GERUSALEMME – Esecuzioni per strada e controllo dei mercati. Giustizia sommaria e riavvio dell’amministrazione. La ricomparsa dei miliziani di Hamas nelle città e nelle zone della Striscia di Gaza non più occupate dall’esercito di Israele non è solo una faccenda di resa dei conti con i clan rivali, alcuni dei quali, come i beduini di Yasser Abu Shabab, a Rafah, hanno effettivamente collaborato con i soldati dello Stato ebraico durante il conflitto e per questo sono considerati traditori. Il ritorno di Hamas si percepisce anche nei luoghi dove i gazawi vanno a comprare il cibo: gruppi di miliziani armati sono stati visti agli ingressi dei mercati principali di Gaza City. E anche negli edifici dove l’amministrazione locale, in particolare quella che supervisiona gli ospedali rimasti in funzione e la sicurezza interna, prova a rimettersi in moto.
Una situazione che agli apparati americani non piace per niente, nonostante il presidente Trump abbia sminuito l’episodio dell’esecuzione in s…
GERUSALEMME – Esecuzioni per strada e controllo dei mercati. Giustizia sommaria e riavvio dell’amministrazione. La ricomparsa dei miliziani di Hamas nelle città e nelle zone della Striscia di Gaza non più occupate dall’esercito di Israele non è solo una faccenda di resa dei conti con i clan rivali, alcuni dei quali, come i beduini di Yasser Abu Shabab, a Rafah, hanno effettivamente collaborato con i soldati dello Stato ebraico durante il conflitto e per questo sono considerati traditori. Il ritorno di Hamas si percepisce anche nei luoghi dove i gazawi vanno a comprare il cibo: gruppi di miliziani armati sono stati visti agli ingressi dei mercati principali di Gaza City. E anche negli edifici dove l’amministrazione locale, in particolare quella che supervisiona gli ospedali rimasti in funzione e la sicurezza interna, prova a rimettersi in moto.
Una situazione che agli apparati americani non piace per niente, nonostante il presidente Trump abbia sminuito l’episodio dell’esecuzione in strada di otto membri del clan Doghmosh da parte degli uomini dell’unità Shadow, cui Hamas ha affidato il compito di trovare, arrestare, disarmare e — come in questo caso — giustiziare, i componenti delle milizie rivali, accusati di essere «fuorilegge» e «collaborazionisti».
«Cessate immediatamente le violenze», ammonisce l’ammiraglio Brad Cooper, il comandante del Centcom, Comando centrale degli Stati Uniti. «Smettetela di prendere di mira i civili palestinesi di Gaza. Questa è un’opportunità storica per la pace e Hamas deve coglierla cessando completamente le ostilità e attenendosi con rigore al piano di pace in 20 punti del presidente degli Stati Uniti, disarmando senza indugio».
Nella Striscia non comanda la leadership politica che sta tra Doha e Istanbul, comanda Izz al-Din al-Haddad, il capo delle Brigate Qassam, successore di Mohammed Sinwar. In questo momento di tregua e anarchia, nella terra di nessuno che l’intermezzo tra la fase 1 dell’accordo e la fase 2 di là da venire, i clan e le gang hanno preso possesso di alcune parti del territorio. Per esempio l’Esercito popolare del nord di Gaza, una milizia sospettata di essere finanziata da Israele, ieri ha diffuso un video messaggio assai esplicito: «Hamas stia alla larga dalle nostre zone». Mentre la Radaa, una forza affiliata agli islamisti, ha annunciato di aver avviato l’«operazione di sicurezza globale» per «ripulire il fronte interno» e colpire «chi collabora con l’occupazione, i suoi mercenari e chiunque offra loro rifugio».