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Connolly seduce l’Irlanda, la sinistra radicale favorita al voto delle presidenziali

L’isola ieri alle urne. Propal e molto dura contro Nato e Usa, la psicologa e avvocata è largamente favorita
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LONDRA – Alle elezioni presidenziali in Irlanda, stamattina potrebbe vincere una donna di sinistra radicale, di 68 anni, fervente sostenitrice della Palestina e che da tempo critica la Nato, il riarmo europeo e «l’imperialismo americano». Il suo nome è Catherine Connolly, ex psicologa e avvocata di Galway, e nei sondaggi è sempre stata molto avanti rispetto alla sua sfidante. Un’altra donna, ma rappresentante dell’establishment: Heather Humphreys.

Il ruolo di presidente della Repubblica irlandese è in gran parte cerimoniale: come in Italia il mandato dura 7 anni e l’Uachtarán na hÉireann (in gaelico) firma le leggi decise dal Parlamento. Anche il capo dello Stato uscente, il poeta Michael Higgins, è un’altra figura di sinistra, con posizioni controverse in politica estera. Ma l’elezione dell’outsider Connolly scuoterebbe ancora di più l’isola smeraldo.

Madre di due figli cresciuta vicino a Galway, Connolly è la settima di 14 figli – sette maschi e sette femmine –. Sua madre muore qu…

LONDRA – Alle elezioni presidenziali in Irlanda, stamattina potrebbe vincere una donna di sinistra radicale, di 68 anni, fervente sostenitrice della Palestina e che da tempo critica la Nato, il riarmo europeo e «l’imperialismo americano». Il suo nome è Catherine Connolly, ex psicologa e avvocata di Galway, e nei sondaggi è sempre stata molto avanti rispetto alla sua sfidante. Un’altra donna, ma rappresentante dell’establishment: Heather Humphreys.

Il ruolo di presidente della Repubblica irlandese è in gran parte cerimoniale: come in Italia il mandato dura 7 anni e l’Uachtarán na hÉireann (in gaelico) firma le leggi decise dal Parlamento. Anche il capo dello Stato uscente, il poeta Michael Higgins, è un’altra figura di sinistra, con posizioni controverse in politica estera. Ma l’elezione dell’outsider Connolly scuoterebbe ancora di più l’isola smeraldo.

Madre di due figli cresciuta vicino a Galway, Connolly è la settima di 14 figli – sette maschi e sette femmine –. Sua madre muore quando Catherine ha nove anni. Il suo attivismo di sinistra inizia da bambina, quando nel suo quartiere viene organizzata una protesta contro l’arrivo di una famiglia di nomadi rom e il padre le vieta di partecipare. Da allora si è sempre battuta per loro: «Era una minoranza trattata male dalla società, e tuttavia il loro spirito gioioso mi ha offerto una prospettiva preziosa», ha dichiarato Connolly alla Press Association.

Ex addetta alle pulizie, ex infermiera in Germania, ex cameriera d’albergo e grande sportiva (calciatrice, maratoneta e triatleta), Connolly è presto diventata psicologa e avvocatessa, per poi farsi eleggere a sindaca di Galway. Dopo aver lasciato il Labour, oggi è parlamentare indipendente ed è nota per le sue posizioni radicali sul Medio Oriente e sulla neutralità militare dell’Irlanda.

Negli ultimi anni ha accusato la Nato di fomentare la guerra in Ucraina, ha paragonato la spesa militare della Germania a quella degli anni Trenta, ha votato contro i trattati dell’Ue e ha affermato che Hamas «fa parte del tessuto del popolo palestinese». Inoltre, ha criticato l’uso dell’aeroporto di Shannon da parte delle forze armate Usa.

La sua avversaria invece, la 64enne presbiteriana Heather Humphreys, ex pluriministra ed esponente di uno dei due partiti centristi da sempre al governo, il Fine Gael, ha ricevuto l’endorsement addirittura del primo ministro Micheál Martin e del predecessore Bertie Ahern. Ma potrebbe non bastare. Nell’ultimo sondaggio di giovedì, prima del voto di ieri, Connolly era avanti con il 40%, contro il 25% di Humphreys.

Insomma, potrebbe farcela già al primo conteggio di oggi, nel sistema elettorale “a preferenze trasferibili” dell’Irlanda (dove si votano i candidati in ordine di gradimento, per cui se nessuno raggiunge il quorum si contano anche le seconde scelte). Anche perché il terzo candidato, Jim Gavin, esponente dell’altro partito di governo Fianna Fáil, è rimasto sulle schede elettorali ma si è ritirato dalla corsa settimane fa, per uno scandalo di 3mila euro non risarciti a un affittuario di una sua proprietà.

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