Francia, droni sulla base di sottomarini nucleari: le difese in azione per la prima volta
di Gianluca Di FeoLa guerra ibrida fa un salto di qualità. Per la prima volta ieri sera i fanti di marina francesi hanno reagito con sistemi di contromisure elettroniche al sorvolo di cinque droni su una delle basi più importanti e segrete del mondo. L’Ile Longue è il porto-bunker dei sottomarini nucleari che imbarcano i missili a testata atomica: l’elemento chiave della forza di dissuasione di Parigi e l’unico deterrente nucleare europeo che non dipende dagli Stati Uniti. Quello britannico infatti utilizza sistemi americani ed è integrato con i comandi di Washington.
I francesi invece fanno tutto da soli: un ombrello atomico che il presidente Macron nell’ultimo anno ha messo più volte a disposizione degli altri Paesi della Ue, sempre più diffidenti verso la Casa Bianca di Donald Trump e sempre più preoccupati per la retorica nucleare del Cremlino.
Anche per questo l’incursione dei cinque droni sulla penisola fortificata nel Golfo di Brest segna un punto di svolta nella “guerra ibrida” scandita da al…
La guerra ibrida fa un salto di qualità. Per la prima volta ieri sera i fanti di marina francesi hanno reagito con sistemi di contromisure elettroniche al sorvolo di cinque droni su una delle basi più importanti e segrete del mondo. L’Ile Longue è il porto-bunker dei sottomarini nucleari che imbarcano i missili a testata atomica: l’elemento chiave della forza di dissuasione di Parigi e l’unico deterrente nucleare europeo che non dipende dagli Stati Uniti. Quello britannico infatti utilizza sistemi americani ed è integrato con i comandi di Washington.
I francesi invece fanno tutto da soli: un ombrello atomico che il presidente Macron nell’ultimo anno ha messo più volte a disposizione degli altri Paesi della Ue, sempre più diffidenti verso la Casa Bianca di Donald Trump e sempre più preoccupati per la retorica nucleare del Cremlino.
Anche per questo l’incursione dei cinque droni sulla penisola fortificata nel Golfo di Brest segna un punto di svolta nella “guerra ibrida” scandita da allarmi continui per i sorvoli in tutto il Continente. E’ la prima volta che in Europa si reagisce ai velivoli teleguidati cercando di abbatterli. E – stando alle notizie disponibili – nemmeno le difese di una vera e propria fortezza contemporanea sono riuscite a neutralizzarli.
La fortezza di Ile Longue
L’Ile Longue ha grandi hangar corazzati per ospitare i quattro sottomarini carichi di missili che, assieme ai cacciabombardieri Rafale, devono rispondere a eventuali assalti nucleari contro la Francia: è stata progettata per sopravvivere a qualsiasi aggressione, in modo da garantire la rappresaglia. Si ritiene che al momento del sorvolo dei droni fossero presenti tre dei quattro battelli esistenti: uno in manutenzione e due in attesa di nuove spedizioni. “Le infrastrutture chiave non sono state minacciate”, ha sottolineato il capitano Guillaume Le Rasle, portavoce della prefettura marittima.
La guarnigione è composta da 120 gendarmi – equivalenti ai nostri carabinieri – di un’unità speciale anti-terrorismo e da un intero battaglione di marines, il De Morsier, con tutte le armi per respingere raid dal mare, dalla terra e dal cielo. Gli apparati per contrastare i velivoli teleguidati sono stati introdotti sin dal 2015, quando l’Isis ha cominciato a usarli in Medio Oriente. All’inizio si trattava dei “fuciloni spara-impulsi”, che ricordano le armi marziane dei vecchi film di fantascienza. Poi dal 2022 sono stati schierati sistemi più moderni per avvistare e contrastare i droni anche a bassa quota. Sono tutti basati sul disturbo delle frequenze che servono a pilotare da lunga distanza aeroplanini e quadricotteri: “spezzano” le onde radio, in modo da lasciare senza guida i mezzi che finiscono per schiantarsi al suolo.
I cinque droni
Giovedì intorno alle 19.30, i radar sono riusciti a individuare cinque droni. Ma le apparecchiature di disturbo non sarebbero state in grado di interrompere il volo dei misteriosi intrusi, senza risultato.
Non è una sorpresa. L’ultima generazione di droni utilizzati in Ucraina si muove in maniera autonoma, senza bisogno di venire guidata: dispone di strumenti che gli permettono di trovare la rotta e seguirla fino all’obiettivo designato, dove poi compiere attività di ricognizione o procedere a un attacco. Sono muniti – ad esempio - di sensori per il riconoscimento del terreno, realizzato dall’intelligenza artificiale che ordina persino manovre improvvise lungo il tragitto per mettere in difficoltà chi protegge i bersagli. Poiché non sono telecomandati, non temono i disturbatori di frequenze. L’unico modo di fermarli senza usare le armi è ricorrere a una forma di hackeraggio, penetrando nel “cervello elettronico” che dirige il drone: tecnologie già operative – prodotte in Italia dal Gruppo Elt – che sono ancora poco diffuse.
L’allarme in Irlanda durante la visita di Zelensky
L’episodio di Ile Longue segna un momento di svolta, che avviene più o meno simultaneamente all’allarme per la presenza di “oggetti volanti” sulla rotta di atterraggio del jet di Zelensky in Irlanda. Ci sono stati centinaia di avvistamenti di velivoli telecomandati, tutti però avvolti in un alone di mistero che sta alimentando dubbi e teorie complottiste. In questo caso, invece, i radar speciali hanno individuato con certezza le cinque spie alate: la procura militare di Renne, capoluogo della Bretagna, ha aperto un’inchiesta giudiziaria per accertare le responsabilità.
“Qualsiasi volo su una base militare in Francia è proibito”, ha detto la ministra della Difesa Catherine Vautrin: “Approvo l’intercettazione condotta dal personale di Ile Longue”. Contemporaneamente l’intelligence sta cercando di individuare l’origine dei droni, con particolare attenzione alla presenza di petroliere della “flotta ombra” usata da Mosca per il contrabbando di greggio o di altri mercantili: un’impresa difficile, perché gli Shahed-Geran possono volare per quasi duemila chilometri e bisogna quindi esaminare un raggio di mille chilometri intorno a Brest.
Come hanno specificato le autorità francesi, “non ci sono ancora prove sulla nazionalità dei droni” di Ile Longue. Diversi analisi però temono che la sfida allo scrigno nucleare di Parigi e l’allarme per l’aereo di Zelensky possano indicare un pericolo innalzamento di livello nella “guerra ibrida” in corso in Europa. E sottolineano come il doppio raid sia avvenuto dopo il crescendo di dichiarazioni minacciose del Cremlino contro la Ue, considerata l’ultimo ostacolo verso la vittoria in Ucraina.