BRUXELLES – Un via libera con tanti dubbi. Sia la telefonata preparatoria sia quella finale non ha infatti diradato la nebbia, ma per l’Europa al momento quella proposta da Donald Trump è l’unica strada percorribile per arrivare alla pace in Ucraina. Ancora, però, non la soluzione perfetta.
In tarda serata infatti, il presidente americano e quello ucraino Zelensky hanno aggiornato i vertici del Vecchio continente sull’esito del loro colloquio. Al telefono c’erano i leader di Francia, (Macron), Germania (Merz), Italia (Meloni), Gran Bretagna (Starmer), Ue (von der Leyen) e Nato (Rutte). Il concetto di fondo per l’Unione europea e per il Regno Unito è stato semplice: se una soluzione è accettata da Kiev, allora è accettata anche da noi.
Ma le perplessità non mancano. In particolare circa la sincera volontà della Russia di arrivare ad un accordo e quindi ad un compromesso. Del resto la circostanza che ha visto Zelensky confermare che l’accordo non è ancora completo ha fatto drizzare…
BRUXELLES – Un via libera con tanti dubbi. Sia la telefonata preparatoria sia quella finale non ha infatti diradato la nebbia, ma per l’Europa al momento quella proposta da Donald Trump è l’unica strada percorribile per arrivare alla pace in Ucraina. Ancora, però, non la soluzione perfetta.
In tarda serata infatti, il presidente americano e quello ucraino Zelensky hanno aggiornato i vertici del Vecchio continente sull’esito del loro colloquio. Al telefono c’erano i leader di Francia, (Macron), Germania (Merz), Italia (Meloni), Gran Bretagna (Starmer), Ue (von der Leyen) e Nato (Rutte). Il concetto di fondo per l’Unione europea e per il Regno Unito è stato semplice: se una soluzione è accettata da Kiev, allora è accettata anche da noi.
Ma le perplessità non mancano. In particolare circa la sincera volontà della Russia di arrivare ad un accordo e quindi ad un compromesso. Del resto la circostanza che ha visto Zelensky confermare che l’accordo non è ancora completo ha fatto drizzare le antenne a tutti i partecipanti alla videotelefonata.
Il nodo principale resta quello dei territori. In modo specifico il Donbass. Quasi tutti gli europei hanno ribadito che cedere i territori ucraini senza un patto con Kiev e senza consultare i cittadini ucraini costituirebbe un precedente pericoloso anche per la sicurezza europea. Il secondo aspetto che secondo Bruxelles non ha ancora raggiunto il massimo della chiarezza, è il modello di garanzie fornito per mantenere la pace e assicurare che nuovi attacchi non si verificheranno in futuro. L’ipotesi di attivare il meccanismo dell’articolo 5 della Nato (la solidarietà tra i tutti i membri in caso di pericolo) non è stata precisata nei termini in cui Zelensky e i leader Ue avrebbero voluto. Il terzo aspetto riguarda la tregua. Aver scartato fino dall’inizio la possibilità di facilitare il negoziato di pace con un vero cessate il fuoco, rappresenta la prova che Mosca non vuole la pace a tutti i costi, ma solo quella che le garantisca il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal Cremlino. Un sistema che preoccupa l’Unione e la Gran Bretagna. Per questo l’Europa si aspetta da questo punto di vista un segnale da Mosca. Senza il quale resterà comunque al fianco di Kiev.
Basta leggere le parole della presidente della Commissione per capire quanti dubbi ancora serpeggino a Bruxelles: «Sono stati compiuti importanti passi avanti. L’Europa è pronta a continuare a collaborare con l’Ucraina e i nostri partner statunitensi per consolidare questo progresso». E poi ha sottolineato che è «fondamentale per questo forzo avere garanzie di sicurezza incrollabili fin dal primo giorno». Senza che queste garanzie non sono state ancora prestate. E che ancora c’è da lavorare. Tanto che è in programma un n uovo vertice a Washington a gennaio con Zelensky e i rappresentanti europei.
Pur riconoscendo a Trump il ruolo di “massimo negoziatore”, Bruxelles non intende comunque scambiare il successo personale del tycoon con la sicurezza dell’Unione. Tutti i leader Ue sanno bene che il modo per conquistare la fiducia e la disponibilità del presidente americano, è quello di blandirlo e di ammettere pubblicamente la sua leadership. Lo hanno fatto di nuovo nella telefonata di ieri sera. Ma poi tutti hanno anche ricordato che dietro la guerra in Ucraina c’è il futuro dell’Europa. E nessuno degli invitati alla videocall può avallare il disegno di un’Europa senza Unione europea.