I missili di Mosca fanno strage. A Ternopil 26 morti, tre bambini
di Paolo BreraSi muore in casa, in Ucraina, bruciati vivi a centinaia di chilometri dal fronte poco prima che suoni la sveglia. Il massacro di Ternopil è uno dei più gravi di questi 45 mesi d’invasione. Non sono ancora le sette del mattino quando un missile sventra un palazzo di nove piani: ci sono almeno 26 morti, tra cui tre bambini, e un centinaio di feriti. Ma a notte fonda le squadre sono ancora al lavoro tra i calcinacci per cercare alla luce delle fotocellule la piccola Sofiyka, che viveva all’ultimo piano, e altri 25 dispersi, sperando di trovarne qualcuno vivo.
Sono state una notte e un’alba terribile, 470 droni d’attacco e 48 missili da crociera e balistici hanno investito l’Ucraina. L’attacco è partito con un’ondata di droni a Kharkiv e si esteso a tutto il Paese, soprattutto alle regioni occidentali. Nel mirino c’erano le infrastrutture energetiche e l’industria bellica ucraina, ma sono stati colpiti anche edifici residen…
Si muore in casa, in Ucraina, bruciati vivi a centinaia di chilometri dal fronte poco prima che suoni la sveglia. Il massacro di Ternopil è uno dei più gravi di questi 45 mesi d’invasione. Non sono ancora le sette del mattino quando un missile sventra un palazzo di nove piani: ci sono almeno 26 morti, tra cui tre bambini, e un centinaio di feriti. Ma a notte fonda le squadre sono ancora al lavoro tra i calcinacci per cercare alla luce delle fotocellule la piccola Sofiyka, che viveva all’ultimo piano, e altri 25 dispersi, sperando di trovarne qualcuno vivo.
Sono state una notte e un’alba terribile, 470 droni d’attacco e 48 missili da crociera e balistici hanno investito l’Ucraina. L’attacco è partito con un’ondata di droni a Kharkiv e si esteso a tutto il Paese, soprattutto alle regioni occidentali. Nel mirino c’erano le infrastrutture energetiche e l’industria bellica ucraina, ma sono stati colpiti anche edifici residenziali. A Kharkiv 19 droni hanno ferito decine di persone tra cui due bambini, danneggiando palazzi e magazzini, un supermercato e una palestra, auto e filobus. A Leopoli si sono levate nuvole di fumo dai magazzini, ed è stato centrato un impianto energetico e una fabbrica. Nei Carpazi ci sono state esplosioni a Burshtyn, con tre feriti e distacchi di energia. Nella regione di Cherkasy sono saltate linee elettriche e ci sono abitazioni danneggiate. Esplosioni in diverse altre città e regioni.
L’attacco ha sfiorato i confini della Nato: la Polonia ha chiuso gli aeroporti di Rzeszow e Lublino e ha fatto decollare i caccia per possibili sconfinamenti, e la Romania ha spedito i jet sulle tracce di un drone apparso due volte sul suo territorio. Mosca dice di avere sferrato «un massiccio attacco con armi a lungo raggio, a guida di precisione, lanciate da aria e mare, inclusi i missili ipersonici Kinzhal, contro l’industria della Difesa e gli impianti energetici a supporto delle operazioni ucraine». La Difesa russa dice di avere «colpito depositi di droni nell’Ucraina occidentale» come «rappresaglia per gli attacchi ucraini contro strutture civili sul territorio russo».
Ma sono i civili ucraini a pagare il conto peggiore. A Ternopil un missile ha centrato un palazzo di nove piani in via Kvitnia, demolendone diversi e provocando un incendio. Le fiamme e la distruzione hanno intrappolato i sopravvissuti impedendone la fuga. I soccorritori raccontano scene orribili: dicono che il rogo è divampato così velocemente che l’ingresso dell’edificio si è saturato di fumo tossico bloccando l’uscita, mentre le fiamme entravano negli appartamenti uccidendo chi era scampato all’effetto diretto del missile. In città ci sono state «almeno 5 forti esplosioni» in venti minuti, e sono stati distrutti anche «magazzini ed edifici industriali». Gli obiettivi militari colpiti non vengono mai registrati – è vietato per ragioni di sicurezza – ma il livello di cloro nell’aria ha superato «di sei volte» i limiti tollerabili, rendendola irrespirabile.
La tecnica degli attacchi russi è la solita: nubi di droni a impegnare le difese aeree, poi i missili sugli obiettivi principali. La minaccia ha sorvolato fino al mattino i cieli con esplosioni un po’ ovunque: oltre a Ternopil, Burshtyn e Leopoli nell’ovest sono state colpite anche la regione di Kiev e Kharkiv, Mikolaiv e Chernihiv e la regione di Dnipro. Era già mattina quando i missili da crociera Kalibr sono stati lanciati dal mar Nero, e altri missili sono partiti dai bombardieri strategici. Il ministero dell’Energia ha dovuto effettuare distacchi di corrente di emergenza in tutta l’Ucraina.
«Ogni attacco dimostra che la pressione sulla Russia non è sufficiente», dice Zelensky chiedendo «sanzioni efficaci» e «missili per la difesa aerea, sistemi aggiuntivi e un aumento delle capacità dei nostri aerei da combattimento». «Gli attacchi russi alle infrastrutture ucraine non hanno più nulla a che fare con obiettivi militari», dice il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.