Trump, svolta sui file di Epstein: “Votate per la pubblicazione, niente da nascondere”
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli“Non abbiamo nulla da nascondere ed è tempo di voltare pagina con questa bufala democratica perpetrata da lunatici della sinistra radicale per distogliere l'attenzione dal grande successo del Partito Repubblicano". Con queste parole, scritte sui social media domenica sera, dopo essere atterrato alla Joint Base Andrews dopo un fine settimana in Florida, Donald Trump ha compiuto una straordinaria marcia indietro, incoraggiando i repubblicani a votare a favore della petizione per pubblicare tutti i documenti del caso Epstein, quando domani verrà discussa alla Camera.
Lo ha fatto perché secondo i calcoli più pessimistici della Casa Bianca, fino a cento deputati del Gop si preparavano a voltare le spalle al presidente, esprimendosi a favore dell’iniziativa. Davanti al rischio di una sconfitta così pesante e una sconfessione nello suo stesso partito, Trump si è arreso. Ora si tratta di vedere se questa mossa basterà a disinnescare lo scandalo, evitando la spaccatura dei repubblicani, oppure…
“Non abbiamo nulla da nascondere ed è tempo di voltare pagina con questa bufala democratica perpetrata da lunatici della sinistra radicale per distogliere l'attenzione dal grande successo del Partito Repubblicano". Con queste parole, scritte sui social media domenica sera, dopo essere atterrato alla Joint Base Andrews dopo un fine settimana in Florida, Donald Trump ha compiuto una straordinaria marcia indietro, incoraggiando i repubblicani a votare a favore della petizione per pubblicare tutti i documenti del caso Epstein, quando domani verrà discussa alla Camera.
Lo ha fatto perché secondo i calcoli più pessimistici della Casa Bianca, fino a cento deputati del Gop si preparavano a voltare le spalle al presidente, esprimendosi a favore dell’iniziativa. Davanti al rischio di una sconfitta così pesante e una sconfessione nello suo stesso partito, Trump si è arreso. Ora si tratta di vedere se questa mossa basterà a disinnescare lo scandalo, evitando la spaccatura dei repubblicani, oppure se la pubblicazione dei documenti ancora segreti sulle indagini condotte dalle autorità federali sul finanziere pedofilo non metterà il presidente ancora più in imbarazzo e con le spalle al muro.
Trump aveva promesso di rivelare tutto durante la campagna presidenziale, ma una volta eletto si è rimangiato l’impegno, per ragioni mai chiarite. Ciò ha provocato una rivolta nello stesso movimento Maga, che in quelle carte sperava di trovare le prove della corruzione dell’élite, democratica in particolare. La settimana scorsa i democratici hanno pubblicato alcune mail inedite, rilanciando accuse e polemiche. Anche la deputata fedelissima di Trump Marjorie Taylor Greene lo ha abbandonato.
Ieri sera il presidente ha deciso che il rischio politico di questa spaccatura era troppo alto e ha ceduto. Non è sicuro che il voto positivo alla Camera porti alla pubblicazione dei documenti, ma se avverrà, dai contenuti forse si capiranno i motivi delle resistenze di Donald e i pericoli politici che corre ora.