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Missili sulla cerimonia: decine di soldati ucraini uccisi dietro alle linee

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Per la terza volta in pochi mesi un Iskander russo fa strage nella piazza d’armi di Cherkaske, addobbata a festa per una premiazione
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Gli eroi ucraini in fila per una medaglia, e poi il missile. C’è una sceneggiatura che si ripete come un dramma a puntate, incredibile perché prevedibile, assurda perché evitabile. E invece: stesso luogo, nuova strage. È la terza volta, quest’anno, che un missile russo sventra il campo di addestramento di Cherkaske lungo le anse del fiume Samara, nella campagna a nordest di Dnipro. Ancora una volta è un massacro: sabato un Iskander-M russo ha centrato i migliori soldati della 35esima brigata separata del Corpo dei Marines: li avevano allineati sulla piazza d’armi proprio per premiarli. Eroi di guerra uccisi per conferire loro una medaglietta.

Proprio lì, tra le baracche del poligono di Cherkaske, il primo marzo era piovuto un missile russo identico, l’Iskander-M: Mosca disse di avere ucciso 150 soldati e due dozzine di istruttori stranieri, gli ucraini ammisero una quarantina di morti. Il capo delle forze di terra, Mykhailo Drapaty, promise indagini e punizioni. Ma il primo giugn…

Gli eroi ucraini in fila per una medaglia, e poi il missile. C’è una sceneggiatura che si ripete come un dramma a puntate, incredibile perché prevedibile, assurda perché evitabile. E invece: stesso luogo, nuova strage. È la terza volta, quest’anno, che un missile russo sventra il campo di addestramento di Cherkaske lungo le anse del fiume Samara, nella campagna a nordest di Dnipro. Ancora una volta è un massacro: sabato un Iskander-M russo ha centrato i migliori soldati della 35esima brigata separata del Corpo dei Marines: li avevano allineati sulla piazza d’armi proprio per premiarli. Eroi di guerra uccisi per conferire loro una medaglietta.

Proprio lì, tra le baracche del poligono di Cherkaske, il primo marzo era piovuto un missile russo identico, l’Iskander-M: Mosca disse di avere ucciso 150 soldati e due dozzine di istruttori stranieri, gli ucraini ammisero una quarantina di morti. Il capo delle forze di terra, Mykhailo Drapaty, promise indagini e punizioni. Ma il primo giugno ecco un altro Iskander nel campo di Cherkaske, si riempiono gli ospedali e i sacchi neri. Almeno una dozzina di morti. Drapaty stavolta non promise punizioni: si dimise.

Ma la maledizione della piazza d’armi di Cherkaske ha colpito di nuovo. Il primo a bucare il silenzio degli apparati militari è un giornalista di Tsn, Dmitry Svyatnenko. C’era suo fratello Volodymyr, tra i soldati a morire in bella fila. «Ha combattuto dal primo giorno, è sopravvissuto all’inferno a Krynky, Kurakhove, Maryanka, Krasnohorivka... I russi lo hanno ucciso non sul campo di battaglia, nelle retrovie profonde: erano riuniti per essere premiati. Hanno raccolto i migliori piloti e fanti della brigata con un ordine preciso, in area aperta. E sono arrivati i missili. La storia, la negligenza, si ripete».

Non ci sono numeri ufficiali, ma le testimonianze ucraine parlano di «molti morti e feriti». Morire per un premio, un’adunanza o una festa inopportuna è un incubo già inflitto e già subito: a dicembre 2022 nella caserma di Makiivka i filorussi che celebravano il Capodanno persero decine o centinaia di soldati, uccisi da un missile ucraino tra le tavole imbandite. Il 3 novembre 2023 spettò invece a 19 artiglieri della 128a brigata di Transcarpazia: li massacrò un Iskander a una trentina di chilometri dal fronte sud. Erano in fila, al gelo, ad aspettare il colonnello ritardatario per la “Giornata dell’artigliere”: «Tragedia che poteva essere evitata. Non permetteremo accada di nuovo», scrisse sull’Economist il generale Zaluzhny. Macché: solo quest’anno gli assembramenti ucraini nelle piazze d’armi sono diventati funerali 11 volte: a parte i precedenti di Cherkaske ci sono le stragi del 30 maggio a Sumy, del 5 giugno a Poltava, del 21 luglio a Kropyvnytsky; e quelle del 22 giugno, del 29 luglio, del 12 agosto, del 24 settembre...

«Il giorno prima» di essere ucciso, «Volodymyr è stato ripreso dal servizio stampa della brigata», dice il fratello giornalista. Le premiazioni in luoghi aperti sono vietate dal capo delle forze armate, il generale Syrsky. Troppo pericolose: si premia al sicuro, nei rifugi blindati dei quartier generali come ieri ha fatto Zelensky con le forze in prima linea a Dobropillya e a Pokrovsk. Ma farlo in grande stile tra pennacchi e fanfare è tentazione che non svanisce, dimenticando i pochi minuti in cui un missile percorra i 110 km tra Cherkaske e il fronte del Donbass.

Sul suo canale Telegram un soldato della 35a Brigata risale nei sospetti la catena degli errori. «L’arrivo dell’Iskander è una fuga di notizie. Ne sono certi tutti. Non mi sorprenderei se ci fossero talpe ai vertici». «Erano allineati — sostiene un altro post — perché aspettavano Syrsky. A quanto pare avrebbe dovuto consegnare i premi di persona».

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