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Trump al contrattacco: “Indagate sui rapporti tra Epstein e Clinton”

(reuters)

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Il presidente all’Fbi: “Era un democratico non perdete tempo con me”. Spuntano mail con cui il finanziere pedofilo dava consigli a Bannon
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NEW YORK – Dopo essere stato messo nell’angolo per due giorni, aver cancellato conferenze stampa e seminato i giornalisti, Donald Trump è tornato ad attaccare. Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al dipartimento di Giustizia di indagare i legami di alcuni big democratici - tra cui l’ex presidente Bill Clinton - con Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. La procuratrice generale Pam Bondi ha affidato l’inchiesta a Jay Clayton, procuratore di New York, nominato da Trump nel 2017 alla guida della Sec, l’autorità di controllo di Wall Street. Clayton si è occupato del producer Sean ‘Diddy’ Combs, accusato di abusi sessuali.

In un post sul social Truth, il tycoon ha accusato l’opposizione di «usare la bufala Epstein» per distogliere l’attenzione degli americani dai «disastri» dei democratici. «Questa - ha scritto - è un’altra truffa tipo Russia, Russia, Russia, con tutte le frecce che puntano verso i democratici». «Chiederò alla procuratrice generale Pam B…

NEW YORK – Dopo essere stato messo nell’angolo per due giorni, aver cancellato conferenze stampa e seminato i giornalisti, Donald Trump è tornato ad attaccare. Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al dipartimento di Giustizia di indagare i legami di alcuni big democratici - tra cui l’ex presidente Bill Clinton - con Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. La procuratrice generale Pam Bondi ha affidato l’inchiesta a Jay Clayton, procuratore di New York, nominato da Trump nel 2017 alla guida della Sec, l’autorità di controllo di Wall Street. Clayton si è occupato del producer Sean ‘Diddy’ Combs, accusato di abusi sessuali.

In un post sul social Truth, il tycoon ha accusato l’opposizione di «usare la bufala Epstein» per distogliere l’attenzione degli americani dai «disastri» dei democratici. «Questa - ha scritto - è un’altra truffa tipo Russia, Russia, Russia, con tutte le frecce che puntano verso i democratici». «Chiederò alla procuratrice generale Pam Bondi - ha aggiunto - che il dipartimento di Giustizia, assieme ai grandi patrioti dell’Fbi, indaghi sulle relazioni con Epstein di Bill Clinton, Larry Summers, Reid Hoffman, J. P. Morgan Chase e molte altre persone e istituzioni, per capire cosa sia successo tra loro». Summers è l’ex segretario al Tesoro di Clinton; Hoffman il co-fondatore di Linkedin e finanziatore del Partito democratico, e J. P. Morgan Chase una delle più grandi banche d’affari.

In un altro post, Trump ha scritto che Epstein «era un democratico ed è un problema dei democratici, non dei repubblicani», e lanciato un appello: «Non sprecate il vostro tempo con Trump. Ho un Paese da governare». La richiesta è destinata a cadere nel vuoto: nelle migliaia di email di Epstein, rese pubbliche dal Congresso, il nome di Trump compare più volte. In una Epstein sosteneva che il tycoon «sapeva delle ragazze» minorenni coinvolte nel traffico sessuale. «Certo che (Trump, ndr) sapeva delle ragazze perché chiese a Ghislaine di farle smettere», aveva scritto Epstein in un messaggio. Ghislaine è Ghislaine Maxwell, la complice di Epstein condannata a vent’anni di carcere. La versione del tycoon, secondo cui aveva rotto i rapporti con il pedofilo nel 2004, si indebolisce col passare dei giorni. Oltre all’email in cui il finanziere, nel 2017, diceva che avrebbe passato la festa di Thanksgiving con Trump, sono spuntati messaggi telefonici dell’agosto 2018 tra Epstein e Steve Bannon, lo stratega personale del presidente. Il primo aveva commentato l’intervista dell’altro appena andata in onda su Msnbc. «Avevo lo sguardo ammiccante», gli aveva confessato lo stratega. «Meglio del solito sguardo alla Hitler», aveva scherzato Epstein. Il finanziere gli aveva poi dato consigli tecnici, tipo fissare la telecamera. Bannon aveva promesso di andare a trovarlo nella casa di New York, ma aveva chiesto se ci fosse un’entrata secondaria. Possibile che coltivasse un rapporto così forte con un “nemico” dichiarato di Trump? E se il caso Epstein è tutta una bufala montata dai dem, perché il presidente si oppone al rilascio dei file? I giornalisti non glielo chiederanno per paura di venire cacciati, e lui non sembra avere voglia di chiarire.

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