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Trump: “Non incontrerò Putin. Sanzioni Usa sul petrolio russo”. Zelensky: sì a congelare il fronte

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Bessent: “Approvate misure senza precedenti, colpiamo Rosneft e Lukoil”. Il Wsj: “Sbloccato l’uso degli Storm Shadow”, ma il presidente smentisce su Truth
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NEW YORK – Trump impone nuove sanzioni sul petrolio russo ma esclude la fornitura dei Tomahawk all’Ucraina. Secondo il Wall Street Journal, però, gli Usa hanno autorizzato Kiev a colpire obiettivi nel territorio di Mosca con i missili a lungo raggio britannici Storm Shadow.

Queste mosse, annunciate ieri durante la visita nello Studio Ovale del segretario generale della Nato Rutte, dimostrano che il rifiuto di Putin di accettare il cessate il fuoco e negoziare in maniera onesta una soluzione diplomatica alla sua invasione inizia ad avere effetti su Washington. Il capo della Casa Bianca ha confermato che il vertice di Budapest è cancellato e ha aggiunto: «Ogni volta che parlo con Vladimir la conversazione va bene, ma non porta da nessuna parte. Spero che dopo le sanzioni diventi ragionevole. Speriamo che diventino ragionevoli entrambi. Zelensky e Putin si odiano». Invece il presidente conferma: «Incontrerò Xi in Corea e parlerò con lui di come chiudere la guerra». Trump non inte…

NEW YORK – Trump impone nuove sanzioni sul petrolio russo ma esclude la fornitura dei Tomahawk all’Ucraina. Secondo il Wall Street Journal, però, gli Usa hanno autorizzato Kiev a colpire obiettivi nel territorio di Mosca con i missili a lungo raggio britannici Storm Shadow.

Queste mosse, annunciate ieri durante la visita nello Studio Ovale del segretario generale della Nato Rutte, dimostrano che il rifiuto di Putin di accettare il cessate il fuoco e negoziare in maniera onesta una soluzione diplomatica alla sua invasione inizia ad avere effetti su Washington. Il capo della Casa Bianca ha confermato che il vertice di Budapest è cancellato e ha aggiunto: «Ogni volta che parlo con Vladimir la conversazione va bene, ma non porta da nessuna parte. Spero che dopo le sanzioni diventi ragionevole. Speriamo che diventino ragionevoli entrambi. Zelensky e Putin si odiano». Invece il presidente conferma: «Incontrerò Xi in Corea e parlerò con lui di come chiudere la guerra». Trump non intende dare i Tomahawk a Kiev: «Ci vuole un anno per imparare ad usarli. Gli ucraini non possono farlo. L’unico modo in cui un Tomahawk può essere sparato è se lo lanciamo noi, e non intendiamo farlo».

Nelle ultime settimane il capo della Casa Bianca si era mostrato urtato dall’ex amico del Cremlino, quindi aveva minacciato di fornire più armi e Kiev e imporre sanzioni secondarie per bloccare le esportazioni di energia russa. Putin si era affrettato a chiamarlo il 16 ottobre, giorno prima della visita a Washington di Zelensky che avrebbe potuto sbloccare la consegna dei Tomahawk, e ancora una volta era riuscito a riportarlo dalla sua parte. Il presidente americano infatti aveva negato i missili ed era tornato a sposare la retorica del russo, sollecitando il leader ucraino a cedere l’intero Donbass per non essere distrutto. Quindi aveva annunciato l’imminente vertice di Budapest. Allora Rutte, che con Trump ha costruito un solido rapporto grazie all’impegno dei Paesi Nato ad investire il 5% del pil in difesa, ha cercato di vederlo al più presto per ricondurlo sulla retta via.

Nel frattempo lo stesso capo della Casa Bianca si è reso conto che rivedere quello del Cremlino sarebbe stata «una perdita di tempo», perché il ministro degli Esteri Lavrov ha chiarito al segretario di Stato Rubio che non hanno intenzione di accettare la tregua e pretendono l’intero Donbass, più l’eliminazione delle “cause di fondo” del conflitto, per fermare l’aggressione. Allora il vertice di Budapest è stato cancellato, ma l’appuntamento con Rutte ormai era preso e lui è venuto per prevenire altre sorprese e definire una linea comune. Zelensky lo ha aiutato, dichiarando che «congelare la guerra lungo la linea attuale del fronte, come proposto dal presidente Trump, sarebbe un buon compromesso». Gli europei hanno scritto lo stesso concetto nel documento di martedì e così hanno rimesso nell’angolo Putin che, pretendendo la resa totale di Kiev, ha confermato di essere il vero ostacolo alla pace.

Rutte sembra aver convinto Trump che non esistono alternative ad alzare la pressione. Le sanzioni annunciate dal segretario al Tesoro Bessent saranno «le più grandi fino ad ora» e colpiranno Rosneft e Lukoil. Nello stesso tempo il Wall Street Journal ha scritto che Washington avrebbe dato via libera all’uso dei missili britannici Storm Shadow, subito impiegati per colpire l’impianto russo di Bryansk che produce esplosivi e carburante. Il presidente ha smentito di avere a che fare con questi attacchi ma la verità è che gli ucraini per colpire la Russia hanno bisogno dell’intelligence americana. I Tomahawk servirebbero allo stesso scopo, ma Trump frena, sperando che le misure prese bastino per spingere Putin a trattare.

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