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Trema il Donbass, i russi arrivano fino a Lyman e dilagano anche a Pokrovsk

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Soldati di Mosca sono stati avvistati lontano da quella che si riteneva la prima linea riuscendo a infiltrarsi dai boschi in piccole squadre. Gli ucraini controllano il terreno solo tramite i droni
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La guerra nel Donbass si è trasformata in una lotta senza confini, combattuta in una gigantesca zona grigia dove è difficile capire chi controlli cosa. Giovedì avanguardie russe sono comparse nella periferia di Lyman, decine di chilometri dietro la prima linea ucraina. Questa città fa da cerniera tra le regioni di Kharkiv e Donetsk: è strategica perché domina alcune strade fondamentali. Da sei mesi le truppe di Mosca cercano di insidiarla e ora hanno fatto infiltrare squadre d’assalto attraverso il grande parco naturale più a nord: la foresta offre riparo dai droni, che sono onnipresenti, e i fanti si muovono di notte per sfuggire alla loro vigilanza.

Tutto è in funzione dei droni: per marciare più velocemente i russi si portano dietro solo armi e caricatori, poi i quadricotteri gli consegnano acqua e cibo dal cielo. C’è un triangolo nei boschi, segnato dalle località di Yampil-Lyman-Zarichne, dove le forze speciali ucraine vanno alla caccia degli incursori nemici, scatenando agg…

La guerra nel Donbass si è trasformata in una lotta senza confini, combattuta in una gigantesca zona grigia dove è difficile capire chi controlli cosa. Giovedì avanguardie russe sono comparse nella periferia di Lyman, decine di chilometri dietro la prima linea ucraina. Questa città fa da cerniera tra le regioni di Kharkiv e Donetsk: è strategica perché domina alcune strade fondamentali. Da sei mesi le truppe di Mosca cercano di insidiarla e ora hanno fatto infiltrare squadre d’assalto attraverso il grande parco naturale più a nord: la foresta offre riparo dai droni, che sono onnipresenti, e i fanti si muovono di notte per sfuggire alla loro vigilanza.

Tutto è in funzione dei droni: per marciare più velocemente i russi si portano dietro solo armi e caricatori, poi i quadricotteri gli consegnano acqua e cibo dal cielo. C’è un triangolo nei boschi, segnato dalle località di Yampil-Lyman-Zarichne, dove le forze speciali ucraine vanno alla caccia degli incursori nemici, scatenando agguati improvvisi. Ma nemmeno questa barriera flessibile riesce più a fermare la pressione russa.

Finora i reparti di Kiev hanno impedito agli invasori di consolidare le posizioni grazie soprattutto alla superiorità delle loro macchine volanti: ora i comandi di Mosca stanno ribaltando la situazione, con nuovi modelli e con piloti meglio addestrati. In questo momento, in Ucraina si vince conquistando il dominio del cielo: non ad alta quota, come teorizzano le dottrine della Nato sulla supremazia dei supercaccia, ma in quella fascia di 100-300 metri dal suolo popolata di micidiali elicotterini e aeroplanini telecomandati.

Lunedì è attesa la pioggia, che ostacolerà l’attività dei droni: si teme che i russi ne approfitteranno per mandare alla carica le riserve di carri armati e di cingolati per il trasporto delle truppe, cercando di esibire la bandiera in un territorio quanto più vasto possibile.

Giovedì ci sono state numerose sortite verso Serebianka e Siversk. La tattica è la stessa: vengono concentrati rapidamente gruppi di mezzi corazzati, nascondendoli alla sorveglianza ucraina, che si lanciano in avanti assieme a ondate di motociclisti. Non appena i droni-ricognitori li avvistano, fanno partire i quadricotteri kamikaze per distruggerli prima che possano sbarcare i fanti nei resti dei centri abitati. Ma i tank sono stati trasformati in testuggini: vengono rivestiti da un guscio di lamiera, griglie e aste di acciaio per respingere le bombe volanti. Giovedì a sud di Serebianka ci sono voluti più di dodici droni per fermare uno di questi “mostri” cingolati: il carapace ha neutralizzato lo scoppio dei primi, permettendo al pachiderma d’acciaio di proseguire la sua corsa.

Le propagande contrapposte diffondono notizie addomesticate e rendono difficile decifrare la situazione complessiva. Di sicuro le brigate del Cremlino stanno andando all’assalto ovunque. Ormai il Lugansk, dove agli ucraini era rimasta una zona minuscola, è tutto russo e la battaglia nel Donetsk cresce di intensità ora dopo ora. La manovra principale punta a bloccare le strade e così isolare le città-fortezza che proteggono l’ultima parte della provincia nelle mani di Kiev.

Contemporaneamente, gli invasori occupano un villaggio dopo l’altro, senza badare al sacrificio dei soldati. Lyman è ancora saldamente ucraina, ma a Pokrovsk e a Kupyansk le cose si stanno facendo difficili.

Secondo i militari intervistati dalla Ukrainska Pravda, 250 soldati di Mosca combattono all'interno di Pokrovsk: sono addestrati e motivati, individuano le centrali di comando dei droni e le basi dell'artiglieria nascoste nelle macerie dei palazzi poi le distruggono con assalti diretti. "I nostri non ce la fanno più - ha dichiarato un ufficiale ucraino - ; ci sono battaglioni che combattono da tre mesi e non ricevono più rifornimenti. Noi cerchiamo di portargli l'acqua con i droni... L'unico modo di raggiungere la città è camminare: una marcia di 10-15 chilometri". I veicoli non hanno speranze: i russi non li lasciano passare.

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