WASHINGTON – A sigillare l’accordo per Gaza è stato un faccia a faccia tra gli inviati americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, e la delegazione di Hamas guidata da Khalil al Hayya, che gli israeliani avevano cercato di ammazzare nel raid di Doha. Questa notizia di Axios non è solo colore, ma dimostra l’approccio pragmatico e irrituale scelto da Trump pur di arrivare all’intesa.
Hamas era restio ad accettare l’intesa temendo che, una volta restituiti gli ostaggi, Israele avrebbe ripreso la guerra. Per convincerli che Trump non lo avrebbe mai permesso, l’inviato speciale e il genero del presidente si sono seduti con il capo della delegazione di Hamas, Khalil al-Hayya. Il presidente li aveva autorizzati a farlo, se si fosse reso indispensabile, durante il loro incontro nello Studio Ovale prima della partenza.
Verso le undici di mercoledì sera scorso, i mediatori qatarini erano andati nella suite di Witkoff al Four Seasons di Sharm, dicendo che c’era un intoppo. Per firmare Hamas v…
WASHINGTON – A sigillare l’accordo per Gaza è stato un faccia a faccia tra gli inviati americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, e la delegazione di Hamas guidata da Khalil al Hayya, che gli israeliani avevano cercato di ammazzare nel raid di Doha. Questa notizia di Axios non è solo colore, ma dimostra l’approccio pragmatico e irrituale scelto da Trump pur di arrivare all’intesa.
Hamas era restio ad accettare l’intesa temendo che, una volta restituiti gli ostaggi, Israele avrebbe ripreso la guerra. Per convincerli che Trump non lo avrebbe mai permesso, l’inviato speciale e il genero del presidente si sono seduti con il capo della delegazione di Hamas, Khalil al-Hayya. Il presidente li aveva autorizzati a farlo, se si fosse reso indispensabile, durante il loro incontro nello Studio Ovale prima della partenza.
Verso le undici di mercoledì sera scorso, i mediatori qatarini erano andati nella suite di Witkoff al Four Seasons di Sharm, dicendo che c’era un intoppo. Per firmare Hamas voleva la certezza che dopo la liberazione degli ostaggi Netanyahu non avrebbe ripreso la guerra e chiedeva la garanzia di Trump. Perciò serviva un incontro diretto: “Siamo convinti che se li vedi e stringi loro la mano l’accordo ci sarà”, avrebbe detto un alto funzionario del Qatar a Witkoff
Witkoff e Kushner erano andati nella villa dei qatarini con i capi dell’intelligence egiziana e turca. Avevano trovato al Hayya, per un colloquio durato 45 minuti in cui avevano garantito che Trump avrebbe fatto rispettare tutti i 20 punti del suo piano. Pochi minuti dopo l’accordo era fatto.