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Il debutto di Luca Zidane in Algeria: la felicità nel Paese sempre più in crisi con la Francia

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Orgoglioso delle sue origini algerine, il figlio di Zinédine è stato accolto con entusiasmo dagli algerini, mentre i rapporti con Parigi si fanno sempre più tesi dopo che nell’estate 2024 ha riconosciuto la sovranità marocchina per il Sahara Occidentale
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TUNISI – Alla fine, Luca Zidane (figlio di tanto padre, Zinédine) giovedì sera è rimasto in panchina durante la partita tra l’Algeria, di cui è ormai portiere titolare, e la Somalia (vinta dalle “Volpi del deserto”, come chiamano la squadra maghrebina, per 3 a 0). Ma avrà altre occasioni di scendere in campo, eccome, perché per gli algerini si apre una stagione intensa: un ultimo incontro con l’Uganda, il 14 ottobre, nel girone di qualificazione per i prossimi Mondiali (per i quali sono ormai matematicamente qualificati: è la prima volta dopo dodici anni!). Poi, la Coppa delle nazioni africane, che si terrà in Marocco dal 21 dicembre al 9 gennaio. E, infine, la prospettiva della Coppa del mondo negli Usa, in Messico e Canada dall’11 giugno al 19 luglio.

Ma com’è finito il figlio di Zidane in Algeria? Luca ha la nazionalità francese grazie al padre e quella spagnola per la madre (Véronique, nata in Francia, ma da due emigranti spagnoli). Però, ha pure il passaporto dell’Algeria, da do…

TUNISI – Alla fine, Luca Zidane (figlio di tanto padre, Zinédine) giovedì sera è rimasto in panchina durante la partita tra l’Algeria, di cui è ormai portiere titolare, e la Somalia (vinta dalle “Volpi del deserto”, come chiamano la squadra maghrebina, per 3 a 0). Ma avrà altre occasioni di scendere in campo, eccome, perché per gli algerini si apre una stagione intensa: un ultimo incontro con l’Uganda, il 14 ottobre, nel girone di qualificazione per i prossimi Mondiali (per i quali sono ormai matematicamente qualificati: è la prima volta dopo dodici anni!). Poi, la Coppa delle nazioni africane, che si terrà in Marocco dal 21 dicembre al 9 gennaio. E, infine, la prospettiva della Coppa del mondo negli Usa, in Messico e Canada dall’11 giugno al 19 luglio.

Ma com’è finito il figlio di Zidane in Algeria? Luca ha la nazionalità francese grazie al padre e quella spagnola per la madre (Véronique, nata in Francia, ma da due emigranti spagnoli). Però, ha pure il passaporto dell’Algeria, da dove proviene l’amato nonno Smail, che oggi ha 90 anni, ma 72 anni fa, ancora ai tempi della colonia francese, abbandonò il proprio (e misero) villaggio, perso nelle montagne della Cabilia, la regione dei berberi, per migliorare le proprie condizioni di vita a Parigi. Il figlio Zidane nascerà anni dopo a Marsiglia, dove la famiglia si era trasferita. Insomma, Luca è anche algerino. E, calciatore come il padre (e come i tre fratelli), pur avendo giocato per le nazionali giovanili francesi (Under 16, 17 e 20), ha deciso di optare per Algeri.

Arriviamo subito al sodo: se Luca ha preso questa decisione è con una quasi certezza perché mai sarebbe stato convocato dalla nazionale francese per i prossimi Mondiali. A 27 anni portiere del Grenada, squadra della seconda divisione spagnola, non sarebbe stato all’altezza. Con la squadra degli avi, invece, sì. E lunedì scorso, quando è arrivato all’aeroporto internazionale di Algeri, è stato accolto da una miriade di nuovi fans, che volevano un selfie con lui.

Luca ha lo stesso sguardo penetrante del padre e la stessa timidezza. Ma ha avuto la forza di dire: “Sono molto felice di essere qui. Mi rende fiero e darò tutto al cento per cento per rendere orgoglioso il popolo algerino. Tutta la mia famiglia è orgogliosa di me e sostiene la mia scelta. Mio nonno è così felice che io sia in Algeria”. Erano le parole che volevano ascoltare gli algerini, assai nazionalisti e fieri pure loro (basta leggere i media locali) di essersi “accaparrati” il proprio Zidane. E che uno Zidane li abbia preferiti ai francesi…

Anche perché le relazioni tra Algeri e Parigi, storicamente difficili, sono oggi più che pessime, da quando la Francia, nell’estate 2024, ha riconosciuto la sovranità marocchina (sulla base di un piano di autonomia della regione) per il Sahara Occidentale, dove le rivendicazioni dei saharawi sono appoggiate da sempre dagli algerini. I due paesi hanno richiamato i rispettivi ambasciatori.

Poi, a peggiorare le cose, è stato l’arresto dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, anziano e malato, condannato a cinque anni di carcere per “attentato all’unità nazionale”. I giocatori di calcio, ovviamente, non fanno politica, ma Luca (e il padre, che ha sempre rivendicato il suo legame incondizionato con l’Algeria) tutte queste cose le sanno benissimo. Anche il fatto che l’Algeria è una dittatura in mano ai militari, di quelle serie e a tratti terribile.

Ritorniamo a Luca. È nato appena due mesi prima la finale della Coppa del mondo del 1998, dove Zidane portò la Francia alla vittoria (e otto anni prima della famosa testata contro Marco Materazzi, nella finale ai mondiali di calcio in Germania, vinta dall’Italia). Dal 2001 Zinédine era già attaccante del Real Madrid. Luca, che ha studiato alla scuola francese di Madrid, ha vissuto la sua vita praticamente in Spagna (parla, comunque, un francese perfetto, con l’accento di Marsiglia, esattamente come papà).

Entrò nel centro di formazione del Real Madrid a sei anni. Corteggiato dalle nazionali giovanili della Spagna e della Francia, scelse la seconda. Si fece notare nel 2015 al momento dell’Euro under 17. Nella semifinale contro il Belgio non riuscì a fermare una panenka (un rigore dalla traiettoria lenta e arcuata, dopo l’iniziale tocco leggero sotto la palla) ma parò altri tre rigori e la Francia poté qualificarsi per la finale e vincerla. Il 19 maggio 2018 giocò la sua prima partita con il Real Madrid, di cui il padre era allenatore, ma già l’anno successivo fu dato in prestito al Racing Santander, seconda divisione. Poi passò al Rayo Vallecano e dal 2022 al Grenada: ha giocato solo nella serie B spagnola. Oggi vuole rilanciarsi (e rincorrere la fama del padre) in Algeria.

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