Sarkozy è uscito di prigione. L’ex presidente: “In cella è stata dura”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Nicolas Sarkozy è tornato in libertà. la sua auto ha lasciato l’istituto penitenziario della Maison de la Santé. La domanda di scarcerazione dell'ex capo dello Stato è stata accolta dal tribunale delle libertà dopo che la procura aveva chiesto la rimessa in libertà vigilata con il divieto per l'ex presidente di qualsiasi forma di contatto con gli altri imputati e testimoni nel dossier libico. Gli sarà interdetto anche di incontrare il ministro della Giustizia Darmanin, che gli aveva fatto visita in carcere – tra le polemiche – il 29 ottobre.
All'udienza erano presenti gli avvocati, i figli e la moglie Carla Bruni. Sarkozy si è collegato dal carcere della Santé dove vive in isolamento dal 21 ottobre. «E' stata dura, molto dura. Voglio rendere omaggio al personale penitenziario, per la loro umanità, che mi hanno aiutato a sopportare questo incubo».
Sarkozy è uscito poco dopo la decisione di scarcerazione, tornando nella sua casa parigina dentro una macchina blindata dai vetri s…
PARIGI – Nicolas Sarkozy è tornato in libertà. la sua auto ha lasciato l’istituto penitenziario della Maison de la Santé. La domanda di scarcerazione dell'ex capo dello Stato è stata accolta dal tribunale delle libertà dopo che la procura aveva chiesto la rimessa in libertà vigilata con il divieto per l'ex presidente di qualsiasi forma di contatto con gli altri imputati e testimoni nel dossier libico. Gli sarà interdetto anche di incontrare il ministro della Giustizia Darmanin, che gli aveva fatto visita in carcere – tra le polemiche – il 29 ottobre.
All'udienza erano presenti gli avvocati, i figli e la moglie Carla Bruni. Sarkozy si è collegato dal carcere della Santé dove vive in isolamento dal 21 ottobre. «E' stata dura, molto dura. Voglio rendere omaggio al personale penitenziario, per la loro umanità, che mi hanno aiutato a sopportare questo incubo».
Sarkozy è uscito poco dopo la decisione di scarcerazione, tornando nella sua casa parigina dentro una macchina blindata dai vetri scuri, riuscendo a sfuggire a telecamere e fotografi. Non parteciperà domani alle commemorazioni dell’armistizio né a quelle degli attentati del 13 Novembre. «La legge è stata applicata» ha scritto sul suo profilo social una volta tornato a casa. «Ora preparerò il processo di appello. La mia energia è tesa verso l’unico scopo di provare la mia innocenza. La verità trionferà» ha aggiunto l’ex capo dello Stato. Il processo di appello è previsto a marzo.
La detenzione dell’ex capo dello Stato, un inedito assoluto nella storia della Quinta Repubblica, aveva provocato uno shock nella politica francese, con il ministro della Giustizia che è andato a trovarlo in carcere, ufficialmente per «accertarsi delle sue condizioni di sicurezza». Anche se i suoi avvocati negano qualsiasi trattamento di favore, per qualche settimana il più famoso detenuto di Francia è stato sorvegliato da quattro guardie del corpo e ha potuto avere più visite di quanto normalmente previsto. Poco prima di entrare in prigione, Sarkozy era anche stato ricevuto all'Eliseo da Emmanuel Macron. In carcere aveva portato tre libri, una biografia di Gesù e “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas. L'ex presidente ha passato le sue giornate a scrivere un diario che diventerà presto un libro.
Dai profili social di Sarkozy, la famiglia ha mostrato alcune lettere di sostegno mandate da francesi ma anche sostenitori stranieri. Secondo la direzione del carcere sono arrivate ogni giorno decine di lettere per l'ex presidente, una «cosa mai vista prima» nel penitenziario. Viva la libertà", ha scritto su “X” dopo la decisione della Corte d’appello il figlio Louis Sarkozy, condividendo una fotografia che lo ritrae bambino insieme al padre.
«Mentre mi preparo a varcare le mura del carcere della Maison de la Santé, il mio pensiero è rivolto al popolo francese» aveva scritto Sarkozy al momento dell'incarcerazione, scattata dopo la condanna a cinque anni per associazione a delinquere nel caso dei presunti finanziamenti libici per la campagna presidenziale del 2007. «Voglio dire, con la forza incrollabile che mi è propria, che non è un ex presidente della Repubblica quello che viene rinchiuso questa mattina, ma un uomo innocente”. Il processo di appello è previsto a marzo.
Secondo un sondaggio Rtl–Toluna Harris Interactive, tre francesi su quattro ritengono che, nonostante i suoi alti incarichi, l'ex capo di Stato debba essere «giudicato come chiunque altro», senza privilegi. Sono state anche aperte due indagini giudiziarie per far luce sulle minacce di morte rivolte a Nathalie Gavarino, la presidente del tribunale che giovedì ha letto la condanna di Nicolas Sarkozy a cinque anni di carcere, da eseguire immediatamente. La magistrata, che ha presieduto il collegio della Corte di Parigi nel processo sul presunto finanziamento libico, è stata bersaglio di una campagna d’odio con insulti, intimidazioni e la diffusione della notizia ripescata dal passato della sua partecipazione a un raduno del 2011 contro l’allora capo dello Stato. Un episodio che i detrattori di Sarkozy hanno usato per insinuare un sospetto di parzialità nella sentenza.