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Il “tunnel Putin-Trump”, quell’atavico sogno di collegare la Russia all’Alaska

Lo schizzo che raffigura un ipotetico "ponte della pace" tra Russia e Alaska 

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All’indomani della telefonata tra i due leader, il capo del Fondo sovrano russo Dmitriev invita Elon Musk a realizzare il suo progetto per unire lo Stretto di Bering. Un’idea che parte da lontano: il primo a proporla fu un governatore del Colorado nel 1890. Il tycoon: “Interessante”
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Sotto l’Urss un comune cittadino statunitense s’immaginò il “Ponte Kennedy-Krusciov della pace mondiale”, ora l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev propone un “Tunnel Putin-Trump”. Ma l’idea è la stessa, atavica: collegare la Russia all’Alaska attraverso lo Stretto di Bering. Dalla prima volta in cui se ne parlò, a fine Ottocento, si sono avvicendate proposte su proposte, una più ambiziosa dell’altra, senza però attirare investitore né tantomeno convincere i Paesi interessati. Oggi, secondo Dmitriev, nessuno potrebbe concretizzare questo sogno ancestrale meglio del miliardario statunitense Elon Musk. Un’idea «interessante», ha commentato Donald Trump.

Dmitriev, amministratore delegato del Fondo sovrano russo Rdif, nonché inviato speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi esteri e uno dei principali negoziatori con gli Stati Uniti, ha rilanciato quest’utopia forte del suo entusiasmo per l’esito dell’ultima telefonata tra Vladimir …

Sotto l’Urss un comune cittadino statunitense s’immaginò il “Ponte Kennedy-Krusciov della pace mondiale”, ora l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev propone un “Tunnel Putin-Trump”. Ma l’idea è la stessa, atavica: collegare la Russia all’Alaska attraverso lo Stretto di Bering. Dalla prima volta in cui se ne parlò, a fine Ottocento, si sono avvicendate proposte su proposte, una più ambiziosa dell’altra, senza però attirare investitore né tantomeno convincere i Paesi interessati. Oggi, secondo Dmitriev, nessuno potrebbe concretizzare questo sogno ancestrale meglio del miliardario statunitense Elon Musk. Un’idea «interessante», ha commentato Donald Trump.

Dmitriev, amministratore delegato del Fondo sovrano russo Rdif, nonché inviato speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi esteri e uno dei principali negoziatori con gli Stati Uniti, ha rilanciato quest’utopia forte del suo entusiasmo per l’esito dell’ultima telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump.

Il tunnel sottomarino nello stretto di Bering

Nel suo punto più stretto, in linea retta, soltanto 82,5 chilometri separano la vasta e scarsamente popolata regione russa della Chukotka dall'Alaska statunitense. E le piccole isole Diomede, una russa e una statunitense, si trovano al centro dello Stretto a soli 4 chilometri di distanza. Perciò, secondo Dmitriev, sarebbe del tutto possibile scavare un tunnel sottomarino per costruire un collegamento ferroviario e merci in meno di otto anni.

«Immaginate di collegare gli Stati Uniti e la Russia, le Americhe e l'Afro-Eurasia con il tunnel Putin-Trump, un collegamento di 112 chilometri che simboleggia l’unità», ha scritto Dmitriev in vista del prossimo summit Usa-Russia a Budapest.

I costi di un simile progetto – ha aggiunto – potrebbero essere ridotti da oltre 65 miliardi a meno di 8 miliardi di dollari (circa 6,9 miliardi di euro), grazie alla tecnologia della Boring Company fondata da Elon Musk nel 2016 che costruisce tunnel sotterranei e sviluppa macchine perforatrici ad alta efficienza che renderebbero le perforazioni almeno 10 volte più economiche.

Dmitriev ha pubblicato non a caso la sua proposta su “X”, l’ex Twitter, proprietà dello stesso Musk. Peccato che l’imprenditore di Tesla e SpaceX, dopo aver generosamente finanziato la campagna elettorale del tycoon, sembra abbia rotto con Trump quando lo scorso maggio si è conclusa la sua breve rovinosa parentesi nella sua amministrazione a capo del cosiddetto Dipartimento dell'efficienza governativa, o “Doge”. Tant’è che sinora ha evitato di raccogliere l’invito.

Il ponte Kennedy-Krusciov

«Il sogno di un collegamento tra Stati Uniti e Russia attraverso lo Stretto di Bering riflette una visione duratura, dalla ferrovia Siberia-Alaska del 1904 al piano russo del 2007», ha scritto Dmitriev che ha trovato ispirazione nel faldone di 365 pagine di indagini segrete del Kgb sull’assassinio di John Fitzgerald Kennedy che l’ambasciatore russo a Washington ha consegnato soltanto pochi giorni fa alla deputata trumpiana Anna Paulina Luna.

Tra i documenti declassificati c’era un disegno a penna fatto a mano del percorso piuttosto approssimativo che avrebbe dovuto seguire un ipotetico ponte tra la regione siberiana Chukotka e l’Alaska accompagnato dalla didascalia a lettere maiuscole in inglese: “Il ponte Kennedy-Krusciov della pace mondiale può e deve essere costruito immediatamente tra l’Alaska e la Russia”. Faceva parte di una lettera inviata all’allora segretario del Pcus Nikita Krusciov da un comune cittadino statunitense, Doug Sandstrom, all’indomani dell’assassinio di Jfk.

«Il Fondo sovrano Rdif ha già investito e costruito il primo ponte ferroviario Russia-Cina. È giunto il momento di fare di più e collegare i continenti per la prima volta nella storia dell'umanità. È giunto il momento di collegare Russia e Stati Uniti», ha scritto Dmitriev, che ha stretto un rapporto amichevole con Steve Witkoff, l'inviato speciale di Trump, e in passato ha suggerito che i colossi energetici statunitensi si unissero ai progetti russi nell'Artico.

Dai traghetti alla diga, tutte le proposte per unire Usa e Russia

In realtà il primo progetto per creare una rotta che unisse Russia e Alaska risale al 1890 quando, l’allora governatore del Colorado propose un collegamento via traghetti rompighiaccio. Ma il governo russo, sotto la guida del primo ministro Pjotr Stolypin, lo bocciò perché temeva le interferenze degli investitori stranieri.

Il primo a suggerire di realizzare un ponte sullo Stretto di Bering fu invece Joseph Strauss che alla fine progettò il celebre Golden Gate Bridge di San Francisco, lungo 2.737 metri.

Negli anni Cinquanta, invece, l’ingegnere Pjotr Borisov presentò al Comitato statale per le invenzioni dell’Urss un progetto per il “Miglioramento fondamentale del clima” che prevedeva di sbarrare lo Stretto di Bering con una diga e di costruirvi una ferrovia. La Corrente del Golfo così deviata, nei suoi piani, avrebbe dovuto riscaldare le coste settentrionali dell’Urss e sciogliere i ghiacci artici. Un’utopia che, per fortuna, fu subito accantonata.

Quando nel 1961 Krusciov incontrò Kennedy a Vienna, sembrava fosse iniziato il disgelo almeno nei rapporti tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Ma un anno dopo scoppiò la crisi dei missili di Cuba e nel 1963 Kennedy fu assassinato. Risale ad allora lo schizzo pubblicato da Dmitriev che però non era nient’altro che un simbolico appello alla pace.

Dmitriev, il capo del Fondo sovrano russo

Con la perestrojka, l’idea fu ripresentata a più riprese in diverse conferenze internazionali. Nel 1991 agli sforzi si unì anche l’economista e ingegnere Viktor Razbegin che, prima dell’incontro di Ferragosto tra Putin e Trump in Alaska, Razbegin ha rispolverato il suo progetto: 4mila km di ferrovia sul lato russo, 2mila su quello americano e 100 km di tunnel con le isole Diomede usate per “scopi di servizio”, come la ventilazione e centrali mareomotrici e idroelettriche sui fiumi siberiani a fornire energia.

Laureato a Stanford e Harvard e uomo chiave nei colloqui tra Stati Uniti e Russia che si sono tenuti quest’anno in Arabia Saudita, Dmitriev lo ha riesumato il progetto. Ma il piano presenta diverse criticità: la mancanza di infrastrutture nella zona, la sua elevata attività sismica e temperature che scendono ben al di sotto dello zero.

Il “progetto del secolo”

Se ne accorse anche Fjodor Solovjov, immigrato russo in Alaska, quando nel 2013 fondò la società “InterBering” invitando chiunque volesse a investire nel “progetto del secolo”. Calcolò che costruire una ferrovia da Jakutsk alla città canadese di Fort Nelson e tre tunnel paralleli sotto lo Stretto di Bering sarebbe costato 250 miliardi di dollari.

Ma capì che ancora più ostico che trovare i fondi sarebbe stato conciliare gli interessi non soltanto di Russia e Usa, ma anche della vicina Cina e del Canada, che separa l’Alaska dal resto degli Stati Uniti continentali.

"Trump ama i grandi progetti edilizi”

Il tabloid russo Komsomolskaja Pravda, però, non ha dubbi. «L’idea è bellissima», ha scritti. «Circa dieci anni fa, la rivista americana Atlantic la ricordò e con amarezza: diceva che gli Stati Uniti non erano pronti a realizzare qualcosa di simile, qualcosa di “grandioso e folle”, perché il newyorchese medio “era bloccato nel traffico della metropolitana, in attesa del Manhattan Underground Project: solo 33 isolati di binari per la fantomatica linea metropolitana della Second Avenue, promessa da tanto tempo”. Ma Trump è Trump – ha concluso il tabloid – e ama davvero i grandi progetti edili».

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