"La politica di Trump è che la Cisgiordania non sarà annessa da Israele". Lo afferma il vicepresidente degli Usa J.D. Vance. "Il voto della Knesset sull'annessione è stata una deliberata provocazione politica dell'opposizione per seminare discordia durante la visita del vicepresidente Usa", si legge in una nota dell'ufficio del premier israeliano.
Subito dopo Netanyahu ha ordinato al governo israeliano di non fare avanzare i progetti di legge per l'annessione parziale o totale della Cisgiordania fino a nuovo avviso. Intanto Trump ha dichiarato di volersi recare nella Striscia e parlando di Marwan Barghouti, uno dei candidati più accreditati per la leadership palestinese che però Israele si rifiuta di liberare dal carcere, ha garantito: "Prenderò una decisione".
Trump: “Israele non farà nulla con la Cisgiordania”
Trump: “Israele non farà nulla con la Cisgiordania”.
Tajani: “Aperto corridoio universitario per la futura classe dirigente palestinese”
"Abbiamo aperto un corridoio universitario con il ministro Bernini, l'obiettivo è quello di formare in Italia la futura classe dirigente dello stato palestinese.
Continueremo a lavorare in questa direzione: grazie all'impegno di tante università italiane questi ragazzi avranno la possibilità di studiare in italiano e in inglese". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Ciampino per accogliere gli studenti palestinesi da Gaza che verranno a studiare in Italia grazie a un programma di borse di studio messe a disposizione dall'Ateneo per il progetto Iupals - Italian Universities for Palestinian Students, coordinato da Crui e condiviso con il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme.
"Continuiamo con i nostri aiuti ai bambini malati, stiamo lavorando per avere anche maggiore disponibilità negli ospedali italiani in Giordania ed in Egitto. Continueremo ad accompagnarli nei migliori ospedali italiani", ha aggiunto. "Abbiamo un accordo grazie ai nostri colloqui con Israele per fare arrivare in Italia anche altri studenti. Credo sia un risultato importante che aiuta la popolazione gazawi e dà una prospettiva a questi giovani che dopo anni di sofferenza, distruzione e morte si possono formare nel nostro Paese nel modo migliore", ha dichiarato Tajani.
Tajani: “Al lavoro per la Conferenza di ricostruzione di Gaza”
"Stiamo lavorando per essere i co-organizzatori della Conferenza per la ricostruzione che si svolgerà in Egitto a metà novembre. Ieri c'è stata una delegazione italiana ad Amman per preparare il futuro della presenza italiana a Gaza e per la formazione delle forze di polizia. Stiamo lavorando a stretto contatto con i giordani e siamo pronti per mandare altri carabinieri a Rafah e a Gerico per la formazione della polizia palestinese": lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Ciampino, intervenendo sull'impegno del governo italiano sul dopo guerra a Gaza.
Rubio: “Per Trump il cessate il fuoco è priorità assoluta”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto del consolidamento del cessate il fuoco nella Struscia di Gaza una "priorità assoluta". Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme.
"E' un risultato molto importante, ma c'è ancora molto lavoro da fare e ci attendono risultati ancora più grandi. Siamo molto positivi e fiduciosi che ce la faremo nonostante gli ostacoli", ha afferma Rubio senza specificare quali siano questi ostacoli.
Netanyahu: “Vogliamo la pace ma molte le sfide da affrontare”
"Vogliamo promuovere la pace", ma allo stesso tempo "abbiamo molte sfide alla nostra sicurezza" da affrontare. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando in conferenza stampa a Gerusalemme insieme al Segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in Israele.
Vance: “Progressi su forza di sicurezza a Gaza, non escludo il ruolo della Turchia”
Sono stati fatti progressi sulla "composizione" della forza di sicurezza internazionale che dovrebbe essere schierata nella Striscia di Gaza e su "cosa sarebbe necessario affinché sia effettivamente efficace". Lo ha dichiarato il vice presidente americano JD Vance ai giornalisti dopo aver lasciato Israele. "L'unico scopo" del suo viaggio, ha spiegato, è stato quello di "cercare di capire come far durare la pace, come passare con successo alla fase due, e gran parte di questo consiste semplicemente nel capire cosa sarebbe necessario per sorvegliare e proteggere Gaza".
Evitando di indicare quali paesi sarebbero stati coinvolti nella forza internazionale per la sicurezza di Gaza, Vance ha detto che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha messo il veto su un eventuale ruolo di forze turche. "Non direi che lo abbia escluso, ovviamente ha opinioni negative su alcuni paesi e opinioni positive su altri paesi", ha affermato.
Rubio: “Fiducioso sul mantenimento dell'accordo su Gaza”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, al suo arrivo in Israele, si è detto "fiducioso e ottimista" sul mantenimento dell'accordo a Gaza.
Media: “Se Netanyahu manda all’aria l’accordo Trump lo metterà fuorigioco”
Se il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovesse mandare all'aria l'accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo metterà fuorigioco. Lo ha spiegato un funzionario statunitense al corrispondente di Channel 12, Barak Ravid, secondo il quale letteralmente Trump "fotterà" Netanyahu. Ravid, parlando in ebraico sull'emittente, ha raccontato che un funzionario statunitense gli ha detto che "Netanyahu sta camminando su un filo sottile con il presidente Trump. Se continua così, manderà all'aria l'accordo su Gaza. E se Netanyahu manda all'aria l'accordo, Donald Trump manderà all'aria lui".
Il servizio di Channel 12 è stato mandato in onda mentre cresce la frustrazione americana, in particolare dopo il voto alla Knesset su un disegno di legge per annettere parti della Cisgiordania. Le fonti citate dall'emittente sostengono che Netanyahu era stato avvertito da funzionari americani che il voto avrebbe potuto provocare una reazione negativa da parte di Washington e destabilizzare i negoziati in corso con Hamas.
In corso incontro Netanyahu-Rubio
L'ufficio del primo ministro israeliano ha condiviso sui social media una foto di Netanyahu che stringe la mano al segretario di Stato americano, Marco Rubio.
Rubio è l'ultimo esponente dell'amministrazione Trump a recarsi in Israele questa settimana, dopo il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, e l'inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff.
Idf: “Uccisi terroristi che presero ostaggi a Nova Festival”
I terroristi di Hamas responsabili del rapimento degli ex ostaggi Noa Argamani, Avinatan Or ed Eitan Mor dal festival musicale Nova, e di altri che avevano partecipato all'attacco del 7 ottobre 2023, sono stati uccisi in recenti attacchi nella Striscia di Gaza, annunciano le IDF e lo Shin Bet.
"In seguito a un'analisi dei dati di intelligence", IDF e Shin Bet affermano di essere riusciti a confermare la morte di otto terroristi palestinesi che hanno invaso Israele il 7 ottobre e sono stati coinvolti nei rapimenti e negli omicidi di israeliani. Secondo l'annuncio, tutti sono stati uccisi tra marzo e agosto, prima che il cessate il fuoco entrasse in vigore all'inizio di questo mese, scrive il Times of Israel.
I terroristi sono stati identificatri da IDF e Shin Bet come: Ahmad Ibrahim Rajab Shaar, responsabile del rapimento di Argamani e Or il 7 ottobre, ucciso in un attacco il 22 agosto.
Ahmad Abu Marhil, responsabile del rapimento di Or il 7 ottobre, ucciso in un attacco il 26 marzo. Arafat Dib, responsabile del rapimento di Mor e della sua prigionia a Gaza da parte di Hamas ucciso in un attacco il 30 maggio. Odeh Alyan Ahmad Qaware, un terrorista di Hamas che teneva in ostaggio gli israeliani ucciso il 26 agosto. Bakr Mujida, che ha rotto la barriera di confine israeliana a Gaza con un trattore e ha invaso Israele durante l'attacco del 7 ottobre è stato ucciso il 13 luglio. Firas Ghrir Sweilam al-Hadaf, che invase il kibbutz Kissufim durante l'assalto del 7 ottobre ucciso il 23 agosto. Ibrahim Saleh Rajab Bakhit, che invase Israele il 7 ottobre ucciso il 6 luglio.
Mùayid Mahmoud Muhammad Nufal, che invase Israele il 7 ottobre ucciso il 27 marzo.
Media: “Incontro al Cairo fra Hamas e Fatah su futuro di Gaza”
Le delegazioni di Hamas e del suo rivale Fatah si stanno incontrando in Egitto per discutere degli accordi postbellici per la devastata Striscia di Gaza, secondo quanto riportato dai media egiziani di Stato. Al-Qahera News, vicina ai servizi segreti egiziani, ha citato fonti anonime secondo cui le delegazioni si sarebbero incontrate "per discutere della situazione nazionale in generale e degli accordi dopo la fine della guerra a Gaza".
Paesi arabi e musulmani condannano progetto di Israele di adesione della Cisgiordania
I Paesi arabi e musulmani hanno condannato, in una dichiarazione congiunta, il progetto di Israele di adesione alla Cisgiordania. Come riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu 15 paesi, tra cui Arabia Saudita, Giordania e Turchia, nonché la Lega araba e l'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci), hanno affermato di "condannare con la massima fermezza" i progetti di legge alla Knesset per imporre la cosiddetta "sovranità" sulla Cisgiordania. Si tratta di "una palese violazione del diritto internazionale", sottolinea l'agenzia.
Netanyahu: “Con Usa siamo partner”
"Non permetteremo ai nostri nemici che aspirano al riarmo di farci del male. Agiremo per restituire tutti i nostri ostaggi e i soldati caduti, raggiungeremo tutti gli obiettivi di guerra. Ho sentito la nuova argomentazione - un'altra argomentazione ridicola - secondo cui Israele non è colui che determina la sua politica di sicurezza. Quindi ecco la verità: siamo partner. Lavoriamo insieme. Vi rivelerò un'altra cosa: gli Stati Uniti vogliono un Israele forte e indipendente".
Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, alla cerimonia di insediamento del capo dello Shin Bet, David Zini.
Vance: “Hamas sarà disarmato dalla forza internazionale”
Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che sarà una forza di sicurezza internazionale, ancora da costituire, ad assumere la guida del disarmo di Hamas, una delle questioni più spinose per il raggiungimento di una pace duratura a Gaza. Vance ha parlato da Israele, al termine di una visita volta a consolidare un fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas. In un discorso ai giornalisti, Vance ha avvertito che il compito di disarmare Hamas - obiettivo cui il gruppo militante si oppone da tempo - "richiederà del tempo e dipenderà molto dalla composizione di tale forza"
Media: “Incontro delle delegazioni di Hamas e Fatah sul futuro di Gaza”
Una delegazione di Hamas, guidata dal capo negoziatore Khalil Al-Hayya, sta incontrando al Cairo una delegazione di Fatah, che include il vice di Abu Mazen, Hussein Al-Sheikh, ed il capo dell'intelligence, Majed Faraj. Lo ha riferito la tv egiziana Cairo News, secondo la quale le parti stanno discutendo della "situazione nazionale in generale e degli accordi post-guerra nella Striscia di Gaza"
Guterres: “Bene l’opinione della Corte Onu. Israele rispetti i doveri”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha commentato "con favore" il parere consultivo con cui la Corte internazionale di giustizia ha ribadito i doveri di Israele in quanto potenza occupante. "Esorto vivamente Israele a rispettare i propri obblighi in relazione alla presenza e alle attività dell'Onu e di altri attori umanitari nei Territori palestinesi occupati", ha dichiarato Guterres. "L'impatto di questo parere sarà decisivo per migliorare la tragica situazione a Gaza. Continuo a sottolineare che tutti devono rispettare in ogni momento i propri obblighi previsti dal diritto internazionale", ha insistito
Oms: “Per ricostruire la sanità a Gaza serviranno 7 miliardi”
Il costo totale della ricostruzione del sistema sanitario a Gaza necessiterà almeno di 7 miliardi di dollari, ha affermato oggi a Ginevra il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus. I bisogni a Gaza - ha detto in un briefing per la stampa - sono immensi, con più di 170 mila persone ferite. Inoltre, "la fame e le malattie non si sono fermate e la vita dei bambini è ancora a rischio". Le domande sul sistema sanitari sono enormi, ma "parti significative sono state distrutte o gravemente degradate, non ci sono ospedali pienamente funzionanti a Gaza e solo 14 su 36 funzionano, ci sono carenze critiche di azioni essenziali, attrezzature e operatori sanitari". L'Oms - ha aggiunto - si sta concentrando sulla risposta alle attuali esigenze sanitarie, ma anche per pianificare la ricostruzione a lungo termine del sistema sanitario di Gaza. A breve termine il piano di 60 giorni richiede 45.000.000 di dollari, ma il costo totale per la ricostruzione del sistema sanitario sarà di almeno 7 miliardi di dollari, ha detto Tedros. Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore, l'Oms ha inviato più forniture mediche agli ospedali, schierato ulteriori team medici di emergenza e intensificato le evacuazioni mediche. Il flusso di aiuti è aumentato, ma è ancora solo una frazione di ciò che è necessario, ha ammonito ribadendo l'appello per l'apertura di tutti i valichi di accesso
Hamas: “Israele vuole imporre un blackout mediatico a Gaza”
Hamas ha denunciato la decisione della Corte Suprema israeliana di concedere altri 30 giorni al governo per rispondere alla petizione della Foreign Press Association (Fpa) contro il divieto di libero accesso dei giornalisti internazionali nella Striscia di Gaza. In una dichiarazione rilanciata da Al Jazeera, il movimento islamista ha accusato Israele di voler "continuare a imporre un blackout mediatico sui crimini orribili e la distruzione diffusa causata dalla macchina da guerra sionista nella Striscia". Secondo Hamas, il rinvio deciso dalla Corte "rivela la volontà dell'entità sionista di nascondere le violazioni sistematiche contro i civili, le infrastrutture e tutti gli aspetti della vita, che equivalgono a crimini di genocidio contro il nostro popolo palestinese". Il movimento ha definito la misura "una palese violazione della libertà di stampa" e ha esortato "i media internazionali e le istituzioni per i diritti umani a esercitare ogni forma di pressione per consentire ai giornalisti stranieri di entrare immediatamente nella Striscia e sostenere i colleghi palestinesi che documentano i crimini del genocidio e le conseguenze umanitarie del blocco e dei bombardamenti"
Rubio arrivato in Israele, vedrà Netanyahu
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato a Tel Aviv, in Israele, dove stasera incontrerà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Obiettivo della missione di Rubio in Israele è quello di verificare l'attuazione dell'accordo raggiunto sulla base del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Trump: “Penso che Riad entrerà negli accordi di Abramo entro fine anno”
Donald Trump ha detto in una intervista al Time di ritenere che "siamo molti vicini" ad un accordo di normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele e che Riad si unirà agli Accordi di Abramo "entro la fine dell'anno". "Penso - ha spiegato - che l'Arabia Saudita guiderà la strada.
Ho grande rispetto e simpatia per il re, come sapete, abbiamo un ottimo rapporto, e credo che l'Arabia Saudita guiderà la via verso gli Accordi di Abramo", ha proseguito, ricordando i quattro Paesi già firmatari. Ora, ha aggiunto, non si sono più i due ostacoli principali: l'Iran e Gaza
Trump: “Eliminazione del bullo iraniano ha reso possibile accordo di pace”
Il presidente statunitense Donald Trump ha descritto gli attacchi aerei dello scorso giugno contro le strutture nucleari iraniane come un'operazione "perfetta" che ha "distrutto completamente" il potenziale nucleare di Teheran. "Ogni bomba ha centrato il bersaglio. È stata un'obliterazione completa", ha affermato a Time Magazine, sottolineando che l'azione ha tolto all'Iran la capacità di essere un "bullo" nella regione e ha aperto la strada a possibili accordi di pace. Trump ha ricordato anche l'uccisione di Qassem Soleimani e di altri alti comandanti iraniani come passaggi chiave per indebolire Teheran. "Abbiamo eliminato il bullo dal gioco. Non stavano più minacciando, o almeno molto meno rispetto a prima", ha dichiarato, aggiungendo che senza queste mosse il recente accordo per il cessate il fuoco in Medio Oriente non sarebbe stato possibile. Il presidente ha inoltre criticato le amministrazioni precedenti, affermando che l'Iran avrebbe potuto sviluppare liberamente armi nucleari se non fosse stato per il suo intervento. "Senza aver fermato l'Iran, non avremmo firmato l'accordo, perché ci sarebbero stati troppi Paesi arabi che non lo avrebbero sostenuto", ha spiegato.
Trump, andrò a Gaza per il Board of peace
"Lo faro". Così Donald Trump ha risposto ad una domanda del Time su un possibile viaggio a Gaza. "C'è il board of peace, mi hanno chiesto di esserne il presidente, non lo volevo fare", ha aggiunto il tycoon.
Netanyahu, stop a progressi su annessione Cisgiordania
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ordinato al governo israeliano di non fare avanzare i progetti di legge per l'annessione parziale o totale della Cisgiordania fino a nuovo avviso. Lo riporta Haaretz dopo lo stop arrivato dagli Usa dopo il voto preliminare ieri alla Knesset.
Trump: Ora c'è pace. Arabia presto in accordi Abramo
Donald Trump è ottimista sul fatto che l'Arabia Saudita sottoscriverà gli Accordi di Abramo entro la fine dell'anno. "Sì, ne sono convinto", ha risposto il presidente americano a una domanda di Time Magazine. "Credo che siamo molto vicini" a un accordo di normalizzazione dei rapporti tra Arabia e Israele, ha spiegato. "Penso che l'Arabia Saudita prenderà l'iniziativa. Ho grande rispetto e come per il re, come sapete, abbiamo un ottimo rapporto, e penso che l'Arabia Saudita aprirà la strada verso gli accordi di Abramo", ha insistito. Del resto secondo Trump sono caduti i due ostacoli principali che impedivano a Riad di unirsi all'intesa: "Avevano un problema a Gaza e avevano un problema con l'Iran. Ora non li hanno più". E questo vale anche per altri. "Non abbiamo più minacce. C'è la pace in Medio Oriente. E penso che gli Accordi di Abramo inizieranno ad allargarsi molto rapidamente. Lo so", ha assicurato.
Trump: “Andrò a Gaza. E deciderò sulla liberazione di Barghouti”
Donald Trump intende andare a Gaza. "Sì, lo farò", ha detto il presidente americano che a Time ha assicurato il suo impegno per la Striscia. L'accordo di Sharm el Sheikh prevede la creazione di un Consiglio di Pace, ha ricordato. "Mi hanno chiesto di fare il presidente. Non era qualcosa che volevo fare, ma il Consiglio di Pace sarà un gruppo molto potente di persone, e avrà molto potere in termini di Medio Oriente", ha sottolineato. Restano nodi da risolvere per la futura leadership palestinese, prevista sempre dal piano. Uno dei candidati più accreditati è Marwan Barghouti che però Israele si rifiuta di liberare dal carcere. Trump ha garantito che se ne occuperà: "Prenderò una decisione".
Trump, 'l'annessione della Cisgiordania non accadrà'
Israele non annetterà la Cisgiordania "perchè ho dato la mia parola ai paesi arabi". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al Time. "Non accadrà. Israele perderebbe tutto il sostegno degli Stati Uniti se ciò accadesse", ha avvertito.
Trump: “Netanyahu l'ho fermato io, avrebbe continuato”
"BIbi, non puoi combattere ilmondo. Puoi combattere battaglie individuali, ma il mondo è contro di te. E Israele è un posto molto piccolo rispetto al mondo." Così Donald Trump si è rivolto al premier israeliano per convincerlo a fermare la guerra a Gaza, secondo quanto raccontato dal presidente in un'intervista al Time pubblicata oggi ma registrata il 15 ottobre. "Avrebbe continuato. Sarebbe andato avanti per anni", ha ggiunto. "Quando ha commesso quell'errore tattico, quello in Qatar, è stato terribile ma in realtà, e l'ho detto all'emiro, questa è stata una delle cose che ci ha uniti tutti", ha detto ancora Trump.
Idf, ucciso con drone attentatore oltre linea gialla Gaza
Le forze armate israeliane affermano di aver effettuato un attacco con droni contro un "terrorista palestinese" che ha attraversato la Linea Gialla, oltre la quale l'esercito si è ritirato in base ai termini dell'attuale cessate il fuoco, a Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza. Secondo l'Idf l'agente era stato scoperto mentre attraversava la Linea Gialla "in un modo che rappresentava una minaccia imminente" per le truppe. L'esercito israeliano ha spiegato che le truppe hanno diretto un drone dell'aeronautica militare israeliana che ha colpito e ucciso l'uomo. La notizia è stata confermata anche dai media palestinesi.
Vance: “Voto Knesset su Cisgiordania è stato un insulto”
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha criticato il voto della Knesset, il parlamento israeliano, sull'annessione della Cisgiordania definendo la mossa un "insulto". Parlando sulla pista dell'aeroporto internazionale di Tel Aviv prima di partire al termine della sua visita in Israele, Vance ha affermato che se il voto fosse una "manovra politica", allora "sarebbe una manovra politica molto stupida".
Vance: “Per Trump la Cisgiordania non sarà annessa da Israele”
"La politica di Trump è che la Cisgiordania non sarà annessa da Israele". Lo afferma il vicepresidente degli Usa J.D. Vance in Israele, come riporta Haaretz. Gli Stati Uniti non consentiranno a Israele di annettere la Cisgiordania. Ad assicurarlo è stato il vicepresidente americano, J.D. Vance, al termine della sua visita a Gerusalemme. "Il voto alla Knesset sull'annessione della Cisgiordania è stato uno stupido stratagemma", ha sottolineato, "non permetteremo a Israele di annettere la Cisgiordania e non siamo contenti di questo voto"
Idf: “Colpita base militare di Hezbollah in Libano”
L'Idf afferma di aver attaccato una base militare di Hezbollah, utilizzata per la produzione di missili, nella regione libanese della Bekaa. Secondo un rapporto dell'agenzia di stampa qatariota Al Araby, gli attacchi sono avvenuti vicino al confine con la Siria. Lo riporta Haaretz
Media libanesi: “Raid dell’Idf sulla valle della Beqaa”
I media libanesi riferiscono di un'ondata di attacchi aerei israeliani nella valle orientale della Beqaa avvenuta poco fa. Non ci sono commenti immediati da parte delle forze armate israeliane
I dipendenti del museo Yad Vashem in sciopero: mai accaduto prima
I 400 dipendenti del museo dell'Olocausto di Yad Vashem, a Gerusalemme, sono in sciopero oggi tutta la giornata per protestare contro il mancato accordo sul previsto aumento di salario. Lo scrive il Times of Israele. Non era mai accaduto nei 20 anni di storia del memoriale, inaugurato nel 2005. Il sito è rimasto comunque aperto, ha chiarito la direzione dello Yad Vashem. I lavoratori accusano il ministero delle Finanze e gli amministratori di Yad Vashem di avere fatto marcia indietro sull'intesa raggiunta dopo sette anni di trattative. Secondo i rappresentanti sindacali, lo stipendio medio di Yad Vashem è inferiore del 72% rispetto alla media del settore pubblico, con molti lavoratori che guadagnano meno di 9.000 shekel, circa 2.500 euro. "I dipendenti che hanno dedicato la loro vita a preservare la memoria dell'Olocausto sono trattati con disprezzo", ha dichiarato un esponente del sindacato, Yiftach Meiri, "questo è un fallimento morale dello Stato". Secondo Yad Vashem, il 95% del nuovo contratto collettivo è già stato finalizzato, con "aumenti salariali significativi" per i prossimi cinque anni. Le restanti divergenze sono "colmabili", ha assicurato la dirigenza del museo
Media: “L’Idf vuole ridurre la presenza in Cisgiordania”
Le Forze armate israeliane hanno deciso di ridurre significativamente il numero delle truppe impiegate in Cisgiordania. Lo scrive Ynet. Con lo scoppio della guerra, dopo gli eventi del 7 ottobre, nel Territorio palestinese sono stati inviati migliaia di militari per prevenire possibili altri attentati in grande stile. Da allora, sulla base di valutazioni della sicurezza, l'Idf ha aumentato e diminuito le sue forze. Secondo Ynet, l'intenzione ora è quella di ridurle in modo significativo. Fonti dell'Idf hanno riferito che non è stata ancora presa una decisione definitiva in merito. Il possibile ridispiegamento dell'Idf ha messo in allarme i partiti che sostengono i coloni. Il deputato Zvi Sukkot (Sionismo religioso) ha scritto al capo di stato maggiore dell'Idf, il generale Eyal Zamir, per comunicargli le sue preoccupazioni. "A quanto ho appreso, è stata recentemente emanata una direttiva per ridurre le forze del Comando nella regione di Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr) di circa il 30% nelle prossime settimane, con l'intenzione di portare in futuro a una completa cessazione della loro attività", ha spiegato, "per questo, in molte comunità si sono create lacune significative tra le esigenze di protezione sul terreno e l'attuale mandato dell'Idf"
Stasera a Ciampino volo con gli studenti in arrivo da Gaza
Atterreranno all'aeroporto di Roma-Ciampino Militare questa sera alle 19.30 circa i due voli speciali con a bordo un gruppo di 49 studenti e ricercatori palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza che saranno accolti in Italia grazie a programmi di borse di studio. Uno dei due voli, proseguirà poi per l'aeroporto di Milano. L'iniziativa include anche un gruppo di 16 cittadini palestinesi che giungeranno in Italia per ricongiungimento familiare. Ad accoglierli a Ciampino, in rappresentanza del Governo, ci sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme alla ministra dell'Università e della ricerca Anna Maria Bernini che si sta attualmente recando ad Amman per accompagnare il gruppo di borsisti
Oms: “Evacuati i primi 41 malati da Gaza”
Nella prima evacuazione medica dall'inizio del cessate il fuoco, il capo dell'Oms Tedros Adhanom ha dichiarato di aver evacuato 41 pazienti critici e 145 accompagnatori dalla Striscia di Gaza . In una dichiarazione pubblicata su X, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato le nazioni a mostrare solidarietà e ad aiutare 15.000 pazienti che sono ancora in attesa dell'autorizzazione a ricevere cure mediche fuori Gaza
Coscrizione dei religiosi, il partiro ultra-ortodosso Shas rinuncia a tutte le cariche alla Knesset
Il partito ultra-ortodosso Shas ha annunciato oggi le dimissioni da tutte le cariche che occupa alla Knesset. Ancora una volta, a scatenare le ire del partito ultra-ortodosso sono stati i ritardi nell'approvazione di una legge che esenti dal servizio militare gli studenti delle yeshivah, le scuole religiose. I deputati di Shas non presiederanno più le commissioni Istruzione, Salute e Divari sociali. Alla fine di luglio Shas aveva già rinunciato ai posti di governo. "Quando lo status degli studenti della yeshiva sarà risolto, Shas tornerà alle sue posizioni nel governo e nella Knesset", si legge in una dichiarazione riportata dal quotidiano Ynet
Bando dei giornalisti a Gaza, l’Alta Corte rinvia la decisione
L'Alta Corte di Giustizia israeliana ha rinviato di un altro mese la decisione sul ricorso contro il divieto di ingresso di giornalisti a Gaza. I magistrati hanno dato al governo altri 30 giorni di tempo per depositare un aggiornamento sulle ragioni della messa al bando della stampa.
La petizione era stata presentata nel 2024 dalla Foreign Press Association (Fpa). Il governo del premier Benjamin Netanyahu aveva chiuso l'acceso ai giornalisti motivando la decisione con i rischi per la sicurezza dei militari dell'Idf e dei giornalisti stessi. Nel frattempo, hanno sottolineato i tre giudici, con il cessate il fuoco entrato in vigore all'inizio di questo mese la situazione sul terreno è cambiata e dunque serve una nuova valutazione. E per un altro mese la stampa non potrà entrare ancora liberamente a Gaza
Madrid: “Bene la corte Aia su obblighi Israele in territori occupati
"La Spagna accoglie con favore il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia che risponde alla richiesta dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sugli obblighi di Israele in qualità di membro dell'Onu e potenza occupante nel territorio palestinese occupato". Lo ha affermato il ministero degli Esteri iberico in una nota. Il parere include importanti dichiarazioni della Corte, con sede all'Aia sugli obblighi di Israele in qualità di membro delle Nazioni Unite e di potenza occupante nel territorio palestinese, quali l'obbligo di cooperare pienamente con l'Organizzazione e di rispettare i suoi privilegi e immunità; i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, che includono la garanzia dell'assistenza umanitaria, l'agevolazione dell'azione delle Nazioni Unite, compresa l'Unrwa, la protezione del personale umanitario e medico, il rispetto del divieto di utilizzare la fame come arma di guerra e il divieto di sfollamenti forzati della popolazione
Msf, 'aumentare evacuazioni mediche da Gaza in modo urgente'
A Gaza, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) più di 15.600 pazienti hanno bisogno di un'evacuazione medica urgente, mentre 740 pazienti, di cui 137 bambini, sono morti tra luglio 2024 e agosto 2025 in attesa di un'evacuazione medica. Medici Senza Frontiere lancia un appello ai governi di tutto il mondo: le evacuazioni mediche da Gaza devono aumentare in modo drastico e urgente. "Si tratta di morti evitabili, causate non solo dalla distruzione degli ospedali, ma anche dall'inazione politica" ha dichiarato in una nota il dr. Javid Abdelmoneim, presidente internazionale di Msf. Tra queste morti evitabili c'è anche quella di Sarah, nata con una rara malattia genetica che, spiega la ong, comprometteva la capacità del suo corpo di assorbire i nutrienti. Sarah, si legge nel comunicato, è morta a soli 6 mesi mentre aspettava di essere evacuata. Riconoscendo l'impegno dell'Italia, primo paese occidentale per numero di persone accolte (196), Msf invita il governo italiano a rafforzare ulteriormente le evacuazioni alla luce degli ingenti bisogni ancora presenti. Inoltre, insieme ad altre associazioni, ha manifestato alle autorità la propria disponibilità a collaborare nella presa in carico dei pazienti una volta in Italia.
Accesso media a Gaza, Corte Suprema Israele rinvia udienza
La Corte Suprema israeliana ha rinviato l'udienza su una petizione, presentata da un'organizzazione che rappresenta i media internazionali in Israele e nei territori palestinesi, che chiede l'accesso indipendente ai giornalisti a Gaza. Dall'inizio della guerra di Gaza nell'ottobre 2023, le autorità israeliane hanno impedito ai cronisti stranieri di entrare nel territorio devastato, accogliendo solo una manciata di giornalisti in visite strettamente controllate insieme alle proprie truppe. Il Procuratore di Stato ha riconosciuto che "la situazione è cambiata" e ha chiesto altri 30 giorni per esaminare le circostanze. Non è stata fissata una data per la prossima udienza. "Aspettiamo da molto tempo questo giorno, "aveva dichiarato la presidente dell'Associazione Stampa Estera nell'area (Fpa), Tania Kraemer, "stiamo dicendo che speriamo di entrare a Gaza, che aprano Gaza dopo questo lungo blocco e che speriamo di poterci entrare per lavorare insieme ai nostri colleghi palestinesi". "Abbiamo il diritto di informare il pubblico, la gente del mondo, il pubblico israeliano, la popolazione palestinese", ha detto Nicolas Rouget, membro del consiglio di amministrazione dell'Fpa, fuori dall'aula prima dell'udienza, "riteniamo di dover sostenere loro, i nostri colleghi palestinesi a Gaza, che sono stati gli unici in grado di informare il pubblico su questo conflitto negli ultimi due anni". Secondo Reporter Senza Frontiere, le forze armate israeliane hanno ucciso 210 giornalisti palestinesi dall'inizio del conflitto.
Madrid plaude parere Corte Aja su Israele in territori occupati
La Spagna ha accolto con favore il parere consultivo emesso dalla Corte internazionale di Giustizia (Cig) in risposta alla richiesta dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle obbligazioni di Israele come membro dell'Onu e potenza occupante nei Territori palestinesi occupati. In una nota diffusa dal ministero degli Esteri, Madrid "saluta il pronunciamento consultivo" della Cig e sottolinea l'importanza delle conclusioni espresse dai giudici dell'Aja, che ribadiscono i doveri di Israele in base al diritto internazionale e alla Carta di Nazioni Unite, fra cui "il dovere di cooperare pienamente con l'Organizzazione e di rispettare i suoi privilegi e immunità", nonché di osservare il diritto internazionale umanitario, garantendo l'accesso agli aiuti, facilitare l'azione dell'Unrwa e la protezione del personale civile, medico e umanitario. Tra gli obblighi richiamati figurano anche il divieto della fame come arma di guerra e quello di spostamenti forzosi della popolazione. Madrid esorta la comunità internazionale a prendere in considerazioni le conclusioni del parere e "adottare al riguardo le misure opportune".
Vance visita chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e sua moglie Usha stanno visitando la chiesa del Santo Sepolcro nella Città Vecchia di Gerusalemme. Lo riferiscono i media Usa. Vance, cattolico, in seguito assisterà a una messa privata, dopo la quale si recherà a Tel Aviv e incontrerà il capo dello staff delle Israel Defense Forces e altri alti ufficiali dell'esercito israeliano.
Media: “Su Blair a Gaza, no di Egitto, Turchia e Qatar”
Egitto, Turchia e Qatar stanno cercando di convincere gli Stati Uniti a non nominare l'ex premier britannico Tony Blair a capo del "Consiglio di Pace" che dovrebbe gestire la transizione nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti palestinesi al quotidiano libanese Al-Akhbar, vicino a Hezbollah. Secondo le fonti, tale orientamento sarebbe emerso da un vertice al Cairo sulla seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco con Israele, vertice al quale hanno partecipato le varie fazioni palestinesi.
Fonti Israele, "Unrwa non metterà più piede a Gaza"
Un funzionario israeliano ha avvertito che l'Unrwa "non metterà più piede a Gaza" nonostante la sentenza di ieri della Corte internazionale di giustizia che invita Israele a collaborare con l'agenzia delle Nazioni Unite. Il funzionario, che ha parlato in forma anonima all'emittente pubblica Kan, afferma che ogni agenzia delle Nazioni Unite che ha operato nella Striscia ha fallito la sua missione o si è lasciata controllare da Hamas. Secondo la fonte, Israele ha trasmesso questo messaggio anche agli Stati Uniti "nella speranza che gli americani concordino con Israele sulla questione". La Corte dell'Aia ha stabilito ieri che Israele è legalmente obbligato a consentire all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso dei profughi palestinesi di fornire aiuti umanitari a Gaza, affermando che Israele non ha presentato prove sufficienti delle sue accuse secondo cui l'Unrwa è stata infiltrata da Hamas e quindi non più neutrale.
Media, Vance vedrà capo Difesa e Idf prima di lasciare Israele
Il vicepresidente statunitense J.D. Vance incontrerà a mezzogiorno (le 11 in Italia) il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, il ministro degli Affari strategici Ron Dermer e i vertici dell'Idf, tra cui il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, presso il quartier generale militare di Kirya a Tel Aviv. Lo ha dichiarato l'ufficio di Katz, scrive il Times of Israel. Si prevede che l'incontro si concentrerà principalmente sulla Striscia di Gaza.
Israele valuterà l’ingresso dei media stranieri a Gaza
La Corte Suprema israeliana esaminerà oggi una petizione, presentata dall'Associazione della Stampa Estera (Fpa) che rappresenta i media internazionali in Israele e nei territori palestinesi, che chiede l'accesso indipendente ai giornalisti a Gaza. Dall'ottobre del 2023 le autorità israeliane hanno impedito ai giornalisti stranieri di entrare nel territorio devastato, accogliendo solo una manciata di giornalisti in visite strettamente controllate insieme alle proprie truppe. “Per oltre due anni, Israele ha impedito ai giornalisti stranieri di entrare nel territorio, ostacolando notevolmente la capacità dei media di coprire questo conflitto devastante. Siamo lieti di avere finalmente il nostro giorno in tribunale e speriamo che i giudici approvino rapidamente la nostra richiesta di ingresso a Gaza", ha detto Tania Kraemer, presidente dell'Fpa, "è giunto il momento che Israele revochi la chiusura e ci lasci lavorare insieme ai nostri colleghi palestinesi".
Rubio: “L’annessione della Cisgiordania una minaccia per la pace”
Il Segretario di Stato Marco Rubio, che visiterà Israele, ha avvertito Tel Aviv di star mettendo in discussione la tenuta dell’accordo di pace sostenuto da Trump, dopo che il parlamento israeliano ha compiuto il primo passo verso l'annessione della Cisgiordania. "Penso che il presidente abbia fatto in modo che non sia qualcosa che possiamo sostenere in questo momento", ha detto Rubio ai giornalisti mentre partiva per Israele, affermando che l'annessione sarebbe una "minaccia" per l'accordo di pace e "controproducente".
Rubio in Israele
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio si recherà in Israele per sostenere l'attuazione del piano di pace di Trump per Gaza. Lo ha confermato il Dipartimento di Stato americano in una nota: "Durante la sua visita, il Segretario riaffermerà il fermo impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele e collaborerà con i partner per consolidare lo slancio storico verso una pace duratura e l'integrazione in Medio Oriente". È stato poi confermato che Rubio incontrerà Netanyahu: sarà in Israele dal 23 al 25 ottobre e si unirà poi al tour di Trump in Asia. "Il Segretario Rubio si recherà a Kuala Lumpur, Tokyo e Gyeongju dal 26 al 30 ottobre per promuovere la pace e la prosperità nella regione Asia-Pacifico, anche in occasione dei vertici dell'Asean e delle relative riunioni, nonché della Settimana dei leader economici dell'Asia-Pacific Economic Cooperation".
Usa: “Su Israele sentenza corrotta della Corte internazionale di giustizia”
L'amministrazione Trump ha criticato quella che ha definito "un'altra sentenza corrotta" della Corte Internazionale di Giustizia, dopo che il tribunale ha stabilito che Israele è legalmente obbligato a consentire all'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi Unrwa di fornire assistenza umanitaria a Gaza e che la fornitura di aiuti alla Striscia durante la guerra è stata inadeguata. "Mentre il presidente Trump e il segretario Rubio lavorano instancabilmente per portare la pace nella regione, questa cosiddetta ‘corte’ emette un ‘parere consultivo’ palesemente politicizzato e non vincolante che attacca ingiustamente Israele e dà all'Unrwa un lasciapassare per il suo profondo coinvolgimento e il suo sostegno materiale al terrorismo di Hamas", afferma una dichiarazione del Dipartimento di Stato. "Il continuo abuso della discrezionalità della Corte Internazionale di Giustizia nel suo parere consultivo suggerisce che non sia altro che uno strumento politico di parte, che può essere utilizzato come arma contro gli americani", aggiunge la dichiarazione Usa rilanciata dal Times of Israel.