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Guerra Ucraina - Russia, le news del 15 ottobre

Guerra Ucraina - Russia, le news del 15 ottobre
(reuters)
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Punti chiave

Ucraina, nuove sanzioni del Regno Unito sul petrolio russo

Il governo del Regno Unito ha annunciato una nuova ondata di misure restrittive contro le esportazioni energetiche russe, descrivendole come le "sanzioni più severe" imposte alla Russia. Lo rende noto un comunicato stampa del governo del Regno Unito. La notizia è rilanciata anche dai media ucraini.
Il nuovo elenco di sanzioni comprende 90 persone fisiche e giuridiche, tra cui i giganti petroliferi russi Rosneft e Lukoil, quattro terminal petroliferi in Cina e la compagnia petrolifera indiana Nayara Energy Limited.
Il Regno Unito ha inoltre sanzionato 44 petroliere appartenenti alla flotta ombra russa. Separatamente, Londra ha introdotto sanzioni contro otto navi metaniere di gas naturale liquefatto (GNL) coinvolte nel facilitare le esportazioni russe, nonchè contro un terminale GNL cinese nella città di Beihai.
"Per limitare ulteriormente il flusso di fondi al Cremlino, il Regno Unito ha annunciato oggi che vieterà le importazioni di prodotti petroliferi raffinati in Paesi terzi a partire da petrolio greggio di origine russa" si legge nel comunicato.

Lituania: “La Nato garantisca sicurezza spazio aereo di confine”

"Il numero crescente di incursioni di droni e aerei russi nello spazio aereo della Nato dimostra che dobbiamo passare da una missione di polizia aerea alla difesa aerea, neutralizzando i droni e ogni altra minaccia aerea, rafforzando le capacità di difesa aerea e garantendo la presenza continua della Nato in prima linea. Solo questa risposta può contenere la Russia". Lo ha affermato oggi la ministra della Difesa lituana, Dovile Sakaliene, nel corso del vertice dei ministri della Difesa della Nato. Sakaliene ha anche ribadito la convinzione che solo un sostanziale aumento della spesa militare dei Paesi europei potrà far da viatico a una maggior sicurezza del continente. La ministra lituana ha a tal proposito sottolineato come la Nato rappresenti un canale privilegiato per coordinare la domanda alleata, permettendo la condivisione di buone pratiche e aiutando a ridurre gli ostacoli alla cooperazione.

Finlandia: “La difesa aerea è il fulcro, la minaccia della Russia durerà”

"Ogni Stato membro deve ora avere un senso di urgenza e agire rapidamente perché la minaccia russa è una minaccia a lungo termine. E dopo la pace in Ucraina, la minaccia aumenterà". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen, sottolineando la necessità di "finanziamenti per tutti i paesi europei, soprattutto per i paesi del fianco orientale".
"La difesa aerea e missilistica integrata, comprese le misure di contrasto ai droni - ha aggiunto - deve essere in un certo senso il fulcro principale delle misure di politica di difesa dell'Ue". Il ministro si è quindi soffermato sul tema del sostegno finanziario all'Ucraina, affermando che serve "molto più sostegno". "I paesi europei - ha spiegato - devono compensare i finanziamenti statunitensi. La buona notizia è che gli Stati Uniti stanno ancora fornendo sistemi d'arma critici, ma abbiamo bisogno di una riflessione globale a livello europeo" su come l'Europa si sta assumendo l'onere" e "su quale sia il tipo di soluzione sostenibile per il finanziamento complessivo dell'Ucraina".

Belgio: “Fra due 2 settimane nostro programma anti-droni”

"Entro due settimane presenterò al Parlamento e al governo il programma anti-droni per il Belgio, con i sistemi di rilevamento e altri sistemi anti-droni. Dobbiamo assolutamente intensificare la nostra difesa". Lo ha dichiarato il ministro della difesa del Belgio, Theo Francken, al suo arrivo alla cena dei ministri della Difesa Ue.

Lettonia: “Serve tempo per muro droni, ma test già da 2026”

"Potrebbe volerci del tempo per mettere insieme l'intero sistema" ma "sono assolutamente certo che in tempi piuttosto brevi potremo iniziare a testare" il nuovo sistema di rilevamento dei droni. "A partire dal prossimo anno potremo iniziare a produrre e mettere insieme questi elementi". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa lettone Andris Spruds.
"Dovremmo procedere molto rapidamente, non c'è tempo perché vediamo la violazione del nostro spazio aereo" ha aggiunto, sottolineando inoltre la necessità di "intensificare anche la cooperazione con l'Ucraina, aiutandola e imparando dall'Ucraina, cooperando reciprocamente con l'Ucraina"

Zelensky istituisce amministrazione militare a Odessa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha posto Odessa sotto amministrazione militare dopo aver revocato ieri la cittadinanza a Gennadiy Trukhanov, sindaco della città da oltre 10 anni, accusato di essere in possesso di passaporto russo. In un decreto emanato oggi, il capo dello Stato ha istituito una nuova amministrazione militare per contrastare l'invasione russa e ha ne ha nominato a capo il generale dei servizi segreti Serhii Lysak, che è stato contemporaneamente sollevato dalla carica di governatore militare della regione di Dnipropetrovsk, ruolo che ricopriva da più di due anni e mezzo.

Trukhanov ha negato l'accusa di detenere il passaporto russo e intende ricorrere contro la decisione di Zelensky. Tuttavia, a causa della perdita della cittadinanza, è stato comunque rimosso dalla carica di sindaco e potrebbe persino essere espulso. "Troppe questioni di sicurezza a Odessa sono rimaste irrisolte per troppo tempo", ha dichiarato Zelensky ieri, aggiungendo che la città ha bisogno di maggiore protezione e sostegno.

I giornalisti investigativi del portale russo The Insider hanno messo in dubbio l'autenticità dei documenti presentati dal servizio di intelligence ucraino Sbu che indicano che Trukhanov è cittadino russo.
La loro verifica del numero di passaporto ha dimostrato che il documento era stato rilasciato cinque anni prima a una donna. Inoltre, la copia pubblicata conteneva un errore nella traslitterazione inglese del suo nome.

Kallas: “Sui droni e difesa non doppione della Nato ma complementari”

"Non stiamo facendo un doppione con la Nato. Il lavoro che sta svolgendo la NATO, in realtà, ci sta completando a vicenda. Qualche tempo fa, ho incontrato anche il comandante militare della NATO, o capo di stato maggiore, e abbiamo discusso, cioè, di cosa può fare l'Europa. L'Europa può aiutare gli Stati membri a realizzare appalti congiunti, progetti di punta, in modo da aiutarli effettivamente a raggiungere i loro obiettivi di capacità. E non fare un doppio lavoro, ma aiutarci a vicenda, coordinandoci a vicenda, su come possiamo farlo. Quindi, aiutare gli Stati membri a raggiungere insieme i loro obiettivi di capacità è il nostro obiettivo". Lo dice l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Esteri Difesa a Bruxelles.

"L'iniziativa sui droni a livello europeo è per gli Stati membri. Voglio dire, cosa dobbiamo fare? I sensori, i droni intercettori. Certo, i piani militari provengono dalla NATO, questo è molto chiaro. Ma l'approvvigionamento deve essere effettuato dagli Stati membri - spiega -. Quindi gli Stati membri devono acquistare queste cose per soddisfare anche gli obiettivi di capacità della NATO, il che significa che queste sono le esigenze presenti, che sono state identificate anche dalla NATO, insieme, anche con l'esperienza dell'Ucraina. Ma l'approvvigionamento deve essere effettuato dagli Stati membri, ed è in questo che stiamo cercando di aiutarli", ribadisce.

Kallas: “Piani militari sul muro di droni provengono dalla Nato ma gli acquisti dall’Ue”

Sul muro dei droni "i piani militari provengono dalla Nato, questo è molto chiaro, ma l'approvvigionamento deve essere effettuato dagli Stati membri.
Quindi gli Stati membri devono acquistare questi dispositivi per soddisfare anche gli obiettivi di capacità della Nato". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla cena dei ministri della Difesa dell'Ue. "Quindi, queste sono le esigenze che ci sono, che sono state identificate anche dalla Nato, insieme all'esperienza dell'Ucraina. Ma l'approvvigionamento deve essere effettuato dagli Stati membri, ed è questo che stiamo cercando di fare per aiutarli", ha spiegato.

Kallas: “Il muro di droni non riguarda più solo il fianco orientale”

"Quando abbiamo parlato per la prima volta del muro dei droni, si parlava del fianco orientale, ma poi anche gli altri Stati membri hanno affermato che i droni potevano provenire anche dalle navi, per esempio. Quindi rappresentavano un rischio anche per il sud degli Stati membri.
Quindi ora stiamo effettivamente parlando di tutta Europa per quanto riguarda la difesa dai droni, e questa è sicuramente l'innovazione su cui dobbiamo lavorare per capire come possiamo difendere l'Europa dagli attacchi dei droni provenienti dai nostri avversari". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla cena dei ministri della Difesa Ue.

Dombrovskis: “Profitti da asset russi congelati servono per la ricostruzione”

I profitti generati dagli asset russi congelati nel quadro delle sanzioni contro la Russia devono servire a finanziare la ricostruzione dell'Ucraina. E' la posizione ribadita dal commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, in un'intervista all'Afp, prima di una riunione dei ministri delle Finanze del G7 a Washington, durante la quale cercherà di convincere i suoi partner. "Noi prepariamo una legge di riparazione a livello europeo che ci permetta di utilizzare le entrate generate dagli attivi russi congelati - ha spiegato - Noi incoraggiamo i nostri partner a vedere quello che possono fare dal canto loro con gli attivi presenti sul loro territorio".

Zelensky: “Incontro con Trump può avvicinare fine guerra”

L'incontro alla Casa Bianca con Donald Trump "può davvero avvicinare la fine della guerra. Gli Stati Uniti hanno la capacità di esercitare un'influenza globale di questo livello, e stiamo facendo tutto il possibile perché il resto del mondo sia al nostro fianco in questo impegno". Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "In questo momento la nostra delegazione si trova già a Washington, dove ha iniziato gli incontri preparatori al proprio livello", ha spiegato. "Stanno gettando le basi per il colloquio con il presidente degli Stati Uniti, ma anche per i contatti con le aziende americane della difesa, in particolare i produttori di sistemi di difesa aerea, e con i rappresentanti del settore energetico", ha aggiunto.

Berlino si offre di guidare il progetto Ue di Scudo Aereo

"Nei prossimi anni, secondo i piani di bilancio, la Germania investirà 10 miliardi in droni di ogni tipo, di attacco e di difesa, a tutte le altitudini. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen presenterà stasera i progetti prioritari dell'Ue e formulerà le sue proposte: la Germania si offre di assumere la guida del progetto Air Defence Shield". Lo ha detto il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. "Il comportamento ibrido di Putin sarà sempre più aggressivo. Non dobbiamo allentare la guardia nel rafforzamento della nostra capacità di difesa".

Pistorius: “Finanzieremo con 400 milioni di euro la produzione di droni a lungo raggio”

La Germania destinerà 400 milioni di euro al sostegno della produzione di droni a lungo raggio ucraini, già impiegati con successo per colpire obiettivi in profondità nel territorio russo. Lo ha annunciato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius parlando in conferenza stampa a Bruxelles al termine della riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina. "La Germania fornisce 400 milioni di euro per l'acquisto di droni a lungo raggio. Questo aiuta l'Ucraina a colpire le infrastrutture logistiche russe oltre la linea del fronte. Stiamo vedendo alcuni risultati positivi", ha dichiarato Pistorius, sottolineando che per Vladimir Putin "sta diventando sempre più difficile in patria presentare questa guerra come un successo".

Il ministro ha ricordato che Berlino sosterrà Kiev nel 2025 con circa nove miliardi di euro complessivi, di cui due miliardi destinati a un nuovo pacchetto di aiuti militari comprendente sistemi di difesa missilistica, radar di ultima generazione e munizioni. "Partecipiamo naturalmente anche all'iniziativa Purl con un investimento di 500 milioni di dollari", ha aggiunto Pistorius, ribadendo che il rafforzamento della difesa aerea ucraina resterà "una priorità assoluta", insieme a nuovi investimenti nelle misure di contrasto ai droni.

Bloomberg: “Al G7 la stretta cinese su terre rare e il pressing su Mosca”

I ministri delle finanze del G7 valuteranno una risposta congiunta per scoraggiare la Cina nel procedere alla stretta sulle terre rare. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti. La riunione si terrà a margine dei lavori del Fmi e saranno valutate anche misure per aumentare la pressione sulla Russia, in particolare l'espansione dell'uso degli asset russi congelati per aiutare l'Europa.

Zelensky: “Abbiamo fatto i compiti a casa in vista dell’incontro con Trump”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev ha "fatto i propri compiti a casa" in preparazione dell'incontro con il presidente statunitense Donald Trump, previsto per venerdì alla Casa Bianca. Nel suo consueto messaggio serale al Paese, Zelensky ha spiegato che "sia gli aspetti militari che quelli economici dei colloqui sono stati completati".

"Tutti i dettagli sono pronti. L'agenda del nostro incontro con il presidente americano è molto sostanziale, e ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando - ha affermato Zelensky - Questo incontro può davvero avvicinare la fine della guerra: sono proprio gli Stati Uniti ad avere la possibilità di esercitare un impatto globale, e stiamo facendo di tutto affinché anche gli altri Paesi del mondo siano dalla nostra parte in questo sforzo". Zelensky ha aggiunto che la delegazione già a Washington, guidata dalla premier Yulia Svyrydenko, ha "iniziato incontri al proprio livello" e sta lavorando con aziende statunitensi dei settori della difesa e dell'energia.

Lavrov: “Tomahawk a Kiev causeranno danni alle relazioni Russia-Usa”

La decisione di fornire missili Tomahawk a Kiev causerà enormi danni alle relazioni tra Mosca e Washington. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un'intervista al quotidiano economico Kommersant. "Sì, ci sono state dichiarazioni sui Tomahawk, ma in questa serie di dichiarazioni sulle potenziali forniture di Tomahawk il presidente Donald Trump ha menzionato, tra gli altri commenti, che non vuole alcuna escalation.
Ha ammesso che si tratterebbe di un'escalation, per di più molto grave. In questo caso, l'Ucraina non avrà più nulla a che fare con questo. Questo causerà semplicemente un danno colossale alle prospettive di normalizzazione delle relazioni tra Russia e Stati Uniti e agli sforzi per uscire dal completo vicolo cieco in cui queste relazioni sono state spinte dall'amministrazione di Joe Biden", ha dichiarato Lavrov.

Trump ha ripetutamente sottolineato che questa è la guerra di Biden, mentre lui vuole risolvere il conflitto in Ucraina, ha aggiunto il ministro. "In primo luogo, perché non gli piace che le persone vengano uccise. Questo è comprensibile. In secondo luogo, perché questa guerra che ha ereditato come un'eredità indesiderata, questa guerra artificialmente messa al primo posto nell'agenda internazionale dai funzionari dell'amministrazione Biden e dai loro adulatori europei, è un ostacolo. Ecco perché se ne occupa, per salvare vite umane e per creare opportunità di piena cooperazione con la Russia. Un'altra cosa è comprensibile, la lotta per la pace e per le vite umane è un compito nobile".

Lavrov: “Attendiamo una risposta Usa dopo il vertice in Alaska”

Mosca attende le risposte di Washington dopo il vertice in Alaska. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. "Ci aspettiamo ancora una risposta concreta ai risultati dei negoziati in Alaska", ha detto in un'intervista al quotidiano economico Kommersant, assicurando che "ci impegniamo a rispettarli". La Russia è pronta in qualsiasi momento a discutere questioni specifiche con gli Stati Uniti a vari livelli, compreso quello presidenziale, ha aggiunto Lavrov.

Il vertice, tenutosi il 15 agosto in una base militare vicino ad Anchorage, in Alaska, ha visto la partecipazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del presidente russo Vladimir Putin, che si sono incontrati per circa tre ore

Shmyhal: “Continueremo gli attacchi alle raffinerie russe”

"Stimiamo di aver distrutto il 20% delle raffinerie in territorio russo, portando a un deficit importante di gas e gasolina. Continueremo queste operazioni in profondità nel territorio russo, dirette alle raffinerie e alle infrastrutture militari che supportano economicamente e da un punto di vista logistico la guerra in Ucraina". Lo ha affermato il ministro della Difesa ucraino, Denys Shmyhal, intervenuto al termine del vertice Ramstein a Bruxelles.

Mosca: “Il processo Alaska non è concluso, aspettiamo la risposta Usa”

Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle potenziali forniture di missili Tomahawk all'Ucraina non hanno nulla a che fare con le discussioni sull'Ucraina svoltesi durante il vertice russo-statunitense in Alaska, ha affermato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. "Nessuna delle dichiarazioni sui Tomahawk ha nulla a che fare con quanto discusso concettualmente in Alaska. O meglio, direi concettualmente e praticamente", ha dichiarato Lavrov in un'intervista al quotidiano Kommersant.
Mosca si aspetta attualmente la risposta di Washington in seguito ai colloqui di Anchorage tra Trump e Putin, ha affermato. Il presidente russo Vladimir Putin ha portato in Alaska "una risposta alle proposte presentate dall'inviato presidenziale speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff a Mosca un paio di settimane prima", ha aggiunto. Il presidente russo "si è preso del tempo per riflettere in quel momento e ha dichiarato in Alaska di essere pronto ad accettare il concetto proposto da Witkoff, perchè riflette la comprensione delle cause profonde e mira a eliminarle", ha affermato Lavrov.
"Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che deve consultarsi a Washington. Stiamo aspettando una risposta", ha aggiunto Lavrov. "Il processo in Alaska non è finito", ha concluso.

Healey: “Putin osserva ciò che facciamo, la Nato reagirà se minacciata”

Il segretario alla Difesa britannico John Healey ha avvertito che il sostegno della Nato all'Ucraina "deve pareggiare l'escalation di Putin", e il Regno Unito "sta aumentando la pressione su Mosca, sia sul piano militare che economico". Parlando a Bruxelles al termine della riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza, Healey ha ricordato che Londra "sta spendendo più che mai in aiuti militari per Kiev" e che "negli ultimi sei mesi ha consegnato 85.000 droni all'Ucraina".

Il ministro ha inoltre annunciato 92 nuove sanzioni contro la Russia, mirate al "settore energetico, le compagnie petrolifere e la catena di approvvigionamento militare". "Un'Europa sicura ha bisogno di un'Ucraina forte", ha affermato, avvertendo però che "l'aggressione di Putin non si limita all'Ucraina: ci sono state incursioni di droni in Polonia, violazioni dello spazio aereo estone e interferenze elettorali in Moldova". "Deliberate o meno, Putin osserva ciò che facciamo - il monito di Healey - Non deve avere dubbi: se la Nato sarà minacciata, noi reagiremo. E resteremo al fianco dell'Ucraina finché sarà necessario".

Germania: “Pacchetto di oltre 2 miliardi di aiuti per l’Ucraina”

La Germania "sta attualmente preparando un pacchetto da oltre 2 miliardi di euro" di aiuti militari all'Ucraina, che "includerà sistemi di difesa aerea, complessi radar, tecnologie e munizioni". Lo ha annunciato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius al termine della riunione dei ministri della Difesa della Nato a Bruxelles.

Monito di Mosca sui Tomahawk: “Contiamo nel buon senso degli Usa”

La possibile consegna di missili Tomahawk da parte di Washington all'Ucraina comporterò una pericolosa escalation nelle relazioni tra Russia e Stati Uniti e sposterà la situazione su un altro terreno, ha ammonito il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. "Non abbiamo richiesto un incontro per convincere l'amministrazione statunitense che si tratta di un passo molto pericoloso. Partiamo dal presupposto che ci siano persone intelligenti ed esperte che capiscono tutto perfettamente, perché questo sposterà la situazione su un terreno completamente diverso", ha dichiarato in un'intervista al quotidiano Kommersant, rispondendo, in particolare, alla domanda se Mosca sia in grado di convincere l'attuale amministrazione statunitense ad abbandonare l'idea di fornire i missili a lungo raggio che chiede Kiev.
"Nessuno degli esperti nega che solo il personale militare del Paese produttore possa controllare tali sistemi. Oltre a trasformare la 'guerra' di Joe Biden nella 'guerra' di Donald Trump, cio' comporterebbe anche una pericolosa escalation delle relazioni tra Russia e Stati Uniti. Non ho dubbi che lo capiscano", ha affermato Lavrov.

Hesgeth: “Se non finisce la guerra, pesanti misure Usa contro Mosca”

“Ora è il momento di porre fine a questa tragica guerra, fermare l'inutile spargimento di sangue e sedersi al tavolo della pace. Ora, se questa guerra non finisce, se non c'è una via per la pace a breve termine, allora gli Stati Uniti, insieme ai nostri alleati, adotteranno le misure necessarie per imporre alla Russia i costi della sua continua aggressione. Se dobbiamo fare questo passo, il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti e' pronto a fare la sua parte in modi che solo gli Stati Uniti possono fare". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa Pete Hegseth, nel suo intervento alla riunione del Gruppo di contatto per l'Ucraina.

Il Regno Unito sanziona i colossi russi del petrolio Rosneft e Lukoil

Il Regno Unito ha annunciato sanzioni contro due giganti petroliferi russi Rosneft e Lukoil, e contro una cinquantina di navi sospettate di appartenere alla 'flotta fantasma' utilizzata dalla Russia per esportare il proprio petrolio. Lukoil e Rosneft sono i due maggiori produttori di petrolio russi, che esportano insieme circa 3,1 milioni di barili al giorno, sottolinea il governo britannico in un comunicato. Da sola, Rosneft rappresenta la meta' della produzione petrolifera della Russia. 'Stiamo inviando un segnale chiaro alla Russia', ha dichiarato la ministra delle Finanze Rachel Reeves. 'Mentre l'aggressione del presidente russo Vladimir Putin si intensifica, aumentiamo la nostra risposta. Il Regno Unito continuera' a privarlo dei finanziamenti che alimentano la sua macchina da guerra', ha aggiunto. Oltre a questi due gruppi, le sanzioni colpiscono anche quattro terminal di gas naturale liquefatto e di petrolio in Cina, poiche' Pechino importa massicciamente idrocarburi provenienti dalla Russia. Londra inoltre vietera' le importazioni di prodotti petroliferi raffinati in Paesi terzi a partire dal greggio russo.

Parolin: “Spero che Trump trovi una via d’uscita per l’Ucraina”

"Attualmente non si vedono degli elementi concreti" per la pace in Ucraina. "Spero che, avendo chiuso il capitolo Gaza, perché in un certo senso è chiuso" il presidente Usa Donald Trump "possa dedicarsi anche maggiormente al tema Ucraina e quindi possa impegnarsi maggiormente a cercare una via di uscita alla guerra. Tentativi ne sono stati fatti tanti, a partire dall'incontro in Alaska con il Presidente Putin eccetera. E finora non hanno dato i risultati sperati. Però rimane sempre che l'America ha un ruolo importante in tutte queste vicende". Lo ha detto il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin parlando di un possibile ruolo di Donald Trump sull'Ucraina, a margine del Premio Ambasciatori.

Hegseth: “Solo Trump sa forgiare la pace, la guerra finirà sotto la sua presidenza”

"Faremo finire la guerra in Ucraina. La guerra deve finire. Come gli abbiamo visto fare a Gaza e in Medio Oriente, il presidente Trump sa come forgiare la pace e creare opportunità in situazioni e scenari dove la pace sembra lontana". Lo ha affermato il capo del Pentagono, Pete Hegseth, parlando in apertura del vertice Ramstein a Bruxelles. "Solo Trump ha la capacità di fare ciò - ha aggiunto - Questa guerra non è iniziata sotto la sua presidenza, ma finirà sotto la sua presidenza".

Kiev: “Pronti a coordinarci con l’Ue sul muro di droni”

Il ministro della Difesa ucraino, Denys Shmyhal ha incontrato a Bruxelles i commissari alla Difesa e all'Allargamento Andrius Kubilius e Marta Kos.
"Abbiamo discusso del proseguimento dei finanziamenti dell'Ue per la difesa dell'Ucraina e del coinvolgimento dell'Ucraina nell'iniziativa Safe per rafforzare l'industria europea della difesa. Abbiamo anche esplorato l'uso dei beni russi congelati per istituire un prestito di riparazione, che dovrebbe servire come continuazione dell'attuale assistenza macrofinanziaria dell'Ue", scrive Shmyhal su X. "I beni dell'aggressore devono servire a rafforzare la difesa dell'Ucraina e la sicurezza dell'Europa. L'Ucraina è pronta a coordinarsi con i partner sull'iniziativa europea "Drone Wall" e a integrare le nostre comprovate tecnologie da campo di battaglia. L'integrazione europea rimane la pietra angolare della sicurezza dell'Ucraina. Siamo grati alla Commissione europea per il suo costante sostegno, dialogo e partnership", conclude.

Hegseth: “Tutti gli alleati aiutino Kiev, senza gli scrocconi”

"Un meccanismo fondamentale per raggiungere la pace in Ucraina è l'elenco delle priorità della Nato per l'Ucraina o l'iniziativa di finanziamento Purl. Si tratta di un processo rigoroso che finora si è dimostrato efficace. Gli alleati affermano spesso che la sicurezza dell'Ucraina è sinonimo di sicurezza europea. Ebbene, è giunto il momento che tutti i paesi della Nato traducano le parole in azioni concrete sotto forma di investimenti: tutti i Paesi seduti a questo tavolo, senza scrocconi". Lo ha detto il segretario della Guerra Usa Pete Hegseth rivolgendosi al Gruppo di contatto guidato da Londra e Berlino. (

Rutte: “Il nostro sostegno a Kiev è cruciale e continuerà senza sosta”

Il Segretario Generale della Nato Mark Rutte - intervenendo in conferenza stampa al termine del vertice dei ministri della Difesa a Bruxelles - ha ribadito l'impegno dell'Alleanza Atlantica a sostenere Kiev, sottolineando che "fornire all'Ucraina le armi statunitensi di cui ha davvero bisogno per proteggere il suo popolo è fondamentale". "Giorno dopo giorno, notte dopo notte, la Russia continua a colpire l'Ucraina, prendendo di mira la popolazione civile e le infrastrutture, comprese quelle energetiche, mentre l'inverno si avvicina e milioni di persone restano senza riscaldamento, luce e acqua - ha dichiarato Rutte - Il nostro sostegno all'Ucraina è cruciale e continuerà senza sosta".

Rutte: “Se gli aerei russi sono una minaccia, i nostri militari sanno cosa fare”

"Non abbatteremo un aereo nello spazio aereo della Nato se non rappresenta una minaccia. Ma se rappresenta una minaccia, posso assicurarvi che i nostri militari hanno tutte le autorità necessarie per assicurarsi che quell'aereo non rappresenti più una minaccia immediatamente. E capite cosa intendo. Penso che sia importante e che i russi lo sappiano". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa al termine della riunione ministeriale della Difesa. "Lo facciamo da oltre 50, 60, 70 anni. Sappiamo come farlo. E a meno che non prendiamo i russi troppo sul serio, la domanda potrebbe essere: ma allora, perché spendere di più per la difesa? Perché se hai un dittatore disposto a sacrificare un milione di persone nella guerra in Ucraina, ottenendo solo successi molto incrementali nel Donbass, credo meno dell'1% o dello 0,5% del territorio, se è disposto a farlo, devi essere sicuro di essere ben preparato per quell'uomo se si muove contro la Nato. Non so se lo farebbe, ma se lo facesse, saremmo preparati", ha proseguito. "Quindi lo prendiamo sul serio, ma siamo molto ben addestrati e preparati, ed è per questo che penso che possiamo permetterci di guardare a tutto questo con calma e determinazione", ha evidenziato.

Rutte: “Molto felice per il nuovo incontro tra Trump e Zelensky”

Il Segretario Generale della Nato Mark Rutte si è detto "molto felice" per il prossimo incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump, previsto per venerdì alla Casa Bianca, ma ha evitato di commentare la possibile fornitura di missili da crociera Tomahawk a Kiev. Rispondendo alle domande dei giornalisti a Bruxelles, Rutte ha dichiarato di non voler "entrare in questa discussione, spetta ai singoli alleati decidere". "Siamo molto contenti che l'incontro avvenga - ha sottolineato - Il fatto che il presidente americano e quello ucraino stiano lavorando così strettamente insieme è una cosa molto positiva". "Dobbiamo fare in modo che Putin torni al tavolo, che si avvii un negoziato significativo e che questa terribile guerra possa finalmente finire", ha concluso.

Media: Casa Bianca ottimista sull’accordo di pace in Ucraina

Il presidente Donald Trump è "ottimista" di poter raggiungere la pace in Ucraina sulla scia del successo dello scambio di ostaggi in Medio Oriente. Lo ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca a Politico. Venerdì Trump incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nell'ambito di uno sforzo coordinato di una settimana da parte dei due Paesi per spostare l'attenzione dell'amministrazione dal Medio Oriente alla Russia. I due presidenti discuteranno della richiesta di Kiev di Tomahawk e di altri armamenti e sistemi di difesa aerea aggiuntivi, della resilienza energetica e di una maggiore cooperazione nella produzione di droni, ha dichiarato l'ambasciatore ucraino negli Stati Uniti in una nota. Funzionari statunitensi e ucraini terranno colloqui bilaterali prima dell'incontro alla Casa Bianca. "Abbiamo diverse delegazioni ucraine che lavorano per massimizzare l'impatto dell'incontro dei leader di questo venerdì", ha dichiarato a Politico Olga Stefanishyna, nuova ambasciatrice dell'Ucraina negli Stati Uniti. "Si tratta di un formato di impegno completamente nuovo: le squadre militari sono al lavoro da due settimane, il primo ministro sta collaborando con i partner finanziari per coordinare gli sforzi; le delegazioni economiche ed energetiche si stanno concentrando sulla mitigazione degli effetti degli at

Rutte: “Misure Nato contro i droni amplieranno la capacità di contrasto alle minacce”

Abbiamo discusso del nostro approccio di deterrenza e difesa e di alcune delle modalità con cui stiamo innovando per affrontare nuove e inedite sfide, comprese quelle poste dai droni. Di conseguenza, la Nato implementerà una serie di misure aggiuntive contro i droni che rafforzeranno, amplieranno e accelereranno la nostra capacità di contrastare le minacce terrestri". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa al termine della riunione ministeriale della Difesa. "All'inizio di questo mese, nove alleati si sono riuniti insieme all'Ucraina per supportare la Danimarca nel contrastare potenziali minacce provenienti dai droni. Credo che questo sia un esempio lampante della cooperazione rapida ed efficace resa possibile dalla Nato. Ci baseremo su questo modello nella risposta alle minacce ibride, comprese quelle provenienti dai droni, e continueremo a sviluppare i nostri meccanismi affinché gli alleati possano condividere le loro capacità e competenze nei momenti di necessità", ha aggiunto.

Rutte: “Metà degli alleati Nato ha firmato per armi Usa”

"Grazie ai finanziamenti degli alleati, stiamo fornendo all'Ucraina equipaggiamento statunitense essenziale attraverso la lista dei requisiti prioritari per l'Ucraina (Purl), ovvero stiamo fornendo all'Ucraina le armi statunitensi di cui ha realmente bisogno per proteggere il suo popolo e mantenere la linea del fronte.
Abbiamo iniziato con sei alleati che hanno finanziato i primi pacchetti Purl, e oggi alleati si sono fatti avanti con nuovi contributi. Più della meà degli alleati della Nato ha ora aderito, garantendo questo flusso cruciale di supporto per l'Ucraina". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa al termine della riunione dei ministri della Difesa. "Questo e altro supporto militare diretto all'Ucraina e' vitale per la nostra sicurezza e rientra nell'obiettivo di spesa per la difesa della Nato. Questo sostegno continuerà", ha aggiunto.

Kiev a Trump: “Contro la Russia meno parole, più missili a lungo raggio”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky presenterà una nuova strategia per fare pressione sulla Russia al suo omologo statunitense, Donald Trump, durante il loro incontro alla Casa Bianca venerdì. Questa strategia si concentrerà, tra le altre cose, sul rafforzamento delle capacità di attacco a lungo raggio di Kiev con il trasferimento dei missili Tomahawk statunitensi all'Ucraina. "Meno parole e più capacità di attacco a lungo raggio. Dopo che la Russia ha sabotato il processo diplomatico avviato dal presidente Donald Trump, la Casa Bianca sta cercando una nuova via per la pace", ha scritto il consigliere di Zelensky, Mikhail Podolyak, su X. Podolyak ha aggiunto che la delegazione ucraina, guidata dal capo dell'ufficio presidenziale Andry Yermak e dal primo ministro Yulia Sviridenko, che sta già incontrando negli Stati Uniti i rappresentanti dell'amministrazione Trump, "delineerà una strategia per aumentare il costo della guerra per l'aggressore". La missione della delegazione raggiungerà il suo culmine venerdì con l'incontro di Zelensky con Trump a Washington. "Gli strumenti sono ben noti: missili da crociera, produzione congiunta di droni e difese aeree rinforzate", ha detto Podolyak riferendosi ad alcuni degli argomenti affrontati dalla delegazione ucraina. Il consigliere presidenziale ha anche menzionato esplicitamente gli attacchi alle raffinerie e alle fabbriche militari russe che l'Ucraina lancia quasi quotidianamente per indebolire l'economia e la capacità bellica del nemico. Come recentemente rivelato dal Financial Times, l'amministrazione Trump sta assistendo l'Ucraina in questi attacchi con intelligence e altri elementi necessari per la pianificazione da luglio. Il consigliere di Zelensky ha anche fatto riferimento diretto nel suo messaggio ai missili Tomahawk richiesti da Kiev e che Trump sta valutando di inviare in Ucraina per costringere la Russia a sedersi al tavolo dei negoziati per porre fine alla guerra. "Sì i Tomahawk non sono un'arma universale e presentano limitazioni tecniche. Ma non si tratta di stabilire se qualcosa sia possibile o meno. Si tratta di ciò che ènecessario", ha affermato Podolyak, aggiungendo che l'Ucraina propone "un accordo equo" in cui Kiev "riduce il rischio per l'intero Occidente, l'Europa paga per la propria sicurezza e gli Stati Uniti ne traggono beneficio fornendo armi". Il riferimento è al programma gà in corso, in base al quale gli Stati Uniti stanno nuovamente inviando armi all'Ucraina, finanziate con fondi provenienti da paesi europei.
Kiev spera di includere i missili Tomahawk tra le armi che ricevera' sulla base di questo modello. "Vogliamo la pace, quindi dobbiamo proiettare il nostro potere nel profondo della Russia", ha concluso il consigliere di Zelensky.

Olanda e Belgio acquisternano il sistema norvegese anti-droni della Norvegia

“Sono molto felice di annunciare che firmeremo un accordo con i Paesi Bassi per dotarci di un maggiore sistema di difesa missilistica. Saràil sistema norvegese Nasams, che acquisteremo per proteggere i nostri cieli". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa belga, Theo Francken, al suo arrivo alla riunione ministeriale Difesa della Nato. "Avremo più sistemi anti-drone e di rilevamento il prima possibile. Entro due settimane presenterò al governo il dossier per acquistarne altri e renderli operativi prima di marzo del prossimo anno, quindi sara' tutto molto veloce", ha aggiunto.

Parolin: “In Ucraina non si stanno aprendo prospettive propositive”

'C'è ancora tanto da fare. A mio modesto avviso non si stanno aprendo prospettive propositive''. Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha dato voce ai suoi timori sulla situazione in Ucraina ai margini di un evento a Roma, all'Iss.

Hegseth: “La pace si ottiene attraverso la forza”

Gli impegni" presi all'Aia dagli alleati "saranno presto tradotti in capacità, che è l'aspetto più importante. E una parte di ciò è Purl, l'iniziativa con cui i Paesi europei, attraverso le armi statunitensi trasferite alla Nato per la lotta in Ucraina, portano la pace in quel conflitto. Se c'è una cosa che abbiamo imparato con il presidente Trump, è l'attiva applicazione della pace attraverso la forza". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in un punto stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, prima della ministeriale Difesa alla Nato. "Hai la pace quando sei forte, non quando si usano parole forti o si agita il dito: la si ottiene quando si hanno capacità forti e reali che gli avversari rispettano. E credo che sia ciò che la Nato stia facendo. Credo che sia questo lo scopo dell'iniziativa Purl. Quindi la nostra aspettativa oggi è che più Paesi donino ancora di più, che acquistino ancora di più, per consentire all'Ucraina di giungere a una conclusione pacifica di quel conflitto", ha aggiunto.

Media: la minaccia di Trump dei Tomahawk a Kiev segno della sua frustrazione con Mosca

La minaccia, da parte di Donald Trump, dell'invio all'Ucraina di missili a lungo raggio Tomahawk, che si realizzi o meno, segna comunque la sua crescente frustrazione nei confronti di Vladimir Putin e del suo rifiuto a un compromesso, scrive il New York Times in un editoriale a due giorni dall'arrivo di Volodymir Zelensky alla Casa Bianca proprio per discutere di questo salto in avanti delle forniture, tutt'altro che scontato. Zelensky "vorrebbe avere i Tomahawk. Noi ne abbiamo un sacco", ha affermato Trump che aveva anche detto che "se la guerra non si risolve, possiamo inviare i Tomahawk. E' un'arma incredibile e la Russia non ne ha proprio bisogno". Il dipartimento della Difesa ha già definito i piani per vendere o trasferire i missili con una gittata superiore ai 1.600 chilometri e una velocità molto elevata, a Kiev, nel caso in cui il Presidente dia il via libera. Ma la decisione non è priva di problemi, oltre alla possibile reazione di Mosca. L'Ucraina non dispone dei lanciatori, basati a terra o su nave, necessaria per il loro impiego, come il Typhon americano.

Rutte: “Finora 2 miliardi per acquisti armi, oggi attesi nuovi annunci”

"Voglio anche ringraziare di nuovo il presidente Trump e lei personalmente, e naturalmente tutto il team dirigente americano, per il fatto che, per quanto riguarda l'Ucraina, avete deciso di garantire nuovamente che ricevessero ciò di cui avevano bisogno dagli Stati Uniti, finanziato dagli alleati, e quel programma è ora in corso. Due miliardi impegnati finora, e oggi mi aspetto molti nuovi annunci di Paesi che parteciperanno. Quindi, tutto sommato, stiamo facendo grandi progressi. Di nuovo, grazie mille Pete per tutto quello che stai facendo". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in una punto stampa con il segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth, prima della ministeriale Difesa alla Nato.

La delegazione di Kiev negli Usa incontra i produttori di missili Tomahawk

L'Ucraina sta spingendo per una più profonda cooperazione con i suoi alleati nella produzione di armi .A Washington, il primo ministro ucraino Yulia Svyrydenko ha anche incontrato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e ha discusso di investimenti congiunti e cooperazione in materia energetica. Da diversi giorni, l'Ucraina è bersaglio di nuove ondate di bombardamenti russi sulle sue infrastrutture energetiche, che minacciano di privare molti ucraini di elettricità e riscaldamento con l'avvicinarsi dell'inverno.

Filorussi: un morto e donna ferita per bombe ucraine nel Donetsk

Un civile è rimasto ucciso e una donna ferita in un bombardamento dell'artiglieria ucraina sulla città di Horlivka, nella parte della regione di Donetsk controllata dai russi. Lo riferisce il sindaco, Ivan Prikhodko, citato dall'agenzia Ria Novosti. Diverse case e una infrastruttura per l'approvvigionamento idrico sono state danneggiate, aggiunge il sindaco. A Horlivka, una cinquantina di chilometri a nord della città capoluogo Donetsk, sono situati un complesso chimico e miniere di carbone

Droni SHaed modificati dai russi per attacchi a obiettivi mobili

Droni a lungo raggio Shahed modificati vengono ora utilizzati dalle forze russe anche per colpire obiettivi mobili a distanza ravvicinata. Le ex forze Azov, ora assorbite nelle forze regolari ucraine come Corpo Azov della Guardia nazionale, dispiegate nella regione di Donetsk, denunciano di essere obiettivo costante di attacchi di droni. Usualmente di droni Fpv (First Person View, vale a dire in grado di inviare in tempo reale all'operatore le immagini che raccolgono sul terreno) di dimensioni ridotte, altamente manovrabili. Ma è capitato di recente che ad attaccare, i soldati dell'Azov così come di altre unità dispiegate al fronte, o addirittura di treni in corsa, siano gli Shahed modificati, con telecamera e modem montato sulla piattaforma, in grado di trasformare la macchina, grazie all'aggancio a reti ucraine wireless, in un Fpv, quindi di consentire la manovrabilità in remoto. Le prime indicazioni dell'installazione di telecamere e modem su alcuni Shahed risalgono al marzo del 2024. Usualmente gli Shahed, droni sviluppati in Iran e ora prodotti anche in Russia, erano in grado di colpire solo obiettivi statici, con coordinate fissate al lancio. Le dimensioni degli Shahed consentono un carico esplosivo molto maggiore di quello di cui possono essere dotati i droni Fpv.

Rutte: “La fornitura di Tomahawk a Kiev non è sul tavolo”

Non è un argomento che verrà discusso oggi perché è una questione bilaterale". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte rispondendo ad una domanda sulla possibile fornitura a Kiev dei missili Tomahawk da parte degli Usa.

Mosca: conquistati due villaggi nel Donetsk e Dnipropretovsk

La Russia afferma che nelle ultime 24 ore le sue truppe hanno conquistato altri due insediamenti in Ucraina: Novopavlovka nella regione orientale di Donetsk e Alekseevka, in quella confinante di Dnipropetrovsk, che non fa parte delle quattro rivendicate da Mosca. Lo si legge nel bollettino quotidiano del ministero della Difesa.

Hegseth: “Ci aspettiamo più acquisti armi Usa da Ue e Canada”

Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha incoraggiato i paesi europei e il Canada a contribuire maggiormente al sostegno dell'Ucraina attraverso il programma Purl. Questa iniziativa, lanciata da Washington, consente a Kiev di acquistare armi americane finanziate dagli europei. "La pace si ottiene con la forza, non con retorica o prediche. Si ottiene attraverso capacità reali e solide che gli avversari rispettano", ha dichiarato al suo arrivo al quartier generale della Nato.

Evacuate famiglie con bambini in alcuni villaggi della regione di Kharkiv

Le autorità ucraine hanno ordinato l'evacuazione delle famiglie con bambini da altri insediamenti della regione di Kharkiv "a causa del deteriorarsi della situazione della sicurezza" intorno a Kupiansk. Il governatore Oleh Syniehubov ha annunciato oggi che il provvedimento investe 40 insediamenti e 409 famiglie con 601 bambini.

Tomahawk, il ministro della Difesa lettone: “Obiettivi militari sono legittimi”

"Ogni armamento è cruciale per l'Ucraina, armi che siano anche in grado di colpire obiettivi sul territorio dell'aggressore. Basi militari, linee di produzione: sono obiettivi legittimi. Così come la Russia bombarda e attacca infrastrutture civili e uccide civili, per l'Ucraina è legittimo anche colpire obiettivi militari, perchè anche questa è autodifesa". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa lettone, Andris Spruds, al suo arrivo alla riunione ministeriale Difesa della Nato, rispondendo a una domanda sulla possibile fornitura di missili Tomahawk a Kiev da parte degli Stati Uniti. "Questo è anche ciò che la Nato sta prospettando: in qualsiasi circostanza, in qualsiasi scenario, saremo disposti e in grado di colpire con attacchi in profondità. Certamente, questa è la parte importante della difesa e della deterrenza in questo caso. E penso che sarebbe anche una parte importante della difesa e della deterrenza ucraina. Non colpite i nostri obiettivi, perché possiamo colpirvi a nostra volta", ha concluso

Rutte: “Aiuti militari a Kiev in linea con scorso anno”

Il sostegno all'Ucraina "non è" calato, e "se si guarda a quest'anno, in media, è come l'anno scorso. Tutto il materiale essenziale è stato portato avanti e ne sono orgoglioso perché, quando hanno iniziato questa guerra, i russi, pensavano di vincerla in tre settimane. Ora siamo al quarto anno e hanno perso 1 milione di uomini". Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, arrivando alla riunione dei ministri della Difesa della Nato.

Trump: “Deluso dalla Spagna, potrei punirla con i dazi”

Alla domanda se sostenga l'espulsione della Spagna dalla Nato, Trump ha risposto: "Sono molto deluso dalla Spagna. È l'unico Paese che non ha aumentato la propria quota al 5% e se la sta cavando molto bene grazie al nostro contributo"

Trump: “Zelensky vuole i Tomahawk? Noi ne abbiamo tanti”

"Noi abbiamo tanti Tomahawks". E' quanto ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti durante l'incontro con il presidente Javier Milei, dicendo di sapere che Vlodomyr Zelensky, che è atteso venerdì alla Casa Bianca, vuole questi missili. Trump poi ha ribadito la sua frustrazione con Vladimir Putin: "sono molto deluso perché Vladimir e io avevamo una relazione molto buona, probabilmente l'abbiamo ancora. Non capisco perché continui questa guerra".

Trump: “Deluso da Putin. Non so perché continui la guerra”

Donald Trump ha ribadito di essere "molto deluso" dal presidente russo Vladimir Putin. "Sono molto deluso - ha detto ai giornalisti - perchè Vladimir e io avevamo un ottimo rapporto. Probabilmente lo abbiamo ancora. Non so perchè continui con questa guerra. Questa guerra è stata terribile per lui".
Putin, ha ricordato, "sta entrando nel quarto anno di una guerra che avrebbe dovuto vincere in una settimana. Ora si avvicina al quarto anno. Ha perso un milione e mezzo di soldati, probabilmente, se si contano i feriti, quelli senza gambe o senza braccia e tutte le cose orribili che accadono nelle guerre terribili. E' una guerra orribile, la cosa più grande successa dalla Seconda guerra mondiale in termini di morti".

Il Cremlino prepara l’invio dei riservisti al fronte su base continuativa

Il Cremlino sta aprendo la strada all'invio al fronte in Ucraina di riservisti su base continuativa anche senza bisogno di dichiarare lo stato di guerra o una mobilitazione, anche se parziale, come era stato fatto nell'autunno del 2022. Secondo l'Institute for the Study of War, è improbabile che ci sarà una chiamata su larga scala di riservisti non volontari, sul modello di tre anni fa. Quello che accadrà sarà piuttosto l'apertura di un nuovo flusso di dimensioni ridotte di soldati da inviare al fronte. La Commissione per l'attività legislativa del governo ha varato una bozza di emendamento che effettivamente rimuove i limiti giuridici esistenti al dispiegamento della riserva attiva in combattimento. riservisti potranno essere richiamati senza che sia necessaria la dichiarazione di uno stato di guerra (per la Russia è ancora in corso solo una operazione militare speciale) o una mobilitazione.

Zelensky revoca la cittadinanza al sindaco di Odessa

Il presidente Volodymyr Zelensky ha revocato la cittadinanza ucraina al sindaco di Odessa Gennady Trukhanov, figura di spicco della politica locale, e al ballerino Sergei Polunin, che ha causato scandalo con le sue posizioni filo-Cremlino. "La cittadinanza ucraina del sindaco di Odessa Gennady Trukhanov è stata sospesa", ha annunciato martedì su Telegram il Servizio di Sicurezza ucraino (SBU), citando un decreto firmato da Zelensky. L'SBU ha accusato Trukhanov di avere la cittadinanza russa e di "possedere un passaporto internazionale valido del Paese aggressore", cosa che ha sempre negato. Ex membro del parlamento, Trukhanov è sindaco di Odessa, terza città più grande dell'Ucraina e importante porto sul Mar Nero, nell'Ucraina meridionale, dal 2014. La revoca della cittadinanza ucraina dovrebbe di fatto privarlo del suo mandato di sindaco. "Non ho mai ricevuto un passaporto da cittadino russo. Sono un cittadino ucraino", ha risposto Gennady Trukhanov in un messaggio ai cittadini di Odessa. Ha assicurato che "continuerà a ricoprire il ruolo di sindaco eletto" il più a lungo possibile e ha promesso di ricorrere alla Corte Suprema e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Un tempo considerato un politico filo-russo, Trukhanov ha fatto marcia indietro dopo l'invasione dell'Ucraina del 2022 e ha pubblicamente criticato Mosca, concentrandosi sulla difesa di Odessa e sul sostegno all'esercito ucraino. Una fonte interna alla presidenza ucraina ha riferito all'AFP che anche al ballerino Sergei Polunin è stata revocata la cittadinanza ucraina.

Il signor Polunin, che sfoggia un grande tatuaggio del presidente Vladimir Putin sul petto, è talvolta definito il "cattivo ragazzo" del balletto per le sue performance appassionate e le sue dichiarazioni controverse. Ha lasciato improvvisamente il Royal Ballet britannico nel 2012 dopo essere stato promosso a primo ballerino. Nato nell'Ucraina meridionale, ha la cittadinanza russa dal 2018. Ha sostenuto l'invasione russa nel 2022 e in precedenza, nel 2014, ha accolto con favore l'annessione della Crimea da parte della Russia, dove ha vissuto e lavorato. Secondo la fonte intervistata dall'AFP, il signor Zelensky ha anche privato l'ex parlamentare Oleg Tsariov della sua cittadinanza ucraina, dopo che questi era passato dalla parte russa ed era stato vittima di un attentato nel 2023.

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