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È iniziata davanti al tribunale federale di New York la prima udienza del processo a Nicolàs Maduro, il presidente del Venezuela deposto dagli americani. Rodríguez, che ha giurato da presidente ad interim, già avvertita da Trump: "Siamo noi ad avere il controllo del Venezuela" e ci sarà un secondo attacco se Caracas non si comporterà come richiesto, dice il tycoon. Il presidente Usa ha ribadito le mire sulla Groenlandia e ha minacciato anche Colombia, Cuba e Messico. Per l'Iran ci sarà un "colpo durissimo" se Teheran ucciderà i manifestanti. Trump sentirà oggi Erdogan.
- Com'è stato catturato Maduro: analisi del blitz Usa
- Kaplan: “Ma quali narcos, Trump ha agito per interessi economici”
- Cina e Russia: la blanda condanna sul Venezuela
- Perché gli Usa hanno attaccato il Venezuela
Pentagono: “Per il blitz in Venezuela quasi 200 truppe delle Operazioni Speciali”
L'operazione americana in Venezuela è stata condotta da quasi 200 soldati delle forze speciali. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. Finora il Dipartimento della Difesa si era limitato a parlare di 150 velivoli coinvolti nell'operazione
Il Dipartimento di Stato Usa: “Questo è il nostro emisfero”
"Questo è il nostro emisfero, e il presidente Trump non consentirà alla nostra sicurezza di essere minacciata". Lo afferma il Dipartimento di Stato su X allegando una foto in bianco e nero di Trump con la scritta "questo è il nostro emisfero". Il riferimento è alla versione di Trump della dottrina di Monroe, la 'Donroe', che vede la supremazia americana nell'emisfero occidentale
Financial Times: “L'intervento di Trump imprudente, gli Usa e il mondo se ne pentiranno”
"Donald Trump ha segnalato a lungo il suo appetito per un intervento in Venezuela": "gli Stati Uniti hanno imparato nel corso degli ultimi decenni il costo dei pericoli di sovvertire i tiranni senza un piano per il giorno dopo. Ma sembrano averlo fatto ancora. Nel perseguire l'agenda dell'America First, un Trump arrogante sembra imperturbabile. L'America e il mondo si pentiranno della sua ultima dimostrazione di imprudenza". Lo afferma il board editoriale del Financial Times, sottolineando che pochi rimpiangeranno Nicolas Maduro ma il modo in cui è stato rimosso crea un "precedente pericoloso". I regimi autoritari "saranno incoraggiati dal comportamento di Trump", ha aggiunto
L'amministrazione Trump informa i leader del Congresso sul Venezuela
L'amministrazione Trump informerà nelle prossime ore i leader del Congresso sull'attacco in Venezuela. Il briefing riservato è per i leader di Camera e Senato e per i presidenti di alcune commissioni. La Casa Bianca non ha informato il Congresso prima dell'attacco, scatenando polemiche. Donald Trump ha ripetuto più volte di di non averlo fatto per il timore di una fuga di notizie
Migliaia di sostenitori di Maduro manifestano a Caracas
Migliaia di sostenitori del deposto presidente venezuelano, Nicolas Maduro, hanno manifestato a Caracas, chiedendone il rilascio. Lo hanno constatato i giornalisti dell'agenzia Afp sul posto. Organizzata dal governo, la manifestazione ha coinciso con l'insediamento della presidente ad interim Delcy Rodriguez e si è svolta mentre Maduro, rimosso con la forza dal potere dalle forze statunitensi sabato, si è dichiarato non colpevole in un tribunale di New York
Groenlandia, il premier Nielsen: “Vogliamo una linea diretta con Usa”
Le autorità della Groenlandia "stanno cercando di stabilire una linea diretta con Washington" dopo le ultime minacce di annessione giunte dall'amministrazione Trump. Lo ha dichiarato il primo ministro dell'isola artica, Frederik Nielsen, riportano i media danesi. "Non siamo a un punto nel quale riteniamo che un'annessione del nostro Paese possa avvenire da un giorno all'altro", ha aggiunto Nielsen, "stiamo lavorando per rafforzare il dialogo con i Paesi alleati e la Nato"
Baltici: “La sovranità della Danimarca non va toccata”
"La Danimarca è una democrazia solida e un alleato fidato della Nato. La Groenlandia è una parte integrante del Regno di Danimarca. Comprendo le legittime esigenze di sicurezza degli Stati uniti, ma ritengo che queste possano essere affrontate in un dialogo diretto tra Danimarca e Stati uniti e nell'ambito del quadro della difesa collettiva". Lo ha dichiarato oggi il presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics, in un messaggio pubblicato sul suo profilo X. Analoga la presa di posizione del ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, che ha sottolineato l'importanza di attenersi alle norme del diritto internazionale. "Il rispetto per l'integrità territoriale e la sovranità è fondamentale per la stabilità globale. Tutte le decisioni riguardanti la Groenlandia o la Danimarca spettano solo a loro", ha scritto su X
La vicepresidente Delcy Rodriguez ha giurato come presidente ad interim
La vicepresidente Delcy Rodriguez ha giurato come presidente ad interim dopo l’arresto di Maduro
Cilia Flores in aula con lividi e bendaggi
Cilia Flores, moglie del presidente venezuelano deposto Nicolas Maduro, si è presentata all'udienza preliminare alla corte di Lower Manhattan, a New York, con bendaggi e lividi sul volto. Lo riferiscono i cronisti di Cnn e Nbc presenti in aula. Secondo Mark Donnelly, legale di Flores, la donna "ha subito lesioni significative durante il suo rapimento" e potrebbe avere costole fratturate o incrinate che richiederebbero un pieno esame radiografico. "Ci sono alcuni problemi medici e di salute che richiederanno attenzione", ha affermato l'avvocato nel corso dell'udienza
Un americano su tre approva l’attacco al Venezuela
Un americano su tre approva l'attacco militare statunitense al Venezuela che ha rovesciato il presidente del paese e il 72% teme che gli Stati Uniti possano "troppo intromettersi" nel paese sudamericano, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos. Il 65% dei repubblicani sostiene l'operazione militare ordinata dal presidente repubblicano Donald Trump, rispetto all'11% dei democratici e al 23% degli indipendenti. Il sondaggio mostra un significativo sostegno tra i repubblicani a una politica estera che includa l'esercizio di influenza sui paesi vicini. Circa il 43% dei repubblicani ha dichiarato di essere d'accordo con l'affermazione: "Gli Stati Uniti dovrebbero adottare una politica di dominio degli affari nell'emisfero occidentale", rispetto al 19% che non era d'accordo.
Venezuela: almeno 16 petroliere sanzionate sono salpate da sabato
Almeno 16 petroliere sotto sanzioni Usa hanno lasciato le acque venezuelane dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro da parte delle forze statunitensi sabato a Caracas, secondo diverse società di sorveglianza marittima. Tredici di queste navi sono cariche e trasportano un totale di circa 12 milioni di barili di petrolio greggio e carburante, destinati principalmente alla Cina, ha riferito all'Afp il sito web di monitoraggio marittimo TankerTrackers.
Venezuela, capo Parlamento: Ricorso a tutte le vie per portare indietro Maduro”
Il neo-rieletto capo del parlamento del Venezuela ha promesso di esplorare ogni via per "riportare indietro" il presidente Nicolas Maduro, prelevato in un'operazione militare degli Stati Uniti lo scorso sabato e trasferito dalle forze Usa a New York. "La mia funzione principale nei giorni a venire...come presidente di questa Assemblea nazionale, sarà quella di ricorrere a tutte le procedure, a tutte le piattaforme e a tutte le vie per riportare indietro Nicolas Maduro Moros, mio fratello, il mio presidente", ha detto ai parlamentari Jorge Rodriguez, fratello dell'ex vice di Maduro e nuova presidente ad interim, Delcy Rodriguez.
Piccolo corteo chavista marcia nel centro di Caracas
Centinaia di persone vicine al movimento chavista hanno manifestato nelle strade del centro di Caracas, vicino al palazzo legislativo, dove si sta svolgendo la prima sessione dell'Assemblea Nazionale. Per i manifestanti, la cattura e la rimozione di Nicolßs Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, costituiscono un "rapimento": dalla piazza tanti gli slogan a favore della loro liberazione. Presenti al corteo molti dipendenti del settore pubblico uniti dalla convinzione che il raid sia stato un "attacco imperialista" da parte degli Stati Uniti. Dalla sede dell'Assemblea nazionale, il presidente rieletto del parlamento, Jorge Rodríguez, dopo aver prestato giuramento, ha affermato che la priorità della sua amministrazione quest'anno sarà quella di ottenere il ritorno di Maduro a Caracas.
Maduro con i piedi incatenati, 'sono prigioniero di guerra'
"Sono un prigioniero di guerra". Lo ha detto Nicolas Maduro in spagnolo lasciando l'aula di tribunale, dove aveva i piedi incatenati e indossava una camicia blu a maniche corte sopra una tuta arancione da detenuto. Lo riportano i media americani.
Finita l'udienza, Maduro lascia l'aula del tribunale
Nicolas Maduro lascia l'aula di tribunale al termine della sua prima apparizione davanti alla giustizia americana. L'udienza si è conclusa con il giudice che ha fissato il prossimo appuntamento per il 17 marzo.
Il legale di Maduro: “Ha problemi di salute, anche la moglie”
Nicoals Maduro ha "problemi di salute". Lo ha detto il suo legale Barry Pollack, aggiungendo che anche la moglie di Maduro ha dei problemi medici, potrebbe avere una frattura in seguito all'operazione militare americana.
Venezuela: giudice, prossima udienza Maduro il 17 marzo
Il giudice Alvin Hellerstein, della corte di Lower Manhattan, ha fissato per il 17 marzo la prossima udienza in cui è imputato il presidente deposto del Venezuela Nicolas Maduro.
Maduro in aula con i piedi incatenati
Il leader venezuelano, Nicolas Maduro, è entrato in aula indossando la divisa da carcerato, le cuffie per la traduzione e con i piedi incatenati. Lo ha riferito il sito della Cbs, precisando che sua moglie, Cilia Flores, indossava gli stessi abiti. Entrambi avevano le mani slegate, sottolinea l'emittente, aggiungendo che Maduro ha stretto la mano al suo avvocato.
Maduro e la moglie: “Vogliamo visita consolare in carcere”
Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores hanno chiesto una visita consolare in carcere. Nel corso dell'udienza davanti al tribunale di New York, il giudice ha informato il deposto presidente venezuelano e la moglie che hanno il diritto di chiedere una visita consolare. Alla domanda se avessero capito, Maduro ha risposto: "Sì, lo capiamo e vorremmo avere visita consolare". Il giudice ha fatto sapere che la organizzeranno.
Giudice a Maduro, 'voglio solo conferma del suo nome'
"Sono il presidente della Repubblica del Venezuela, e sono qui da rapito, sono stato catturato a casa mia a Caracas, Venezuela", ha dichiarato Nicolas Maduro, prima di venire interrotto dal giudice Alvin Hellerstein nell'udienza preliminare. "Mi permetta di interromperla - gli ha detto il giudice - ci sarà un momento e un luogo per entrare nel merito di tutto questo. Il suo avvocato potrà presentare le istanze, per ora voglio solo sapere una cosa: lei è Nicolas Maduro Moros?". "Io sono Nicolas Maduro Moros", ha risposto l'imputato.
La moglie di Maduro, 'sono la First Lady del Venezuela, sono innocente'
Cilia Flores, la moglie di Maduro, conferma la sua identità in tribunale e afferma: "Sono la First Lady del Venezuela". Lo riportano i media americani. "Sono completamente innocente", ha aggiunto.
Maduro in camicia blu su tuta carcere, prende appunti
Il giudice Alvin Hellerstein, che presiede il processo a Nicolas Maduro, è entrato poco fa nell'aula della corte di Lower Manhattan, New York, per l'udienza preliminare. Maduro indossa una camicia blu navy a maniche corte sopra la tuta arancione del carcere e ha cuffie nere, probabilmente per la traduzione simultanea. I suoi capelli sono striati di grigio e sta prendendo appunti. Maduro indossa cuffie nere, così come sua moglie, Cilia Flores, seduta due posti più in là, con un abbigliamento simile negli stessi colori blu navy e arancione.
Maduro: “Sono il presidente del Venezuela, sono innocente”
Quando il giudice della corte di Manhattan gli ha chiesto di confermare la propria identità, Maduro ha risposto in spagnolo definendosi "presidente della Repubblica del Venezuela" e ha aggiunto di essere stato "rapito". Nicolas Maduro si identifica al giudice Alvin Hellerstein in spagnolo: conferma di essere Maduro e di essere il presidente del Venezuela. Poi aggiunge di trovarsi in aula "rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas". Lo riportano i media americani. "Sono innocente, non sono colpevole", ha aggiunto, dichiarandosi non colpevole delle accuse a suo carico.
Maduro in tribunale a Manhattan, iniziata l'udienza
Nicolas Maduro è all'interno dell'aula della Daniel Patrick Moynihan courthouse, il tribunale federale di Manhattan, per la sua prima apparizione davanti al giudice Alvin Hellerstein. Il deposto presidente venezuelano indossa una camicia blu a maniche corte sopra la tuta arancione del carcere e ha degli auricolari e sta prendendo appunti. L'udienza, durante la quale verranno formalmente presentate le accuse a suo carico, dovrebbe essere breve. Maduro, tra l'altro, è accusato di cospirazione per narcotraffico e terrorismo e di cospirazione per l'importazione di cocaina negli Stati Uniti. Con tutta probabilità si dichiarerà non colpevole.
Il giudice che presiede il caso di Maduro è in aula
Il giudice Alvin Hellerstein è entrato nell'aula di tribunale per la prima apparizione di Nicolas Maduro. Il 92enne presiederà l'udienza, durante la quale saranno illustrati i quattro capi di accusa mossi contro l'ex leader del Venezuela. L'udienza è attesa iniziare a breve e nell'aula non sono ammesse le telecamere.
Cnn: ecco cosa attendersi dall’udienza di Maduro
Il deposto presidente venezuelano Nicolas Maduro, comparirà a breve in tribunale a New York dopo la sua cattura avvenuta sabato a seguito di un'operazione militare degli Stati Uniti a Caracas. È accusato di possesso di droga e armi. Secondo Elie Honig, analista legale senior della Cnn, l'udienza si aprirà con il giudice, il 92enne Alvin Hellerstein, che informerà Maduro delle accuse a suo carico e gli darà l'opportunità di dichiararsi colpevole. Successivamente, il giudice si assicurerà che Maduro abbia nominato un avvocato difensore. Si tratta, come reso pubblico, di Barry Pollack, avvocato di Washington che ha di recente negoziato l'accordo che ha portato al rilascio di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. Poi il giudice prenderà in considerazione la possibilità di una cauzione, anche se è improbabile che a Maduro venga concessa. Infine Hellerstein dovrebbe indicare un calendario per il caso.
Maduro assume come legale il difensore di Assange
Il leader venezuelano Nicolas Maduro ha incaricato l'eminente avvocato penalista Barry Pollack, che ha rappresentato a lungo il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, come suo avvocato nel caso penale di Manhattan in cui è accusato di narcoterrorismo. Pollack ha depositato l'avviso di incarico come avvocato di Maduro nel caso di narcotraffico del Distretto meridionale di New York prima dell'udienza prevista per le 18.
Usa all'Onu, “arrestato narcotrafficante, non occupiamo il Venezuela”
"Non stiamo occupando il Venezuela, si è trattato di un'operazione di polizia. In ottemperanza a incriminazioni legittime in vigore da decenni, gli Stati Uniti hanno arrestato un narcotrafficante che ora sarà processato negli Usa, nel rispetto dello stato di diritto, per i crimini commessi contro il nostro popolo negli ultimi 15 anni". Lo ha detto l'ambasciatore americano all'Onu, Mike Waltz, in Consiglio di Sicurezza. "Maduro è stato incriminato da una giuria e deve affrontare accuse penali molto gravi - ha aggiunto - Le prove schiaccianti dei suoi crimini saranno presentate apertamente".
Usa a Onu, non siamo in guerra; non è occupazione
"Come ha affermato il segretario Rubio, non c'è alcuna guerra contro il Venezuela o il suo popolo. Non stiamo occupando un Paese. Questa è stata un'operazione di polizia in esecuzione di accuse legittime che esistono da decenni". Lo ha dichiarato il rappresentante permanente degli Stati Uniti all'Onu, Mike Waltz, nel suo intervento alla riunione del Consiglio di sicurezza sul Venezuela. "Gli Stati Uniti hanno arrestato un narcotrafficante che ora verrà processato negli Stati Uniti, in conformità con lo stato di diritto, per i crimini commessi contro il nostro popolo per 15 anni. Un'azione simile è stata intrapresa nel 1989 contro Manuel Noriega. E' stato arrestato, incriminato, condannato in tribunale, ha scontato una pena detentiva negli Stati Uniti e a Panama", ha spiegato.
Guterres: “Profonda preoccupazione per conseguenze intervento Usa”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto "profondamente preoccupato per il mancato rispetto delle norme del diritto internazionale" durante l'azione militare statunitense in Venezuela.
In una dichiarazione letta durante una riunione del consiglio di Sicurezza, Guterres ha sottolineato che il diritto internazionale "fornisce le basi per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali". Guterres ha inoltre espresso preoccupazione per le possibili conseguenze dell'azione Usa. "Sono profondamente preoccupato per la possibile intensificazione dell'instabilità nel Paese, per il potenziale impatto sulla regione e per il precedente che potrebbe creare in merito alle relazioni tra gli Stati", ha affermato.
Russia, ora terrorizzati anche gli atlantisti
"Oggi stiamo raccogliendo le conseguenze della sconsideratezza e selettività in questioni relative al rispetto delle norme del diritto internazionale, che erano legate al cosiddetto ordine mondiale basato sulle regole. Ecco il vostro ordine mondiale basato sulle regole in tutto il suo splendore, che sta terrorizzando persino i più convinti atlantisti". Lo ha affermato il rappresentante permanente della Russia all'Onu, Vasily Nebenzya, nel suo intervento alla riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sull'intervento americano in Venezuela. "Ci auguriamo che il banditismo internazionale venga immediatamente affrontato con una valutazione oggettiva e completa a livello giuridico internazionale, con l'impiego dei meccanismi universali delle Nazioni Unite e di altri formati multilaterali", ha aggiunto.
Rodriguez sarà presidente del Venezuela per 90 giorni, con possibilità di proroga
La Camera Costituzionale della Corte Suprema venezuelana ha assegnato a Delcy Rodríguez un mandato iniziale di 90 giorni , in conformità con l'articolo 234 della Costituzione, termine che potrà essere prorogato di altri tre mesi se approvato dall'Assemblea nazionale. Se fosse stata dichiarata una vacanza assoluta, il testo costituzionale avrebbe imposto la convocazione delle elezioni presidenziali entro 30 giorni. Tuttavia, la Corte Suprema ha evitato di pronunciarsi in via sostanziale sulla natura definitiva dell'assenza di Maduro, lasciando tale valutazione aperta a una fase successiva Nella sua sentenza, la Camera costituzionale ha introdotto il concetto di "assenza forzata", figura non espressamente prevista dalla Costituzione , ma che la Corte utilizza per giustificare una soluzione cautelare. La Corte Suprema ha descritto la cattura di Maduro come un sequestro di persona e ha sostenuto che questa situazione costituisce un evento di forza maggiore, senza implicare, almeno per ora, una dichiarazione formale di assenza temporanea o assoluta.
"L'obiettivo è garantire la continuità amministrativa dello Stato e la difesa della Nazione", si legge nella sentenza, precisando che essa non sostituisce i poteri degli altri poteri dello Stato, in particolare quelli dell'Assemblea nazionale. L'articolo 234 della Costituzione stabilisce che le assenze temporanee del presidente saranno compensate dal vicepresidente per un massimo di 90 giorni, prorogabili per un periodo di pari durata. Se l'assenza si protrae oltre tale termine, spetta al Parlamento decidere se si tratti di una vacanza permanente. La Costituzione riconosce come assenze assolute solo: la morte del presidente, le sue dimissioni, la sua rimozione con sentenza della Corte Suprema, l'incapacità fisica o mentale permanente, l'abbandono dell'incarico dichiarato dall'Assemblea nazionale o la revoca popolare del mandato. La cattura all'estero non rientra tra queste ipotesi, il che spiega il vuoto giuridico che la Corte suprema sta ora cercando di colmare attraverso l'interpretazione costituzionale.
Media: petroliere venezuelane in navigazione nonostante l’embargo Usa
Circa una dozzina di petroliere cariche di petrolio greggio e carburante venezuelani hanno lasciato le acque del Paese sudamericano in modalità oscura dall'inizio dell'anno, secondo documenti visionati da Reuters e fonti del settore, tra cui il servizio di monitoraggio TankerTrackers.com.
I movimenti fanno pensare a potenziale rottura del rigido blocco imposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima del blitz Usa e la cattura del presidente Nicolas Maduro sabato mattina. Trump ha dichiarato che l'embargo sul petrolio è ancora in vigore. Secondo TankerTrackers.com e i documenti di spedizione della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, tutte le navi identificate sono soggette a sanzioni e la maggior parte di esse è costituita da superpetroliere che solitamente trasportano greggio venezuelano in Cina. Un gruppo separato di navi più piccole, anch'esse soggette a sanzioni, ha lasciato il Paese dopo aver scaricato merci importate o completato viaggi nazionali. Almeno quattro delle petroliere partite hanno lasciato le acque venezuelane sabato attraverso una rotta a nord dell'isola di Margarita, dopo una breve sosta nei pressi del confine marittimo del Paese, ha affermato TankerTrackers, dopo aver identificato le imbarcazioni tramite immagini satellitari. Una fonte a conoscenza dei documenti di partenza ha dichiarato a Reuters che almeno quattro superpetroliere avevano ricevuto dalle autorità venezuelane l'autorizzazione a partire in modalità oscura. Non è stato immediatamente chiarito se le partenze fossero una violazione del blocco statunitense. Sebbene il presidente Trump abbia affermato che l'embargo petrolifero non è stato revocato, ha aggiunto che i maggiori clienti del Venezuela, tra cui la Cina, continueranno a ricevere petrolio.
Da quando il mese scorso è iniziato il blocco navale statunitense, che ha frenato le esportazioni petrolifere di Caracas, la Pdsva ha accumulato ingenti scorte di stoccaggio galleggiante di petrolio. La società sta riducendo la produzione di petrolio e ha chiesto ad alcune joint venture di chiudere gruppi di pozzi a causa dell'accumulo di petrolio e di scorte residue di carburante sia sulla terraferma che nelle navi ancorate vicino ai suoi porti.
Le esportazioni di petrolio rappresentano la principale fonte di entrate del Venezuela, di cui avrà bisogno un governo ad interim guidato dal ministro del petrolio e vicepresidente Delcy Rodriguez per finanziare la spesa e garantire la stabilità del Paese.
Messico: “L’America non appartiene a nessuna potenza”
L'America "non appartiene a nessuna dottrina o a nessuna potenza". Lo dichiarato la presidente messicana Claudia Sheinbaum, dopo l'operazione militare statunitense in Venezuela. "Il Messico sostiene fermamente che l'America non appartiene a nessuna dottrina o a nessuna potenza. Il continente americano appartiene ai popoli di ciascuno dei Paesi che lo compongono", ha affermato la leader di sinistra nella sua conferenza stampa quotidiana.
Maduro sarà in tribunale con un avvocato d’ufficio
Nicolas Maduro sarà rappresentato nella sua prima apparizione in tribunale da un avvocato d'ufficio. Lo riportano i media americani. Secondo gli esperti, il giudice concederà all'ex leader del Venezuela il tempo necessario - fra i 30 e i 45 giorni - per cercarsi un suo legale per il processo.
Il cardinale Zuppi ha chiamato la famiglia di Trentini
Il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, ha chiamato nei giorni scorsi la famiglia del cooperante italiano detenuto in Venezuela, Alberto Trentini, e ha parlato con la mamma per esprimere la sua vicinanza e l'auspicio che la vicenda possa trovare presto una soluzione.
Media: “Il piano di Trump per il petrolio venezuelano può costare oltre 100 miliardi”
Il piano di Donald Trump per ricostruire l'industria petrolifera venezuelana potrebbe costare fino a oltre 100 miliardi di dollari e richiedere anni: riportare il settore del greggio venezuelano ai picchi degli anni 1970 richiederebbe infatti investimenti per 10 miliardi l'anno per i prossimi 10 anni. A fare i calcoli è l'agenzia Bloomberg. Nell'impegnarsi a rilanciare il settore il presidente americano ha trascurato molti dettagli, fra i quali come convincerà le aziende petrolifere americane a investire somme significative in un paese temporaneamente guidato da un governo sostenuto dagli Stati Uniti e senza norme legali e fiscali.
Rodriguez nella lista nera dell’Ue: “Ha minato la democrazia in Venezuela”
La vice presidente e al momento presidente de facto del Venezuela, Delcy Eloina Rodríguez Gómez, è nella lista nera delle sanzioni Ue sin dal 2018. Le sue azioni "hanno minato la democrazia e lo Stato di diritto in Venezuela, usurpando i poteri dell'Assemblea nazionale e utilizzandoli per colpire l'opposizione e impedirle di partecipare al processo politico", si legge nelle motivazioni. Al momento non si sa se la situazione cambierà in virtù della nuova situazione. I 27, nel quadro del primo Coreper del 2026, sotto l'egida della presidenza cipriota, riceveranno un aggiornamento dal Servizio di Azione Esterna sul Venezuela.
Media, palese arroganza di Maduro ha convinto Trump a intervenire
La "palese arroganza" del leader venezuelano Nicolas Maduro, anche nel rifiutare le numerose offerte di esilio o nel ballare in pubblico, ha convinto la Casa Bianca che non avrebbe abbandonato spontaneamente il potere e che quindi sarebbe stato necessario intervenire militarmente. Lo scrive Nbc News citando un alto funzionario della Casa Bianca a condizione di anonimato, secondo il quale il team di Trump si sarebbe sentito preso in giro da Maduro, che stava cercando di smascherare il bluff. "Gli Stati Uniti sono ora stati messi in una posizione di massima influenza" e "continueremo a fare richieste al governo venezuelano che siano in linea con gli interessi sia del popolo americano che di quello venezuelano", ha aggiunto la fonte.
Maduro e la moglie arrivati al Tribunale di Manhattan
Il presidente venezuelano deposto, Nicolas Maduro, e la moglie Cilia Flores, sono arrivati al Tribunale di Manhattan. Alle 18 compariranno davanti al giudice per rispondere delle accuse di narcoterrorismo, traffico di droga e uso di armi da guerra.
Maduro viene trasferito dalla prigione al tribunale
L'ex presidente venezuelano, Nicolas Maduro, viene trasferito dal centro di detenzione di Brooklyn verso il tribunale di Manhattan, dove dovrebbe comparire davanti al giudice alle 18 (ore italiane). Le immagini trasmesse mostravano Maduro, in tuta arancione, ammanettato. L'elicottero che trasportava Maduro e sua moglie, Cilia Flores, è atterrato su un eliporto vicino al tribunale dove verrà processato per traffico di droga. Maduro, scortato da agenti della Dea, l'Agenzia federale anti-droga, ha avuto grandi difficoltà a salire sul veicolo blindato che lo porterà al tribunale e ha persino richiesto l'assistenza degli agenti. La prima udienza di Maduro in tribunale è prevista per le 12.00 ora locale (le 18 in Italia).
Starmer: “Londra al fianco della Danimarca sulla Groenlandia”
Il premier britannico Keir Starmer ha assicurato il sostegno di Londra alla Danimarca in risposta alle pretese del presidente degli Usa, Donald Trump, sulla sovranità della Groenlandia. Incalzato da Sky News Uk a margine di una visita nel Berkshire inglese sulle dure parole con cui la premier danese Mette Frederiksen ha replicato a Trump, sir Keir ha manifestato oggi una rara presa di distanza esplicita dal presidente americano e ha detto: "Io sono dalla parte di lei, (Frederiksen) ha ragione sul futuro della Groenlandia".
Ue: “Altri organismi decideranno se attacco legale”
Sull'azione degli Stati Uniti in Venezuela, "ci sono organismi che sono nella posizione migliore per decidere sulla legalità o sulla non legalità". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa. "Oggi ci sarà anche una riunione delle Nazioni Unite su questo argomento, dove saranno nella posizione migliore per valutare la situazione, anche in termini legali", ha aggiunto. "Ciò che abbiamo ricordato sono i principi che ci guidano. E questo è il diritto internazionale, e include anche la Carta delle Nazioni Unite, che deve essere rispettata. Questo è qualcosa che abbiamo ricordato e sosteniamo", ha aggiunto la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper.
Svizzera congela beni di Maduro e collaboratori
Il governo svizzero ha deciso di congelare "con effetto immediato" tutti i beni detenuti in Svizzera dal deposto presidente venezuelano Nicolas Maduro o dai suoi collaboratori. "In tal modo, il Consiglio federale mira a impedire la fuoriuscita di beni", ha affermato in una nota, sottolineando che "qualora futuri procedimenti giudiziari rivelassero che i fondi sono stati acquisiti illecitamente, la Svizzera si impegnerà a garantire che vadano a beneficio del popolo venezuelano".
Ue, Gonzalez e Machado siano coinvolti in governo
Sulle figure che dovrebbero essere coinvolte nel governo del Venezuela, "vorrei menzionare l'opposizione, e in particolare Edmundo Gonzalez e Maria Corina Machado, che hanno combattuto instancabilmente per la democrazia e i diritti umani in Venezuela, e che nel 2024 hanno anche guidato il popolo venezuelano nell'esercizio pacifico del diritto di voto". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa. "Ci sono milioni di venezuelani che hanno votato per il cambiamento e hanno sostenuto Edmundo Gonzalez con una maggioranza significativa, secondo i dati avevamo a disposizione. I prossimi passi riguardano quindi il dialogo verso una transizione democratica, che deve includere Edmundo Gonzalez e Maria Corina Machado", ha aggiunto.
Ue: “Compito venezuelani governarlo non di altri”
"E' ovviamente compito del popolo venezuelano gestire il proprio Paese, come lo è per ogni popolo del mondo, in qualsiasi nazione si trovi". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sull'ipotesi che siano gli Stati Uniti a governare il Paese. "Prima di tutto, è giusto ricordare che Nicolas Maduro mancava della legittimità di un leader democraticamente eletto, e pertanto gli eventi del fine settimana offrono un'opportunità per una transizione democratica guidata dal popolo venezuelano", ha spiegato. "Abbiamo anche ricordato, in questo stesso contesto, la necessità di rispettare il diritto internazionale e la carta delle Nazioni Unite, come è richiamato nella dichiarazione" pubblicata ieri dall'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, "e anche nel post della presidente" Ursula von der Leyen, ha aggiunto.
Berlino: “Situazione Venezuela complessa, serve tempo per valutare”
"Anche gli Stati Uniti devono rispettare il diritto internazionale". È quello che ha detto il portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Sebastian Hille, ribadendo tuttavia che la valutazione dell'intervento degli Usa in Venezuela "è estremamente complessa", e di fronte a questioni complesse "non possono esserci risposte veloci". Berlino rimanda per questo alla riunione dell'Onu di oggi. "Gli Usa devono spiegare su quale base vada giudicato quello che abbiamo vissuto, e questo non è ancora accaduto", ha aggiunto. Il governo tedesco chiede che "non ci sia alcuna instabilità politica e deve essere garantita la via verso elezioni libere", ha ribadito fra l'altro Hille, descrivendo ancora una volta il regime dittatoriale di Maduro che "ha messo in fuga 8 milioni di venezuelani" e "impoverito il Paese". Il portavoce ha sottolineato che prima di valutare l'intervento voluto da Donald Trump bisogna prendere in considerazione "aspetti di diritto internazionale, aspetti relativi ai diritti umani, e aspetti politici" della situazione.
Orban: “Usa in Venezuela come Russia in Ucraina? Paragoni pericolosi”
"Tutti i paragoni sono pericolosi". Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orbßn in conferenza stampa da Budapest rispondendo a una domanda sul parallelo tra l'intervento degli Usa in Venezuela e l'invasione russa dell'Ucraina. Il premier ha aggiunto che le due situazioni sono "completamente diverse". La Groenlandia, ha spiegato, sarebbe una questione diversa, poiché "la Danimarca è membro della Nato, così come gli Usa. Se dovesse presentarsi questa questione, l'Ungheria prenderà posizione".
Carney sente Machado: “Cogliere opportunità, Canada sostiene transizione”
Il primo ministro canadese Mark Carney ha avuto un colloquio telefonico con l'attivista e Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado. Dopo avere condannato "il regime brutalmente oppressivo, criminale e illegittimo" di Nicolas Maduro, Carney e Machado hanno sottolineato "l'importanza di cogliere questa opportunità per la libertà, la democrazia, la pace e la prosperità in Venezuela". E' quanto si legge in una nota diffusa al termine della conversazione telefonica. Carney ha promesso il sostegno del Canada a un "processo di transizione pacifico, negoziato e guidato dal Venezuela che promuova la stabilità e rispetti la volontà democratica del popolo venezuelano".
Media, Trump sta valutando la riapertura dell'ambasciata Usa a Caracas
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando la possibilità di riaprire l'ambasciata statunitense in Venezuela, ha riferito l'agenzia di stampa EFE, senza fornire ulteriori dettagli.
Macron: “Francia non approva metodo Usa”
Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che il "metodo utilizzato" dagli Stati Uniti per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro "non è stato nè sostenuto nè approvato" dalla Francia. Lo ha riferito il portavoce del governo, riportando le parole pronunciate dal presidente durante una riunione di gabinetto. Macron ha anche affermato che Nicolas Maduro è "un dittatore" e che la sua partenza è una "buona notizia per i venezuelani", ha detto ai giornalisti la portavoce dell'esecutivo, Maud Bregeon. Macron era stato criticato, soprattutto a sinistra, per la sua reazione iniziale, che non faceva alcun riferimento al metodo utilizzato da Washington.
I vescovi del Venezuela: “Decisioni siano per il benessere del popolo”
"Le decisioni che si prendono siano sempre per il benessere del nostro popolo". E' l'appello della Conferenza episcopale del Venezuela in un messaggio via social. "Alla luce degli eventi che si stanno verificando nel nostro Paese, chiediamo a Dio di donare a tutti i venezuelani serenità, saggezza e forza", sottolineano ancora i vescovi invitando il popolo di Dio "a vivere più intensamente la speranza e la fervente preghiera per la pace nei nostri cuori e nella società, rifiutando ogni forma di violenza". L'episcopato chiede che "le mani si aprano per l'incontro e l'aiuto reciproco. Perseveriamo nella preghiera per l'unità del nostro popolo".
Petro: “I venezuelani e i latinoamericani scendano in piazza”
"Tutto il popolo venezuelano, colombiano e latinoamericano deve scendere in piazza. La sovranità nazionale è sovranità popolare". Così su X il presidente colombiano Gustavo Petro risponde alle minacce di da Donald Trump. Gustavo Petro, in una serie di post online nelle ultime ore, ha affermato che avrebbe "verificato se le parole di Trump in inglese si traducono come dice la stampa nazionale". Petro ha aggiunto che "risponderà loro una volta capito cosa significa realmente la minaccia illegittima di Trump".
Ue: “Al lavoro per gli europei detenuti in Venezuela”
C'è anche un passaggio che riguarda Alberto Trentini nella dichiarazione a 26 pubblicata ieri in tarda serata dall'Ue in merito al Venezuela. Nel passaggio finale del joint statement, infatti, si legge che "le autorità consolari dei Paesi Ue lavorano in stretto coordinamento per la protezione dei cittadini europei, inclusi coloro che sono detenuti illegalmente in Venezuela".
Ungheria, dichiarazione Ue su Venezuela mostra crisi politica
"La dichiarazione rilasciata ieri da Kaja Kallas sul Venezuela mostra chiaramente la profonda crisi della politica estera comune dell'Ue". Lo ha dichiarato il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, secondo quanto riportato su X dal portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs. "Oltre a esprimere vaghi desideri, l'Ue non ha un messaggio o una strategia reali per la regione e non è in grado di definire i propri interessi nella nuova era della politica delle grandi potenze", ha aggiunto Boka, sottolineando inoltre che, "priva di strumenti e influenza, l'Ue non è finora riuscita a diventare un attore significativo e non si intravedono cambiamenti. La dichiarazione di Kaja Kallas è un segno di debolezza e di una fondamentale incomprensione della trasformazione delle relazioni internazionali. Se l'Ue vuole essere un vero attore globale, dovrebbe iniziare a non rilasciare dichiarazioni simili in futuro".
Starmer non condanna il blitz di Trump in Venezuela, polemica in Regno Unito
Montano le accuse nel Regno Unito, nel giorno della ripresa delle attività parlamentari dopo la pausa di Natale e Capodanno, contro il "doppio standard" imputato al primo ministro laburista Keir Starmer in relazione alla mancata condanna del blitz militare Usa in Venezuela. A cavalcarle sono dall'opposizione sia i Verdi di Zack Polanski (sinistra radicale) sia i centristi Liberaldemocratici di Ed Davey. Ma anche diversi deputati dell'ala più progressista dello stesso Labour: tutti d'accordo nel sollecitare una chiara presa di distanza dal grande alleato americano e una denuncia della "violazione del diritto internazionale" compiuta da Washington nel Paese sudamericano. Il richiamo al rischio di un "doppio standard" rispetto all'atteggiamento tenuto nei confronti dell'invasione russa dell'Ucraina - già emerso in riferimento alla rappresaglia d'Israele nella Striscia di Gaza palestinese - non è nuovo da parte delle voci critiche a Londra. E si ripropone in queste ore dopo che Starmer, archiviata l'iniziale reazione di cautela all'azione militare Usa a Caracas, ha precisato con una seconda dichiarazione di non aver intenzione di "versare alcuna lacrima" per la cattura del presidente Nicolas Maduro, bollato come leader "illegittimo", evitando ancora una volta qualsiasi strappo esplicito da Trump.
Caracas rende omaggio a cubani uccisi in raid Usa
"La Repubblica Bolivariana del Venezuela rende omaggio ai 32 combattenti cubani che hanno sacrificato la propria vita nell'adempimento del proprio dovere, nell'ambito di missioni di cooperazione e difesa, a seguito del criminale e infame attacco perpetrato dal governo degli Stati Uniti contro il territorio venezuelano nelle prime ore del mattino del 3 gennaio 2026". È quanto si legge in una nota del governo del Venezuela dopo la notizia della morte di 32 militari e ufficiali di polizia cubani morti sabato nel raid degli Stati Uniti in Venezuela.
Wp, Trump non sostiene Machado perché ha accettato il Nobel
Due persone vicine alla Casa Bianca hanno affermato che la mancanza di interesse di Donald Trump nel sostenere Maria Corina Machado deriva dalla decisione della leader dell'opposizione venezuelana di accettare il premio Nobel per la pace, un premio che il presidente Usa ambiva. Lo scrive il Washington Post. Sebbene Machado abbia dichiarato di dedicare il premio a Trump, accettarlo è stato un "peccato grave", ha affermato una delle persone presenti. "Se avesse rifiutato e avesse detto: 'Non posso accettarlo perché è di Donald Trump', oggi sarebbe la presidente del Venezuela", ha detto questa persona.
In Venezuela una commissione chiederà agli Usa il rilascio di Maduro
Durante la sua prima riunione di gabinetto, la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez ha annunciato misure urgenti per affrontare la crisi nel suo Paese, tra cui l'istituzione di una commissione di alto livello incaricata di garantire il rilascio di Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores, catturati dagli Usa e ora sottoposti a gravi accuse presso i tribunali americani. Secondo l'emittente statale Vtv, la commissione sarà composta dal presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez, dal ministro degli Affari esteri Yvan Gil, dal ministro delle Comunicazioni Freddy Nañez e dalla viceministra per la Comunicazione internazionale Camilla Fabri. Le richieste di scarcerazione di Maduro e Flores sono al centro del dibattito ufficiale dopo il cambio di leadership forzato seguito all'azione militare degli Usa.
Premier groenlandese: “Ora basta fantasia di annessione”
"Adesso basta", ha reagito così il primo ministro groenlandese Jens Frederik Nielssen in seguito alle ripetute minacce del presidente americano Donald Trump di voler annettere l'isola artica. "Basta pressioni. Basta allusioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alla discussione. Ma tutto questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale", ha scritto su Facebook il capo del governo groenlandese.
Tajani: “Per Trentini stiamo tentando il possibile e l'impossibile”
Sulla liberazione di Alberto Trentini "fino a ieri sera ho parlato con il nostro ambasciatore a Caracas, stiamo lavorando e stiamo tentando il possibile e l'impossibile. Speriamo che con Rodriguez il dialogo sia più facile per riportare a casa una persona che non ha fatto del male". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Rtl 102.5. "Dobbiamo garantire la nostra comunità e la liberazione dei prigionieri politici italiani, che sono una ventina, e quella di Trentini che è stato l'ultimo. Siamo fortemente impegnati per riportarli a casa. Anche gli altri sono detenuti politici - ha sottolineato il ministro - Non perché abbiano commesso alcun male".
Iran, senza Maduro relazioni invariate con Caracas
L'Iran ha affermato che le sue relazioni con il Venezuela rimangono invariate, nonostante l'arresto di Nicolas Maduro dopo un drammatico intervento militare statunitense a Caracas. "Le nostre relazioni con tutti i Paesi, incluso il Venezuela, si basano sul rispetto reciproco e rimarranno tali", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai. "Siamo in contatto con le autorità venezuelane", ha aggiunto in conferenza stampa.
Tajani: “Intervento legittimo, Usa vedevano minaccia”
L'intervento degli stati uniti in venezuela è stato "legittimo", vista la "minaccia" che washington "intravedeva" nel "narcotraffico": così il ministro degli esteri antonio tajani, intervistato dall'emittente Rtl. "E' legittimo l'intervento usa vista la minaccia che loro intravedevano e questo emergerà nel processo a nicolas maduro", ha detto tajani. "E' ovvio che il narcotraffico è uno strumento non solo di interesse economico ma anche per attaccare altri paesi". Secondo il ministro, allora, "per tutelare la propria sicurezza l'intervento diventa legittimo". Tajani ha aggiunto: "ora, certo, bisogna lavorare per una transizione democratica".
Cina, “nostri interessi in Venezuela saranno protetti dalla legge”
La Cina ha assicurato che i suoi "interessi" in Venezuela "saranno protetti dalla legge", in merito al robusto export di petrolio dal Paese caraibico verso il Dragone dopo il blitz militare Usa che nel weekend ha portato all'arresto del presidente Nicolas Maduro. el briefing quotidiano, il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha ribadito la contrarietà di Pechino "all'uso della forza nelle relazioni internazionali" da parte degli Usa che allo stato rischia di minare la pace in America Latina. Lin ha inoltre espresso il pieno sostegno cinese alla riunione odierna del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dedicata al Venezuela.
Iran chiede rilascio di Maduro: “Rapito in azione illegale”
L'Iran ha chiesto agli Stati Uniti di rilasciare il presidente del Venezuela Nicolas Maduro. "Il presidente di un Paese e sua moglie sono stati rapiti. Non c'è motivo di esserne orgogliosi, si tratta di un atto illegale", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai. "Come ha sottolineato il popolo venezuelano, il suo presidente deve essere liberato", ha aggiunto durante una conferenza stampa a Teheran.
Cina: “Rilascio immediato Maduro, Usa viola diritto”
La Cina chiede il rilascio "immediato" del presidente venezuelano Nicolas Maduro ed esprime "grave preoccupazione" per la sua cattura e quella della moglie da parte degli Stati Uniti. Le autorità di Pechino accusano inoltre Washington di "violare il diritto internazionale" e i principi della Carta delle Nazioni Unite.
Xi: “Azioni prepotenti stanno cambiando ordine internazionale”
Il mondo "sta attraversando un periodo di turbolenze e cambiamento", dove "azioni unilaterali e prepotenti stanno avendo un grave impatto sull'ordine internazionale". Lo ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping citato dalla televisione di stato Cctv. Senza citare gli Stati Uniti o il Venezuela, Xi ha affermato che "tutti i Paesi dovrebbero rispettare i percorsi di sviluppo scelti in modo indipendente dai popoli delle altre nazioni". Il presidente cinese ha poi dichiarato che occorre "rispettare il diritto internazionale e gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite". Inoltre "le grandi potenze, in particolare, devono assumere un ruolo guida", ha aggiunto Xi durante un incontro con il primo ministro irlandese Micheal Martin in visita in Cina. In precedenza Pechino aveva chiesto a Washington di rilasciare "immediatamente" il presidente venezuelano Nicolas Maduro catturato in una operazione americana e portato negli Stati Uniti.
Rodriguez a Trump: “Lavoriamo insieme per la pace e il dialogo”
Nel suo primo messaggio da presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Nicolas Maduro, Delcy Rodríguez si è rivolta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump invitandolo a "lavorare insieme" e invocando un rapporto rispettoso tra i due Paesi, caratterizzato da "pace e dialogo, non guerra". Rodríguez ha lanciato questo appello dopo aver presieduto la sua prima riunione di gabinetto. "Presidente Donald Trump - ha affermato Rodríguez nel suo messaggio, trasmesso sul suo canale Telegram ufficiale - il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questa è sempre stata la posizione del presidente Nicolas Maduro, ed è la posizione di tutto il Venezuela in questo momento". "Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale - ha detto ancora - Crediamo che la pace globale si costruisca garantendo innanzitutto la pace di ogni nazione. Invitiamo il governo degli Stati Uniti a lavorare insieme su un programma di cooperazione, orientato allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e a rafforzare una duratura convivenza comunitaria", ha dichiarato la presidente ad interim.
Petro a Trump: “Basta calunnie, non sono illegittimo né un narcotrafficante”
"Non sono un presidente illegittimo, né un narcotrafficante". Così il presidente colombiano Gustavo Petro si è rivolto su 'X' al suo omologo americano Donald Trump e al Segretario di Stato Marco Rubio, chiedendo loro di "smettere di calunniarmi, il mio nome non compare in nessun caso di traffico di droga". In un lungo post Petro ha anche ricordato quando fatto, in qualità di "comandante supremo delle forze armate", per combattere il traffico di droga, "ho ordinato il più grande sequestro di cocaina della storia mondiale". Petro ha anche detto di avere "un'enorme fiducia nel mio popolo ed è per questo che ho chiesto al popolo di difendere il presidente da qualsiasi atto violento illegittimo contro di lui". Trump ha accusato Petro di avere "fabbriche e stabilimenti di cocaina, e non lo farà per molto tempo".
Cina: “Inaccettabile che si agisca come giudici del mondo”
La Cina non accetta che i Paesi agiscano come "giudici del mondo", la sovranità di tutte le nazioni "deve essere protetta". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, nell'incontro a Pechino con il suo omologo pakistano Ishaq Dar, riferendosi agli "improvvisi sviluppi in Venezuela" senza menzionare direttamente gli Stati Uniti. "Non abbiamo mai creduto che un Paese potesse fungere da polizia del mondo, né accettiamo che una nazione possa affermare di essere giudice del mondo", ha osservato Wang, nel resoconto dei media statali. "La sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero essere pienamente protette dal diritto internazionale", ha aggiunto il capo della diplomazia di Pechino, nel suo primo intervento pubblico dopo che le immagini di Maduro bendato e ammanettato.
Trump: “Abbiamo bisogno di accesso totale al petrolio venezuelano”
“Gli Stati Uniti hanno bisogno di accesso totale al petrolio e a altre risorse in Venezuela”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump.
Trump insiste: “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza Usa”
"Abbiamo bisogno della Groenlandia" per la sicurezza degli Stati Uniti, ha ribadito il presidente americano Donald Trump ai reporter sull'Air Force One. E “l'Ue ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia", ha aggiunto. "Ne abbiamo bisogno – ha spiegato – dal punto di vista della sicurezza nazionale, è così strategica. In questo momento è piena di navi russe e cinesi ovunque e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene", ha detto Trump prima di scherzare affermando che Copenaghen ha migliorato la sicurezza della Groenlandia aggiungendo "una slitta trainata da cani".
Trump: “Cuba è pronta a cadere”
Cuba è "pronta a cadere": così il presidente americano Donald Trump, parlando con i reporter sull'Air Force One. Trump ha detto che sarebbe difficile per L'Avana "resistere" senza ricevere petrolio venezuelano fortemente sovvenzionato. "Non credo che sia necessaria alcuna azione, sembra che stia crollando", ha aggiunto.
Trump: “Prima sistemiamo il Venezuela, poi pensiamo alle elezioni”
"In questo momento stiamo pensando più a 'sistemare' il Venezuela che alle elezioni, le elezioni si terranno al momento giusto": così il presidente Usa, Donald Trump. "Stiamo trattando con le persone che sono appena entrate in carica", ha aggiunto.
Trump minaccia anche il Messico: “Dobbiamo fare qualcosa”
"Dobbiamo fare qualcosa con il Messico, il Messico deve darsi una regolata": il presidente americano Donald Trump ha minacciato anche il Paese confinante, come aveva fatto nei giorni scorsi, per il traffico di droga e migranti.
Trump minaccia la Colombia: possibile missione come in Venezuela
"La Colombia è governata da un uomo malato, non lo farà ancora per molto tempo": lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One. "L'operazione Colombia mi sembra una buona idea", ha aggiunto. Il presidente Usa ha minacciato il suo omologo colombiano, Gustavo Petro, di inviare nel suo paese "una missione statunitense" simile a quella che ha attaccato diverse zone del Venezuela e che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolàs Maduro.
Trump minaccia un secondo attacco al Venezuela “se Caracas sgarrerà”
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato un secondo attacco al Venezuela se chi è al potere a Caracas non si comporterà come richiesto da Washington.
Trump minaccia il rialzo dei dazi all'India per l'import del petrolio russo
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato un rialzo dei dazi all'India "se non aiuterà sulla questione del petrolio russo", di cui è uno dei principali importatori.
Trump: “Colpo durissimo all'Iran se ucciderà i manifestanti”
L'Iran "subirà un colpo durissimo" se i manifestanti verranno uccisi: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con i reporter a bordo dell'Air Force One. "Stiamo osservando la situazione molto da vicino. Se iniziano a uccidere persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti molto duramente dagli Stati Uniti", ha dichiarato Trump.
Trump: “Molti cubani sono stati uccisi durante la cattura di Maduro”
"Molti cubani" sono stati uccisi durante la cattura di Nicolas Maduro: lo ha detto il presidente Trump, parlando con i reporter a bordo dell'Air Force One. "Sapete, molti cubani sono stati uccisi ieri", ha dichiarato Trump aggiungendo che ci sono state "purtroppo molte vittime nell'altro campo". Un gran numero di membri del personale di sicurezza di Maduro era cubano.
Trump: “Siamo noi ad avere il controllo del Venezuela”
"Siamo noi ad avere il controllo in Venezuela": lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con i reporter a bordo dell'Air Force One. "Stiamo trattando con persone che sono appena entrate in carica. Non chiedetemi chi sia al comando, perché vi darò una risposta che sarà molto controversa", ha dichiarato Trump rispondendo a un giornalista che gli chiedeva se avesse parlato con la leader ad interim Delcy Rodriguez. "Ciò significa che siamo noi al comando", ha aggiunto il presidente Usa di fronte all'insistenza dei reporter.