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Trump risponde a Putin: “Riavviamo i test nucleari”. Vance: “Sono necessari”

Il test nucleare Usa del 1954

 (reuters)

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L’annuncio ha suscitato dubbi su un possibile errore del presidente ma poi il suo vice ha confermato: “Servono a verificare i nostri arsenali”
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NEW YORK – Gli Usa riprenderanno i test delle armi atomiche, a meno che Trump non si sia confuso e intendesse altro. Il vice Vance conferma le esplosioni, per assicurare che l’arsenale americano «funzioni bene», ma gli esperti del settore replicano che non avvengono dal 1992 perché non sono necessarie, a meno di voler costruire nuovi ordigni.

Il dubbio sorge per almeno tre motivi: primo, le prove sulle testate nucleari competono al dipartimento all’Energia, non al Pentagono; secondo, non converrebbero strategicamente a Washington; terzo, è possibile che il presidente avesse in mente una risposta ai recenti lanci del rivale Putin, che però riguardano sistemi a propulsione atomica, non l’esplosione delle bombe. L’alternativa, francamente preoccupante, è che invece Trump pensi davvero di essere sull’orlo di una guerra nucleare, e diffonda queste minacce in pubblico per prevenirla.

Poco prima di incontrare il cinese Xi in Corea del Sud, il capo della Casa Bianca ha fatto questo annu…

NEW YORK – Gli Usa riprenderanno i test delle armi atomiche, a meno che Trump non si sia confuso e intendesse altro. Il vice Vance conferma le esplosioni, per assicurare che l’arsenale americano «funzioni bene», ma gli esperti del settore replicano che non avvengono dal 1992 perché non sono necessarie, a meno di voler costruire nuovi ordigni.

Il dubbio sorge per almeno tre motivi: primo, le prove sulle testate nucleari competono al dipartimento all’Energia, non al Pentagono; secondo, non converrebbero strategicamente a Washington; terzo, è possibile che il presidente avesse in mente una risposta ai recenti lanci del rivale Putin, che però riguardano sistemi a propulsione atomica, non l’esplosione delle bombe. L’alternativa, francamente preoccupante, è che invece Trump pensi davvero di essere sull’orlo di una guerra nucleare, e diffonda queste minacce in pubblico per prevenirla.

Poco prima di incontrare il cinese Xi in Corea del Sud, il capo della Casa Bianca ha fatto questo annuncio sul suo social: «Gli Usa possiedono più armi nucleari di qualsiasi altro Paese. Questo obiettivo, incluso un completo ammodernamento e rinnovamento delle armi esistenti, è stato raggiunto nel mio primo mandato. A causa dell’enorme potere distruttivo, odiavo farlo, ma non avevo scelta! La Russia è seconda e la Cina terza, ma sarà in parità entro 5 anni. A causa dei programmi di test di altri Paesi, ho incaricato il Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari su base paritaria. Il processo inizierà immediatamente».

Come prima cosa bisogna evidenziare alcuni errori. In realtà la Russia ha più testate degli Usa, anche se con buona probabilità meno efficienti. Il Pentagono non fa i test nucleari, che competono al dipartimento all’Energia, ma quelli dei missili usati per sganciare le bombe. L’unico sito autorizzato in territorio americano è in Nevada, dove però le autorità locali hanno approvato un divieto per queste esplosioni. L’ultimo test atomico l’ha fatto la Corea del Nord nel 2017, almeno ufficialmente. Russia e Cina hanno provato missili e altri strumenti d’arma a propulsione nucleare, a meno che non abbiano fatto altro in segreto, e quindi se Trump vuole rispondere «su base paritaria», dovrebbe limitarsi a questo genere di esperimenti.

Sull’Air Force One il presidente ha detto che l’annuncio non mirava a Xi e lui in realtà vorrebbe la denuclearizzazione. Ne sta già parlando con Mosca, durante il primo mandato Pechino si era rifiutata di partecipare ai negoziati perché prima vuole colmare le lacune del suo arsenale, ma lui spera che ora la trattativa possa riprendere.

Confusioni a parte, è possibile che il capo della Casa Bianca volesse lanciare un messaggio politico, minacciando test di cui gli Usa non hanno in realtà bisogno per mantenere le loro armi. Il primo destinatario era Putin, affinché smetta i suoi lanci e negozi la pace in Ucraina. Il secondo Xi, affinché freni la sua corsa al riarmo. Il terzo l’Iran, la Corea del Nord o chiunque altro sogni di sviluppare l’atomica, per evitare che possa scoppiare una guerra nucleare.

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