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Fesenko: “Forse si è aperto uno spiraglio, tra Ucraina e Russia bisogna negoziare pareggio”

(agf)

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Intervista al presidente del think tank Penta di Kiev. “Trump è incoraggiato dal trionfo diplomatico in Medio Oriente. Putin deve scegliere: o gli viene incontro o peggiora i rapporti con gli Usa”
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Volodymyr Fesenko, presidente del think tank Penta di Kiev, è molto vicino alla presidenza ucraina. E stavolta non è deluso dalla telefonata tra Trump e Putin.

Il telefono rosso che squilla alla vigilia dell’incontro con Zelensky è un trucco? Una trappola?

«Astuzie e trappole sono una specialità di Putin: come in Alaska, cercherà di imporre il suo piano di pace a condizioni russe. Ma Trump ragiona diversamente. Vuole la fine della guerra e ritiene che questioni simili possano essere risolte solo a livello dei leader. Giorni fa aveva annunciato che avrebbe parlato con Putin, e aveva fissato l’incontro di oggi con Zelensky. Condurrà colloqui paralleli e cercherà di persuadere entrambi a negoziare la pace. Ma sorge il solito problema, il più difficile: a quali condizioni? Si può trovare un compromesso efficace? Diciamolo meglio: Putin è pronto a un compromesso? Non abbiamo risposta, ma Trump non vuole un piacevole colloquio col leader russo: se Putin non accetterà passi concreti pot…

Volodymyr Fesenko, presidente del think tank Penta di Kiev, è molto vicino alla presidenza ucraina. E stavolta non è deluso dalla telefonata tra Trump e Putin.

Il telefono rosso che squilla alla vigilia dell’incontro con Zelensky è un trucco? Una trappola?

«Astuzie e trappole sono una specialità di Putin: come in Alaska, cercherà di imporre il suo piano di pace a condizioni russe. Ma Trump ragiona diversamente. Vuole la fine della guerra e ritiene che questioni simili possano essere risolte solo a livello dei leader. Giorni fa aveva annunciato che avrebbe parlato con Putin, e aveva fissato l’incontro di oggi con Zelensky. Condurrà colloqui paralleli e cercherà di persuadere entrambi a negoziare la pace. Ma sorge il solito problema, il più difficile: a quali condizioni? Si può trovare un compromesso efficace? Diciamolo meglio: Putin è pronto a un compromesso? Non abbiamo risposta, ma Trump non vuole un piacevole colloquio col leader russo: se Putin non accetterà passi concreti potrebbe fornire all’Ucraina i Tomahawk. Sa che concessioni a Putin, come in Alaska, porterebbero in un vicolo cieco».

Yermak spera in “decisioni importanti”, ma la questione dei Tomahawk ora è rinviata?

«Potrebbe esserlo fino all’incontro di Trump con Putin; ma l’Ucraina può ricevere altri tipi di armi, difesa aerea e sostegno sull’energia».

Parleranno di questo, oggi?

«I punti principali dell’incontro Trump-Zelensky saranno le prospettive dei negoziati e le condizioni per finire la guerra».

Trump concede tempo a Putin?

«In questo caso non si tratta di tempo, ma di risultati. Con il tema dei Tomahawk cerca di costringere Putin a riprendere i negoziati. Obiettivo raggiunto, almeno in parte. Ora dipende se Putin è disponibile a compromessi. Se rifiuterà un accordo accettabile per Trump, gli Usa riprenderanno la pressione sulla Russia».

Perché un nuovo bilaterale? È cambiato qualcosa dall’Alaska?

«La Russia non è pronta a un incontro tra i leader di Stati Uniti, Ucraina e Russia. Se le tre parti raggiungeranno un compromesso, allora si terrà il trilaterale. Per ora, Trump e i suoi condurranno negoziati separati. Dopo l’Alaska sono cambiate molte cose: Putin non ha accettato l’incontro con Zelensky rifiutando veri negoziati. Ma la Russia non ha ottenuto successi militari, e Trump ha cambiato bruscamente retorica: ha mostrato simpatia per Kiev, e ha dichiarato disponibilità ai missili a lungo raggio. Bisogna anche tener conto dell’accordo sulla Striscia: Trump è incoraggiato dal trionfo diplomatico e vuole ripeterlo in Ucraina. Putin deve scegliere: o gli viene incontro, o peggiora i rapporti con Trump».

Mosca accusa Ue e Londra di sabotare il dialogo: questa telefonata ci avvicina o ci allontana dalla pace?

«Per ora non c’è risposta. Il primo istigatore della guerra è Putin. Se continuerà a manipolare, a tirare in lungo i negoziati e pretendere pace alle condizioni russe, allora non ci avvicineremo. Ma se accetta una cessazione graduale del fuoco si può aprire una finestra di opportunità».

Nel frattempo, l’Ucraina rischia una sconfitta militare?

«Qui non si parla più di sconfitta né di vittoria, e vale per entrambi. La questione è concordare condizioni reciprocamente accettabili per finire la guerra. Bisogna negoziare un pareggio, e sarà difficile. Non aspettiamoci risultati rapidi».

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