Esteri

Venezuela - Usa, le news del 4 gennaio. Trump: “Rodriguez faccia cose giuste o pagherà prezzo alto”

Meloni sente Machado: “Uscita di scena Maduro apre nuova pagina speranza”. Ministro Difesa riconosce presidenza Rodriguez, ma per il Rubio “non è presidente legittima”. Nyt: “Almeno 40 morti tra militari e civili nel blitz”. Rubio: “Ma non è la presidente legittima”. Il Papa: “Garantire la sovranità del Paese, assicurare lo stato di diritto”
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“Riconosciamo la presidenza di Rodriguez”. A dirlo è il capo dell’esercito venezuelano e ministro della Difesa, Lopez . Ma il segretario di Stato americano Rubio avverte: “Non è la presidente legittima”. Il botta e risposta arriva dopo che ieri in un'operazione lampo sono stati catturati il presidente Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores, entrambi incriminati dal tribunale distrettuale meridionale di New York per narcoterrorismo, traffico di droga e uso di armi da guerra. Il Paese è rimasto senza leader: Maduro è stato ammanettato e portato a New York. Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che il Venezuela sarà governato temporaneamente da un gruppo di figure americane e venezuelane fino a una "transizione sicura".

Gonzalez: “Nessuna transizione democratica senza rilascio dei prigionieri politici”

"Nessuna transizione democratica è possibile finché ci sarà anche un solo venezuelano detenuto in modo ingiusto". Lo ha detto in un video messaggio il presidente eletto venezuelano, in esilio a Madrid, Edmundo Gonzalez Urrutia, sottolineando come pure in questo "nuovo scenario politico, è ineludibile la liberazione immediata e incondizionata di tutti i prigionieri politici, civili e militari".

Figlio di Maduro chiama alla mobilitazione contro la cattura del padre

Il figlio di Nicolas Maduro, membro del Congresso, ha invitato i venezuelani a scendere in piazza all'indomani della cattura del padre da parte delle forze americane e il suo trasferimento in una prigione di New York. "Ci vedrete nelle strade, ci vedrete al fianco della gente, ci vedrete sventolare la bandiera della dignità", ha detto Nicolas Maduro Guerra, 35 anni, in un messaggio audio condiviso sui social media. "Vogliono farci apparire deboli, ma noi non mostreremo alcuna debolezza", ha scandito Maduro Guerra, una delle sei persone, insieme al padre e a sua moglie Cilia Flores, accusate di "narcoterrorismo" dalle autorità statunitensi. E ancora, in un riferimento alla facilità con cui gli americani sono riusciti ad arrestare il leader venezuelano, Maduro jr ha tuonato: "La storia dirà chi sono stati i traditori, la storia lo rivelerà. Vedremo".

Bondi, operazione impeccabile pianificata per mesi

L'operazione per catturare Maduro "ha richiesto mesi di coordinamento, pianificazione dettagliata e un'esecuzione impeccabile da parte di diverse componenti del governo federale". Lo scrive il Procuratore generale Pam Bondi in una nota in cui sottolinea che "si è trattato di un'operazione eseguita alla perfezione, con un'intensa cooperazione e fiducia tra i membri del team del Presidente Trump". "La missione è stata condotta a supporto di un procedimento penale in corso legato al traffico di stupefacenti su larga scala e ai reati correlati che hanno alimentato la violenza, destabilizzato la regione e contribuito direttamente alla crisi della droga che ha mietuto vittime americane" aggiunge sottolineando che gli Stati Uniti hanno perseguito "ogni opzione legale" per risolvere la questione "pacificamente", ma tali offerte sono state respinte da Maduro.

Migliaia in piazza a Caracas contro la cattura di Maduro

Migliaia di persone oggi sono scese in strada a Caracas nella cosiddetta "Gran Marcha por Venezuela" ("Grande marcia per il Venezuela") per denunciare la cattura avvenuta ieri del presidente Nicolas Maduro a opera degli Stati Uniti. I manifestanti hanno esposto striscioni e intonato slogan contro l'incursione statunitense e la detenzione del leader, tra cui "L'impero lo ha sequestrato, lo vogliamo indietro", "Ridateci il nostro presidente operaio" e "La sovranità non si negozia". "Esigiamo rispetto per la nostra sovranità e il ritorno del nostro presidente Nicolßs Maduro e della nostra first lady Cilia Flores", ha dichiarato una delle partecipanti alla marcia.

Vance: “Petrolio? non permettiamo a un comunista di derubarci”

"Vedo molte critiche riguardo al petrolio. Circa 20 anni fa, il Venezuela ha espropriato proprietà petrolifere americane e, fino a poco tempo fa, ha usato quelle proprietà rubate per arricchirsi e finanziare le proprie attività narcoterroristiche. Comprendo l'ansia per l'uso della forza militare, ma dovremmo semplicemente permettere a un comunista di derubarci nel nostro emisfero senza fare nulla? Le grandi potenze non si comportano così". Lo scrive il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in un post su X, ribattendo alle perplessità, in gran parte provenienti dalla base trumpiana Maga, riguardo all'operazione militare in Venezuela. "Gli Usa, grazie alla leadership del presidente Donald Trump, sono di nuovo una grande potenza. Tutti dovrebbero prenderne nota", conclude Vance.

Il figlio di Maduro, 'la storia dirà chi sono i traditori'

"La storia dirà chi ha tradito". Così si è espresso oggi il figlio primogenito del presidente venezuelano Nicolas Maduro in dichiarazioni rilasciate al canale Instagram La Payara Digital. Nicolas Maduro Guerra - 35 anni, frutto della relazione del leader chavista con la prima moglie Adriana Guerra - ha affermato che "(gli Usa) vogliono seminare dubbi" all'interno dei vertici del governo di Caracas ma che "non ci riusciranno". Tuttavia non ha escluso che la cattura del padre sia stata consentita de elementi sleali vicini al presidente e ha rimandato a più avanti nel tempo un eventuale resa dei conti all'interno dell'esecutivo. "Vedremo più avanti, la storia dirà chi sono i traditori, adesso dobbiamo concentrarci nel governare il Paese e a far tornare sano e salvo Nicolas Maduro Moro e a Cilia Flores", ha detto.

Kallas e 26 Paesi Ue: “Rispettare diritto popolo a determinare proprio futuro”

"L'Ue ha ripetutamente affermato che Nicolas Maduro manca della legittimità di un presidente eletto democraticamente e ha sostenuto una transizione pacifica verso la democrazia guidata dai venezuelani nel Paese, rispettosa della sua sovranità". Lo recita una dichiarazione firmata dall'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas e i Paesi membri del blocco, meno l'Ungheria, che sottolinea come il diritto del popolo venezuelano di determinare il proprio futuro debba essere rispettato.

Maduro domani in tribunale a New York alle 12

Il Tribunale Federale Distrettuale di Manhattan ha dichiarato in un comunicato che Nicolás Maduro comparirà per la prima volta in tribunale lunedì a mezzogiorno davanti al giudice Alvin K. Hellerstein. Anche la moglie di Maduro, Cilia Flores, comparirà insieme al marito.

Ministro Esteri Venezuela: “Chi attacca il nostro Paese attacca l’America Latina”

"L'aggressione contro il Venezuela è un attacco contro tutta l'America Latina". Lo ha affermato il ministro degli Esteri del Venezuela, Yvan Gil, intervenendo oggi al vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac) convocata d'urgenza per oggi su richiesta del Brasile. "Oggi è stato il Venezuela, ma domani può succedere in qualsiasi altro Paese che decida esercitare la sua sovranità", ha ammonito Gil, secondo il quale la Celac - organizzazione composta da 33 paesi compresi geograficamente tra il Messico e l'Argentina - "non deve dividersi tra condanne tiepide e silenzi complici". "O si sta dal lato del diritto internazionale o si sta dal lato del diritto del più forte", ha aggiunto, chiedendo quindi all'organizzazione di "esigere in modo immediato il ripristino della legalità internazionale che passa per il ritiro di tutte le forze militari statunitensi nei Caraibi che minacciano la pace della regione e l'immediata liberazione del presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro Moro".

Meloni sente Machado: “Uscita di scena Maduro apre nuova pagina speranza”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, "ha avuto una conversazione telefonica con Maria Corina Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela". Lo riporta una nota di Palazzo Chigi, secondo cui "nel corso della telefonata è stato condiviso come l'uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto".

Nyt, sale il bilancio dei morti nell'attacco Usa in Venezuela: sono 80

Sale il bilancio delle vittime dell'attacco americano in Venezuela. I morti sono infatti 80, il doppio della precedente stima. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali il bilancio potrebbe salire ulteriormente.

Guerriglia Eln e Farc, "combatteremo contro gli Usa"

I guerriglieri colombiani che operano al confine con il Venezuela si sono detti pronti ad affrontare i "piani imperiali" degli Stati Uniti. I miliziani dell'ELN (Esercito di Liberazione Nazionale) hanno dichiarato di unirsi a "tutti i patrioti, i democratici e i rivoluzionari" per "affrontare i piani imperiali contro il Venezuela e il popolo del Sud America", si legge in una dichiarazione su Telegram. I dissidenti delle FARC (che hanno firmato un accordo di pace e smobilitazione nel 2016), da parte loro, hanno avvertito di essere pronti a versare "fino all'ultima goccia di sangue combattendo contro l'impero americano, se necessario". "Prima o poi, l'impero yankee cadrà", hanno scritto su X. Coinvolti nel traffico di cocaina, i guerriglieri operano sul suolo venezuelano con la tacita approvazione dell'esercito di Caracas. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha schierato 30.000 soldati per rafforzare i valichi di frontiera con il Venezuela e ha posto il Paese in stato di massima allerta per possibili attacchi da parte dei gruppi armati.

Vucic: “Amici degli Usa ma no alla violazione del diritto internazionale”

Il presidente serbo Aleksandar Vucic, con riferimento all'intervento americano in Venezuela, ha condannato la violazione del diritto internazionale e dell'integrità territoriale garantiti dalla Carta delle Nazioni Unite. "Dopo gli eventi in Venezuela è divenuto chiaro che l'ordine legale internazionale e la Carta dell'Onu non funzionano, nel mondo domina il diritto della forza. il diritto del più forte, e questo è l'unico principio della politica contemporanea che oggi esiste nel mondo", ha detto Vucic al termine, oggi a Belgrado, di una seduta del Consiglio per la sicurezza nazionale. La Serbia, ha aggiunto, vuole avere rapporti amichevoli con gli Stati Uniti e con tutti gli altri Paesi del mondo, "ma spetta a noi dire quando c'è una violazione del diritto internazionale e pubblico". "Al popolo amico del Venezuela, che ci è stato sempre vicino nei momenti difficili, auguriamo di riprendersi e di costruire il proprio Paese", ha affermato Vucic.

Neom: “Trump ha detto a Rodriguez che guidare il Paese o farsi da parte”

Il presidente Usa Donald Trump sta avendo conversazioni "molto concrete e molto chiare" con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, in cui le ha detto di "guidare" il Paese "o farsi da parte". Lo ha detto la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem nel corso di un'intervista a Fox News. "Puoi governare o puoi farti da parte. Non ti permetteremo di continuare a sovvertire la nostra influenza americana", avrebbe detto Trump secondo Noem. Alla domanda se Maduro possa essere estradato dopo il processo, la segretaria ha risposto: "Penso che dobbiamo vedere e lasciare che il processo faccia il suo corso".

Media, soldati Usa feriti in condizioni stabili e buone

Tutte le ferite riportate dalle truppe Usa nel corso dell'operazione per catturare il leader venezuelano Nicolas Maduro "erano ferite lievi" e "tutti sono in condizioni stabili e buone". Lo ha riferito un alto funzionario della Casa Bianca alla Cnn, senza entrare in ulteriori dettagli. Ieri l'emittente aveva reso noto che durante l'operazione "una manciata di truppe" aveva riportato "ferite da proiettile e da schegge", specificando come nessuno fosse in pericolo di vita

Trump: “Operazione in Venezuela non è controllo dell’emisfero”

Il presidente Usa Donald Trump ha negato che l'operazione militare contro il Venezuela abbia come obiettivo il controllo statunitense dell'emisfero occidentale, nel solco della cosiddetta Dottrina Monroe, che egli stesso ha fatto sua (soprannominandola "Dottrina Donroe"). "Non si tratta dell'emisfero. Si tratta del Paese. Si tratta dei singoli Paesi", ha affermato nel corso di un'intervista telefonica con The Atlantic, in cui "ha precisato che la decisione di rapire il presidente venezuelano non è stata presa semplicemente per ragioni geografiche", come scrive la testata.

Senatore repubblicano Usa: “Venezuela non implica nessuno scambio con Russia per Ucraina”

L'operazione militare Usa in Venezuela non implica uno scambio con la Russia per cui Mosca abbandonerebbe Caracas in cambio del disimpegno statunitense dall'Ucraina. Lo afferma il senatore repubblicano Tom Cotton, presidente del Comitato ristretto del Senato sull'intelligence, nel corso di un'intervista con il programma "Face the Nation" di Cbs. "La Russia non ha bisogno di alcun tipo di pretesto per farlo", ha affermato Cotton, ricordando che Mosca "ha invaso l'Ucraina due volte negli ultimi 11 anni. Non vi è alcuna implicazione di questo tipo. E questa è un'operazione che gli Stati Uniti hanno condotto da soli, senza alcun coordinamento o cooperazione da parte di altri Paesi, per promuovere il nostro interesse nazionale, che è fermare il narcotraffico e impedire al Venezuela di cooperare con Paesi come Russia, Cina, Cuba e Iran".

Trump: “La ricostruzione e il cambio regime è meglio di quello che c'è ora”

"La ricostruzione e il cambio di regime, come volete chiamarli, sono meglio di quello che c'è adesso" in Venezuela. "Non potrebbe andare peggio". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a The Atlantic.

Trump: “Agli Usa serve la Groenlandia per motivi di difesa”

Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di difesa. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a The Atlantic, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.

Trump: “Rodriguez faccia le cose giuste o pagherà prezzo alto”

Se Delcy Rodriguez "non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a The Atlantic, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il presidente ha chiarito di non avere intenzione di tollerare quella che ha descritto come la provocatoria condanna da parte di Rodriguez dell'intervento armato statunitense che ha portato alla cattura di Maduro. Parole che contrastano con gli elogi che le aveva rivolto ieri: poche ore dopo l'attacco a Caracas, Trump aveva detto che Rodriguez era pronta a collaborare con gli Stati Uniti. "E' essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande", aveva detto. Ma subito Rodriguez aveva respinto l'ipotesi assicurando che il Venezuela è "pronto a difendere le sue risorse naturali" e di voler portare avanti le politiche di Maduro. "Non saremo mai più una colonia", aveva detto.

Ministro Difesa: “Rilascio immediato di Maduro, condanna del colonialismo Usa”

Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino Lopez ha esortato gli Stati Uniti a rilasciare l'ex presidente catturato Nicolas Maduro e messo in guardia il resto del mondo contro il "colonialismo" di Washington. In un videomessaggio alla nazione, circondato da ufficiali militari, il generale in capo ha reiterato che Maduro "è il leader costituzionale vero e autentico di tutti i venezuelani" e dichiarato che l'esercito ne esige il "rilascio immediato". Ha poi condannato l'"ambizione colonialista" degli Usa, esortando gli altri Paesi "a volgere lo sguardo verso ciò che sta accadendo contro il Venezuela, contro la sua sovranità": il mondo "deve stare in guardia, perché se ieri è successo al Venezuela, domani potrebbe accadere ovunque".

Il ministro della Difesa venezuelano: “La popolazione riprenda le attività”

Le Forze Armate venezuelane, sotto il comando del ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez, hanno chiesto alla popolazione di riprendere le normali attività nel Paese, dopo "l'attacco" americano. Ieri il presidente Nicolas Maduro è stato catturato dalle forze speciali americane insieme alla moglie, con un blitz nella sua residenza di Caracas.

Rubio: “Rodriguez non è la presidente legittima del Venezuela”

Il segretario di stato Marco Rubio ritiene che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non sia "la presidente legittima del Venezuela" poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere. In una delle sue interviste tv, Rubio ha spiegato di capire che oggi in Venezuela ci sono persone "che sono quelle che possono effettivamente apportare dei cambiamenti". Ma ha precisato che questo è diverso dal riconoscere la legittimità del governo venezuelano, che deriverà da un periodo di transizione e da un'elezione.

Vance respinge le critiche: “Il Venezuela ha espropriato le nostre attività”

"Vedo molte critiche sul petrolio. Circa 20 anni fa, il Venezuela ha espropriato le proprietà petrolifere americane e le ha usate fino a poco fa per arricchirsi e finanziare le attività relative al narcotraffico. capisco l'ansia per l'uso della forza militare, ma dovremmo consentire a un comunista di rubare le nostre cose nel nostre emisfero senza fare nulla? Le grandi potenze non lo fanno". Lo afferma il vicepresidente JD Vance replicando, su X, anche alle critiche di chi sostiene che l'operazione in Venezuela non ha nulla a vedere con la droga perché il fentanyl arriva da altrove. Il fentanyl "non è l'unica droga al mondo, e c'è fentanyl che arriva dal Venezuela. La cocaina è la droga principale che viene trafficata" dal paese, ha messo in evidenza Vance.

Il ministro venezuelano della Difesa: “La scorta di Maduro uccisa a sangue freddo”

Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino Lopez ha denunciato oggi l'uccisione "a sangue freddo" della scorta di Nicolas Maduro, durante il blitz americano di ieri per catturare il presidente.

Hegset: “L’operazione in Venezuela è stata l’opposto di quella in Iraq”

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha dichiarato che non esistono parallelismi tra l'operazione militare degli Usa in Venezuela, che ha portato alla cattura e all'arresto del leader del Paese Nicolas Maduro, e l'invasione dell'Iraq a guida statunitense avvenuta del 2003, che portò al rovesciamento del dittatore Saddam Hussein. "È l'esatto opposto", ha commentato Hegseth nel corso di un'intervista con la Cbs. "Abbiamo passato decenni e decenni e pagato con il sangue, senza ottenere nulla in cambio economicamente, e il presidente (Donald Trump ribalta il copione", ha sottolineato il segretario alla Difesa, aggiungendo che ora Washington può aiutare sia il popolo del Venezuela che gli Usa a seguito del "raid di operazioni speciali congiunte più complicato e di maggior successo di tutti i tempi". Il Paese sudamericano "ha una lunga storia come Paese ricco e prospero", ha proseguito, sottolineando che è stato "sottratto al suo popolo da una leadership orribile". Hegseth ha fatto intendere anche che è in arrivo una revisione dell'inefficiente settore petrolifero venezuelano. "Questi depositi di petrolio hanno operato al 20% della capacità. La situazione cambierà", ha affermato nel corso dell'intervista. Ieri, durante una conferenza stampa a cui partecipava anche il titolare del Pentagono, il presidente Trump ha affermato che gli Usa "gestiranno" il Venezuela fino a quando non potrà essere garantita una "transizione sicura, adeguata e giudiziosa", aggiungendo che le vaste riserve petrolifere del Paese saranno sfruttate: "Faremo in modo che le nostre grandissime compagnie petrolifere statunitensi, le più grandi al mondo, entrino, spendano miliardi di dollari, riparino le infrastrutture gravemente danneggiate e inizino a fare soldi per il Paese", ha detto.

Il ministro venezuelano della Difesa: “Riconosciamo la presidenza di Rodriguez”

"Respingiamo il codardo sequestro del presidente costituzionale e nostro comandante in capo Nicolas Maduro. In osservanza alla decisione della Corte Suprema riconosciamo la designazione di Delcy Rodriguez". Lo ha detto Vladimir Padrino López, capo dell'esercito e ministro della difesa del Venezuela.

Il ministro della Difesa venezuelano: “Garantire la continuità democratica”

"Le forze armate del Venezuela hanno garantito la continuità democratica e continueranno a farlo: chiamo il popolo alla pace e all'ordine e a riprendere le sue attività economiche, lavorative ed educative. La patria deve rimettersi in cammino". Lo ha detto Vladimir Padrino López, capo dell'esercito e Ministro della difesa del Venezuela.

Sarà il 92enne ebreo ultraortodosso Alvin Hellerstein il giudice di Maduro

Sarà un magistrato di grandissima esperienza, Alvin Hellerstein, a presiedere il giudizio nei confronti dell'ormai ex presidente venezuelano Nicolas Maduro alla corte federale di Manhattan. A quanto ricorda la stampa israeliana, Hellerstein, 92 anni, ebreo è uno dei volti più noti nella magistratura federale, con 25 anni passati negli uffici del procuratore di Manhattan, considerato il più importante degli Stati Uniti. Nato a New York nel 1933, Hellerstein ha conseguito la laurea triennale e la laurea in giurisprudenza alla Columbia University prima di servire nel corpo dell'Avvocatura Generale dell'esercito degli Stati Uniti. Dopo anni di professione privata, nel 1998 è entrato nella magistratura federale nominato dall'allora presidente Bill Clinton. Negli anni ha presieduto importanti casi finanziari, legati al terrorismo e azioni civili di primo piano, incluse cause legate agli attacchi dell'11 settembre. E' noto per sentenze dettagliate, gestione di tribunali solide e un approccio metodico alle questioni probatorie e procedurali, assicura il sito Matzav. Nel maggio dello scorso anno, Hellerstein è stato tra i giudici che hanno definito illegittimo il tentativo dell'amministrazione Trump di utilizzare l'Alien Enemies Act del 1798 per deportare immigrati venezuelani in El Salvador senza giusto processo. A quanto reso noto ieri dalla Procuratrice generale Pam Bondi, Maduro e la moglie Cilia Flores dovranno rispondere di quattro capi di accusa tra cui cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per importazione di cocaina e possesso di armi automatiche e dispositivi esplosivi.

Rubio: “Informare Congresso? Non era invasione”

L'amministrazione guidata da Donald Trump non ha informato il Congresso dell'operazione militare in Venezuela perché non si è trattato di un'invasione. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'intervista all'emittente statunitense Abc. "Non è stato necessario perché questa non è stata un'invasione", ha affermato, descrivendo la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro come un'"operazione di applicazione della legge" e spiegando che quest'ultimo è stato "arrestato sul campo da agenti dell'Fbi". Inoltre, in un'operazione del genere sarebbe stato impossibile informare il Congresso perché "ci sarebbero (state) fughe di notizie", ha aggiunto, evidenziando la necessità che si allineino "ogni tipo di condizioni", dal meteo ai movimenti dei singoli individui, per il successo di tali missioni.

Rubio: “Usa non sono in guerra con il Venezuela”

Gli Usa "non sono in guerra con il Venezuela" ma "contro le organizzazioni del narcotraffico". Lo ha affermato il Segretario di Stato Marco Rubio in un'intervista alla Nbc.

Rubio: “Il governo cubano è un enorme problema”

Il governo cubano "è un enorme problema" ed è "in grossi guai". Questa la risposta del segretario di Stato Usa Marco Rubio a una domanda riguardo alla possibilità che l'Avana sia il prossimo obiettivo dell'amministrazione guidata da Donald Trump, posta nel corso di un'intervista al programma "Meet the Press" della Nbc all'indomandi dell'operazione militare contro il Venezuela attraverso cui gli Usa hanno catturato il leader Nicolas Maduro. "Non ho intenzione di parlarvi ora di quali saranno i nostri passi futuri e quali saranno le nostre politiche a questo riguardo. Ma non credo sia un mistero che non siamo grandi fan del regime cubano", ha aggiunto Rubio, figlio di emigrati cubani e noto critico del governo dell'Avana.

Trump alle compagnie petrolifere americane: “Investite in Venezuela se volete recuperare asset confiscati”

L'amministrazione Trump ha detto alle compagnie petrolifere americane che se vogliono recuperare gli asset confiscati dal regime in Venezuela devono prepararsi a tornare nel Paese e investire significativamente per rilanciare l'industria petrolifera locale. Lo riportano i media americani sottolineando che l'offerta di Trump alle big del greggio è sul tavolo da 10 giorni ma finora è stata accolta con freddezza. Al momento solo Chevron è in Venezuela, paese con riserve maggiori dell'Arabia Saudita. Attirare le altre è una sfida non da poco. Da un lato c'è l'instabilità del Paese e la mancanza di chiarezza su cosa succederà: gli analisti ritengono infatti che la rimozione di Nicolas Maduro sia la parte più facile di un processo difficile che non è ancora chiaro se porterà stabilità e sicurezza. C'è poi il nodo della domanda di petrolio: il mondo ne è molto meno affamato che in passato e questo rende scettiche le grandi aziende a investire pesantemente.

New York Times: “La scelta Usa di sostenere Rodriguez presa da tempo”

Il blitz con cui ieri gli Stati Uniti si sono liberati di Nicolas Maduro come presidente del Venezuela è stato preparato a lungo non solo dal punto di vista militare, ma anche politico. A quanto scrive il New York Times, da settimane Washington aveva deciso di puntare sulla vice di Maduro, Delcy Rodriguez, come candidato per assumere la guida del paese, almeno temporaneamente. Rodriguez, hanno raccontato le fonti del giornale, aveva colpito i funzionari dell'amministrazione per il modo in cui ha gestito il settore petrolifero del Venezuela. E rassicurazioni erano arrivate anche da Caracas, dagli intermediari con cui gli Usa sono entrati in contatto: Rodriguez "avrebbe protetto e sostenuto i futuri investimenti energetici americani". Da qui la decisione. "Non dico che lei sia la soluzione permanente ai problemi del paese, ma è certamente qualcuno con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quello che avremmo potuto fare con lui", ha spiegato una fonte dell'amministrazione. E del resto oggi è stato il segretario di Stato Marco Rubio a confermarlo. "Giudicheremo in base a ciò che fanno", ha detto alla Cbs, "se prenderanno decisione giuste, lavoreremo con loro". In caso contrario, "restano tutte le leve di pressione, a cominciare dall'embargo petrolifero", ha ricordato. La scelta di appoggiare Rodriguez è stata quasi naturale. Il presidente americano Donald Trump non era mai apparso particolarmente entusiasta della leader dell'opposizione, Maria Corina Machado. Meno ancora, forse, quando lei gli ha soffiato il Nobel per la Pace qualche mese fa. "Non ha abbastanza sostegno", l'ha liquidata ieri in conferenza stampa.
Eppure Machado aveva fatto di tutto per compiacere Trump, ricorda Nyt. Lo aveva definito un "campione della liberta'", sposato le sue accuse sui brogli elettorali negli Stati Uniti ed era arrivata persino a dedicargli in Nobel.

Rubio: “Prematuro parlare di elezioni in Venezuela”

Parlare di elezioni in Venezuela è prematuro. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio in una serie di interviste ai network americani, durante le quali ha osservato che fra gli obiettivi in Venezuela c'è il fatto che non abbia più legami con l'Iran e Hezbollah. Rubio ha aggiunto di "essere molto coinvolto" nella transizione nel Paese.

Rubio: “Gli Usa pronti a lavorare con i leader venezuelani se prenderanno la decisione giusta”

Gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con i leader che restano in Venezuela se prenderanno "la decisione giusta", ha dichiarato oggi il segretario di Stato Marco Rubio, all'indomani di un'operazione militare con cui gli Usa hanno catturato e rimosso il presidente del Paese, Nicolas Maduro. "Giudicheremo tutto in base a ciò che faranno, e vedremo cosa faranno", ha detto nel corso del programma "Face the Nation" di Cbs News. "Di questo sono certo: se non prenderanno la decisione giusta, gli Stati Uniti manterranno molteplici leve di pressione" nei confronti di Caracas, ha aggiunto.

A Madrid protesta davanti all’ambasciata Usa contro l'intervento in Venezuela

Al grido di "Yankees terroristi", un migliaio di persone - secondo la prefettura - hanno manifestato davanti all'ambasciata degli Stati Uniti a Madrid contro l'intervento delle forze statunitensi in Venezuela e l'arresto di Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores, definito "totalmente illegittimo".
I partecipanti alla protesta, iniziata alle 12 e indetta da una piattaforma di varie associazioni, fra le quali la 'Plataforma de Madrid contra la Nato' e la 'Internazionale Antifascista', hanno bloccato la circolazione nella centrale Calle Serrano, dove ha sede la rappresentanza diplomatica statunitense.
"Fuori il gringo criminale dal Venezuela!" e "Non vogliamo essere una colonia nordamericana" sono alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti, che sventolavano bandiere venzuelane e palestinesi. Tra i presenti, vari esponenti della confluenza di sinistra Sumar, alleata del Psoe nel governo progressista spagnolo, e di Podemos, la cui segretaria generale Ione Belarra, all'inizio della protesta, ha criticato l'intervento come "terrorismo di Stato". "Dobbiamo tornare a scendere in piazza per gridare no alla guerra, per esigere la fine dell'intervento militare illegale degli Stati Uniti di Donald Trump, la fine delle guerre per il petrolio", ha esortato Belarra in dichiarazioni ai media.

Media: “Gli Usa potrebbero avere un super-testimone contro Maduro”

Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale lo scorso giugno si e' dichiarato colpevole di reati che prevedono l'erastolo e sono analoghi a quelli contestati al leader venezuelano. Ècitato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino.

Argentina e Perù chiudono le frontiere ai funzionari di Maduro in cerca di rifugio

I governi di Argentina e Perù hanno emesso ordini di restrizione per impedire l'eventuale ingresso nei rispettivi Paesi di persone legate al governo venezuelano di Nicolas Maduro in cerca di rifugio. In un comunicato di Buenos Aires si legge che le nuove misure fanno riferimento a "funzionari, membri delle Forze Armate, imprenditori associati al regime di Maduro e persone sanzionate da altri paesi, con l'obiettivo di impedire che utilizzino l'Argentina come destinazione di rifugio". Nella nota emessa dal ministero degli Interni di Lima si fa riferimento invece a misure "dirette a persone di nazionalità venezuelana legate al regime di Nicolás Maduro" con l'obiettivo di "evitare che utilizzino il Perù per evadere la giustizia".

Di Caprio bloccato ai Caraibi per la crisi in Venezuela

Anche Leonardo DiCaprio è rimasto bloccato ai Caraibi a causa dell'evolversi della situazione geopolitica in Venezuela. L'attore di Una Battaglia Dietro l'Altra doveva ricevere un premio al Palm Springs International Film Festival ma non è riuscito a lasciare St.Barts a causa delle restrizioni al traffico aereo introdotte per permettere il trasporto del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Lo riporta Variety. Nei giorni prima del Capodanno, DiCaprio era stato fotografato in vacanza con familiari e amici, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sanchez. "Non è riuscito a raggiungerci di persona questa sera a causa di imprevisti disagi nei viaggi e delle restrizioni dello spazio aereo", ha dichiarato un portavoce del festival.

Il presidente della Bolivia: “Sul Venezuela libertà e dignità non si negoziano”

ll presidente della Bolivia, Rodrigo Paz Pereira, è intervenuto nel dibattito internazionale seguito all'operazione statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, ribadendo il sostegno di La Paz ai principi di libertà, democrazia e sovranità del voto popolare. In un messaggio diffuso sul suo account ufficiale di X, il capo dello Stato ha affermato che "la libertà non si negozia" e che "la dignità dei popoli nemmeno".. Paz Pereira ha denunciato che "quando un regime illegittimo governa al servizio del narcotraffico, la società viene sottomessa alla tirannia", segnando una netta presa di distanza dall'ex leadership venezuelana. Ha quindi sottolineato che "l'unica via d'uscita per il Venezuela è il rispetto del voto, espressione della vera volontà popolare", riaffermando che la Bolivia "sarà sempre al fianco della democrazia, del rispetto delle istituzioni e dei diritti umani".
Nel suo intervento non sono stati fatti riferimenti diretti a un eventuale ruolo futuro degli Stati Uniti; l'accento è stato invece posto sulla centralità dei valori democratici come fondamento della convivenza e della stabilità regionale.

Media: in Venezuela utilizzato il drone “Bestia di Kandahar”

Il drone RQ-170 Sentinel, noto anche come la 'Bestia di Kandahar', avrebbe avuto una parte nell'Operazione Absolute Resolve, la missione americana che ha portato alla cattura Nicolás Maduro. Lo riportano diverse testate giornalistiche militari e internazionali. Tra questi l'australiana Abc News che pubblica un filmato verificato condiviso da un tracker Osint (Open Source Intelligence) che mostra un RQ-170 di ritorno a Porto Rico dopo aver supportato la missione. Il drone RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto prodotto dalla Lockheed Martin.

Tajani: “Lavoriamo per la liberazione dei detenuti italiani”

L'Italia sta lavorando alla liberazione degli italiani detenuti in Iran. Lo ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Tg2. "Sto seguendo minuto per minuto l'evolversi della situazione", ha detto, "abbiamo invitato i nostri connazionali alla massima prudenza". Non solo. "Stiamo lavorando per vedere cosa si puo' fare per la liberazione degli italiani detenuti, compreso il cooperante (Alberto) Trentini", ha assicurato il ministro, "speriamo che con il cambio di regime e con l'andata via di (Nicolas) Maduro si possa riuscire a riportarli a casa".

Netanyahu ribadisce il suo sostegno a Trump sul Venezuela

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rinnovato oggi il "sostegno" del suo governo alla "decisione risoluta e all'azione determinata degli Stati Uniti" in Venezuela. "In America Latina, diversi paesi stanno tornando nell'orbita americana e rinnovando i loro legami con lo Stato di Israele. Accogliamo con favore, congratuliamo il presidente (Donald) Trump e salutiamo anche le forze armate americane che hanno condotto un'operazione perfetta", ha detto durante la riunione domenicale del governo.

Il Papa: “Garantire la sovranità del Venezuela, assicurare lo stato di diritto”

"Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela - ha detto il Papa all'Angelus -. Il bene dell'amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica".

La Corea del Nord: “Grave la cattura di Maduro”

La cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti rappresenta una "grave violazione della sovranità nazionale". Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Pyongyang. La Corea del Nord "denuncia fermamente l'atto di ricerca dell'egemonia da parte degli Stati Uniti commesso in Venezuela", ha affermato un portavoce del ministero in una nota diffusa dall'agenzia ufficiale Kcna.

Kamala Harris: “L’azione di Trump è illegale e imprudente”


Le azioni di Donald Trump in Venezuela non rendono l'America più sicura o più forte. Il fatto che Maduro sia un dittatore brutale e illegittimo non cambia il fatto che questa azione sia stata illegale e imprudente. Abbiamo già visto questo film. Guerre per un cambio di regime o per il petrolio spacciate per forza, ma che si trasformano in caos, e le famiglie americane ne pagano il prezzo". Lo ha scritto su X l'ex vicepresidente degli Usa, Kamala Harris, sconfitta da Donald Trump nelle ultime elezioni presidenziali. "Non si tratta di droga o di democrazia. Si tratta di petrolio e del desiderio di Donald Trump di giocare il ruolo dell'uomo forte nella regione", ha aggiunto. Secondo Harris "se gli importasse di entrambe le cose, non perdonerebbe un narcotrafficante condannato né metterebbe da parte la legittima opposizione venezuelana per stringere accordi con gli amici di Maduro. Il Presidente sta mettendo a rischio le truppe, spendendo miliardi, destabilizzando una regione e non offrendo alcuna autorità legale, alcun piano di uscita e alcun beneficio interno". "L'America ha bisogno di una leadership le cui priorità siano ridurre i costi per le famiglie lavoratrici, far rispettare lo stato di diritto, rafforzare le alleanze e, soprattutto, mettere al primo posto il popolo americano", ha concluso.

(reuters)

Nyt: “Maduro rifiutò l’ultimatum di Trump per l’esilio in Turchia”

Nicolas Maduro, a fine dicembre, ha rifiutato un ultimatum del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di lasciare l'incarico e andare in esilio dorato in Turchia. Lo riferisce il New York Times citando diverse fonti americane e venezuelane coinvolte nei colloqui di transizione.

Amnesty: “Preoccupa l’escalation di violazioni di diritti umani”

L'azione militare condotta ieri in Venezuela dall'amministrazione Trump, che ha portato alla cattura di Nicolßs Maduro e Cilia Flores, solleva gravi preoccupazioni per i diritti umani della popolazione venezuelana. Con estrema probabilità essa costituisce una violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, così come lo è l'intenzione dichiarata dagli Stati Uniti di gestire il paese e di controllarne le risorse petrolifere. Amnesty International è particolarmente preoccupata per il rischio di un'ulteriore escalation delle violazioni dei diritti umani nel paese, che potrebbe scaturire sia da nuove operazioni statunitensi, sia dalla risposta del governo venezuelano agli attacchi degli Stati Uniti. Amnesty International esorta il governo degli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, a dare priorità alla protezione della popolazione civile e a garantire i diritti umani di tutte le persone private della libertà, comprese le garanzie processuali e il diritto a un trattamento umano.

La Turchia invita “alla calma e moderazione” in Venezuela

La Turchia invita alla calma e alla moderazione gli Stati Uniti e le tutte le parti coinvolte nei recenti sviluppi legati all'attacco sferrato dagli Usa in Venezuela e all'arresto del presidente Nicolas Maduro. In attesa delle parole del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha annunciato per domani un colloquio telefonico con il collega americano Donald Trump, è il ministero degli Esteri di Ankara a emettere un comunicato. "La Turchia segue da vicino gli sviluppi in Venezuela e chiede alle parti calma e moderazione, essenziali per evitare che la attuale situazione porti a conseguenze avverse per la stabilità regionale e internazionale", si legge nella nota, "la Turchia è pronta a fare la propria parte e offrire un apporto costruttivo nella risoluzione della crisi".
Erdogan ha negli ultimi anni intrattenuto ottimi rapporti con Nicolas Maduro, al punto che si era anche parlato della Turchia come possibile destinazione per un eventuale esilio del presidente venezuelano.

(agf)

L'attacco statunitense al Venezuela 'ferma' Leonardo DiCaprio

L'attacco statunitense al Venezuela 'ferma' Leonardo DiCaprio. L'attore ha dovuto dare forfait al Gala di premiazione del 36esimo Palm Springs International Film Festival - in corso in questi giorni nella Valle di Coachella, nel Sud della California - dove ieri, sabato 3 gennaio, avrebbe dovuto ricevere il Desert Palm Achievement Award per la sua interpretazione in "One Battle After Another'. E' quanto scrive in esclusiva 'Variety' riferendo che, a causa dell'evolversi della situazione geopolitica in Venezuela, il premio Oscar statunitense, non è riuscito a lasciare St. Barts, nei Caraibi, a causa delle restrizioni aeree nella zona. DiCaprio è stato fotografato a bordo di un superyacht, in vacanza con familiari e amici, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sanchez.

Teheran: “Attacco Usa in Venezuela chiaro esempio di terrorismo di Stato”

"L'Iran condanna fermamente l'aggressione militare statunitense al Venezuela e il rapimento del legittimo presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie, e considera l'azione un chiaro esempio di terrorismo di Stato", ha dichiarato il ministro iraniano degli Esteri Abbas Araghchi in una conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano Yvan Eduardo Gil Pinto ieri sera. L'Iran considera la mossa degli Stati Uniti un chiaro attacco alla sovranità e alla volontà nazionale del Venezuela e sosterrà il governo eletto venezuelano, ha aggiunto, secondo l'Irna. Pinto, da parte sua, ha elogiato la solidarietà dell'Iran , sottolineando: "Siamo determinati a difendere la sovranità nazionale e il diritto all'autodeterminazione contro le politiche prepotenti e illegali degli Stati Uniti".

La Cina chiede “rilascio immediato” di Maduro

La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di liberare immediatamente il presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato ieri dalle forze speciali Usa in un blitz notturno a Caracas. "La Cina chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza personale del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, di liberarli immediatamente e di smettere di rovesciare il governo del Venezuela", si legge in una nota del Ministero degli Esteri cinese, che definisce l'attacco una "evidente violazione del diritto internazionale".

Usa revocano restrizioni su spazio aereo dei Caraibi

Le restrizioni ai voli relative allo spazio aereo dei Caraibi imposte dagli Stati Uniti in relazione al loro raid in Venezuela sono state revocate e i voli potranno riprendere. Lo ha scritto su X il segretario Usa ai trasporti, Sean Duffy. "Le compagnie aeree sono state informate e aggiorneranno rapidamente i propri orari. Se il vostro volo è stato interessato dalle restrizioni, vi preghiamo di continuare a collaborare con la vostra compagnia aerea", ha affermato.

Starlink offre banda larga gratis fino a febbraio

Starlink, il servizio satellitare di proprietà della SpaceX di Elon Musk, fornirà servizi di banda larga gratuiti ai cittadini venezuelani fino al 3 febbraio, in seguito all'operazione statunitense che ha deposto il presidente Nicolàs Maduro. Lo ha annunciato l'azienda in un post su X.
Starlik promette "continuità nella connettività" con il Venezuela, un paese notoriamente alle prese con la censura online. Il governo di Maduro in passato aveva bloccato Facebook, YouTube, Instagram e altre piattaforme.

Usa: “Restrizioni voli su Caraibi fino a mezzanotte”

Le restrizioni sullo spazio aereo controllato dagli Stati Uniti sui Caraibi, entrate in vigore in seguito all'intervento militare statunitense in Venezuela, scadono a mezzanotte ora di Washington. Lo ha dichiarato il Segretario ai Trasporti americano, Sean Duffy sui social media.
Le restrizioni hanno costretto le compagnie aeree a modificare gli orari e a cancellare i voli da e per destinazioni come Porto Rico, Santa Lucia e Barbados

'Violento' e 'squallido'; il carcere di NY per Maduro

Il Metropolitan Detention Center (MDC) di New York City è la prigione federale dove il presidente venezuelano deposto, Nicolàs Maduro, è stato condotto dagli agenti Usa dopo il suo arrivo a New York e dove presumibilmente trascorrerà i prossimi giorni in attesa del processo. Descritto come "disgustoso" e con condizioni "orribili", l'MDC è noto per le sue condizioni squallide, la cronica carenza di personale, la violenza dei detenuti e le interruzioni di corrente, riporta la Cnn. Costruita negli anni '90 per combattere il sovraffollamento carcerario, la struttura ha ospitato personaggi come il cantante R. Kelly, "Pharma Bro" Martin Shkreli , la ex compagna di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, l'ex mago delle criptovalute Sam Bankman-Fried e il magnate della musica Sean "Diddy" Combs.
Anche il presunto leader del cartello Ismael "El Mayo" Zambada Garcia è stato detenuto all'MCD in attesa del processo per omicidio e traffico di droga.
Le condizioni del carcere sono molto violente: un detenuto è stato accoltellato a morte nel giugno 2024 e un altro è morto in una rissa un mese dopo. Un'interruzione di corrente nel 2019 ha lasciato i prigionieri nell'oscurità quasi totale con temperature rigide per una settimana. L'MDC è l'unico centro di correzione federale in servizio a New York City dopo la chiusura del complesso di Manhattan in seguito alla morte per suicidio del finanziere multimilionario e accusato di traffico sessuale Jeffrey Epstein nel 2019.

Colombia convoca riunione Stati Latinoamericani

Il governo colombiano ha convocato una riunione dei ministri degli Esteri della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici per definire una posizione sull'attacco militare statunitense al Venezuela sebbene non abbia specificato la data della riunione. Poche ore prima, il governo brasiliano aveva annunciato che stava valutando la possibilità di tenere la riunione della CELAC domenica e che la riunione ministeriale in videoconferenza era prevista per le 12:00 ora locale a Bogotà.

Cancellati centinaia voli nei Caraibi dopo raid Usa

L'operazione militare statunitense in Venezuela ha interrotto i viaggi nei Caraibi in un periodo di grande affluenza per la regione. Secondo FlightRadar24.com, sabato nessun volo aereo ha sorvolato il Venezuela: le principali compagnie aeree hanno cancellato centinaia di voli nella regione dei Caraibi orientali e hanno avvertito i passeggeri che i disagi potrebbero protrarsi per giorni dopo l'imposizione delle restrizioni da parte della Federal Aviation Administration. Sono stati cancellati i voli da e per Porto Rico, le Isole Vergini, Aruba e più di una dozzina di altre destinazioni nell'arcipelago delle Piccole Antille, a nord del Venezuela. Le compagnie aeree rinunciano alle penali per il cambio di volo per i passeggeri che devono riprogrammare i loro voli questo fine settimana.

Corte Suprema: “Rodriguez presidente a interim”

La Corte Suprema di giustizia venezuelana ha ordinato che la vicepresidente esecutiva Delcy Rodrìguez assuma la carica di presidente ad interim del Paese sudamericano in seguito alla cattura del Presidente Nicolàs Maduro da parte degli Stati Uniti. "Si ordina che la cittadina Delcy Eloìna Rodrìguez Gòmez, Vicepresidente Esecutiva della Repubblica, assuma ed eserciti, in qualità di Presidente ad interim, tutti i poteri, i doveri e le facoltà inerenti alla carica di Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, al fine di garantire la continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione", ha dichiarato la Presidente della Camera Costituzionale, Tania D'Amelio, leggendo una dichiarazione trasmessa in radio e televisione.

Casa Bianca pubblica video Maduro: “Il colpevole ha camminato'

L'account ufficiale di risposta rapida della Casa Bianca ha pubblicato un video di una passeggiata del deposto leader venezuelano Nicolàs Maduro accompagnato da agenti federali. "Il colpevole ha camminato", ha scritto Rapid Response 47 sopra il video, che mostra Maduro con una felpa nera con cappuccio, camminare lungo un corridoio con un tappeto blu con la scritta "DEA NYD". Nel video, Maduro sembra augurare a uno spettatore "Buon anno nuovo".

Maduro a New York dopo l'arresto ripreso con gli agenti antidroga: "Buon anno"

Colombia: “Aiuti e diplomazia per rispondere a raid Usa”

Il governo colombiano ha attivato una strategia a tre punte, che include una componente diplomatica e una di aiuti umanitari, in risposta all'attacco militare statunitense a Caracas e altre città venezuelane in cui sono stati catturati il presidente Nicolàs Maduro e sua moglie, Cilia Flores. "In risposta, manteniamo tre linee strategiche. La prima è la diplomazia, che è responsabilità del Presidente della Repubblica Gustavo Petro in qualità di capo di Stato", ha dichiarato il Ministro della Difesa Pedro Sànchez in una dichiarazione dopo aver partecipato a una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza.
La seconda, ha aggiunto, è l'assistenza umanitaria in previsione del previsto aumento dei flussi migratori dalla Colombia al Venezuela, innescato dalle celebrazioni di Natale e Capodanno. "In risposta a questa situazione, il Ministero dell'Interno e il Dipartimento Amministrativo Presidenziale (DAPRE) guideranno la strategia del governo per fornire assistenza umanitaria secondo necessità", ha spiegato Sànchez.
L'obiettivo finale è la sicurezza, che sarà guidata dal Ministro della Difesa e mira a raggiungere la "massima forza" contro il gruppo guerrigliero dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), che controlla il confine tra Colombia e Venezuela.

Proteste anti Trump in diverse città Usa

Proteste in diverse città degli Stati Uniti dopo l'operazione militare del presidente Donald Trump in Venezuela e la deposizione del presidente Nicolàs Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Nelle principali metropoli come Washington, New York, Boston, Chicago e Los Angeles, alcune centinaia di persone hanno marciato, intonato slogan e sventolato bandiere venezuelane. Molti manifestanti hanno esposto cartelli con frasi come "Nessuna guerra al Venezuela" e "Giù le mani dagli Stati Uniti dall'America Latina". "Mentre gli Stati Uniti conducono una guerra imperialista, le nostre infrastrutture pubbliche e i nostri programmi sociali in patria soffrono", ha affermato l'Anti-War Committee Chicago, uno dei gruppi che ha organizzato la protesta di Chicago

Segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth: “Saranno Usa a decidere cosa succederà adesso”

Saranno gli Stati Uniti a "controllare cosa accadrà dopo" la deposizione di Nicolàs Maduro, ma in seguito "quello che accadrà dopo sarà nelle mani dei venezuelani". Lo ha detto in un'intervista alla CBS News, il Segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth.
In risposta alle domande sui possibili dispiegamenti di truppe in Venezuela, Hegseth ha affermato che "siamo ancora pronti" in modo che il presidente Donald Trump abbia delle "opzioni" per il futuro. Alla domanda se si tratti di una "questione di libertà o di petrolio", Hegseth ha risposto: "Libertà, sicurezza, prosperità". "Attraverso un'azione strategica, possiamo garantire l'accesso a ulteriore ricchezza e risorse, consentendo al Paese di liberarle senza dover spendere sangue americano", ha affermato Hegseth, che ha detto di aver appena trascorso del tempo alla Joint Base Andrews con i militari coinvolti nell'operazione statunitense in Venezuela.

Mamdani: “Ho chiamato Trump per criticare l'operazione in Venezuela”

Zohran Mamdani, il nuovo sindaco di New York, ha telefonato al presidente Donald Trump sabato per esprimere personalmente la sua contrarietà agli attacchi condotti dagli Stati Uniti in Venezuela e alla cattura del suo leader, Nicolàs Maduro. "Ho chiamato il presidente e ho parlato direttamente con lui per manifestare la mia opposizione a quest'azione", ha dichiarato Mamdani durante una conferenza stampa su un argomento non correlato, aggiungendo di aver detto a Trump di essere "contrario a un tentativo di cambio di regime e alla violazione del diritto federale e internazionale". Il sindaco si è rifiutato di commentare la risposta del presidente, nonostante le insistenze dei giornalisti. I suoi collaboratori hanno affermato che Mamdani aveva effettuato la chiamata nel primo pomeriggio di sabato e che la conversazione era stata "breve". "Ho espresso la mia opposizione, l'ho chiarita e la questione si è conclusa lì", ha affermato Mamdani.

Maduro e la moglie condotti in carcere a Brooklyn

L'aereo che ha trasportato Nicolas Maduro e la moglie, Cilia Flores, è atterrato nella serata di ieri alla base della Guardia Nazionale Aerea Stewart a Newburgh, New York. Maduro è stato scortato fuori dall'aereo circondato da agenti dell'FBI, secondo quanto riportato dall'AFP.
Maduro e Flores sono stati poi trasportati in elicottero all'eliporto Westside di Manhattan, dove sono arrivati alle 19 ora locale, secondo il New York Times. L'elicottero è atterrato in un eliporto lungo il fiume Hudson, vicino alla 31esima Strada, nella zona ovest di Manhattan. Il deposto presidente venezuelano, sottoposto a rigide misure di sicurezza a Manhattan, è stato portato prima negli uffici della Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense, poi al Metropolitan Detention Center, la stessa struttura federale a Brooklyn in cui sono stati detenuti il rapper Sean "Diddy" Combs durante il processo dello scorso anno, così come altri prigionieri di alto profilo, tra cui Ghislaine Maxwell, la ex compagna di Jeffrey Epstein.

Media: “Gruppi para-militari vicino ministeri a Caracas”

Alcuni membri dei "Colectivos Chavistas", i gruppi paramilitari filogovernativi che esercitano il controllo territoriale in alcune zone della capitale venezuelana, sono stati visti aggirarsi nel centro di Caracas.
Lo riferiscono diversi media Usa. Il gruppo è stato avvistato in una zona centrale della capitale venezuelana, vicino agli edifici governativi, informa la Cnn.
I gruppi 'chavisti' fungono da unico organo di polizia in molti dei quartieri più poveri del Venezuela. Prima che Nicolàs Maduro venisse detronizzato dalle forze statunitensi sabato, i colectivos hanno svolto un ruolo sempre più importante nel mantenerlo al potere. Maduro ha descritto i colectivos come organizzatori in prima linea della sua rivoluzione socialista.

Segretario alla Difesa Usa: “Americani avranno benefici da cattura Maduro”

Gli americani trarranno beneficio dalla cattura di Nicolàs Maduro. Lo ha detto alla Cbs il Segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth. "Possiamo garantire l'accesso a ulteriore ricchezza e risorse, consentendo al Paese di liberarle, senza dover spendere sangue americano", ha affermato Hegsteth.

Media: “Almeno 40 le vittime dell'attacco Usa”

Almeno 40 persone, tra civili e soldati, sono state uccise nell'attacco statunitense di sabato in Venezuela. La stima proviene da un alto funzionario venezuelano che ha parlato sotto anonimato con il New York Times.
Le vittime includono una donna di nome Rosa Gonzàlez, uccisa nel suo appartamento colpito dall'attacco.
Un altro residente sarebbe rimasto gravemente ferito. Donald Trump, intervenuto sabato su Fox News, ha detto che nessun soldato americano è rimasto ucciso. Ha tuttavia fatto capire che alcuni militari sono rimasti feriti. Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, ha dichiarato in seguito, durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago con il presidente Trump, che uno degli elicotteri statunitensi impegnati nell'operazione di cattura del presidente Nicolßs Maduro e di sua moglie era stato colpito ma "in grado di volare" e che tutti i velivoli statunitensi "sono tornati alla base"

Maduro e la moglie verso il carcere di Brooklyn, lo stesso di El Chapo e Ghislaine Maxwell

Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores dovrebbero essere trasferiti nel Metropolitan detention center, prigione federale di Brooklyn, in attesa di comparire davanti a un giudice lunedì, per rispondere delle accuse, tra le altre, di "narcoterrorismo". Lo scrive Axios, ricordando che nella struttura sono rinchiusi detenuti eccellenti, dal narcotrafficante messicano Joaquin "El Chapo" Guzman, a Luigi Mangione, il giovane accusato di aver ucciso il ceo di UnitedHealthcare, dal rapper P Diddy a Ghislaine Maxwell, la fidanzata del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.

Il Brasile riconosce Delcy Rodríguez presidente ad interim del Venezuela

Il Brasile riconosce la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez come presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Nicolßs Maduro da parte degli Stati Uniti. Lo ha confermato la segretaria generale dell'Itamaraty, il ministero degli Esteri brasiliano, Maria Laura da Rocha, durante una conferenza stampa a Brasilia, secondo quanto riportano i principali media del Paese sudamericano. "In assenza del presidente Maduro, la guida del Paese spetta alla vicepresidente. Delcy Rodríguez assume dunque le funzioni di presidente ad interim", ha dichiarato al termine di una riunione dedicata alla crisi venezuelana. L'annuncio è arrivato dopo un vertice dell'Itamaraty al quale ha preso parte anche il ministro della Difesa, José Múcio Monteiro, mentre il presidente Luiz Inßcio Lula da Silva ha seguito i lavori in collegamento virtuale.

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