NEW YORK – Donald Trump ci riprova, ripetendo lo schema di Gaza. Stavolta i punti del suo piano di pace per l’Ucraina, rivelato dal sito Axios, sono 28 invece di 20, e i contrasti stanno già emergendo soprattutto perché Zelensky dovrebbe cedere l’intero Donbass. La speranza del capo della Casa Bianca è però quella di rilanciare le trattative su questa base, discussa in segreto a Miami tra il 22 e il 24 ottobre dal suo inviato Steve Witkoff col rappresentate russo Kirill Dmitriev. Perciò, come scrive il Wall Street Journal, ha inviato una delegazione del Pentagono a Kiev per discutere la situazione sul terreno e spiegare le sue mosse, con l’obiettivo di mandarli poi a Mosca per riallacciare il filo spezzato dopo il fallimento del vertice di Anchorage.
I pilastri del piano Usa
Secondo Axios il piano è stato scritto con l’aiuto di Turchia e Qatar e contiene 28 punti, divisi in quattro pacchetti: la pace in Ucraina, le garanzie di sicurezza, la stabilità dell’Europa, e le relazioni future…
NEW YORK – Donald Trump ci riprova, ripetendo lo schema di Gaza. Stavolta i punti del suo piano di pace per l’Ucraina, rivelato dal sito Axios, sono 28 invece di 20, e i contrasti stanno già emergendo soprattutto perché Zelensky dovrebbe cedere l’intero Donbass. La speranza del capo della Casa Bianca è però quella di rilanciare le trattative su questa base, discussa in segreto a Miami tra il 22 e il 24 ottobre dal suo inviato Steve Witkoff col rappresentate russo Kirill Dmitriev. Perciò, come scrive il Wall Street Journal, ha inviato una delegazione del Pentagono a Kiev per discutere la situazione sul terreno e spiegare le sue mosse, con l’obiettivo di mandarli poi a Mosca per riallacciare il filo spezzato dopo il fallimento del vertice di Anchorage.
I pilastri del piano Usa
Secondo Axios il piano è stato scritto con l’aiuto di Turchia e Qatar e contiene 28 punti, divisi in quattro pacchetti: la pace in Ucraina, le garanzie di sicurezza, la stabilità dell’Europa, e le relazioni future fra Washington, Mosca e Kiev.
Le regioni contese
Il primo punto riguarda le modalità con cui arrivare alla fine dei combattimenti, che prevederebbe il controllo russo nelle regioni di Lugansk e Donetsk, ossia l’intero Donbass, nonostante gli ucraini abbiano ancora il 12% di questa area. A Kherson e Zaporizhzhia invece si congelerebbe il fronte lungo la linea attuale, con qualche concessione da parte di Mosca. Non è chiaro se il cambiamento dei confini sarebbe definitivo e riconosciuto ufficialmente, oppure accettato solo di fatto come tra le due Coree o i baltici durante la Guerra fredda.
Le garanzie di sicurezza
Il secondo punto riguarda l’eventuale forza di pace chiamata a garantire il rispetto del cessate il fuoco, ma anche la riduzione delle forze armate ucraine, che secondo altre fonti ne uscirebbero dimezzate.
Kiev nella Ue
Il terzo tocca l’ingresso di Kiev nell’Unione Europea, visto che quello nella Nato è escluso, ma anche le rassicurazioni di cui ha bisogno l’Europa per evitare che il Cremlino possa lanciare altri attacchi in futuro.
I rapporti tra i Paesi
Il quarto si concentra sui rapporti politici futuri tra i protagonisti della crisi: prevederebbe il riconoscimento da parte degli Usa del Donbass e della Crimea (annessa unilateralmente nel 2014). Ma anche la collaborazione economica, ad esempio per lo sfruttamento delle risorse energetiche e naturali. Questo forse è il primo obiettivo pratico di Trump, che nella sua mente però servirebbe anche a garantire la stabilità attraverso gli interessi concreti delle parti. Dmitriev ha confermato ad Axios che il piano esiste ed è promettente, perché a differenza di quelli europei “tiene conto delle posizioni russe”. Il rischio è che questo significhi la capitolazione ucraina, a partire dalla Crimea. Se si arrivasse ad un accordo sul testo, i leader potrebbero vedersi a Budapest per firmarlo.
La missione americana
Trump ha inviato a Kiev una delegazione composta dal segretario dell’Esercito Dan Driscoll e i generali Chris Donahue e Randy George. Lo scopo è verificare cosa sta accadendo sul terreno, con le recenti conquiste fatte dai russi, e quali sono le necessità militari di Zelensky per continuare a difendersi. Nello stesso tempo però gli invitati discuteranno il piano in 28 punti, di cui gli americani stanno informando anche gli europei. Quindi dovrebbero proseguire la missione a Mosca, per cercare di chiudere l’accordo o comunque farlo avanzare.
Le reazioni
Il leader ucraino andato in Turchia, per far “ripartire il processo di Istanbul” e ottenere l’appoggio del presidente Erdogan. Avrebbe dovuto incontrare Witkoff per discutere il piano, ma l’appuntamento sarebbe saltato perché non lo ha accettato, spingendo invece per quello proposto dagli europei. Fonti diplomatiche si aspettano che ora Trump dirà agli europei e agli ucraini che questa è la soluzione, prendere o lasciare. Se la rifiuteranno, lui si tirerà fuori. Dal lato russo Dmitriev ha detto ad Axios di essere ottimista, perché in 28 punti tengono conto delle posizioni di Mosca, che insiste per risolvere quelle che chiama «le cause profonde» del conflitto, ossia la vicinanza di Kiev all’Europa e alla Nato.