino alla firma dell'accordo, per non comprometterne lo "spirito". "Potrebbe essere importante che ci impegniamo anche a convincere gli israeliani a una de-escalation o a un cessate il fuoco in attesa della firma dell'accordo che abbiamo raggiunto", ha affermato il capo di Stato egiziano durante un incontro con l'inviato statunitense, Steve Witkoff, e con Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump.
Tajani: “Inizia nuova stagione, lavorare per costruire la pace”
"Siamo all'inizio di una nuova stagione, il cessate il fuoco, la tregua, è ancora molto fragile, dobbiamo lavorare giorno per giorno per costruire la pace. Siamo all'inizio di un percorso, dobbiamo impedire che ci siano episodi che possano deteriorare questa fragile tregua": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo ai cronisti a margine della riunione ministeriale al Quai d'Orsay di Parigi.
Trump ringrazia Erdogan: “È stato grandioso con Hamas”
Donald Trump ha ringraziato i leader di Qatar, Egitto e Turchia per il ruolo nell'accordo di pace elogiando in particolare presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, "è stato personalmente coinvolto nei rapporti con Hamas, è stato grandioso".
Visita consolare a Ketziot ai 9 italiani della nuova flottiglia
Si é svolta oggi la visita consolare dei funzionari dell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv ai nove italiani della nuova flottiglia detenuti presso il carcere israeliano di Ketziot, che sono apparsi "in buone condizioni fisiche". Lo riferisce l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv. Sette di loro hanno scelto di firmare la dichiarazione di consenso al rimpatrio. Al termine della visita, l'Ambasciata ha nuovamente ribadito, per iscritto, alle autorità israeliane la richiesta di un migliore trattamento per i connazionali e la dovuta attenzione medica. "Le nostre autorità diplomatiche continuano a lavorare per un rapido rientro in Italia di tutti i nostri connazionali", dichiara l'Ambasciata.
Knesset illuminata con i colori della bandiera Usa
La Knesset, il Parlamento israeliano a Gerusalemme, da stasera è illuminata di rosso, bianco e blu - i colori della bandiera americana - in onore dell'annunciata visita del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha fatto seguito all'annuncio dell'accordo tra Israele e Hamas per il rilascio degli ostaggi ed il cessate il fuoco a Gaza.
Secondo l'emittente pubblica Kan, Trump dovrebbe atterrare in Israele alle 15 di domenica. La Knesset rimarrà illuminata con i colori della bandiera americana fino alla conclusione della visita del presidente, ha fatto sapere un portavoce del Parlamento.
Trump: “Penso che Bibi sia più popolare adesso”
"Penso che Bibi sia molto popolare in questo momento". Lo ha detto Donald Trump aggiungendo che il premier israeliano Netanyahu è "probabilmente molto più popolare di quanto non fosse prima dell'accordo di pace".
Trump: “I corpi di alcuni ostaggi difficili da trovare”
I corpi di alcuni ostaggi a Gaza saranno "difficili da trovare". Lo ha detto Donald Trump.
Media: “Accordo Hamas-Israele sulla lista dei prigionieri palestinesi”
Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo sui nomi dei prigionieri palestinesi che saranno rilasciati nell'ambito dell'accordo sulla prima fase del piano Trump. Lo ha riferito il sito di Haaretz, citando Al-Arabiya.
Secondo il giornale israeliano, si prevede che il governo approvi la lista più tardi, dopo la conclusione della riunione del gabinetto di sicurezza. In totale è previsto il rilascio di 250 prigionieri detenuti nelle carceri israeliane e di circa 1.700 cittadini di Gaza in prigione dal 7 ottobre.
Media: “Netanyahu ha invitato Trump a parlare alla Knesset”
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha invitato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a tenere un discorso alla Knesset nel corso della loro telefonata questa mattina, stando a quanto dichiarato dall'ufficio del premier israeliano e rilanciato dal Jerusalem Post, secondo cui i funzionari israeliani si stanno preparando per l'occasione. L'invito "rappresenta un riconoscimento del ruolo cruciale svolto dall'amministrazione americana nel mediare l'accordo di cessate il fuoco con Hamas, e segna un momento simbolico importante nelle relazioni israelo-americane durante questa fase storica del conflitto", evidenzia la testata.
Trump: “Il disarmo di Hamas in una seconda fase”
"Il disarmo" di Hamas avverrà nella prossima fase dell'accordo su Gaza. Lo ha detto Donald Trump. "Prima facciamo tornare gli ostaggi, era quello che tutti volevano".
Trump: “Non ho visione per due Stati, seguirò ciò che è stato concordato”
"Non ho una visione" per la soluzione dei due Stati, "seguirò ciò che hanno concordato" le parti. Lo ha detto Donald Trump rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca.
Merz: “Ora la cosa più importante è la pace”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz vede l'accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi nella Striscia di Gaza come un segnale di speranza. "La cosa più importante ora è la pace", ha dichiarato in un'intervista alla Zdf. "Il presidente americano ha dimostrato un forte impegno, e questo a quanto pare ha contribuito all'accordo sul piano di pace. Nei prossimi giorni, l'attenzione sarà rivolta anche a garantire condizioni di vita umane alla popolazione di Gaza. La Germania prevede di fornire, tra le altre cose, tende e acqua", ha aggiunto Merz.
Media: “L’Idf teme attacchi della folla ai convogli di ostaggi”
Sarà un'unità speciale delle forze armate israeliane a ricevere gli ostaggi rilasciati all'interno di Gaza dalla Croce Rossa, in modo simile ai precedenti scambi.
Da lì, gli ostaggi saranno condotti in un centro di accoglienza e screening medico vicino alla base di Rèim, e poi trasportati in elicottero agli ospedali in tutto Israele. Lo scrive Ynet.
Nonostante il coordinamento con Hamas e la Croce Rossa, i funzionari della difesa israeliani hanno avvertito che la folla a Gaza potrebbe tentare di accerchiare i veicoli degli ostaggi prima o durante il trasferimento. L'Idf ha ammonito Hamas e sta predisponendo piani di emergenza, che includono l'uso di attacchi aerei e misure di dispersione della folla - e, in casi estremi, l'intervento via terra - qualora si verificassero attacchi del genere. I corpi degli ostaggi deceduti saranno invece trasferiti alla squadra speciale dell'Idf all'interno di Gaza, quindi portati oltre confine per l'identificazione forense prima che le famiglie vengano informate.
Trump: “Creeremo una Gaza dove la gente potrà vivere”
Trump: “Creeremo una Gaza dove la gente potrà vivere”
Trump: “Se mi chiederanno di parlare alla Knesset lo farò”
"Se mi chiederanno di parlare alla Knesset lo farò". Lo ha detto Donald Trump in riferimento al suo imminente viaggio in Medio Oriente per la firma ufficiale dell'accordo su Gaza.
Milei celebra Trump: “Merita il Nobel della pace”
Il presidente argentino, Javier Milei, ha assicurato che apporrà la sua firma alla candidatura di Donald Trump al Premio Nobel per la pace. Lo ha scritto in un post sui social dove si congratula con il leader Usa "per aver raggiunto uno storico accordo di pace tra Israele e Hamas" e dove sottolinea il suo "straordinario contributo" al raggiungimento di un'intesa tra le parti. Secondo Milei, il cui governo in questi giorni sta negoziando con il Tesoro Usa un riscatto finanziario di almeno 20 miliardi di dollari, "qualsiasi altro leader con altrettanti successi avrebbe già ottenuto il premio".
Il presidente argentino, che rivendica da sempre un allineamento incondizionato sia con gli Usa che con Israele, si incontrerà con Trump in visita ufficiale a Washington il 14 ottobre, e per quella data è previsto l'annuncio sul consistente pacchetto di aiuti anticipato la settimana scorsa dal segretario del Tesoro, Scott Bessent.
Onu: “170mila tonnellate di aiuti pronte per Gaza”
Onu: “170mila tonnellate di aiuti pronte per Gaza”
Funzionario di Hamas: “No a un Consiglio per la pace di Trump per Gaza”
L'alto funzionario di Hamas Osama Hamdan ha dichiarato all'emittente qatariota Al Araby che il gruppo militante palestinese rigetta la proposta di Donald Trump per un "Consiglio per la Pace" ad interim che supervisioni l'amministrazione di Gaza, presieduto dallo stesso presidente statunitense. "Nessun palestinese accetterebbe questo. Tutte le fazioni, compresa l'Autorità Palestinese, lo rifiutano", ha dichiarato, aggiungendo che ""nessuno accetterebbe un ritorno all'era dei mandati e del colonialismo".
Il comitato di supervisione previsto da Trump, che sarebbe tecnocratico e apolitico e sarebbe incaricato della gestione quotidiana dei servizi pubblici, includerebbe anche l'ex premier britannico Tony Blair tra i suoi membri. Tale Consiglio dovrebbe anche gestire i finanziamenti per la ricostruzione di Gaza fino a quando l'Autorità Palestinese non completerà un programma di riforme e riprenderà il controllo del territorio, sempre secondo il piano.
Capo dell’Idf: “L’accordo è il risultato della pressione militare a Gaza”
"La firma dell'accordo per la restituzione degli ostaggi è un raggio di luce per tutti noi e un'ulteriore prova dei risultati della manovra di terra. Grazie a una significativa pressione militare e a una manovra di terra potente e di alta qualità, voi, le truppe, avete creato le condizioni per il ritorno degli ostaggi". Lo ha affermato il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir durante una visita nella Striscia. "L'azione militare ha portato a un risultato politico. Il risultato è prima di tutto vostro", ha sottolineato.
Rubio: “Accordo a Gaza merito dell'intervento di Trump con i leader mondiali”
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, attribuisce il merito dell'accordo di Gaza all'intervento personale di Donald Trump presso altri leader mondiali. "Il presidente ha avuto alcune telefonate e incontri straordinari, che hanno richiesto un alto livello di intensità e impegno, e hanno reso possibile tutto questo", ha detto durante una riunione di governo.
Berlino: “Per la soluzione a due Stati ancora molte tappe”
La soluzione dei due Stati rimane l'obiettivo, ma ci sono ancora "molte tappe" da completare. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, alla conferenza di Parigi, sottolineando che "tutti gli ulteriori passi" sul piano di pace del presidente Donald Trump per Gaza "devono essere coordinati con Israele e la Germania lavorerà in tal senso". "E' anche importante che le Nazioni Unite svolgano un ruolo decisivo", ha aggiunto.
Hamas: “Mediatori al lavoro su lista detenuti da liberare”
I mediatori stanno continuando "intensi sforzi" per completare entro le prossime ore la lista di detenuti palestinesi che Israele dovrà liberare nell'ambito dell'accordo raggiunto su un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi. Lo ha riferito una fonte di Hamas ad Al-Jazeera, sottolineando che il gruppo militante palestinese sta parlando con altre fazioni palestinesi per presentare una posizione unitaria a Israele sulla lista dei prigionieri.
Rubio: “Svolta su Gaza dopo riunioni a Onu e con Netanyahu”
La "svolta" per l'accordo di pace a Gaza c'è stata "meno di due settimane fa" con l'incontro all'Onu tra il presidente Donald Trump e i Paesi arabi e musulmani e il successivo incontro col premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha detto il segretario di Stato Usa nella riunione di gabinetto in corso alla Casa Bianca.
Macron: “Dopo la pace costruire Forza di Sicurezza Transitoria”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato la comunità internazionale a partecipare alla costruzione di una forza di sicurezza transitoria per la Palestina, che interverrà una volta completato il piano di pace adottato questa mattina in Egitto. "Abbiamo tutti un ruolo da svolgere in questa forza di stabilizzazione", ha dichiarato Macron in apertura della riunione ministeriale a Parigi per preparare la ricostruzione della Palestina, che vede la partecipazione di Arabia Saudita, Giordania, Spagna, Germania, Italia, Regno Unito, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Egitto e Commissione Europea. Il presidente ha assicurato che la Francia è disposta a contribuire a questo contingente, ma non ha chiarito se lo farà inviando truppe o attraverso attività di addestramento, un compito che, a suo avviso, servirà ad "addestrare ed equipaggiare le forze di sicurezza palestinesi a Gaza in collaborazione con Giordania ed Egitto, che hanno una vasta esperienza in materia". Macron ha chiesto la creazione di un quadro giuridico all'interno delle Nazioni Unite che consenta ad altri paesi di unirsi per fornire questo aiuto "cruciale" per il dispiegamento di questa forza.
Oxfam: “Tregua fragile, percorso culmini nella fine dell’occupazione”
"L'annuncio della prima fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza, firmato da tutte le parti coinvolte, è un passo indispensabile per porre fine al genocidio perpetrato da Israele a Gaza. Accogliamo con favore il rilascio degli ostaggi israeliani e dei palestinesi detenuti illegalmente. Questo fragile cessate è però solo l'inizio di un percorso che dovrà culminare con la fine dell'occupazione e del blocco illegali da parte di Israele, concentrandosi sul ripristino dei diritti e la ricostruzione delle vite". Lo sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia, in risposta all'annuncio del cessate il fuoco a Gaza.
"La roadmap dovrà poi essere guidata dai palestinesi, avendo come stella polare il rispetto dei diritti fondamentali. Il futuro di Gaza non è questione di mattoni e cemento: bisogna ripristinare le basi della vita quotidiana, ricostruire le comunità distrutte e offrire percorsi di guarigione e speranza. Ciò deve andare di pari passo con l'autodeterminazione del popolo palestinese", continua.
"La tregua è la necessaria condizione per un accesso umanitario completo e senza restrizioni a Gaza, ma sarà necessario tutto il sostegno della comunità internazionale per rendere duratura la tregua stessa, garantire l'apertura di tutti i valichi e la libera circolazione di beni e aiuti, affidando lo sforzo umanitario all'Onu. L'uso deliberato da parte di Israele della fame come strumento di guerra, dello sfollamento forzato e della distruzione delle infrastrutture civili negli ultimi due anni, deve essere indagato come crimine ai sensi del diritto internazionale e i responsabili devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni. Il cessate il fuoco è un primo passo verso una fase successiva: preparare il terreno per una pace sostenibile e una vera riconciliazione", conclude.
Save the Children: “Sollievo per bimbi Gaza, ora tregua duratura”
"Le notizie di un'imminente pausa delle ostilità a Gaza segnalano una tregua promettente all'orizzonte per famiglie e bambini, ma devono rappresentare un punto di svolta per garantire un cessate il fuoco definitivo".
Lo afferma Save the Children in un comunicato. "Oggi guardiamo con speranza all'orizzonte di una tregua, attesa da tempo dai bambini di Gaza. Con bombe e proiettili messi a tacere, le famiglie potranno pensare al futuro, alla ricostruzione e alla ripresa. Le persone private della libertà, compresi gli ostaggi e alcuni dei tanti palestinesi detenuti, potranno tornare alle loro famiglie. Osiamo sperare che questo passo offra un'opportunità collettiva per porre fine alle ingiustificabili sofferenze che si protraggono da troppo tempo.
Ma la sicurezza dei bambini richiede più che parole, richiede impegno, e sebbene gli annunci di oggi siano un primo passo cruciale per la sopravvivenza dei più piccoli - abbandonati per troppo tempo, come tutti hanno potuto vedere - questa sopravvivenza sarà garantita solo se seguita da un cessate il fuoco definitivo e duraturo", ha dichiarato Inger Ashing, Direttrice Generale di Save the Children International.
Trump: “I Paesi arabi si faranno avanti per ricostruire Gaza”
Trump: “I Paesi arabi si faranno avanti per ricostruire Gaza”
Israele rilascerà anche i corpi di 360 miliziani di Hamas
Oltre alla liberazione di circa 2.000 detenuti palestinesi, tra cui 250 condannati all'ergastolo, nell'ambito dell'accordo Israele restituirà anche i corpi di 360 miliziani di Hamans, ma non quelli dei fratelli Yahya e Mohammed Sinwar. I detenuti condannati per omicidio o coinvolgimento diretto in attentati saranno trasferiti verso Gaza o all'estero, con divieto di ingresso in Israele e in Cisgiordania.
Secondo l’inviato americano Steve Witkoff, Trump andrà in Egitto la settimana prossima
Secondo l’inviato americano Steve Witkoff, Trump andrà in Egitto la settimana prossima
Trump: “Proverò a andare in Egitto per la firma ufficiale dell’accordo”
Trump: “Proverò a andare in Egitto per la firma ufficiale dell’accordo”
Il presidente egiziano Al-Sisi ha detto a Trump in una conversazione telefonica che merita il Nobel per la pace
Il presidente egiziano Al-Sisi ha detto a Trump in una conversazione telefonica che merita il Nobel per la pace
Trump: “L’Iran vuole lavorare sulla pace”
Trump: “L’Iran vuole lavorare sulla pace”
Trump: “Lavoreremo con l’Iran”
Trump: “Lavoreremo con l’Iran”
Trump: “L’attacco all’Iran è stato importante per raggiungere l’accordo su Gaza”
Trump: “L’attacco all’Iran è stato importante per raggiungere l’accordo su Gaza”
Trump: “Gli ostaggi saranno rilasciati lunedì o martedì, Gaza sarà ricostruita”
Trump: “Gli ostaggi saranno rilasciati lunedì o martedì, Gaza sarà ricostruita”
Trump: “Abbiamo messo fine alla guerra a Gaza, penso che sarà una pace duratura”
Trump: “Abbiamo messo fine alla guerra a Gaza, penso che sarà una pace duratura”
Kallas: “Accordo passo importante, Ue pronta a fare la sua parte”
"La prima fase dell'accordo di Gaza è un passo importante verso la pace. Naturalmente, dobbiamo pianificare il 'day after', ed è per questo che siamo qui. Qualsiasi piano che funzioni ha bisogno anche del sostegno internazionale. L'Unione Europea è pronta a fare la sua parte. Siamo pronti a ridispiegare la nostra missione Eubam-Rafah al valico di frontiera di Rafah. Siamo anche pronti a discutere cosa possiamo fare con il mandato Eupol Copps per supportare anche la forza di stabilizzazione" e "quindi siamo pronti a discutere su come possiamo contribuire al piano di pace affinché questa pace sia sostenibile anche sul campo". Lo dice l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, a Parigi per la riunione ministeriale sull'attuazione del piano di pace Usa.
Il Marocco saluta con favore l'annuncio dell'accordo a Gaza
Il Marocco accoglie con favore l'annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in merito a un accordo di cessate il fuoco a Gaza. Il Ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, in una nota esprime apprezzamento per "gli instancabili sforzi e l'impegno personale del Presidente Donald Trump, che hanno contribuito in modo decisivo al raggiungimento di questo risultato auspicabile, e ha inoltre apprezzato gli sforzi persistenti di tutti i mediatori coinvolti". Bourita invita tutte le parti ad attuare l'accordo in modo "che preservi vite umane, faciliti il rilascio di ostaggi e prigionieri, garantisca la rapida e sufficiente distribuzione di aiuti umanitari, avvii il processo di ricostruzione e apra la strada a una soluzione giusta, globale e duratura alla questione palestinese". Il Marocco ribadisce inoltre il suo "fermo impegno per la soluzione dei due Stati come base indispensabile per raggiungere una pace giusta e duratura nella regione"; è pronto a sostenere la "creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano sui confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme come capitale". Il Marocco sostiene "l'integrità territoriale palestinese, sottolineando che Gaza fa parte dello Stato palestinese". Il Marocco conclude la dichiarazione, ribadendo "piena disponibilità a contribuire attivamente a tutte le fasi e i percorsi concordati per garantire i diritti dei palestinesi e sostenere la stabilità in Medio Oriente".
Al-Sisi vede Witkoff e Kushner: “Cooperiamo per Gaza”
La presidenza egiziana ha annunciato che il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha incontrato l'inviato per il Medio Oriente del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, e suo genero Jared Kushner alla presenza di Hassan Rashad, capo dell'intelligence generale egiziana. Lo riporta Ynet, secondo cui il presidente ha accolto con favore l'accordo e gli sforzi di Trump per la pace, e che i rappresentanti americani hanno a loro volta accolto con favore gli sforzi di al-Sisi per raggiungere l'accordo. Inoltre, il presidente egiziano ha affermato che il Cairo auspica una continua cooperazione con Washington per l'attuazione dell'accordo.
Media: “Egitto terrà conferenza per esaminare il futuro di Gaza”
L'Egitto ha inviato inviti alla maggior parte delle fazioni palestinesi per partecipare a una conferenza la prossima settimana al Cairo per "discutere questioni cruciali relative al futuro della causa palestinese".
Lo scrive Ynet, che cita fonti palestinesi del quotidiano arabo londinese 'Asharq Al-Awsat'. Le fonti hanno aggiunto che "la risposta di Hamas al piano di Trump ha sottolineato la necessità di discutere queste questioni all'interno di un quadro nazionale palestinese e sotto il patrocinio arabo-islamico". L'incontro affronterà "il ruolo e i nomi dei membri del comitato da formare per la gestione della Striscia di Gaza, insieme alla questione delle armi di resistenza e al futuro di Gaza".
Macron: “I coloni sono una minaccia esistenziale per lo Stato palestinese”
"L'accelerazione" della colonizzazione in Cisgiordania è "una minaccia esistenziale" per lo Stato di Palestina. Lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la conferenza dei ministri degli Esteri europei e arabi sul futuro di Gaza. "Non è solo inaccettabile e contrario al diritto internazionale. Alimenta tensioni, violenza e instabilità e, di fatto, contraddice il piano americano e la nostra ambizione collettiva di creare una regione pacifica", ha aggiunto Macron.
Media: “Iniziata riunione del gabinetto di sicurezza israeliano”
È iniziata la riunione del gabinetto politico di sicurezza che precede il consiglio dei ministri del governo israeliano per approvare l'accordo siglato a Sharm el Sheik sul rilascio degli ostaggi e la tregua a Gaza. Lo riferiscono i media israeliani.
Macron: “Accordo storico; escludere Hamas dal governo di Gaza”
"Un accordo storico". Così il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la riunione di Parigi, ha definito l'intesa raggiunta dalle parti su Gaza. Macron ha ribadito la necessità che Hamas rispetti i suoi impegni di liberare gli ostaggi, e ha aggiunto che è "evidente l'interesse del popolo palestinese porre fine a questa guerra". Macron si è congratulato con il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito che la Francia sostiene il piano di pace americano, che prevede "l'istituzione di una governance temporanea con titolarità palestinese (autodeterminazione e statualità)". Secondo Macron, "ci deve essere una transizione con una scadenza chiara, che escluda completamente Hamas e integri l'Autorità Nazionale Palestinese".
Ufficio di Netanyahu annuncia pacchetti di assistenza per i rapiti
L'Autorità per gli ostaggi dell'Ufficio del primo ministro israeliano ha annunciato pacchetti di assistenza per i rapiti che prevedono un contributo iniziale una tantum di circa 14.000 euro (60.000 shekel) e una pensione mensile di circa 2.100 euro (9.000 shekel) a vita. Gli ex ostaggi riceveranno inoltre circa 58.000 euro (250.000 shekel) per l'acquisto di un'abitazione e un aiuto per comprare un'auto nuova a partire da circa 35.000 euro (150.000 shekel), in base al grado di invalidità. Il pacchetto comprende anche la copertura totale delle spese mediche, il sostegno psicologico e i trattamenti di medicina alternativa. L'erogazione dei benefici sarà gestita dall'Istituto di previdenza nazionale, mentre i soldati liberati li riceveranno tramite il Ministero della Difesa.
Cnn: “Team di Israele e di Hamas non nella stessa stanza in Egitto”
I delegati di Hamas e israeliani si trovavano in due stanze diverse durante i colloqui per il cessate il fuoco tenutisi ieri a Sharm El-Sheikh. Lo scrive Cnn citando un alto funzionario di Hamas, secondo cui il gruppo palestinese non ha incontrato direttamente la delegazione israeliana durante i negoziati.
Guterres: "Svolta mostra la forza della diplomazia"
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha salutato l'accordo tra Hamas e Israele, con un breve messaggio letto al Palazzo di Vetro. "Questa svolta - ha detto - ci mostra la forza e il potenziale della diplomazia".
"Sia un promemoria del fatto - ha aggiunto - che le soluzioni ai conflitti non si trovano sul campo di battaglia. Devono essere forgiate al tavolo dei negoziati e, cosa fondamentale, devono poi essere pienamente attuate. Il mondo vi guarda".
Sindaci e amministratori israeliani a Bibi: “Sosteniamo l’accordo”
Circa 200 sindaci e capi delle autorità locali e regionali in Israele hanno inviato una lettera al primo ministro Benjamin Netanyahu esprimendo pieno sostegno all'accordo in vista della sua approvazione da parte del governo. Lo riferiscono i media israeliani. Nel messaggio si legge: 'Crediamo fermamente che questo sia il passo giusto e morale, e sosteniamo la vostra iniziativa coraggiosa e giusta'. I firmatari hanno aggiunto: 'Ci aspettiamo che tutti i membri del governo si uniscano in questo momento cruciale e contribuiscano al ritorno di tutti gli ostaggi'.
Media: “Riunione del governo israeliano posticipata alle 19”
La riunione del governo israeliano è stata posticipata alle 20 ora locale (le 19 in Italia) in seguito al ritardo dell'incontro del gabinetto che precede il consiglio dei ministri. Lo riferiscono i media israeliani.
Channel 12: “Witkoff e Kushner arrivati in Israele”
La tv Channel 12 riferisce che gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati in Israele.
Fonti di Hamas ad Al-Jazeera: “Continuano le trattative sui prigionieri palestinesi”
I mediatori continuano a lavorare, con "sforzi intensi", per definire nelle prossime ore l'elenco con i nomi dei detenuti palestinesi che dovrebbero essere rilasciati da Israele nell'ambito dell'annunciato accordo con Hamas sulla "prima fase" del piano Trump. Lo ha detto una fonte di Hamas alla tv satellitare al-Jazeera.
W.Post: “Se l’accordo regge Trump è legittimato al Nobel per la pace”
Dopo l'apertura del New York Times, anche il Washington Post dà credito all'aspettativa di Donald Trump per l'assegnazione del Nobel per la Pace. "L'annuncio che Israele e Hamas hanno accettato il piano del presidente Donald Trump per porre fine alla guerra di due anni a Gaza potrebbe rappresentare il più grande successo diplomatico del suo secondo mandato. Infatti, se l'accordo dovesse reggere, Trump potrebbe legittimamente rafforzare la sua pretesa di essere un pacificatore degno del Premio Nobel per la pace", scrive l'Editorial Board del quotidiano. Dopo avere ricordato i passati tentativi falliti di raggiungere la pace nella regione, il Post rileva che "ciò che sembra diverso questa volta è il coinvolgimento personale di Trump. Ha portato con sé uno stile negoziale non ortodosso e si è affidato a pochi consiglieri fidati, al suo istinto e a una fede incrollabile nel potere delle relazioni personali. Questa combinazione ha prodotto altri successi, come gli Accordi di Abramo del suo primo mandato e l'impegno degli europei a spendere di più per la propria difesa".
Sàar a Fox, “non abbiamo intenzione di riprendere la guerra”
Israele è impegnata sul piano di pace di Donald Trump. "Questa è l'attuazione della prima fase. Speriamo che tutte le altre parti del piano siano attuate. Non vogliamo riprendere la guerra". Lo ha detto il ministro degli esteri israeliano Gideon Sàar in un'intervista a Fox, lodando il presidente americano. "E' stato brillante, ha creato un'opportunità", ha messo in evidenza Sàar.
Al-Sisi ha incontrato Witkoff e Kushner
Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha incontrato al Cairo l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner.
Lo rende noto la presidenza egiziana, precisando che al colloquio c'era il capo dell'intelligence, Hassan Rashad. La presidenza ha confermato che al-Sisi ha accolto con favore l'annunciato accordo tra Israele e Hamas e ha manifestato apprezzamento per il lavoro di Trump. L'Egitto, hanno aggiunto dal Cairo riferendo delle parole di al-Sisi, auspica di proseguire la cooperazione con gli Stati Uniti per l'attuazione dell'annunciato accordo sulla base del piano Trump. Secondo notizie raccolte dal New York Times da un funzionario israeliano e un altro americano, Witkoff arriverà in Israele questa sera.
Katz, Idf risponderà con la forza ad attacchi di Hamas
L'ufficio del ministro della Difesa rende noto che Israel Katz ha dato istruzioni all'Idf di rispondere con forza a Hamas nella Striscia per qualsiasi minaccia o danno alle truppe. Durante consultazioni con il capo di stato maggiore Eyal Zamir e altri alti ufficiali dell'esercito, la direttiva è stata stabilita per la fase provvisoria prima della decisione del governo sull'accordo e fino alla sua attuazione. "Mantenere la sicurezza dei soldati dell'Idf è il primo e più importante impegno a cui ci impegniamo nella situazione attuale", ha affermato Katz.
Tajani atterrato a Parigi per riunione su Gaza
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è atterrato a Parigi per partecipare alla riunione ministeriale sull'attuazione del piano di pace Usa. Lo riferisce la Farnesina in una nota, spiegando che l'incontro parigino si svolgerà in concomitanza della riunione del governo israeliano per vagliare formalmente l'accordo raggiunto ieri notte a Sharm el-Sheikh, in Egitto, cui dovrebbe seguire l'entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza e il ritiro parziale delle forze israeliane dalla Striscia lungo la linea concordata.
Putin: “Spero iniziative Trump su Palestina siano realizzate”
Il presidente russo Vladimir Putin ha auspicato oggi che le iniziative di Donald Trump sulla Palestina siano "realizzate". Putin, citato dall'agenzia Interfax, ha aggiunto che Mosca rimane in contatto con Israele in merito alla situazione del nucleare iraniano e sta trasmettendo "segnali" da Teheran alla leadership israeliana.
Hamas: “Ostaggi liberi lunedì”
Saranno rilasciati lunedì gli ostaggi ancora nelle mani delle fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza ed i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane nell'ambito dell'intesa sulla prima fase del piano Trump. Lo ha annunciato l'esponente di Hamas, Osama Hamdan, in dichiarazioni all'emittente qatariota Al-Araby. Hamdan ha sottolineato che oggi l'intesa sarà approvata dal governo israeliano e sabato saranno finalizzati i dettagli dello scambio. "L'attuazione sarà preceduta da una dichiarazione" del presidente americano, Donald Trump, "che la guerra è finita", ha aggiunto Hamdan.
Netanyahu: “Date Nobel per la Pace a Trump, lo merita”
"Date al presidente Donald Trump il premio Nobel per la Pace, lo merita". Lo ha scritto su X il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.
Presidenza Israele conferma l'arrivo di Trump, probabilmente a Gerusalemme domenica
La Presidenza di Israele ha annunciato in una nota che "alla luce della liberazione degli ostaggi e dell'arrivo del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Israele, e delle chiusure previste a Gerusalemme, la celebrazione della 'Sukkà aperta' (la festa ebraica delle capanne) prevista per la prossima domenica viene annullata".
Hamas, '10 uccisi da fuoco israeliano a Gaza in ultime 24 ore'
Il ministro della Sanità di Gaza, governato da Hamas, ha riferito che 10 persone sono rimaste uccise e 49 ferite sotto il fuoco dell'esercito israeliano nella Striscia nelle ultime 24 ore. Lo riportano i media israeliani e palestinesi. Il totale delle vittime dall'inizio della guerra due anni fa è salito a 67.194 morti e 169.890 feriti, ha aggiunto il ministero.
Witkoff e Kushner si receranno nella piazza degli ostaggi
L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, si recheranno in quella che dopo il 7 ottobre è stata rinominata 'Piazza degli Ostaggi' a Tel Aviv durante la loro annunciata visita in Israele. Lo ha riferito l'emittente Canale 12, senza precisare quando si terrà la visita. Secondo alcune fonti, l'arrivo di Witkoff e Kushner in Israele è previsto tra stasera e domani mattina. Kushner e Witkoff si trovano in Egitto, dove hanno partecipato ai negoziati sulla prima fase del piano Trump. Prima di volare in Israele, incontreranno il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi.
Portavoce Netanyahu: “Emozionante telefonata con Trump dopo accordo”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico "emozionante" con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto su Gaza tra Israele e Hamas. Lo ha dichiarato una portavoce dell'ufficio del premier israeliano, Shosh Bedrosian, incontrando i giornalisti. "In una telefonata di questa mattina il primo ministro Netanyahu ha ringraziato il presidente Trump per il suo impegno di leadership globale che ha reso tutto questo possibile", ha detto Bedrosian. "E' stata una conversazione molto emozionante e affettuosa, durante la quale entrambi i leader si sono congratulati a vicenda per questo traguardo storico", ha aggiunto.
Israele: “Barghouti non sarà rilasciato”
Il nome di Marwan Barghouti non rientra nella lista dei prigionieri palestinesi che saranno rilasciati dalle carceri di Israele in base all'accordo firmato in Egitto. Lo ha dichiarato la portavoce dell'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Tal Heinrich, secondo quanto riporta il sito di Haaretz.
Israele, l'Idf manterrà 53% del territorio di Gaza
L'esercito israeliano manterrà il controllo di circa il 53% del territorio di Gaza. Lo ha detto la portavoce del governo.
Israele, cessate il fuoco dopo 24 ore da riunione governo
La portavoce del governo israeliano ha spiegato che alle 17 (ora locale, le 16 in Italia) si terrà una riunione di gabinetto e un'ora dopo ci sarà la riunione di governo. "Entro 24 ore dalla riunione del Consiglio dei Ministri, entrerà in vigore un cessate il fuoco a Gaza. L'Idf si ritirerà sulla linea gialla come indicano le mappe del piano Trump. Dopo 24 ore, inizieranno le 72 ore durante le quali tutti i nostri ostaggi saranno rilasciati e riportati in Israele".
Israele, “firmata la prima fase dell'intesa su Gaza”
"La bozza finale della fase uno è stata firmata questa mattina in Egitto da tutte le parti per il rilascio di tutti gli ostaggi". Lo ha detto la portavoce del governo israeliano Shosh Bedrosian.
Hamas accusa Israele, manipola date ed elenchi concordati
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, parlando ad Al Jazeera ha accusato Israele di avere iniziato a "manipolare le date, gli elenchi e alcune delle procedure e delle misure concordate nell'accordo di cessate il fuoco". Qassem ha affermato che Netanyahu sta agendo in questo modo per "dimostrare al popolo che è lui a controllare la situazione, a muovere le fila e a gestire gli eventi". "Siamo in contatto con i mediatori per obbligare l'occupazione a rispettare quanto concordato e non permettere di procrastinare", ha proseguito, aggiungendo che si era parlato di "un cessate il fuoco a mezzogiorno di oggi, ma l'occupazione, per ragioni interne, sta rinviando l'annuncio ad altre date". "Continuiamo a dire che l'occupazione deve rispettare quanto concordato e chiediamo ai mediatori di adoperarsi affinché ciò avvenga", ha affermato ad Al-Jazeera. L'ufficio di Netanyahu ha annunciato che l'accordo di cessate il fuoco entrerà in vigore solo dopo l'approvazione durante una riunione del Gabinetto israeliano, che è in programma per le 18 locali, le 17 in Italia.
Fonte Israele a Cnn: “Continuano trattative su prigionieri palestinesi”
Sono in corso trattative sui nomi da inserire nell'elenco dei detenuti palestinesi che Israele dovrà scarcerare sulla base dell'annunciato accordo sulla "prima fase" del piano Trump per la "fine del conflitto a Gaza". E' quanto conferma alla Cnn una fonte israeliana secondo cui "le squadre" di negoziatori "stanno lavorando sull'elenco dei prigionieri palestinesi che dovrebbero essere rilasciati" e "la questione non è risolta". "Hamas - conferma - chiede il rilascio di prigionieri per i quali Israele non ha dato il via libera".
Hamas: “Ostaggi vivi e morti potrebbero essere rilasciati contemporaneamente”
Tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, potrebbero essere rilasciati contemporaneamente se le condizioni lo consentissero. Lo ha detto ad al Jazeera il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, senza specificare quali potrebbero essere tali condizioni, aggiungendo che il Movimento islamico ha informato i mediatori delle difficoltà legate alla consegna dei corpi degli ostaggi, citando le vaste distruzioni avvenute a Gaza.
Media Israele, corpo Sinwar non sarà restituito
Nell'ambito dell'accordo Israele non consegnerà il corpo del leader di Hamas Yahya Sinwar, ritenuto mente dell'attacco del 7 ottobre del 2023, né quello di suo fratello Mohammed Sinwar. Lo riferisce la radio israeliana dell'esercito, citando fonti della sicurezza.
Trump, “Bibi mi ha detto, ora tutti amano di nuovo me e Israele”
Il premier israeliano "Benyamin Netanyahu mi ha detto al telefono: 'Non ci posso credere. Ora piaccio di nuovo a tutti - intendendo se stesso - e, soprattutto, tutti amano di nuovo Israele'. Io gli ho detto: 'Bibi, Israele non può combattere contro tutto il mondo, e lui questo lo capisce benissimo'": lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump nell'intervista telefonica resa stanotte a Fox News a Hannity dopo il raggiungimento dell'accordo su Gaza. Nella stessa intervista Trump ha detto che per questo risultato "tutto il mondo si è messo insieme", aggiungendo che "così tanti Paesi che non avresti mai detto si sono messi insieme per questo accordo. Tanto Paesi che non ti immagini si sono collegati lì (a Sharm el Sheik), hanno offerto tutto l'aiuto necessario (...) è stato un periodo di tempo veramente incredibile. E' così grande per Israele, per i musulmani, per i Paesi arabi e per gli Stati Uniti d'America. Più che una pace a Gaza, questa è la pace in Medio Oriente".
Channel 12: “Terroristi attaccano Idf nell’ultima ora, eliminati”
Il notiziario di Channel 12 riferisce che nell'ultima ora due diverse cellule di terroristi a Gaza hanno cercato di attaccare le truppe israeliane e sono state eliminate. Non ci sono vittime tra i militari. Durante la notte invece, due soldati dell'Idf sono rimasti feriti dopo che il loro mezzo è stato colpito da un ordigno esplosivo nel nord della Striscia. I soldati sono stati trasportati in ospedale, ha detto l'esercito.
Ue: “Ben posizionata per aiutare, faremo nostra parte”
L'Unione Europea "è ben posizionata per contribuire al piano di pace del presidente Donald Trump". Lo afferma il portavoce della Commissione Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero con la stampa. "Questo grazie al nostro sostegno politico e anche finanziario costante sia a Israele che all'Autorità Palestinese e al popolo palestinese, così come all'integrazione regionale", prosegue, spiegando che l'esecutivo Ue sta esplorando una serie di opzioni, tra cui finanziamenti umanitari, missioni Pdsc (Politica di sicurezza e difesa comune, il braccio operativo del Servizio di azione esterna europeo), uno strumento apposito per la ricostruzione di Gaza e la partecipazione all'alleanza globale per l'implementazione della soluzione dei due Stati. "L'Ue è pronta ad aiutare e a fare la sua parte", riassume El Anouni, evidenziando che il blocco dispone di "competenze uniche" in una serie di aree "fondamentali nell'era post-conflitto a Gaza".
Hamas, avvio ritiro Idf da Gaza tra oggi e domani
Nell'ambito dell'accordo raggiunto in Egitto fra Israele e Hamas, le truppe israeliane si ritireranno dalle zone densamente popolate: è atteso che questo ritiro inizi venerdì, ma potrebbe iniziare anche tardi oggi. Lo ha detto un alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan, parlando alla televisione panaraba Al-Araby TV. "Gli israeliani dovrebbero ritirarsi da tutte le aree densamente popolate, in particolare Gaza City, Khan Younis, Rafah e Gaza nord", ha dichiarato.
Sàar, oggi avrò l'onore di votare il piano, grazie Trump e Bibi
"Oggi, alla riunione del governo, avrò l'onore di votare per la terza volta (dopo novembre 2023 e gennaio 2025) a favore del piano per il rilascio dei rapiti. Lo farò con orgoglio, con tutto il cuore e con grande gioia. Senza sottovalutare i prezzi legati al rilascio di terroristi abietti. Ho visto da vicino l'angoscia delle famiglie, la loro smisurata sofferenza. Mi emoziono insieme a loro, come tutto il popolo d'Israele, in attesa dell'imminente incontro con i loro cari che hanno aspettato e per due anni". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano Gideo Sàar. "Donald Trump è un grande amico di Israele. È anche un leader eccezionale nella sua capacità di sfruttare e creare opportunità storiche. Il popolo d'Israele gli è molto debitore. Desidero lodare la leadership del Primo Ministro Benjamin Netanyahu: ha sostenuto prove difficili. Abbasso il capo davanti alle famiglie in lutto che hanno pagato il prezzo più caro e pesante di tutti. Saluto i vostri figli e le vostre figlie che hanno dato la vita. Il popolo d'Israele vi è immensamente debitore", ha aggiunto.
Ambasciatore palestinese: “Italia riconosca finalmente lo Stato di Palestina”
"Speriamo che questo sia un passo verso la fine dell'occupazione in tutto il territorio palestinese occupato e che l'Italia a questo punto, viste riconosciute tutte le condizioni poste, si unisca alla maggior parte dei Paesi del mondo e riconosca finalmente lo Stato di Palestina". Così a LaPresse l'ambasciatrice di Palestina in Italia, Abeer Odeh, sull'accordo per la pace a Gaza.
Wfp: “Necessario accesso umanitario illimitato a Gaza per fornire cibo e assistenza”
"È urgentemente necessario un accesso umanitario illimitato per fornire cibo e assistenza salvavita". Lo ha scritto su X Cindy McCain, direttrice del Programma alimentare mondiale (Wfp), unendosi all'appello del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres per un cessate il fuoco immediato a Gaza. "Il Wfp è sul campo ed è pronto a intensificare le operazioni, ma dobbiamo agire ora: non c'è tempo da perdere", ha aggiunto. In precedenza, Guterres aveva accolto con favore l'accordo di cessate il fuoco e aveva affermato che "deve essere garantito l'ingresso immediato e senza ostacoli a Gaza di forniture umanitarie e materiali essenziali".
Wsj, Hamas chiede 10 giorni per trovare corpi ostaggi deceduti
Nel corso dei negoziati Hamas avrebbe fatto sapere di aver bisogno di almeno 10 giorni per localizzare i corpi degli ostaggi israeliani morti nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti informate.
Media, colloqui sulla seconda fase inizieranno una volta liberati gli ostaggi
I colloqui per la seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco inizieranno il giorno dopo il rilascio degli ostaggi. Lo hanno riferito fonti al canale televisivo qatarino Al-Araby, senza precisare se si intenda la restituzione di tutti gli ostaggi, compresi quelli deceduti, o solo di quelli ancora in vita. Il canale riporta anche che l'Egitto ha informato i diplomatici americani che non permetterà a Israele di mantenere una presenza permanente lungo il confine egiziano con Gaza. Israele ha insistito per mantenere le truppe nell'area del Corridoio Filadelfia, per contrastare quella che descrive come una massiccia attività di contrabbando.
Il comunicato ufficiale di Hamas sull’accordo a Sharm
Nel comunicato diffuso da Hamas in lingua araba dopo l'annuncio dell'accordo si legge: "Dopo negoziati seri e responsabili condotti dal movimento e dalle fazioni della resistenza palestinese riguardo alla proposta del presidente Trump a Sharm el-Sheikh, con l'obiettivo di porre fine alla guerra di sterminio contro il nostro popolo palestinese e ottenere il ritiro dell'occupazione dalla Striscia di Gaza, il Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) annuncia di aver raggiunto un accordo che prevede la fine della guerra su Gaza, il ritiro dell'occupazione, l'ingresso degli aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri". L'organizzazione fondamentalista continua: "Apprezziamo profondamente gli sforzi dei fratelli mediatori in Qatar, Egitto e Turchia, così come valorizziamo l'impegno del presidente americano Donald Trump volto a fermare definitivamente la guerra e garantire il completo ritiro dell'occupazione dalla Striscia di Gaza". "Invitiamo il presidente Trump, i Paesi garanti dell'accordo, e tutte le parti arabe, islamiche e internazionali a obbligare il governo dell'occupazione a rispettare pienamente gli obblighi previsti dall'accordo, e a non permettergli di eludere o ritardare l'attuazione degli impegni presi".
Hamas poi aggiunge: "Salutiamo il nostro grande popolo nella Striscia di Gaza, a Gerusalemme, in Cisgiordania, all'interno della patria e nella diaspora, che ha dimostrato un'eroica fermezza e una dignità senza pari, opponendosi ai progetti fascisti dell'occupazione che miravano a colpirlo e a negargli i suoi diritti nazionali. Questi sacrifici e queste posizioni eroiche hanno fatto fallire i piani israeliani di sottomissione e deportazione". Quindi conclude: "Ribadiamo che i sacrifici del nostro popolo non andranno persi, e che rimarremo fedeli all'impegno preso. Non rinunceremo ai diritti nazionali del nostro popolo, fino al raggiungimento della libertà, dell'indipendenza e dell'autodeterminazione".
Modi, “bene l'accordo, si deva a leadership di Netanyahu”
Il premier indiano Narendra Modi ha salutato su X con un "benvenuto" l'accordo della prima fase del piano di pace del presidente Trump per Gaza. Dopo avere aggiunto che "questo risultato riflette la forte leadership del premier Netanyahu", Modi ha espresso la speranza che il rilascio degli ostaggi e l'incremento dell'assistenza umanitaria alla popolazione porti sollievo a Gaza e apra la strada per una pace duratura". Il partito del Congresso, principale formazione di opposizione del paese, ha immediatamente reagito alle affermazioni del Premier definendo "vergognoso e moralmente atroce" il suo elogio "inqualificabile" per Netanyahu e ha sottolineato il silenzio di Modi sul futuro di uno stato di Palestina independente e sovrano.
Media, se Hamas non trova corpi, entra in campo task force
Secondo fonti israeliane, se Hamas non dovesse riuscire a recuperare i corpi degli ostaggi morti, entrerà in campo una forza multinazionale istituita dal Coordinatore per i prigionieri che opererà nella Striscia di Gaza per recuperare le salme i cui luoghi di sepoltura sono noti all'Idf. Lo riferisce Channel 12. Si tratta di una forza composta da Qatar, Egitto, Stati Uniti e Israele che opererà all'interno della Striscia; Israele fornirà equipaggiamenti di ingegneria pesante per portare a termine le operazioni.
Al Sisi: “E’ un momento storico”
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha affermato che il mondo sta assistendo a "un momento storico che incarna il trionfo della volontà di pace sulla logica della guerra".
Media, riservati per Trump 2 piani al King David di Gerusalemme
Secondo fonti israeliane, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe arrivare nel Paese domenica, ma si sta valutando anche la possibilità che arrivi sabato sera. Ynet rivela che c'è anche la possibilità che rimanga fino a lunedì mattina, se il rilascio degli ostaggi dovesse subire ritardi. La visita dovrebbe essere breve e probabilmente inizierà con un ricevimento all'aeroporto Ben Gurion. Trump potrebbe anche parlare alla Knesset. In preparazione alla visita, l'ambasciata statunitense in Israele ha contattato il King David Hotel di Gerusalemme con la richiesta di riservare due piani per il presidente Trump e il suo entourage, a partire da sabato sera e fino a domenica. A causa della congestione dell'hotel, ciò richiederà l'evacuazione degli ospiti. Come accennato, non è ancora chiaro se il presidente pernotterà in Israele o se verrà solo per una breve visita.
Crosetto: “Quando toccherà a comunità internazionale Italia farà la sua parte”
"I primi passi saranno due: da una parte la liberazione degli ostaggi e dall'altra il ritiro dell'esercito israeliano da Gaza; mi pare che siano i due passi fondamentali, superati questi due scogli, che sembravano insormontabili, il resto può andare avanti. Quando toccherà alla comunità internazionale accollarsi i compiti, l'Italia farà, come ha sempre fatto in queste aree di crisi, la sua parte". Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto in un'intervista telefonica al Tg1.
Ufficio di Netanyahu: l'accordo deve essere ratificato prima di entrare in vigore
Sebbene l'agenzia di stampa egiziana Al Qahera News abbia riferito che il cessate il fuoco è entrato in vigore, l'ufficio di Netanyahu ha ora dichiarato che ciò non avverrà fino a quando l'accordo non sarà ratificato giovedì sera dal governo israeliano. Netanyahu convocherà il suo gabinetto di sicurezza, un gruppo selezionato di ministri che decidono su questioni chiave di difesa, sicurezza e politica estera, alle 17:00 (ora locale).
Media, “in vigore il cessate il fuoco a Gaza”
E' entrato in vigore l'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce il media egiziano Al Qahera News citato da Reuters online.
Lapid: “Donald Trump merita il Nobel per la pace”
Congratulandosi con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per l'accordo sugli ostaggi, il leader dell'opposizione Yair Lapid afferma che "non c'è persona che meriti più di lui il premio Nobel per la pace e, cosa ancora più importante, l'eterna gratitudine del popolo di Israele".
Per Egitto accordo rappresenta "momento cruciale"
Il ministro degli Esteri dell'Egitto ha elogiato il "momento cruciale" dopo l'annuncio dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Questo è "un momento cruciale nella guerra a Gaza", ha affermato Badr Abdelatty in una dichiarazione, specificando che il ministro degli Esteri egiziano si recherà a Parigi oggi per prendere parte a una riunione ministeriale per "discutere le disposizioni relative alla situazione" nel territorio palestinese devastato da oltre due anni di guerra.
Meloni: “Intesa su Gaza notizia straordinaria, grazie Trump”
"L'accordo raggiunto in Egitto per l'applicazione della prima fase del Piano di pace del Presidente Trump è una straordinaria notizia che apre la strada al cessate il fuoco a Gaza, al rilascio di tutti gli ostaggi e al ritiro delle forze israeliane su linee concordate". Così in una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Desidero ringraziare il Presidente Trump per aver incessantemente ricercato la fine del conflitto a Gaza e i mediatori - Egitto, Qatar e Turchia - per i loro sforzi che si sono rivelati cruciali per l'esito positivo raggiunto". Ora "esorto tutte le parti a rispettare pienamente le misure concordate e lavorare per realizzare rapidamente i passi successivi previsti dal Piano di Pace".
Per Riad passo importante, che porti a "pace duratura"
L'Arabia Saudita ha accolto con favore l'annuncio dell'accordo tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco a Gaza, esprimendo la speranza che porti a una "pace giusta e duratura". "Il Regno sottolinea l'importanza di questo passo, che segna l'inizio di un'azione seria e urgente per alleviare le sofferenze del popolo palestinese, garantire il completo ritiro delle forze israeliane da Gaza e ripristinare la pace e la stabilità al fine di rilanciare un processo di pace", ha dichiarato il ministero degli Esteri in una nota. Anche la Giordania ha accolto con favore l'accordo, che dovrebbe "portare alla fine della guerra, all'attuazione dell'accordo di scambio (di ostaggi e prigionieri) e al ritiro israeliano da Gaza, nonchè alla consegna di aiuti umanitari", secondo una dichiarazione ufficiale di Amman.
Cremlino, accogliamo con favore sforzi per pace a Gaza
Il Cremlino accoglie "con favore" gli sforzi per "porre fine all'incendio di Gaza". Lo ha affermato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov. Lo riporta Ria Novosti.
Tajani, “Grazie a Usa e ai mediatori per il lavoro su Gaza”
"Dobbiamo dire grazie ad americani, al Qatar, all'Egitto e alla Turchia per il lavoro svolto in questa trattativa". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà RaiTre, condotto da Roberto Inciocchi. "Siamo pronti a fare la nostra parte sotto tutti i punti di vista. Quindi anche inviare militari se servono per una forza di pace. L'Italia è pronta a fare la sua parte", ha aggiunto il vicepremier.
Kallas a Parigi per riunione su piano pace Gaza
L'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, si recherà a Parigi per partecipare alla riunione convocata dal ministro degli Esteri francese Jean Noël Barrot sull'attuazione del piano di pace degli Stati Uniti per porre fine alla guerra a Gaza. Lo riferisce su X il Servizio europeo per l'Azione esterna precisando che sono invitati anche i ministri degli Esteri di Germania, Spagna, Italia, Regno Unito, Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Giordania.
Oms, pronti a intensificare risposta sanitaria a Gaza dopo tregua
Il capo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) dell'Onu ha salutato l'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas come "un grande passo verso una pace duratura", affermando che la sua agenzia è pronta a "intensificare" l'assistenza sanitaria a Gaza. "L'Oms è pronta a intensificare il suo lavoro per soddisfare le urgenti esigenze sanitarie dei pazienti di Gaza e per sostenere la riabilitazione del sistema sanitario distrutto", ha dichiarato su X il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
Nobel pace: Comitato ha fatto la sua scelta lunedì scorso
Il Comitato norvegese per il Nobel, che assegna l'omonimo Premio per la Pace, ha tenuto la sua riunione finale lunedì scorso, molto prima dell'annuncio dell'accordo tra Hamas e Israele per il cessate il fuoco a Gaza su cui Donald Trup riponeva le proprie speranze. Lo ha annunciato l'Istituto Nobel, il giorno prima dell'annuncio del vincitore del 2025.
Media, “riunione governo Israele dopo le 16 per votare accordo”
Il gabinetto di sicurezza di Israele si riunirà alle 17 ora locale, le 16 italiane, dopo di che è prevista la riunione del governo Netanyahu per approvare l'accordo raggiunto su Gaza. Lo scrive il Times of Israel.
Cina auspica cessate il fuoco permanente e globale a Gaza
Dopo l'accordo raggiunto tra Israele e Hamas, la Cina auspica un cessate il fuoco "permanente e globale" a Gaza. "La Cina spera di raggiungere un cessate il fuoco permanente e globale a Gaza il prima possibile, alleviare efficacemente la crisi umanitaria e allentare le tensioni regionali", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun. "La Cina sostiene l'adesione al principio secondo cui 'i palestinesi dovrebbero governare la Palestina'", ha affermato Guo.
Hamas voleva esercito turco a Gaza, no di Israele
Hamas aveva chiesto lo schieramento dell'esercito turco nella Striscia di Gaza a garanzia del rispetto del cessate il fuoco da parte di Israele. La notizia è stata riportata questa mattina dai quotidiani Sabah e Yeni Safak, entrambi vicini al governo di Ankara. I media turchi citano funzionari americani che hanno preso parte alle trattative del Cairo. Questi ultimi, rimasti anonimi, hanno dichiarato che la richiesta di Hamas ha trovato la ferma opposizione dei negoziatori israeliani.
Smotrich non voterà a favore dell’accordo
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, partner chiave della maggioranza del primo ministro Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che voterà contro un accordo di cessate il fuoco con Hamas che prevede il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza e quello dei prigionieri palestinesi. “C'è un enorme timore delle conseguenze [derivanti dal fatto di] svuotare le prigioni e liberare la prossima generazione di leader terroristici” , ha scritto il ministro di estrema destra su X. “Se non altro per questo motivo, non possiamo partecipare a celebrazioni a breve termine né votare a favore di questo accordo”.
Sanchez: “Spero accordo segni inizio pace giusta”
"Il governo spagnolo celebra le notizie che arrivano dal Medio Oriente e spera che questo sia l'inizio di una pace giusta e duratura". E' quanto afferma il premier spagnolo Pedro Sanchez sottolineando che ora "è necessario dialogare, portare aiuto alla popolazioni civili e guardare al futuro. Con la speranza, ma anche la giustizia e la memoria. Perché - conclude - le atrocità vissute non si ripetano mai più".
Media, oggi annuncio 'ora zero' per attuazione accordo
I mediatori annunceranno oggi l'"ora zero" per l'inizio dell'attuazione dell'accordo, e il cessate il fuoco entrerà in vigore. Lo riporta Al Arabiya, secondo cui Hamas ha iniziato a radunare alcuni degli ostaggi in luoghi sicuri per consegnarli alla Croce Rossa. Finora, il gruppo terrorista non ha ricevuto una risposta ufficiale in merito alle liste dei detenuti di cui ha chiesto il rilascio. I negoziati per la seconda fase inizieranno al completamento dello scambio di prigionieri.
Macron: “Accordo segni la fine della guerra e apertura per soluzione due Stati”
"Un'immensa speranza per gli ostaggi e le loro famiglie, per i palestinesi di Gaza, per la regione". Così in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron commenta l'accordo raggiunto nella notte per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza, accogliendo "con favore gli sforzi del presidente Trump e dei mediatori del Qatar, dell'Egitto e della Turchia per raggiungere questo obiettivo". Esortando le parti "a rispettarne rigorosamente i termini", il presidente francese sottolinea che "questo accordo deve segnare la fine della guerra e l'apertura di una soluzione politica basata sulla soluzione dei due Stati". "La Francia è pronta a contribuire a questo obiettivo. Ne discuteremo questo pomeriggio a Parigi con i nostri partner internazionali", conclude Macron, in un riferimento alla riunione dei ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania e Regno Uniti con i colleghi di Egitto, Giordania, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati.
Smotrich: “Gioia per ostaggi ma no a ritorno alla via di Oslo”
Il leader di estrema destra e ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha detto di vivere emozioni "contrastanti" dopo l'accordo con Hamas sulla base del piano di pace in 20 punti proposto da Donald Trump. "Immensa gioia per il ritorno di tutti i nostri fratelli rapiti! Grande paura delle conseguenze dello svuotamento delle prigioni e del rilascio della prossima generazione di leader del terrore, che farà di tutto per continuare a versare fiumi di sangue ebraico, Dio non voglia", scrive su X. Smotrich aggiunge che non bisognsa tornare alla "via di Oslo" e alle idee "sbagliate del 6 ottobre". "Non si diventi nuovamente dipendenti da una calma artificiale, da abbracci diplomatici e cerimonie sorridenti, ipotecando il futuro e pagando prezzi orribili", conclude.
Costa: “Accordo opportunità cruciale per soluzione 2 Stati”
"Accolgo con favore l'accordo raggiunto sulla fase iniziale della proposta di pace presentata dal presidente degli Stati Uniti. La sua attuazione apre la strada al tanto atteso rilascio di tutti gli ostaggi israeliani, a un cessate il fuoco a Gaza e alla fine della grave crisi umanitaria sul campo. Apprezzo gli sforzi diplomatici di Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia che hanno reso possibile questa svolta. Si tratta di un'opportunità cruciale che deve essere sfruttata per gettare le basi di una pace duratura, fondata sulla soluzione dei due Stati". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Abbas: “Accordo sia preludio a soluzione politica sostenibile”
Il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, accoglie "con favore" il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco a Gaza. In una dichiarazione, l'Anp afferma che "il Presidente esprime la speranza che questi sforzi possano fungere da preludio al raggiungimento di una soluzione politica sostenibile che ponga fine all'occupazione israeliana e porti alla creazione di uno Stato palestinese lungo i confini del 4 giugno 1967". Abbas ringrazia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e tutti i mediatori, "offrendo loro aiuto per garantire il successo dell'accordo" e sottolinea l'importanza che tutte le parti "si impegnino rapidamente a firmare l'accordo e a rilasciare tutti gli ostaggi e i prigionieri".
Erdogan: “Profondamente lieto dell'accordo, grazie Trump”
"Sono profondamente lieto che i negoziati Hamas-Israele, condotti a Sharm El-Sheikh con il contributo della Turchia, abbiano portato a un cessate il fuoco a Gaza". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. "Rivolgo i miei più sentiti ringraziamenti al Presidente degli Stati Uniti Trump, che ha dimostrato la necessaria volontà politica per incoraggiare il governo israeliano a raggiungere il cessate il fuoco, nonché ai nostri Paesi fratelli Qatar ed Egitto, che hanno fornito un sostegno significativo al raggiungimento dell'accordo", ha aggiunto il leader turco in un messaggio diffuso su X.
Media, “Hamas pronta a passi difficili, disarmo ed esilio”
Una fonte vicina ad Hamas ha dichiarato a Ynet che "l'organizzazione è pronta a mostrare grande flessibilità nei negoziati con Israele, in base al piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump". Secondo la fonte, "il movimento dovrà affrontare le fasi più difficili del piano, tra cui il disarmo e l'esilio dei leader, ma ciò è necessario per impedire la ripresa dei combattimenti. L'accordo attuale include la prima fase del piano e i negoziati per la seconda fase inizieranno immediatamente. Il cessate il fuoco continuerà finché entrambe le parti manterranno il loro impegno", si legge su Ynet.
Von der Leyen, ora tutte le parti rispettino accordo
"Accolgo con favore l'annuncio di un accordo per garantire un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi a Gaza, basato sulla proposta presentata dal presidente degli Stati Uniti. Lodo gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti, del Qatar, dell'Egitto e della Turchia nel raggiungere questa svolta. Sono anche incoraggiata dal sostegno del Governo di Israele e dell'Autorità Palestinese. Ora, tutte le parti devono rispettare pienamente i termini dell'accordo. Tutti gli ostaggi devono essere rilasciati in sicurezza. Deve essere stabilito un cessate il fuoco permanente. Le sofferenze devono finire". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "L'Ue continuerà a sostenere la consegna rapida e sicura degli aiuti umanitari a Gaza. E quando sarà il momento, saremo pronti ad aiutare con la ripresa e la ricostruzione. L'opportunità di oggi deve essere colta. E' l'opportunità di forgiare un percorso politico credibile verso una pace e una sicurezza durature. Un percorso saldamente ancorato alla soluzione a due Stati", aggiunge.
Idf, cominciati preparativi per il ritiro da Gaza
L'esercito israeliano ha annunciato di aver avviato i preparativi e di aver definito un protocollo per ripiegare "presto" sulla linea della prima fase del ritiro da Gaza. "L'esercito ha avviato i preparativi operativi per attuare l'accordo di cessate il fuoco" si legge in una nota, "Nell'ambito di questo processo, sono in corso i preparativi e un protocollo di combattimento per raggiungere rapidamente le linee di schieramento modificate". L'esercito ha assicurato che rimarrà schierato a Gaza ed è pronto a "qualsiasi sviluppo operativo". La proposta di tregua del presidente degli Stati Uniti Donald Trump prevede che l'esercito israeliano debba effettuare un ritiro iniziale da Gaza fino alla "linea gialla", a una profondità di circa 1,5 chilometri nel punto più stretto e 6,5 chilometri nel punto più largo dalla linea di demarcazione tra Gaza e Israele. Il ritiro deve avvenire prima di lunedì, giorno in cui Trump ha annunciato che le milizie di Hamas rilasceranno i 48 ostaggi, vivi e morti, ancora nelle loro mani. Secondo il quotidiano Haaretz, questa prima fase del ritiro garantirà la localizzazione degli ostaggi trattenuti dal suo braccio armato, le Brigate Ezzedine Al Qassam, ma anche da altri gruppi, come la Jihad islamica. Il calendario delle altre fasi del ritiro delle truppe israeliane non è ancora stato reso noto. Una volta raggiunta la "linea gialla", rimarranno presenti in circa metà dell'enclave (finora ne controllavano oltre l'80%).
Fonte Hamas, 1.950 prigionieri liberi per 20 ostaggi vivi
Un alto funzionario di Hamas ha dichiarato che Israele rilascerà 1.950 prigionieri palestinesi in cambio di 20 ostaggi ancora in vita: la cifra include 250 ergastolani e altri 1.700 detenuti dall'inizio della guerra. Lo scrive il Times of Israel. Lo scambio dovrebbe avvenire entro 72 ore dall'entrata in vigore dell'accordo, che è stato anche "concordato con le fazioni palestinesi", afferma un'altra fonte interna a Hamas.
Tajani: “Nobel a Trump? se raggiunge obiettivo pace il titolo ce l’ha”
"Qualche mese fa sembrava una boutade, ma se raggiunge l'obiettivo della pace" in Medio Oriente "certamente un titolo per concorrere per il premio Nobel ce l'ha sicuramente". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Rtl, ha risposto alla domanda se Donald Trump possa davvero aspirare al Nobel per la pace, che verrà assegnato domani. "Si è impuntato ed aveva ragione - ha sottolineato il titolare della Farnesina - perché il risultato lo sta ottenendo, si può essere d'accordo o meno con lui, ma il risultato lo sta raggiungendo, è incontrovertibile".
Media, 'famiglie ostaggi invitano Trump a parlare in piazza'
Il Forum dei familiari degli ostaggi israeliani ha invitato con una lettera il presidente americano Donald Trump a venire a tenere un discorso a Tel Aviv nella piazza ribattezzata Piazza degli Ostaggi, dopo la notizia dell'accordo raggiunto. Lo scrive Haaretz.
L’Idf: “Preparativi in corso per attuare l’accordo”
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver iniziato i preparativi operativi per l'attuazione dell'accordo su Gaza e ha aggiunto di continuare a essere schierato nella regione e di prepararsi a qualsiasi sviluppo operativo.
Pizzaballa: accordo dona fiducia, cammino verso pace
“Indubbiamente è una bella notizia. La strada verso la pace è lunga ma bisogna cominciare in qualche modo. Questi gesti, soprattutto la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri, il parziale, almeno iniziale ritiro dell'esercito israeliano, danno quella fiducia necessaria per continuare". Con queste parole al Sir il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, commenta l'accordo sul cessate il fuoco tra Hamas e Israele.
"Questa prima fase ne aprirà delle altre - aggiunge - e creerà un clima nuovo che aiuterà anche nella distribuzione degli aiuti. Tornare alla normalità, alla vita ordinaria non si potrà ancora perché la situazione è disastrosa ma è necessario cominciare a ripensarla".
Video / Il momento in cui Trump riceve il biglietto da Rubio sull’intesa
Trump riceve un bigliettino da Rubio e poi annuncia l'intesa tra Israele e Hamas
Tajani: pace è vicina
"La pace è vicina. Giungono notizie ottime, ma non basta la firma. Ora bisogna difendere questa tregua ed inizia il lavoro". Lo afferma a Rainews sul Medio oriente il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Gaza: la Protezione civile segnala bombardamenti dopo l’annuncio dell’accordo
La Protezione civile di Gaza ha riferito di diversi attacchi israeliani sul territorio, avvenuti dopo l’annuncio, nella notte, di un primo accordo tra Israele e Hamas in vista di un cessate il fuoco. “Dall’annuncio, questa notte, di un accordo sul quadro proposto di un cessate il fuoco, sono state segnalate diverse esplosioni, in particolare nel nord di Gaza”, ha dichiarato uno dei suoi responsabili, Mohammed Al-Mughayyir, citando in particolare “intensi raid aerei sulla città di Gaza”. Il corrispondente di Al Jazeera ha anche riferito di attacchi aerei sul centro di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.
Il presidente israeliano Herzog: “Trump merita sicuramente il Nobel per la pace”
Il presidente israeliano Isaac Herzog definisce quella di oggi "una mattinata di notizie storiche ed epocali". Lo riportano i media dello Stato ebraico. Herzog ringrazia il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il team negoziale e i mediatori. Esprime inoltre i suoi "più profondi ringraziamenti" al presidente americano Donald Trump per la sua "incredibile leadership nel garantire il rilascio degli ostaggi, porre fine alla guerra e creare speranza per una nuova realtà in Medio Oriente. Non c'è dubbio - sottolinea - che meriti il ;;premio Nobel per la pace per questo". Herzog afferma che se Trump visiterà Israele nei prossimi giorni "sarà accolto con immenso rispetto, affetto e gratitudine dal popolo" dello Stato ebraico.
Trump: saremo coinvolti in mantenimento pace a Gaza
In un'intervista alla Fox News, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Hamas inizierà a rilasciare gli ostaggi "probabilmente" lunedì. "Questo va oltre Gaza", ha dichiarato Trump nel corso di un'intervista telefonica, "si tratta della pace in Medio Oriente". Trump ha anche affermato che in futuro Gaza sarà un "luogo pacifico e molto più sicuro" e che gli Stati Uniti continueranno a impegnarsi per garantirne la sicurezza e la prosperità. "Gli altri paesi della regione contribuiranno alla ricostruzione perché dispongono di enormi ricchezze", ha affermato Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti si impegneranno "per aiutarli a raggiungere il successo e a mantenere la pace".
Abc News: “Ancora nessun accordo su disarmo Hamas”
I colloqui a Sharm el-Sheikh si sono concentrati su cosa sarebbe successo nei primi giorni e nelle prime settimane dell'accordo. I colloqui si sono concentrati su un ritiro parziale israeliano da Gaza e su uno scambio di ostaggi con prigionieri palestinesi. Alcuni dei punti più controversi, come il disarmo di Hamas e la questione della governance a Gaza, dovranno essere negoziati in seguito. Lo afferma Abc News, che cita funzionari a conoscenza del dossier.
Trump: Gaza verrà ricostruita
Le forze armate israeliane continuano a circondare Gaza City e ritengono estremamente pericoloso tornarvi. Lo afferma un portavoce dell'esercito israeliano. La zona a nord di Gaza è ancora considerata una zona di combattimento pericolosa. E' necessario astenersi dal tornare a nord o dall'avvicinarsi alle zone in cui l'esercito è schierato e opera nella Striscia di Gaza.
Idf ai palestinesi: non tornate a Gaza City
Le forze armate israeliane continuano a circondare Gaza City e ritengono estremamente pericoloso tornarvi. Lo afferma un portavoce dell'esercito israeliano. La zona a nord di Gaza è ancora considerata una zona di combattimento pericolosa. E' necessario astenersi dal tornare a nord o dall'avvicinarsi alle zone in cui l'esercito è schierato e opera nella Striscia di Gaza.
Festa anche per le strade di Tel Aviv
Trump: “Tutti gli ostaggi verranno rilasciati lunedì”
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato a Fox News che gli ostaggi saranno probabilmente rilasciati lunedì, dopo aver annunciato in precedenza un accordo tra Israele e Hamas sulla prima fase di un cessate il fuoco. "Loro [gli ostaggi] si trovano in una situazione terribile lì. Sono sepolti in profondità", dice Trump, riferendosi ai tunnel di Hamas sotto Gaza. "Mentre parliamo, si sta facendo di tutto per liberare gli ostaggi". "Pensiamo che torneranno tutti lunedì... e questo includerà anche i corpi dei morti", aggiunge.
Ordine notturno dell’Idf: “Truppe restino pronte a qualsiasi scenario”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha emesso stanotte un ordine affinché le truppe "si tengano pronte a qualsiasi scenario", mentre l'esercito si prepara al ritorno degli ostaggi e a un parziale ritiro delle forze nella Striscia di Gaza come parte dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas. Una dichiarazione delle Idf citata dai media israeliani afferma che i soldati opereranno "in conformità con gli ordini del livello politico e le fasi dell'accordo, e con responsabilità, salvaguardando al contempo i nostri soldati". Le Idf sottolineano inoltre che "continueranno ad agire per realizzare gli obiettivi della guerra e per salvaguardare i cittadini dello Stato di Israele su tutti i fronti".
Media arabi: nella notte altri attacchi Israele su Gaza
Il corrispondente di Al Jazeera da Gaza ha riferito che gli aerei da guerra israeliani hanno lanciato raid sulla città nelle prime ore di oggi. I raid coincidono con l'annuncio da parte del Presidente degli Stati Uniti e dei mediatori di un accordo per porre fine alla guerra a Gaza. La tv 'Al-Aqsa' ha riferito che diverse zone di Gaza City sono state sottoposte a pesanti bombardamenti dell'artiglieria israeliana prima dell'alba di oggi, nonostante l'annuncio di un accordo per porre fine alla guerra nella Striscia.
Guterres: ora tutti rispettino l'accordo
"Accolgo con favore l'annuncio di un accordo per garantire un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza, sulla base della proposta avanzata dal Presidente degli Stati Uniti. Elogio gli sforzi diplomatici di Stati Uniti, Qatar, Egitto e Turchia nel mediare questa svolta disperatamente necessaria. Esorto tutti gli interessati a rispettare pienamente i termini dell'accordo". Lo scrive il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.
Guterres prosegue: "Tutti gli ostaggi devono essere rilasciati in modo dignitoso. Deve essere garantito un cessate il fuoco permanente. I combattimenti devono cessare una volta per tutte.
Trump accetta, parlerò alla Knesset
"Probabilmente nei prossimi giorni visiterò Israele e potrei rivolgermi alla Knesset. Vogliono che tenga un discorso alla Knesset e, se lo desiderano, lo farò sicuramente. Per raggiungere questo accordo si sono uniti gli sforzi di tutto il mondo, compresi i Paesi ostili, e questo è un grande risultato. La mia chiamata con Netanyahu è stata fantastica, lui è molto contento e dovrebbe esserlo anche lui".
Lo ha affermato il Presidente degli Stati Uniti, Domald Trump, in un colloquio con 'Axios'.
Telefonata Trump-Netanyahu: “Emozionante”
L'ufficio del primo ministro israeliano riferisce che Benyamin Netanyahu ha appena parlato con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "I due leader hanno avuto una conversazione molto emozionante e calorosa, e si sono congratulati a vicenda per lo storico risultato ottenuto con la firma dell'accordo per la liberazione di tutti gli ostaggi. Netanyahu ha ringraziato Trump per tutti i suoi sforzi e per la sua leadership a livello globale, il presidente ha elogiato il premier per la sua guida determinata e per le azioni che ha intrapreso".
Bbc: “Il rilascio di Barghouti fuori dall’accordo”
Israele ha respinto l'inclusione di Marwan Barghouti nell'accordo di scambio dei prigionieri, nonostante l'insistenza di Hamas sul suo rilascio. Lo riporta la Bbc citando un alto funzionario palestinese.
I familiari degli ostaggi ringraziano Trump
Donald Trump ha condiviso su Truth un video inviatogli da alcuni familiari degli ostaggi. "Il presidente ce l'ha fatta, ha annunciato che i nostri cari stanno tornando a casa", dicono le famiglie del video ringraziando Trump. "Non smetteremo di combattere finché non tornerà l'ultimo dei 48 ostaggi", dicono ancora i parenti tra i quali Lavi-Miran, moglie dell'ostaggio Omri Miran, e Yotam Cohen, fratello del soldato catturato Nimrod Cohen.
Israele in cambio degli ostaggi rilascerà duemila detenuti
Hamas fa sapere che “l'accordo raggiunto con Israele prevede la liberazione di duemila detenuti palestinesi in cambio del rilascio degli ostaggi vivi ancora prigionieri. Lo scambio dovrà avvenire entro 72 ore dall'attuazione dell'accordo”.
Trump in Medio Oriente la prossima settimana
Una fonte israeliana a conoscenza dei dettagli dell'accordo tra Israele e Hamas ha affermato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe visitare il Paese all'inizio della prossima settimana e parlare alla Knesset. Questo dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha parlato con lui e lo ha invitato a visitare Israele.
Hamas: “Si costringa Israele a rispettare l’accordo”
Hamas ha affermato in una dichiarazione che l'accordo prevede "la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell'occupazione, l'ingresso di aiuti e uno scambio di prigionieri". Hamas ringrazia poi tutti i mediatori coinvolti: Qatar, Egitto e Turchia. "Apprezziamo anche gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che mira a porre fine definitivamente alla guerra e a un ritiro completo dell'occupazione dalla Striscia di Gaza", si legge nella dichiarazione. Hamas ha inoltre esortato i mediatori a costringere Israele "ad attuare pienamente i requisiti dell'accordo e a non permettergli di eludere o ritardare l'attuazione di quanto concordato".
A Gaza si festeggia per strada
I media israeliani riferiscono che gli abitanti di Gaza stanno festeggiando per le strade della Striscia dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Israele e Hamas hanno concordato la prima fasedel piano di cessate il fuoco.
L’Idf si ritirerà da gran parte della Striscia
Secondo funzionari israeliani, citati da Haaretz, "le mappe del ritiro sono state aggiornate e Israele si ritirerà dalla maggior parte delle città, tranne Rafah". Le forze israeliane, secondo quanto riferito, si ritireranno completamente anche da Gaza City.
Netanyahu: “Riporteremo a casa tutti gli ostaggi”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che Israele riporterà a casa tutti gli ostaggi tenuti da Hamas a Gaza, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i mediatori hanno riferito di un accordo per porre fine alla guerra di Gaza. "Con l'aiuto di Dio li riporteremo tutti a casa", ha affermato l'ufficio di Netanyahu in una breve dichiarazione.
Ancora Trump: “Giornata storica”
Trump, sempre via Truth, ha voluto ringraziare tutti i protagonisti della trattativa: "Tutte le parti saranno trattate equamente! Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d'America, e ringraziamo i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. Benedetti gli operatori di pace!".
Tv israeliane: “Alle 11 la firma dell’accordo di pace”
L'accordo sul rilascio di tutti gli ostaggi e la fine della guerra a Gaza sarà firmato giovedì alle 12, (le 11 in Italia). Lo riferiscono le tv israeliane.
L’accordo: gli ostaggi saranno rilasciati sabato
Iniziano a trapelare i punti dell’intesa. Israele lascerà tutte le città della Striscia tranne Rafah e gli ostaggi saranno liberati sabato
Trump: “Accordo raggiunto, presto ostaggi liberi”
L’annuncio di Trump su Truth: "Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi firmato la prima fase del nostro piano di pace. Ciò significa che tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte e duratura. È una giornata storica".
Media: annuncio accordo su Gaza è imminente
Le questioni più importanti nei negoziati su Gaza sono state risolte e ciò che resta da definire è solo una questione procedurale, secondo quanto riferito al Times of Israel da due fonti informate sui negoziati in Egitto. Secondo quanto affermano le fonti, l'annuncio dell'accordo è imminente.
Famiglie degli ostaggi aspettano con ansia l’annuncio di Trump
Le famiglie degli ostaggi tenuti a Gaza attendono con ansia l'atteso post sui social media del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in cui dichiara un accordo per porre fine alla guerra tra Israele e Hamas.
"È impossibile respirare", twitta Yotam Cohen, fratello del soldato preso in ostaggio Nimrod Cohen. Ditza Or, la madre del prigioniero Avinatan Or, condivide una citazione dal Libro di Isaia sull'"annuncio della pace, l'annuncio della buona novella, l'annuncio della salvezza". Lo riporta il Times of Israel.
Media: Hamas ha accettato accordo, la firma in Egitto giovedì
Fonti della "resistenza palestinese" hanno riferito al canale televisivo al-Mayadeen, affiliato a Hezbollah, che Hamas ha accettato un accordo di cessate il fuoco a Gaza, aggiungendo che sarà firmato giovedì in Egitto. Lo riporta il Times of Israel.
Axios: un accordo su Gaza forse già stasera
Un funzionario israeliano ha affermato che un accordo su Gaza potrebbe essere raggiunto già stasera: lo scrive il giornalista di Axios Barak Ravid.
Trump si prepara ad annunciare accordo tregua Gaza
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si sta preparando ad annunciare il raggiungimento di un accordo per una tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi sul suo social network Truth Social. E' quanto emerge da un biglietto consegnatogli dal segretario di Stato, Marco Rubio, e fotografato da Afp. L'accordo è "molto vicino", si legge nella nota manoscritta, "abbiamo bisogno che tu approvi rapidamente un annuncio su Truth Social in modo che tu possa essere il primo ad annunciare l'accordo".
Media: “Trump approva post per l' annuncio sull'accordo a Gaza”
Nel biglietto che Marco Rubio ha passato al presidente Usa si chiedeva a Donald Trump di approvare il post su Truth Social sull'accordo a Gaza "così potrai annunciare l'accordo per primo". Lo riporta Ap pubblicando il foglio della nota passata da Rubio con scritto in cima 'molto vicino'. Il presidente ha risposto ok e poi ha chiuso la tavola rotonda.
Trump riceve biglietto Rubio e lascia conferenza stampa
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lasciato la conferenza stampa in corso alla Casa Bianca dopo aver ricevuto un biglietto del segretario di Stato, Marco Rubio, che gli chiedeva di approvare un post da pubblicare sulle reti sociali in merito al raggiungimento di un accordo tra Israele e Hamas. "Ho appena ricevuto una nota dal segretario di Stato che mi dice che siamo molto vicini a un accordo in Medio Oriente e avranno bisogno di me abbastanza presto", si è congedato Trump dai cronisti, "devo andare ora per provare a risolvere i problemi in Medio Oriente". Sul biglietto di Rubio, a quanto testimoniano i cronisti presenti, c'era scritto: "C'è bisogno che approviate presto un post su Truth Social così che possiate annunciare l'accordo per primi".